La tua ricerca ha prodotto 49 risultati per cultura.
Stai visualizzando i risultati 1 - 25:

Brescia e i bresciani nei libri antichi

Un appuntamento annuale, quest’anno giunto all’VIII^ edizione (sono appena stati pubblicati gli atti della VII^) nato da un’idea della docente e studiosa Carla Maria Monti con la precisa volontà di creare un’occasione di incontro e aggiornamento in grado di coinvolgere giovani ricercatori e studiosi del settore. Durante la giornata studenti, docenti e ricercatori del Dipartimento di Scienze Storiche e Filologiche si sono riuniti per fare il punto a proposito delle ricerche in corso, illustrando così fatti, curiosità e risultati emersi dalle indagini attuali e da quelle recentemente concluse. Oltre ai contributi locali, il programma ha previsto l’intervento di studiosi provenienti da realtà accademiche italiane che, nel corso delle loro ricerche, si sono imbattuti in vicende e protagonisti bresciani. Da qui la volontà di Rossetti di indagare uno dei manuali redatto dal Britannico per gli studenti alle prese con l’apprendimento della lingua latina. L’intervento di Luca Piccinali è stato dedicato alla circolazione della cultura scientifica all’inizio del Seicento e, in particolare, sulla corrispondenza epistolare tra lo scienziato e moncato benedettino Benedetto Castelli e Galileo Galilei . Alla Fondazione Ugo da Como di Lonato del Garda è custodito l’autografo quattrocentesco del notaio e copista Taddeo Scolari , che per primo compose una silloge delle iscrizioni bresciane. Si tratta di un’importante testimonianza della cultura epigrafica bresciana che – come fa ha sottolineato Carolina Bortolotti – è oggi al centro di nuovi accertamenti e verifiche circa la datazione e l’acquisto da parte del senatore Da Como.

 

Ibridare per divulgare

L’incontro ha messo in luce aspetti rilevanti della nostra epoca: a partire dall’ibridazione dei mezzi di comunicazione che creano contenuti destinati a più piattaforme, per poi volgere su come la cultura debba investire su queste contaminazioni. L’apertura di un canale basato unicamente su contenuti culturali, era una scommessa: analisi di mercato alla mano, tutto era contro la riuscita di un progetto del genere. Per questo motivo, Pisoni ha capito che l’unico modo per poter avere un discreto successo era investire su contenuti che avessero una forte identità. Identità che è stata data da due scelte strategiche importanti: puntare su persone in grado di trattare argomenti culturali e artistici sul web con un discreto seguito, e coinvolgere micro-comunità di appassionati riguardo ad argomenti culturali molto specifici. Pisoni ha raccontato che questo era il punto su cui volevano insistere: “Creare un canale che si mischiasse con la vita culturale reale che trovi per le strade, quando esci di casa”. Una scelta vincente che ha prodotto un successo inaspettato per il canale di Sky e che dopo 7 anni ha portato SkyArte anche nel mondo cinematografico: molti dei documentari, realizzati in collaborazione con Sky, hanno riempito le sale dei cinema di tutto il mondo, ottenendo ottimi incassi. Alla luce di questo successo, viene da chiedersi se in fondo la cultura sia un settore lontano da queste ibridazioni oppure se non sia il caso di ibridarla per riportarla alla sua massima bellezza.

 

Sicilia, crocevia del Mediterraneo

Tra i patrocini alla manifestazione di studio quelli della Regione Sicilia e della Regione Lombardia. cultura #longobardi #sicilia #mediterraneo Facebook Twitter Send by mail.

 

Intellettuali, voci che gridano nel deserto

Il dibattito Intellettuali, voci che gridano nel deserto Altro che latitanza: delle loro parole è pieno il Paese. Quale ruolo per gli intellettuali? ” è il titolo del convegno promosso dal centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”, che si terrà mercoledì 30 ottobre in cripta aula Magna (largo Gemelli 1, Milano) a partire dalle 9.30. Anzi, mi sembra che le molte tribune più o meno improvvisate offerte dalla rete permettano oggi anche agli intellettuali di esprimersi su tutto con grande frequenza. E se così non fosse, in fondo avrebbe ragione Silvano Petrosino: è una questione che potrebbe interessare gli stessi intellettuali, ma il resto del mondo lo archivierebbe volentieri nella indimenticata rubrica “ E chi se ne frega ” lanciata dall’intellettualissimo settimanale Cuore . Se all’estero parla un Peter Handke (che, nell’esprimere idee aberranti, rivendica proprio un ruolo intellettuale e artistico: di scrittore, non giornalista, e la differenza conta) un McEwan o un Houellebecq, le idee suscitano subito grande dibattito e senso di partecipazione. Come persone abituate ad avere a che fare con il passato, infatti, sappiamo meglio di chiunque altro che anche le fasi più buie sono destinate a essere superate, sempre. Speriamo solo, per allora, di essere ancora vivi… * docente di Istituzione e politiche culturali, interfacoltà Economia-Lettere e filosofia, campus di Milano Quinto contributo di una serie di articoli dedicati al ruolo degli intellettuali #intellettuali #cultura #potere #politica Facebook Twitter Send by mail.

 

Né apocalittici né integrati

Quale ruolo per gli intellettuali? ” è il titolo del convegno promosso dal centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”, che si è svolto il 30 ottobre in cripta aula Magna (largo Gemelli 1, Milano). Ma anche dare attualità di scelte concrete alle domande di sostenibilità, ambientale e sociale, per uno sviluppo equilibrato, stando ben attenti a che proprio questa parola, sostenibilità, così carica di valori, non finisca mortificata nella banalizzazione dei discorsi pubblici e nei mascheramenti del green washing delle cattive abitudini. Fuori, appunto, dalla fuorviante dicotomia “apocalittici o integrati”, c’è un tema che chiede un massimo di attenzione: quello dell’intelligenza artificiale, della coabitazione tra macchine capaci di pensiero e intelligenza umana. “Dominio e sottomissione”, ha appena scritto Remo Bodei” per Il Mulino, analizzando oggi “i due termini di un rapporto di potere fortemente asimmetrico che innerva la storia dell’umanità e che nella civiltà occidentale ha conosciuto numerose metamorfosi”. C’è chi suggerisce che “è tempo di pensare a una algor-etica , cioè un’etica degli algoritmi”, come sostiene Paolo Benanti, frate francescano, studioso di bioetica ed evoluzione tecnologica, insistendo: “Se vogliamo che la macchina sia di supporto all’uomo, allora gli algoritmi devono includere valori etici e non solo numerici”. Un insieme di relazioni che si tengono insieme, tra memoria e metamorfosi e che sfidano, appunto, la ricerca di senso tipica del lavoro intellettuale. Presidente di Museimpresa e direttore della Fondazione Pirelli Sesto contributo di una serie di articoli dedicati al ruolo degli intellettuali #intellettuali #cultura #potere #intelligenza artificiale Facebook Twitter Send by mail.

 

Vincere la tentazione di salire in cattedra

Quale ruolo per gli intellettuali?” è il titolo del convegno promosso dal centro di ricerca “ Letteratura e cultura dell’Italia unita ” il 30 ottobre a Milano. Pubblichiamo l’articolo del professor Gabrio Forti di Gabrio Forti * La parola ‘intellettuale’ (prima ancora di chi impersoni la categoria) non gode di buona fama (e di buona stampa). Tra esse, non v’è dubbio, gli esempi di “cortigianeria” che la storia, antica e recente, ci ha restituito a profusione: la soggezione al Potere, certo, e all’ambigua fascinazione esercitata su certi ‘intellettuali’ di rango dalla forza e dalla violenza di Stato, ma anche a ben precise militanze ideologiche. Non ha aiutato, poi, la pervicace incapacità di scendere dal piedistallo e comunicare, se non con la proverbiale casalinga di Voghera, con un pubblico appena più ampio di quello dei salotti bene o dei convegni accademici. Forse però, più che della condizione degli intellettuali, sarebbe meglio preoccuparsi, come faceva il Manzoni nella Storia della colonna infame , dell’«effetto» e dell’«intento del lavoro intellettuale», specie nelle materie «più importanti e necessarie all'umanità», tra le quali lo scrittore annoverava le questioni di giustizia. Una società, aggiungerei a questi auspici di Krugman, che consideri il lavoro intellettuale aperto a tutti i «capaci e meritevoli», come recita la nostra Costituzione, e in quanto tale portatore con fierezza della pretesa che tutti debbano prestarvi l’attenzione degna dell’impegno richiesto per conquistarsene l’esercizio. docente di Diritto Penale, facoltà di Giurisprudenza , direttore dell’ Alta Scuola “Federico Stella” sulla giustizia penale , campus di Milano Settimo contributo di una serie di articoli dedicati al ruolo degli intellettuali #intellettuali #cultura #giustizia #ricerca Facebook Twitter Send by mail.

 

Chierici, cortigiani, battitori liberi. Quale ruolo per gli intellettuali?

Quale ruolo per gli intellettuali? Per quanto il loro operato nel corso del Novecento sia stato messo sotto accusa, oggi a mancare sono soprattutto le idee. Il professor Giuseppe Lupo lancia un dibattito che è confluito in un convegno mercoledì 30 ottobre 16 ottobre 2019 “Chierici, cortigiani, battitori liberi. Quale ruolo per gli intellettuali?” è il titolo del convegno promosso dal centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”, che si è tenuto mercoledì 30 ottobre in cripta aula Magna (largo Gemelli 1, Milano). Ciò che manca però sono le idee (non le ideologie): quei processi di pensiero che mirano a costruire il domani o almeno a fare luce sulle zone d’ombra che assediano l’oggi. Gran parte del secolo che ci siamo lasciati alle spalle è stato disegnato da quel titolo così eloquente. E se in questo momento è pressoché unanime il bisogno di idee, lo è in relazione alla sensazione di assenza o di latitanza che grava sugli ultimi decenni dopo la spericolata scorribanda che la casta degli intellettuali ha percorso a partire dal secondo dopoguerra. È difficile affermare quanto di utile e di necessario rimanga di quel periodo complicato e di quale ruolo in particolare oggi si avverte l’urgenza.

 

Né primedonne, né maggiordomi

il dibattito Né primedonne, né maggiordomi L’intellettuale vero intuisce cose profonde che riguardano ciascuno di noi e non le tiene per sé ma le comunica agli altri. Quale ruolo per gli intellettuali? ” è il titolo del convegno promosso dal centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita” il 30 ottobre a Milano. Pubblichiamo l’articolo del professor Giovanni Gobber di Giovanni Gobber * Voce non bella, ma ve n’è di più brutte , direbbe Tommaseo: ad alcuni, la parola intellettuale ricorda un borioso individuo che ha letto qualche libro e si incarica di spiegare le cose alla massa ignorante. Del resto, il mondo era chiamato saeculum (forse con il significato di “tempo di una generazione”), che nell’inglese antico si tradusse werold cioè “l’età ( old ) dell’uomo ( wer )”, continuato nel nome odierno world . Da un punto di vista antico e, forse, per questo sempre attuale, un intellettuale è chi “intuisce” cose profonde che riguardano ciascuno di noi e non le tiene per sé, ma le comunica agli altri: egli dice qualcosa d’importante per la nostra breve esistenza. Non pochi ribatteranno che, forse, gli intellettuali più attivi nelle piazze e nei salotti sono interessati ad altro che al destino degli esseri umani. docente di Linguistica generale, preside della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere , campus di Milano Nono contributo di una serie di articoli dedicati al ruolo degli intellettuali #intellettuali #cultura #potere Facebook Twitter Send by mail.

 

I filosofi e l’ingiusta accusa di diserzione

Il dibattito I filosofi e l’ingiusta accusa di diserzione L’intellettuale può esercitare la funzione che gli è propria semplicemente dicendo la verità , dicendo la verità al potere. Quale ruolo per gli intellettuali?” è il titolo del convegno promosso dal centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”, che si terrà mercoledì 30 ottobre in cripta aula Magna (largo Gemelli 1, Milano) a partire dalle 9.30. Non a caso, tra i modelli di intellettuale propugnati da Benda troviamo Kant, secondo il quale «non c’è da attendersi che i re filosofeggino o che i filosofi diventino re, e neppure è da desiderarlo, perché il possesso della forza corrompe il libero giudizio della ragione». E se ci si chiede, in tutto ciò, che ne sia stato della radicale proposta platonica che vedeva coincidenti la figura del sovrano reggitore della polis e quella del filosofo, si può rispondere che quello platonico era uno stato ideale , giammai reale. Abbiamo dunque due piani, quello del pensiero e quello della prassi, quello della cultura e quello della politica, e se ci ritroviamo a porre l’interrogativo del loro rapporto è soltanto perché la condizione nella quale viviamo non ci soddisfa. Ecco allora il perché, dinanzi alle situazioni di crisi, dell’accusa agli intellettuali di volta in volta di silenzio o di sterile lamentosità, di opportunismo o di diserzione, se non di disagio, disorientamento o di decadenza. ricercatrice di filosofia teoretica, facoltà di Lettere e filosofia , campus di Brescia e Milano Quarto contributo di una serie di articoli dedicati al ruolo degli intellettuali Nella foto in alto il giovane Alessandro Magno con Aristotele #intellettuali #cultura #potere #politica Facebook Twitter Send by mail.

 

Socrate ha perso, la sfida al potere procede

il dibattito Socrate ha perso, la sfida al potere procede A generare un cortocircuito tra intellettuali e politica è stata una progressiva confusione di ruoli. Quale ruolo per gli intellettuali?” è il titolo del convegno promosso dal centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”, che si terrà mercoledì 30 ottobre in cripta aula Magna (largo Gemelli 1, Milano) a partire dalle 9.30. Pubblichiamo l’articolo della professoressa Antonietta Porro di Antonietta Porro * Nel suo intervento su CattolicaNews (16 ottobre 2019) Giuseppe Lupo stigmatizza lucidamente la crisi del rapporto fra intellettuali e potere nel nostro tempo parlando di «pericoloso cortocircuito fra chi manovra le parole e chi detiene le chiavi della città». È mia convinzione che a generare il “corto” sia una relazione sbagliata, frutto di una progressiva confusione di ruoli. Da una simile “relazione pericolosa” deriva un sostanziale inaridimento della funzione degli intellettuali, coincidente con la rinuncia all’elaborazione di visioni di respiro a favore di riflessioni connesse con l’occasione e dotate di carattere effimero. a.C., dove poeti come Callimaco o Teocrito pongono talora la loro penna al servizio del re e ottengono in cambio protezione e sostentamento, ciò che garantisce loro di continuare ad esercitare il proprio mestiere di studiosi e di artisti. docente di Lingua e letteratura greca, facoltà di Lettere e filosofia; direttore del Dipartimento di Filologia classica, Papirologia e Linguistica storica, campus di Milano Terzo contributo di una serie di articoli dedicati al ruolo degli intellettuali #intellettuali #cultura #idee Facebook Twitter Send by mail.

 

Dal Brasile al master fino a Pinã Cultura

cattolicapost Dal Brasile al master fino a Pinã Cultura Debora Ramos ha fondato in Brasile un'agenzia di progetti culturali specializzata in arti visive. La sua formazione al master Progettare cultura 20 settembre 2019 Dopo diverse esperienze lavorative e formative, fra cui il master Progettare Cultura , Debora Ramos ha co-fondato una agenzia di progetti culturale specializzata in arte visive. Pinã è una impresa culturale a 360° che organizza mostre, performance, installazioni, si occupa di pubblicazioni di libri d'arte, e forma guide didattiche per mostre d'arte. Pinã Cultura si propone di elaborare e sviluppare sia progetti d’arte (mostre, performances, libri d’arte) sia il coordinamento educativo delle guide per mostre, musei e gallerie. Dopo aver lavorato tanti anni presso la casa editrice Cosac&;Naify mi occupo ancora di libri d’arte: a breve uscirà una pubblicazione su Tunga, uno dei più importanti e influenti artisti brasiliani della sua generazione». Offrendomi competenze utili anche in una realtà diversa come il Brasile, fino alla creazione di una impresa in proprio in cui sono coinvolta dal 2017: Pinã Cultura ». Il nome Pinã Cultura è un gioco di parole di difficile traduzione; nasce da un’espressione brasiliana che significa “risolvere i problemi”.

 

L’università, cuore pulsante dello sviluppo

Università Cattolica incontra Matera 2019 L’università, cuore pulsante dello sviluppo A Matera è iniziato il seminario di Teologia sulla Terza missione dell’Università Cattolica. La terza missione infatti ricorda che l’università è il cuore pulsante di ogni autentico sistema di sviluppo sociale». L’intento è stato e rimane quello di far rientrare i nostri giovani nella terra di Lucania che vede lo spopolamento delle sue energie e menti più preziose che quotidianamente sono costrette a emigrare. Insomma un esempio virtuoso di Terza missione di un ateneo che contribuisce alla valorizzazione e allo sviluppo del territorio. