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Dal Brasile al master fino a Pinã Cultura

cattolicapost Dal Brasile al master fino a Pinã Cultura Debora Ramos ha fondato in Brasile un'agenzia di progetti culturali specializzata in arti visive. La sua formazione al master Progettare cultura 20 settembre 2019 Dopo diverse esperienze lavorative e formative, fra cui il master Progettare Cultura , Debora Ramos ha co-fondato una agenzia di progetti culturale specializzata in arte visive. Pinã è una impresa culturale a 360° che organizza mostre, performance, installazioni, si occupa di pubblicazioni di libri d'arte, e forma guide didattiche per mostre d'arte. Pinã Cultura si propone di elaborare e sviluppare sia progetti d’arte (mostre, performances, libri d’arte) sia il coordinamento educativo delle guide per mostre, musei e gallerie. Dopo aver lavorato tanti anni presso la casa editrice Cosac&;Naify mi occupo ancora di libri d’arte: a breve uscirà una pubblicazione su Tunga, uno dei più importanti e influenti artisti brasiliani della sua generazione». Offrendomi competenze utili anche in una realtà diversa come il Brasile, fino alla creazione di una impresa in proprio in cui sono coinvolta dal 2017: Pinã Cultura ». Il nome Pinã Cultura è un gioco di parole di difficile traduzione; nasce da un’espressione brasiliana che significa “risolvere i problemi”.

 

L’università, cuore pulsante dello sviluppo

Università Cattolica incontra Matera 2019 L’università, cuore pulsante dello sviluppo A Matera è iniziato il seminario di Teologia sulla Terza missione dell’Università Cattolica. La terza missione infatti ricorda che l’università è il cuore pulsante di ogni autentico sistema di sviluppo sociale». L’intento è stato e rimane quello di far rientrare i nostri giovani nella terra di Lucania che vede lo spopolamento delle sue energie e menti più preziose che quotidianamente sono costrette a emigrare. Insomma un esempio virtuoso di Terza missione di un ateneo che contribuisce alla valorizzazione e allo sviluppo del territorio. Ed «è in tale orizzonte che si deve collocare la terza missione dell’Università perché questa istituzione, fedele alla propria natura specifica, si ponga seriamente a confronto con le nuove sfide epocali». Il fine dell’educazione, come si legge nella Gravissimum educationis, è di consentire a ogni persona di sentirsi attivamente partecipe nella costruzione di una nuova società, a partire da un quadro di istanze etiche e normative condivise. Al dibattito sono interventi anche Aurelia Sole , rettore dell’Università degli Studi della Basilicata, e Alberto De Toni , rettore dell’Università degli Studi di Udine e presidente della Fondazione Crui #teologia #cultura #terza missione Facebook Twitter Send by mail.

 

Teologia e tecnologia, dialogo possibile

Università Cattolica incontra Matera 2019 Teologia e tecnologia, dialogo possibile La terza giornata del Seminario di teologia a Matera si è soffermata sulle risposte che la riflessione teologica è chiamata a dare in un’epoca di nuovi scenari scientifici e culturali. L’atteggiamento corrente nei confronti della tecnologia e delle innovazioni scientifiche, soprattutto quelle connesse alle tecnologie emergenti, è fortemente schierato», ha detto Luca Peyron , docente di Teologia all’Università Cattolica e all’Università di Torino e coordinatore del dibattito Teologia e innovazioni scientifiche: cambiamenti e prospettive . Entusiasti e cacciatori di streghe, apocalittici e integrati sono abbastanza equamente distribuiti sui due fronti e le motivazioni che li animano sono le più diverse». Tutto ciò comporta una «serie di conseguenze sulle condizioni di vita dell’essere umano, sulle sue relazioni con gli altri esseri, naturali e artificiali, sulla sua comprensione di se stesso, del suo essere al mondo». Perché ciò accade? «Molto dipende dalla struttura delle forme di comunicazione oggi più diffuse, e di ciò che esse veicolano». Non sono più necessari gli opinion leader, ora chiunque può esprimere la propria opinione: basta che acceda a una piattaforma, che rende tutto piatto, omologato. Da qui la possibilità di «un incremento di esperienza della realtà, esperienza che dovrà cercare delle motivazioni che la regolino; motivazioni che non potranno che provenire da una riflessione su quale sia la speranza che muove la ricerca umana».

 

Wael Farouq, la cultura che unisce

La cattolica al meeting Wael Farouq, la cultura che unisce Nel suo intervento al Meeting di Rimini il professore di Lingua araba ha sottolineato il ruolo della cultura come spazio di incontro tra Oriente e Occidente. agosto 2019 La cultura unisce dove politica ed economia dividono. Secondo il docente dell’Ateneo quello che occorre evitare è il dialogo tra stereotipi. Lo scontro tra luoghi comuni fa emergere che c’è un problema mentre il dialogo tra stereotipi è silenzioso ma distruttivo». meeting #cultura #dialogo Facebook Twitter Send by mail.

