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Summer School, la meta è adesso

E con un vasto investimento in cultura , da toccare con mano in quel grande museo a cielo aperto che è il nostro Paese. Le Summer School 2017 , che salgono da 19 a 28 rispetto allo scorso anno, sono un’opportunità per chi vuole sfruttare il periodo estivo per approfondire specifici temi di studio o ricerca. A fianco delle 14 School nel settore umanistico e dei beni culturali - con percorsi “classici” sui grandi autori (da Dante a Manzoni , fino a Leopardi , Pascoli e Montale ) studiati nei loro “luoghi” - le proposte 2017, tracciano un percorso che tocca la nostra geografia da Nord a Sud. Al cuore del programma, proposto a Milano con il centro di ricerca olandese TNO, i network peer-to-peer , che permettono di mantenere l’anonimato e le cripto-valute, come il bitcoin, diventati ormai strumenti potenzialmente illeciti rivolti a crimini quali il traffico di droghe, di armi, o al cyber-terrorismo. Al mondo guarda anche la Summer School Managing International Relations , ideata per chi intende intraprendere una carriera di analista, o già lavora, in organizzazioni internazionali, fondazioni, società di consulenza e multinazionali nell’ambito della politica internazionale e degli studi strategici. Equilibrata , perché permette di dedicare il giusto tempo, con un ritmo che si dipana in lezioni d’aula alternate a confronti nei porticati accoglienti del Collegio e alle chiacchierate sul lungolago di Stresa». Ma di interessante c’è stato anche il tempo “giusto”, una settimana, in un contesto facilitante: poter dialogare, porre domande, condividere intuizioni insieme a docenti di altissimo livello anche fuori dalle lezioni (magari chiacchierando sulla terrazza vista mare): «È diverso dallo stare da solo con il proprio libro, è l’università».

 

La start up della cultura

MILANO La start up della cultura Antonio Leone , diplomato al master Almed in Progettare cultura, ha fondato ruber.contemporanea spinto dal desiderio di organizzare una mostra su una delle più affermate artiste internazionali. by Daniela Fogliada | 27 maggio 2015 «Costituire la mia start up culturale è stato quasi un passo obbligato per coordinare la mostra che avevo ideato su Regina José Galindo , tra le più importanti artiste contemporanee e performer internazionali, vincitrice del Leone d'Oro alla 51esima Biennale di Venezia come migliore giovane artista». Antonio Leone (a sinistra nella foto con Regina José Galindo e Diego Sileo) , alumnus di Almed , master in Progettare Cultura , ha fondato la nuova impresa culturale ruber.contemporanea quasi spinto dal desiderio di dare corpo al progetto che doveva realizzare. Il fatto di poter disporre di uno staff completo e competente in grado di gestire tutte le fasi progettuali ed esecutive, si è alla fine rivelato il vero valore aggiunto». Il progetto su Regina Josè Galindo si è potuto realizzare grazie alla collaborazione e partnership con il Pac di Milano che ha permesso sia di contenere i costi che di lavorare in modo più snello. Che competenze e conoscenze ti ha fornito il master? «È stato molto utile nel dotarmi in modo equilibrato e competente di uno sguardo completo su tutti gli aspetti legati alla dimensione del lavoro culturale , soprattutto in ambito ideativo e organizzativo. Ambasciate, istituti di cultura e fondazioni straniere che intendono promuovere sia il loro sistema Paese che aspetti specifici della loro cultura in altri contesti.

 

La cultura salverà l’Europa

Milano La cultura salverà l’Europa Giovedì 11 e venerdì 12 maggio a Milano una due giorni internazionale di confronto e dibattito sui valori che nei secoli hanno fondato l’identità europea e hanno portato all’idea di “casa comune”. In un momento storico e politico che si sta interrogando sul valore e sul significato dell’unione dell’Europa, l’Università Cattolica promuove giovedì 11 e venerdì 12 maggio , con il contributo del Centro di cultura e iniziativa teatrale “Mario Apollonio” (Cit), l’evento “Identità europea. Una due giorni internazionale di confronto e dibattito sui valori che nei secoli l’hanno fondata e hanno portato all’idea di madrepatria e di “casa comune”. La cultura è vista non come qualcosa di statico, ma come un work in progress che, a partire dalla sua sedimentazione secolare, continua a evolversi e vuol essere fondamento dell’integrazione europea, per la prima volta nella storia impostata non su basi imperialiste, ma democratiche. Diritto, storia, cultura artistica e teatrale" si aprirà giovedì 11 maggio a Milano in largo Gemelli (aula Pio XI, ore 13) e proseguirà venerdì 12 presso la Biblioteca Ambrosiana in piazza Pio XI 2 (Sala delle Accademie, ore 9). Promossa dal Centro di cultura e iniziativa teatrale "Mario Apollonio", la due giorni è stata organizzata con il contributo scientifico dei professori dell'Università Cattolica Enzo Balboni , Angelo Bianchi , Paolo Biscottini e Annamaria Cascetta . La giornata di venerdì 12 sarà dedicata ad approfondire la cultura umanistica europea, con particolare attenzione all'arte e al teatro, attraverso relazioni di docenti italiani e stranieri.

 

Lettori non si nasce, si diventa

MIlano Lettori non si nasce, si diventa Secondo Aidan Chambers , scrittore e saggista inglese, tra i più autorevoli protagonisti della riflessione sull'educazione alla lettura, leggere è tutt’altro che naturale. maggio 2017 Come si diventa lettori? La domanda presuppone una premessa importante, e cioè che la passione verso la lettura è una conquista culturale e non un dato naturale. Se l’umanità ha impiegato migliaia di anni per mettere a punto un sistema complesso di scrittura come quello alfabetico, oggi si richiede a un bambino di sviluppare l'innata capacità di decodificarlo nell’arco di tre anni scolastici. Riuscire ad andare poi oltre la sola decodifica del testo e sviluppare la passione per la lettura, è obiettivo ancora più arduo, che permette però un accesso continuo alla letteratura e quindi offre la possibilità di dare senso alla propria esperienza e di allargare i propri orizzonti culturali. Nella faticosa conquista della lettura che il bambino si trova ad intraprendere, la figura dell’adulto è necessaria per innescare il processo di sviluppo della persona verso l’essere un lettore competente e appassionato. Ma come esercitare questa responsabilità educativa? Si comincia sin dalla prima infanzia esponendo il bambino alla lettura: la lettura ad alta voce dell’adulto assume in questa fase la forma di relazione, che permetterà in seguito al bambino di associare l’atto del leggere a una sensazione di piacere e conforto. Il Reading Circle individua le tre fasi dell’atto del leggere - selezione, lettura e risposta del lettore - in cui l’educatore ha un ruolo attivo: in ognuna di esse deve infatti sapere intervenire opportunamente, rispettando l’esclusività e i tempi di ogni bambino.

 
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