La tua ricerca ha prodotto 5 risultati per cristiani:

«Lasciateci decidere da soli»

Milano «Lasciateci decidere da soli» L'appello di monsignor Mounir Khairallah , vescovo libanese di Batroun, una delle voci più ascoltate dal patriarca maronita Béchara Boudros Rai: «Aiutate i profughi siriani in Libano a tornare alle loro case e lasciate che i popoli scelgano il loro futuro». Storicamente il Libano è una terra accogliente - afferma monsignor Mounir Khairallah , vescovo di Batroun a 50 km a nord di Beirut e una delle persone più ascoltate dal patriarca maronita Béchara Boutros Raï, in questi giorni in visita all’Università Cattolica -. Nonostante la Siria abbia occupato militarmente il Libano per 30 anni, i libanesi continuano ad accogliere per tradizione tutti coloro che non si sentono di poter vivere degnamente nella loro terra». Consideriamo da un lato che i profughi attualmente in Libano, se non si sbloccherà la situazione, inevitabilmente non vorranno più rientrare. Basti pensare che in questo momento americani e russi stanno lottando per avere la parte più grande dell’investimento per la ricostruzione della Siria che secondo un calcolo degli Stati Uniti ammonta a 600 miliardi di dollari». Non è il numero che conta ma è la qualità della nostra presenza, il fatto che siamo uniti e che conserviamo i valori umani. Se i cristiani sparissero dal Medioriente non ci sarebbe più vita neanche per i musulmani perchè anche loro hanno paura: non ci sono luoghi dove sciiti e sunniti vivono insieme, i cristiani sono gli unici a saper vivere con tutti».

 

Karachi, parla il cardinale Coutts

milano Karachi, parla il cardinale Coutts L’arcivescovo metropolita della città del Pakistan ospite in Cattolica per iniziativa della Fondazione Aiuto alla Chiesa che soffre, racconta ai nostri microfoni della presenza della minoranza cristiana in un Paese musulmano. L’indifferenza della comunità internazionale ”, promosso giovedì 4 aprile dalla Fondazione di Diritto Pontificio “Aiuto alla Chiesa che soffre”, unitamente all’Arcidiocesi e all’Università Cattolica. Nell’intervista che ha rilasciato ai microfoni di Cattolicanews parla della situazione dei cattolici nel suo Paese e del favore con cui è stata accolta, anche tra i musulmani, la sua nomina a cardinale da parte di Papa Francesco. È vero, la Chiesa è nata nella sofferenza e nella persecuzione, ma ci viene ricordato che esistono realtà di tragica sofferenza anche oggi. San Giovanni Paolo II ha detto, giustamente, che la Chiesa è ritornata a essere una Chiesa dei martiri; papa Francesco dice di essere convinto che vi siamo più martiri cristiani nell’attualità che nei primi secoli: lo confermano i numeri. Queste sono cose da insegnare e tutto ciò ha a che fare con l’ispirazione formativa dell’Università Cattolica» «La Chiesa di Milano - ha affermato l’arcivescovo Mario Delpini - è qui per dire che quando una delle membra soffre, tutto il corpo soffre. La mia presenza è una forma di condivisione del soffrire, non solo un desiderio di sapere, ma è l’esperienza della sofferenza condivisa».

 

Medioriente, cristiani in fuga

Così il cardinale Fernando Filoni introduce il tema delle persecuzioni dei cristiani alla presentazione del suo libro La Chiesa in Iraq. Nel corso dell’incontro, dopo i saluti del rettore Franco Anelli , sono intervenuti il presidente della Commissione esteri del Senato Pier Ferdinando Casini , il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e i professori Agostino Giovagnoli ed Elisa Giunipero . Nel libro il cardinal Filoni traccia la storia della presenza dei cristiani in Iraq a cominciare dall’annuncio del Vangelo fino ai giorni nostri. Nel Paese che è sempre stato terra di passaggio e d’incontro di culture diverse, la questione della presenza dei cristiani e di altre minoranze in questa regione è oggi molto complicata. Nonostante la comunità cristiana in Oriente sia «stabile da almeno mille anni», come afferma la professoressa Giunipero, con lo sviluppo e l’affermazione del sedicente Stato Islamico, è costretta ad abbandonare le proprie case e attività. Quando si è una minoranza si corre il rischio di perdere fiducia in se stessi perché si ha la sensazione di essere schiacciati da realtà maggiori», spiega il cardinale. Anche il direttore del Corriere della Sera interviene sull’importanza dei mezzi di comunicazione nel portare il pubblico a conoscenza di questioni spesso lasciate in secondo piano.

 

Cristiani in Iraq, dibattito con Fontana

Milano Cristiani in Iraq, dibattito con Fontana Milano, 11 febbraio 2016 . Il direttore del Corriere della Sera, insieme al presidente della Commissione esteri del Senato Casini e al professor Giovagnoli, alla presentazione del libro del cardinal Filoni, già nunzio a Bagdad durante la guerra del 2003. La vicenda dei cristiani in Iraq - e, più in generale, in tutto il Medio Oriente - è solo apparentemente lontana e in realtà ci riguarda tutti», afferma il professor Giovagnoli, che ha organizzato l’incontro. Riguarda, infatti, una delle aree del mondo dove è più evidente quella “terza guerra mondiale a pezzi” di cui ha parlato papa Francesco, che spesso ha fatto anche riferimento alla persecuzione di cui soffrono, insieme ad altre minoranze, i cristiani di quella regione». L’occasione dell’incontro è offerta dalla presentazione del libro La Chiesa in Iraq. Storia, sviluppo e missione, dagli inizi ai nostri giorni , Libreria Editrice Vaticana, scritto dal cardinal Filoni, che unisce il suo interesse per la storia all’esperienza da lui vissuta quando era nunzio a Bagdad durante la guerra in Iraq del 2003 e alla sua attuale responsabilità come Prefetto di Propaganda Fide. L’ Iraq, scrive l’autore, è espressione di un “impero collassato nel quale sono convissute per secoli nazionalità, tribù religioni e culture diverse”.

 

In Egitto i nuovi assassini

I nuovi “assassini” sono un’altra cosa: schegge, prima di diventarlo materialmente, di un mondo in cui gli ordini del vecchio sono sostituiti da proclami e istruzioni reperibili nel web, veicoli di un potere distruttivo diffuso da un centro anonimo e sfuggente. L’attentato di Alessandria d’Egitto è avvenuto all’entrata della chiesa dove la massima autorità religiosa dei cristiani copti aveva appena terminato di celebrare messa. Esso esige azioni in qualche modo coordinate e prolungate di governi interessati a promuovere la pace , di apparati informativi leali , di leader religiosi capaci di discernimento , di università e sistemi di informazione in cui l’aspirazione alla comprensione delle ragioni dell’altro prevalga sulla polemica e sull’apologetica . docente di Storia del cristianesimo alla facoltà di Lettere e filosofia , direttore del dipartimento di Scienze religiose #religione #violenza #islam #copti #cristiani Facebook Twitter Send by mail CRISTIANI D’ORIENTE. Passato attraverso varie fasi, da Sadat a Mubarak, dai Fratelli musulmani ad Al-Sisi, il cristianesimo copto non ha mai goduto di particolare libertà: “Se non si può parlare di persecuzione, è appropriato parlare di discriminazione ”. “Le terre che oggi chiamiamo Siria, Iraq e Turchia orientale ospitavano centinaia di monasteri, centri di conoscenza e di erudizione che non avevano eguali nell’antico Occidente cristiano, nemmeno in Irlanda. Tutti articoli che danno un quadro ricco di informazioni storiche e attuali, drammatico ma non senza speranza della realtà dei cristiani, senza mai disperare della possibilità di un dialogo con i musulmani che abitano quelle terre, spesso luogo di convivenza nel corso delle varie epoche.

 
Go top