 

Alix (Tardieu)... Nel Paese delle Meraviglie

Brescia Alix (Tardieu)... Nel Paese delle Meraviglie Accompagnati dal docente Davide Vago, un gruppo di studenti di Letteratura francese ha fatto visita ad Alix Tardieu, figlia del noto poeta Jean, che oggi nella sua dimora situata sulle sponde del lago di Garda custodisce e promuove l'eredità paterna. È per questo motivo che, quando abbiamo scoperto che Alix Tardieu , figlia unica del poeta e drammaturgo francese Jean Tardieu (1903 – 1995) , vive a San Felice del Benaco, nei pressi del Lago di Garda, non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di soddisfare la nostra curiosità. Accompagnati da Davide Vago , docente di letteratura francese, siamo stati accolti dalla signora Tardieu nella sua bella villa con giardino, nascosta nel cento di San Felice dietro un imponente portone. Prima di essere in parte adibito ad alloggio per turisti, questo luogo era la residenza che Jean Tardieu aveva scelto come casa per la famiglia sul Lago di Garda: un vero e proprio "Paese delle Meraviglie", immerso nella natura e nella tranquillità tipiche di quella zona. Ciò che colpisce di più tra i manoscritti sono probabilmente i Poèmes à voir, ossia delle poesie che si ispirano ai calligrammi di Apollinaire: nel calligramma, i versi sono disposti a formare un’immagine, rappresentante il tema della poesia. Ci ha mostrato le tesi di laurea di sua madre, studiosa di botanica, che il nonno, il pittore Victor Tardieu , aveva fatto rilegare in maniera sublime. Abbiamo visto lo studio dove Jean Tardieu si ritirava per leggere o scrivere, l’arpa che sua madre ( Caroline Luigini , musicista discendente da una famiglia di origine italiana emigrata in Francia) usava per dare lezioni di musica e i quadri che Victor aveva dipinto.

 

Notre Dame, un simbolo in fiamme

MILANO Notre Dame, un simbolo in fiamme Con l’incendio della cattedrale parigina prendono fuoco le radici culturali dell’Occidente perché, spiega il professor Gian Luca Potestà , la chiesa intitolata a Nostra Signora fu un centro di produzione e di irradiazione del sapere europeo. aprile 2019 Di Gian Luca Potestà * Monumento artistico e letterario celeberrimo, Notre-Dame rappresenta per noi soprattutto la memoria del principale centro di produzione e irradiazione del sapere dell’Europa e del cristianesimo. Intorno alla metà del secolo, Parigi si profila già come centro intellettuale di rilievo: le scuole si moltiplicano, i maestri vi si fermano, gli studenti accorrono. Tutto sarebbe forse rimasto disperso e frammentato, se Pietro Lombardo, un novarese divenuto intorno alla metà del secolo vescovo di Parigi, non avesse dato nuovo impulso alla scuola della cattedrale, verso cui affluiscono studenti da tutta Europa. Pietro Lombardo produce per loro il Libro delle Sentenze , manuale originale, in quanto vi si trovano disposti per materie i pareri dei principali autori del passato nei campi in cui dovevano formarsi i giovani intellettuali, allora quasi sempre chierici. Sino alla fine del Medioevo, il Libro delle Sentenze fungerà da manuale di base per generazioni di studenti universitari. Brulicante allora di soggetti in ricerca, di intellettuali di prestigio, di forze preoccupate di ragionare e impegnate a polemizzare con passione sui grandi temi dei destini del mondo e delle società, del progresso della ragione e dell’ascolto della rivelazione, quella Notre-Dame ritorna viva nell’immagine di quei bagliori remoti.

 

Scala, abbonamenti a prezzi agevolati

Per la stagione di Recital di Canto il costo del posto palco è di euro 77 e del posto platea di euro 126. I recital di canto sono un’ulteriore occasione di ascoltare alla Scala alcune delle voci più prestigiose del panorama internazionale, ma offrono in primo luogo la possibilità di ascoltare un repertorio di canto da camera che include alcune delle gemme più preziose della tradizione musicale dell’Occidente. Il 26 gennaio il basso Erwin Schrott , protagonista di tante serate scaligere (incluso Escamillo nella Carmen inaugurale del 2009) e di recente apprezzato Alidoro ne La Cenerentola si presenta con un pianista di sicura esperienza come Giulio Zappa . Il 23 febbraio Aleksandra Kurzak , che qui ha cantato in Rigoletto, Le nozze di Figaro e Le Comte Ory e Julius Drake, tra i più apprezzati accompagnatori, presentano un programma di Lieder di Schubert, Schumann, Brahms e Richard Strauss. Il 19 aprile il ciclo dei recital si apre alla voce di controtenore con uno degli artisti più acclamati dei nostri anni, Bejun Mehta , già presente alla Scala in Tamerlano nel 2017 e Giulio Cesare nel 2019, che proporrà musiche di Mozart, Beethoven, Haydn, Britten e Mahler insieme a Jonathan Ware . Per il 27 ottobre è di nuovo Giulio Zappa ad accompagnare Marina Rebeka , straordinaria Violetta sotto la guida di Myung Whun-Chung nel 2019 e di Zubin Mehta nel 2020, con musiche di Rachmaninov, Bellini e Verdi. A concludere il ciclo un’altra coppia imperdibile per affinità di talento, gusto e sensibilità: Sabine Devieilhe , tra le voci più ricercate degli ultimi anni, e il pianista Alexandre Tharaud i n un programma di musica francese.

 

La cultura germoglia tra i Sassi

milano La cultura germoglia tra i Sassi L’Università Cattolica incontra la capitale europea della cultura con varie iniziative: un progetto di alternanza scuola-lavoro , una serie di eventi nei chiostri a partire dalla mostra di Antonio Paradiso , un volume-antologia curato dal Laboratorio di editoria. È questo il progetto Università Cattolica incontra Matera 2019 promosso dall’Ateneo di largo Gemelli, dall’Istituto Giuseppe Toniolo, dalle diocesi di Matera, Potenza e Melfi, in collaborazione con Fondazione Matera 2019. Soddisfatto Verri: «Per Matera 2019, non è la fine ma l’inizio» di una grande apertura propiziata anche da un bilancio in ordine, che permette di guardare al successivo triennio con lo stesso entusiasmo. La prima è Lucania FutureLab , un progetto di alternanza scuola lavoro , che coinvolge oltre 220 alunni delle classi quarte di una decina di scuole tra istituti superiori e licei della Lucania . La seconda è Mater Matera nei Chiostri , una serie di eventi culturali ed esibizioni che danno spazio allo straordinario patrimonio lucano, con l’obiettivo di portare Matera Capitale Europea della Cultura a Milano . Tra i primi appuntamenti in calendario tra maggio e giugno: la presentazione nell’ambito di Photoweek (3-9 giugno 2019) del volume Treccani dedicato a Matera , con fotografie di Aurelio Amendola e testo di Giuseppe Lupo . E ancora il progetto didattico-culturale “ Matera Best seller ” a cura del Laboratorio di Editoria dell’Università Cattolica, che vede in preparazione un volume edito da Educatt sul tema dei casi editoriali che parlano di Matera.

 

I sociologi e la fiducia al tempo del digitale

Magatti è partito dall’etimologia della parola fiducia, fides (fede), per considerare il tema nelle forme e nei modi nel mondo in cui oggi viviamo, quale “spazio vuoto tra me e gli altri”. I laboratori di quartiere - ha detto - sono l’anello di congiunzione tra l’amministrazione e i cittadini, e contribuiscono a costruire fiducia. Questi spunti sono stati ripresi da Alberto Marinelli dell’Università Sapienza di Roma il quale ha fatto vari esempi dell’attuale perdita di fiducia. Google”: tutti cercano notizie circa i propri mali sul maggior motore di ricerca e poi vanno dal medico, non per ascoltare i pareri della sua competenza clinica, ma per trovare conferme a quanto hanno letto in rete. Giovanni Boccia Artieri dell’Università “Carlo Bo” di Urbino, oltre al concetto di perdita e della ricostruzione della fiducia, si è soffermato sull’influenza nella società digitale. Ha arricchito la sua relazione con esempi di stretta attualità ricavati dalla cronaca, in particolare i casi di Carola Rackete, Emma Marrone, la Gip di Agrigento Alessandra Vella. Il sociologo ha evidenziato i meccanismi di influenza come “macchine che prendono consenso senza senso”, e ha inquadrato il rapporto tra rischio e fiducia, l’accettazione di quanto non ci è familiare, “familiarizzando in un contesto di positività”.

 

Matera capitale, un miracolo italiano

Nelle parole di Elena Donaggio , Senior consultant di Avanzi, le tappe che hanno inciso sull’urbanistica di Matera. Il percorso del gruppo di lavoro di Olivetti si interruppe però bruscamente quando quella che veniva percepita come un’emergenza nazionale venne risolta con la Legge speciale per lo sfollamento dei Sassi , nel 1952, che impose a due terzi degli abitanti di abbandonare le proprie case e trasferirsi nei nuovi rioni. Il dibattito sul destino dei Sassi continuò e nel 1986, ebbe inizio il processo di risanamento, che culminò nel 1993 con la designazione dei Sassi come paesaggio culturale Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco. Uno degli obiettivi principali del progetto è lavorare sulla percezione della città come unica, ricucendo il tessuto urbano e rendendo attrattivi anche i quartieri di edificazione recente perché parte fondamentale della storia del luogo e dei suoi abitanti. Curti ha presentato due progetti che si muovono in questa direzione: Matera Alberga, realizzato con la partecipazione degli albergatori, che hanno accolto all’esterno delle loro strutture opere d’arte contemporanea che rievocano gli antichi vicinati dei Sassi. L’eredità che questo anno vorrebbe lasciare è molteplice ma legata in particolare alla riflessione, e una nuova legislazione, sugli spazi civici e sul loro uso per riattivare una tradizione che le città del Sud hanno saputo mantenere nel tempo. Foto in alto: Giuseppe Stampone, Doppia faccia/ Double face, 2019 #matera #capitale #cultura Facebook Twitter Send by mail INCONTRO IN CATTOLICA Si è tenuto il 2 Aprile uno dei primi incontri pubblici organizzati all’interno della cornice Università Cattolica Incontra Matera 2019.

 

Sprechen Sie Deutsch?

Oggi non è più sufficiente avere elevate competenze linguistiche per l’inserimento e la crescita nella professione: servono anche competenze culturali e interculturali. Diventano essenziali non soltanto le competenze linguistiche, ma anche competenze culturali - e interculturali - più ampie, supportate da proposte formative innovative. Si tratta di possibilità da cogliere sia per chi desidera trasferirsi all’estero, sia per chi intende rimanere sul territorio nazionale, assumendo ruoli chiave in aziende e istituzioni estere, con gli stimoli e i vantaggi – anche di crescita personale – che caratterizzano questi ambienti e queste esperienze». Avvalersi di una formazione linguistica e professionale in prospettiva interculturale consente di accedere a carriere “tecniche” anche per chi ha un background umanistico, come dimostrano le esperienze dei diplomati al percorso postlaurea dell’ateneo incentrato sul tedesco per la comunicazione internazionale in ambito economico. tedesco #germania #lingua #cultura Facebook Twitter Send by mail.

 

Città a misura d’uomo e… d’arte

Brescia Città a misura d’uomo e… d’arte In occasione della manifestazione espositiva “Meccaniche della Meraviglia 12 in The City” nel convegno Arte nello spazio della città si è parlato dell'arte come ideale veicolo di valorizzazione per gli spazi urbani, architettonici e non solo. Se ne è parlato nel seminario Arte nello spazio della città , fortemente voluto e coordinato dalla docente di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea Elena Di Raddo e introdotto dai saluti del Direttore di sede Giovanni Panzeri . “L’operazione fatta con le stazioni della metropolitana di Napoli, progettate ciascuna da un diverso artista contemporaneo, sono un modello da studiare – ha esordito l’assessore all’Urbanistica del Comune di Brescia, Michela Tiboni . Sono la dimostrazione di come un intervento dentro ad un luogo possa rigenerare anche gli spazi che vi stanno attorno. Esiste infatti una relazione diretta tra la crescita culturale di una città e la sua urbanistica, che non è fatta solo di architetture. “Prima individuo gli spazi, poi gli artisti sulle base delle affinità di questi ultimi con i luoghi – racconta Albano Morandi , regista e deus ex machina della kermesse . Tutti i lavori sono pensati ed eseguiti dagli artisti dopo aver visto e conosciuto la storia degli spazi” conclude Morandi.

 

Lo sguardo, crocevia di culture

Le testimonianze sulla giovane fotoreporter di Amnesty morta in un attentato terroristico e la tavola rotonda con la presidente Rai Monica Maggioni by Giovanni Migone | 15 marzo 2017 Per la terza volta la Cattolica ha ospitato il Festival Internazionale della lingua e della cultura araba. Oggi il suo lavoro viene portato in superficie dalla madre Christine, che presiede la Fondazione intitolata a sua figlia e che da un anno è impegnata nella promozione degli scatti di Leila. Perché la fotografia per Leila era un veicolo di emozione collettivo, il cui elemento chiave era proprio la rappresentazione di sguardi di un mondo dimenticato, filtrati dalla natura multiculturale di chi sta dietro all'obiettivo. Quando ci troviamo di fronte a uno sguardo banalizzante e omologante, se non mettiamo in campo strumenti per vedere la complessità della realtà, veniamo meno alla base stessa del racconto e alla veridicità di una relazione». Non c'è dubbio - prosegue Maggioni - che nel mondo globalizzato in cui viviamo una decisione come quella del Muslim Ban, presa dall'altro capo del mondo, influenzi anche la nostra società, il nostro modo di pensare l'altro, il diverso. Di fianco alla presidente della Rai, la voce di Samuel Shimon , direttore di Banipal, magazine di Letteratura araba moderna, parla chiaro: «La società occidentale sembra non voler accettare gli aspetti positivi del mondo arabo. Io non sono contro nessuno nello specifico ma esistono interessi economici e politici che mettono il mondo dell'informazione nelle mani di ambienti che spesso e volentieri indirizzano in maniera unilaterale il pensiero di chi legge o ascolta».

 

Brescia-Chicago, “Erasmus” a distanza

ITALIA - STATI UNITI Brescia-Chicago, “Erasmus” a distanza Col progetto Global Learning Experience 14 studenti di Scienze linguistiche e 13 loro colleghi della DePaul University hanno sperimentato uno scambio interculturale “da casa” grazie all’uso didattico di Skype, Facebook e Whatsapp. Con Skype, D2L, VoiceThread, Whatsapp e Facebook, 14 studenti della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere della sede di Brescia dell’Ateneo e 13 loro colleghi dell Department of Modern Languages della DePaul University di Chicago hanno sperimentato uno scambio interculturale “da casa” grazie alle nuove tecnologie della comunicazione. Un uso originale e didattico delle tecnologie della comunicazione e dei social network che viene incontro a chi non può permettersi periodi prolungati di studio all’estero o vuole integrare esperienze di scambio in Paesi più vicini al nostro. Con la metodologia della peer review via Google Docs, gli studenti americani hanno “corretto” in inglese gli amici di Brescia e quelli della Cattolica hanno rivisto in italiano il lavoro svolto dai ragazzi di Chicago» racconta la professoressa Mongiat Farina. L’obiettivo del progetto era quello di migliorare la competenza comunicativa, facendo esercizio sia nella lingua di origine che in quella target» spiega la docente della DePaul University, secondo cui l’interculturalità ha bisogno di competenze linguistiche e culturali. I nostri amici americani avevano idee molto più positive sull’Europa di quelle del nostro gruppo italiano» afferma Elena Antelmi , studentessa della triennale in Scienze linguistiche, che ha scoperto un’incredibile affinità culturale con il suo partner di studio senza averlo mai conosciuto prima. Ovviamente, parlando del tema immigrazione, il nuovo corso dell’amministrazione Trump non è rimasto sullo sfondo, come confessa Valentina Mundadori , che è rimasta particolarmente colpita dai racconti di alcune ragazze americane di origine messicana.

 

Arte, la passione si fa lavoro

La ricetta di Marilena Pirrell i, giornalista di ArtEconomy24-Il Sole 24 Ore, e dell’ad di Sotheby’s Italia Filippo Lotti 26 aprile 2017 di Mattia Pivato * Web, case d’asta, valutatori e art advisor. Sono le professionalità e gli ambiti nuovi che stanno emergendo nel settore dell’arte, un sistema il cui sviluppo è dimostrato dall’ampliamento della platea di appassionati e collezionisti che navigano il web a caccia di artisti e opere. Il fenomeno su internet è impressionante sia in termini di nuove piattaforme di scambio sia di offerta di nuovi servizi» spiega Marilena Pirrelli (a sinistra) , giornalista di ArtEconomy24 – Il Sole 24 Ore , che insegna al corso di alta formazione dell’Università Cattolica Lavorare nel Mercato dell’Arte. Questo crea nuove professionalità: Hiscox nel 2016 ha registrato un incremento del 15% a 3,75 miliardi di $ di scambi sul web, pari ad una quota di mercato dell'8,4% sul valore degli scambi generali rispetto al 7,4% del 2015, nonostante la contrazione dell’11% di tutto il mercato globale a 56,6 miliardi di $ (Clare Mc Andrew) . Sicuramente le due fiere italiane hanno dialogato con un pubblico molto diverso da quello del Tefaf di Maastricht, che rappresenta l’eccellenza nell’offerta di arte antica, d’antiquariato e di arte moderna con un valore assicurato in fiera di oltre 3 miliardi di euro. Parola di Filippo Lott i, amministratore delegato di Sotheby’s Italia , che insegna al corso di alta formazione dell’Università Cattolica Lavorare nel Mercato dell’Arte. Da questo punto di vista è davvero più suggestivo e più utile di astratte teorie, il racconto vivo e appassionato di persone che hanno saputo investire il loro bagaglio umanistico, intercettando i bisogni, le curiosità, le forme comunicative in continuo divenire nella nostra società.

 

Traduzione, motore del turismo

Turismo Traduzione, motore del turismo La promozione del turismo italiano e del patrimonio culturale del territorio passa anche attraverso una traduzione specializzata, culturalmente mediata e targettizzata. by Bianca Martinelli | 16 aprile 2018 Una traduzione corretta e brillante, si sa, è un biglietto da visita essenziale per presentare una gamma di offerte ad un pubblico eterogeneo ed estraneo al campo. Una regola che vale per tutti i settori del commercio, ma che appare sempre più basilare in termini di promozione turistica e di comunicazione della vasta proposta culturale che l’Italia ha da offrire ai suoi avventori. Il workshop rientra infatti nel più ampio progetto #TranslatingEurope , un’iniziativa della Direzione generale Traduzione (DGT) della Commissione Europea finalizzata a favorire la cooperazione tra le parti interessate del mondo della traduzione per creare sinergie e valorizzare la professione del traduttore. “Turismo, cultura, enogastronomia, architettura, tradizioni materiali e immateriali: comunicare la specificità dell’offerta oggi è sempre più fondamentale per attrarre e fidelizzare utenti e pubblico – ha analizzato Katia Castellani , antenna della direzione generale Traduzione della Commissione europea. Le sfide per il futuro prossimo saranno certamente quelle di formare professionisti della traduzione e della mediazione culturale specializzati nel settore, nonchè favorire una comunicazione accessibile non solo da punto di vista linguistico, ma anche in un'ottica di inclusione e partecipazione sociale” ha concluso Castellani. Dépliant, brochure, audioguide museali o testi per siti internet: una buona traduzione deve essere in grado di trasmettere non solo informazioni, ma anche e soprattutto valori culturali e spirito identitario”.

 

L’italiano e la diplomazia della lingua

Le esperienze di mediazione culturale nella scuola e sul territorio in un ciclo di incontri promossi dal master Didattica dell’italiano L2 by Daniela Fogliada | 14 marzo 2018 In un mondo senza confini, ma attraversato da profonde barriere, la cultura è lo strumento principale per fare incontrare popoli e visioni differenti. Cultura anche intesa come “consapevolezza di sé, conoscenza dell'altro e reciproco rispetto”, come osserva Giorgio Paolucci , giornalista e scrittore, protagonista del ciclo di conferenze sul tema L’insegnante di italiano L2 ambasciatore linguistico-culturale . Un percorso promosso dal master in Didattica dell’italiano L2 , diretto dalla professoressa Mariateresa Zanola , che mette in evidenza l’importanza del saper trasmettere la conoscenza della lingua e quindi della cultura italiana. In questa prospettiva, la figura del docente L2 si pone come vero e proprio ambasciatore delle nostre prerogative nelle diverse realtà, anche in chiave di una crescita reciproca» afferma Maria Cristina Gatti , membro del Comitato scientifico del master. In una visione complessiva, partendo da culture a prima vista molto distanti, come quella araba, può essere utile approfondire i rapporti che nei secoli si sono dipanati tra la lingua e la cultura araba e quella italiana, le contaminazioni lessicali, i reciproci influssi in campo architettonico e artistico». L’esperienza del coro testimonia la possibilità di un arricchimento derivante dalla conoscenza e dalla valorizzazione di differenti traduzioni musicali, come pure la fecondità di un’amicizia tra giovani di diverse etnie, culture e fedi religiose tutti orientati alla ricerca e alla valorizzazione del Bello. Il Sinodo Minore, indetto dall’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini , è un interessante tentativo di valorizzazione della dimensione religiosa delle migrazioni e del contributo che tale dimensione può offrire alla costruzione di una società che sia al tempo stesso coesa e aperta.

 

Summer School, la meta è adesso

E con un vasto investimento in cultura , da toccare con mano in quel grande museo a cielo aperto che è il nostro Paese. Le Summer School 2017 , che salgono da 19 a 28 rispetto allo scorso anno, sono un’opportunità per chi vuole sfruttare il periodo estivo per approfondire specifici temi di studio o ricerca. A fianco delle 14 School nel settore umanistico e dei beni culturali - con percorsi “classici” sui grandi autori (da Dante a Manzoni , fino a Leopardi , Pascoli e Montale ) studiati nei loro “luoghi” - le proposte 2017, tracciano un percorso che tocca la nostra geografia da Nord a Sud. Al cuore del programma, proposto a Milano con il centro di ricerca olandese TNO, i network peer-to-peer , che permettono di mantenere l’anonimato e le cripto-valute, come il bitcoin, diventati ormai strumenti potenzialmente illeciti rivolti a crimini quali il traffico di droghe, di armi, o al cyber-terrorismo. Al mondo guarda anche la Summer School Managing International Relations , ideata per chi intende intraprendere una carriera di analista, o già lavora, in organizzazioni internazionali, fondazioni, società di consulenza e multinazionali nell’ambito della politica internazionale e degli studi strategici. Equilibrata , perché permette di dedicare il giusto tempo, con un ritmo che si dipana in lezioni d’aula alternate a confronti nei porticati accoglienti del Collegio e alle chiacchierate sul lungolago di Stresa». Ma di interessante c’è stato anche il tempo “giusto”, una settimana, in un contesto facilitante: poter dialogare, porre domande, condividere intuizioni insieme a docenti di altissimo livello anche fuori dalle lezioni (magari chiacchierando sulla terrazza vista mare): «È diverso dallo stare da solo con il proprio libro, è l’università».

 

Il master degli ambasciatori di cultura

Si è tenuta nella Sala della Crociera del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la cerimonia di consegna diplomi della prima edizione del nuovo master universitario in Cultural Diplomacy . Un contesto simbolico perché da qui è partito il primo progetto della biblioteca Major dello Studio del Collegio Romano, fondato da Ignazio di Loyola, ambasciatore italiano di cultura ante litteram. Si è trattato di un’occasione straordinaria per i corsisti che hanno potuto ricevere i diplomi conclusivi di questo anno di intenso lavoro alla presenza del ministro Alberto Bonisoli e dell’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia Li Ruiju . L’importanza della cultura come veicolo di relazioni diplomatiche è stata ribadita dall’ambasciatore Ruiju che ha ricordato il valore degli scambi culturali nella “via della seta”. L’adesione a questo progetto da parte dell’ambasciatore è stata così sentita che ha voluto ospitare i corsisti del master in un viaggio sulla via della seta per la realizzazione di un rapporto sulla loro percezione delle strategie di diplomazia culturale in Cina. Quando due comunità si incontrano e si offrono un dono, il valore culturale di quel dono ha la valenza di una rappresentazione della comunità intera e dei suoi valori, e uno scambio e un impegno alla gratitudine e alla reciprocità. In un momento in cui si discute di scontri di civiltà, la diplomazia culturale non è solo una delle leve che si possono utilizzare per favorire scambi, ma una reale occasione di dialogo.

 

Lettori non si nasce, si diventa

MIlano Lettori non si nasce, si diventa Secondo Aidan Chambers , scrittore e saggista inglese, tra i più autorevoli protagonisti della riflessione sull'educazione alla lettura, leggere è tutt’altro che naturale. maggio 2017 Come si diventa lettori? La domanda presuppone una premessa importante, e cioè che la passione verso la lettura è una conquista culturale e non un dato naturale. Se l’umanità ha impiegato migliaia di anni per mettere a punto un sistema complesso di scrittura come quello alfabetico, oggi si richiede a un bambino di sviluppare l'innata capacità di decodificarlo nell’arco di tre anni scolastici. Riuscire ad andare poi oltre la sola decodifica del testo e sviluppare la passione per la lettura, è obiettivo ancora più arduo, che permette però un accesso continuo alla letteratura e quindi offre la possibilità di dare senso alla propria esperienza e di allargare i propri orizzonti culturali. Nella faticosa conquista della lettura che il bambino si trova ad intraprendere, la figura dell’adulto è necessaria per innescare il processo di sviluppo della persona verso l’essere un lettore competente e appassionato. Ma come esercitare questa responsabilità educativa? Si comincia sin dalla prima infanzia esponendo il bambino alla lettura: la lettura ad alta voce dell’adulto assume in questa fase la forma di relazione, che permetterà in seguito al bambino di associare l’atto del leggere a una sensazione di piacere e conforto. Il Reading Circle individua le tre fasi dell’atto del leggere - selezione, lettura e risposta del lettore - in cui l’educatore ha un ruolo attivo: in ognuna di esse deve infatti sapere intervenire opportunamente, rispettando l’esclusività e i tempi di ogni bambino.

 

Terremoto, anche l’arte è ferita

IL COMMENTO Terremoto, anche l’arte è ferita Il nostro patrimonio monumentale ha fatto i conti con i sismi fin dalle origini, come è già successo in passato alla stessa Amatrice . agosto 2016 di Alessandro Rovetta * Ancora una volta la nostra penisola è stata colpita da una violenta scossa di terremoto che accanto all’ingente bilancio di vittime umane conta gravi ed estesi danni al nostro patrimonio culturale. Un primo censimento del ministero dei Beni culturali (Mibact) ha registrato almeno 300 siti di interesse artistico e architettonico colpiti dal sisma la cui localizzazione parte dall’epicentro dell’alto corso del fiume Tronto e si espande fino a Spoleto, Camerino, Macerata e, nuovamente, L’Aquila. È opinione di molti che nella pianura padana, nel corso del medioevo, le distruzioni provocate dai terremoti abbiano incoraggiato le costruzioni di nuove cattedrali più grandi e strutturalmente più sicure. La stessa Amatrice, il centro più colpito dalle scosse dello scorso 24 agosto, annovera nella sua storia secolare altri terremoti ben documentati nel XVII e XVIII secolo che, nel 1639, portarono al collasso del palazzo degli Orsini, storici feudatari della zona, e di altri antichi edifici . Soprattutto in questo caso, occorrono piani integrati che considerino patrimonio culturale non solo i singoli monumenti, ma l’intero impianto urbano di questi centri, cresciuti armonicamente nei secoli e inseriti in un paesaggio appenninico di rara bellezza per la sua abbondanza di acqua e vegetazione . Va ricordato che per Amatrice e Accumoli esiste una catalogazione capillare realizzata dalla Soprintendenza che comprende beni artistici, architettonici e paesaggistici e che può funzionare come indispensabile base di lavoro per i recuperi e le ristrutturazioni.

 

Brescia, città dell'incontro e dell'educazione

Brescia Brescia, città dell'incontro e dell'educazione I 50 anni della sede bresciana dell’Università offrono lo spunto per raccontare la una sfida educativa che guarda al futuro. Questa è la sfida passata e attuale che l’Università Cattolica continua a raccogliere, ben consapevole di come il vantaggio competitivo dato dall’avere una laurea oggi non basti più, occorrono capacità e valori aggiunti”. Sul ruolo educativo rivestito dall’ateneo bresciano è d’accordo anche il sindaco Emilio del Bono : “Cinquant’anni di presenza dell’Università Cattolica a Brescia hanno lasciato il segno, in positivo. Quello dell’educazione è infatti un tema assai importante per una città come la nostra, in cui risiedono il maggior numero di immigrati regolari di oltre 150 diverse nazionalità diverse. Perché una città continui ad essere educata, abbiamo bisogno di enti ed agenti educatori che, a loro volta, necessitano di un percorso educativo eccellente”, ha infine concluso il primo cittadino. Resilienza è un termine di derivazione fisica - indica quei materiali che, anche se stimolati o sottoposti a pressione, non si deformano – che è poi stato mutuato dalle scienze sociali per indicare un tipo di persona o di realtà capace di superare indenne, reagendo, situazioni di criticità. E Brescia , impossibile dimenticarlo, dopo la strage di piazza della Loggia avvenuta in quel drammatico 28 maggio del 1974, è una città resiliente per eccellenza.

 

“XXI Triennale”, arriva l’app ufficiale

Cultura e innovazione “XXI Triennale”, arriva l’app ufficiale Nasce dalla sinergia tra Università Cattolica, Triennale di Milano e la piattaforma Jeco, l’applicazione bilingue e gratuita per avere informazioni sempre aggiornate sugli eventi della storica kermesse. by Bianca Martinelli | 14 aprile 2016 Voglia di visitare la XXI Triennale milanese – storica esposizione internazionale dedicata alle arti e al design – ma code, caos cittadino e mancanza di organizzazione vi fanno desistere? A parlare è il professor Stefano Pareglio , direttore del Crasl, che sottolinea: “Da sempre Jeco si occupa di promozione e valorizzazione dei contenuti culturali mediante le nuove tecnologie; la collaborazione con un’istituzione prestigiosa come la Triennale milanese si è rivelata un’ottima palestra”. In un momento storico in cui questo genere di tecnologie va per la maggiore, quali sono i suoi utilizzi e peculiarità? Lo abbiamo chiesto a Luca Francesco Garibaldo , ideatore e amministratore delegato di Jeco Guides , piattaforma tecnologica dedicata alla promozione dei patrimoni ambientali e culturali. A partire dalla propria collocazione geografica il visitatore potrà dunque consultare, anche in assenza di connessione ad internet, tutti i contenuti multimediali associati a ciascuno spazio, museo o galleria - dalle mostre in programma agli eventi, fino ai contatti e all’itinerario più breve per raggiungerli. triennalemilano #innovazione #cultura #tecnologia Facebook Twitter Send by mail L’ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE Nata nel 1923 a Monza e trasferitasi nel capoluogo lombardo nel 1933, la Triennale di Milano è un’istituzione culturale che produce mostre ed eventi legati all’arte, al design, all’architettura, moda, cinema, comunicazione e società. Dopo vent’anni di assenza torna l’Esposizione internazionale della Triennale: l’appuntamento diffuso in tutta la città, in programma dal 2 aprile al 12 settembre 2016 .

 

La start up della cultura

MILANO La start up della cultura Antonio Leone , diplomato al master Almed in Progettare cultura, ha fondato ruber.contemporanea spinto dal desiderio di organizzare una mostra su una delle più affermate artiste internazionali. by Daniela Fogliada | 27 maggio 2015 «Costituire la mia start up culturale è stato quasi un passo obbligato per coordinare la mostra che avevo ideato su Regina José Galindo , tra le più importanti artiste contemporanee e performer internazionali, vincitrice del Leone d'Oro alla 51esima Biennale di Venezia come migliore giovane artista». Antonio Leone (a sinistra nella foto con Regina José Galindo e Diego Sileo) , alumnus di Almed , master in Progettare Cultura , ha fondato la nuova impresa culturale ruber.contemporanea quasi spinto dal desiderio di dare corpo al progetto che doveva realizzare. Il fatto di poter disporre di uno staff completo e competente in grado di gestire tutte le fasi progettuali ed esecutive, si è alla fine rivelato il vero valore aggiunto». Il progetto su Regina Josè Galindo si è potuto realizzare grazie alla collaborazione e partnership con il Pac di Milano che ha permesso sia di contenere i costi che di lavorare in modo più snello. Che competenze e conoscenze ti ha fornito il master? «È stato molto utile nel dotarmi in modo equilibrato e competente di uno sguardo completo su tutti gli aspetti legati alla dimensione del lavoro culturale , soprattutto in ambito ideativo e organizzativo. Ambasciate, istituti di cultura e fondazioni straniere che intendono promuovere sia il loro sistema Paese che aspetti specifici della loro cultura in altri contesti.

 

Il territorio, l’università del gusto

IVREA Il territorio, l’università del gusto Gli studenti del master in Comunicazione per le industrie creative hanno condotto un modulo del loro percorso formativo nel Canavese, alla scoperta dell’enogastronomia di Ivrea. luglio 2016 di Elena Sofia Lione e Giulia Vesco * Una due giorni all’insegna del gusto e un tuffo nel passato, fatto di leggende e curiosi aneddoti, ma con lo sguardo rivolto al futuro. Per la prima volta il modulo “ Gusto e sostenibilità ” del master universitario in Comunicazione per le industrie creative diretto dalla professoressa Laura Bovone e coordinato dalla professoressa Carla Lunghi , si è svolto lontano da largo Gemelli. Prima parte del laboratorio, una lezione condotta dall’imprenditore culturale e docente del modulo di Gusto e Sostenibilità Domenico Tappero Merlo , sui prodotti tipici del Canavese e sul potere evocativo della loro storia. Nell’ambito di un corso di studi orientato alla comunicazione e alla sostenibilità, è stato significativo per noi studenti aver avuto un accesso privilegiato a un’esperienza in loco così formativa. La passione del professor Tappero Merlo, che ci ha formato per l’intera giornata su come affrontare una riqualificazione del territorio in termini di comunicazione, ci ha portati alla scoperta di un luogo ricco di tradizione e purtroppo ancora sconosciuto ai più. Cogliere ciò che rende speciale un luogo, la sua storia, le sue tradizioni, è ciò che di più importante può fare chi si occupa di comunicazione: trasmettere i valori e la cultura per attrarre e coinvolgere visitatori consapevoli nell’affascinante atmosfera di questi luoghi.

 

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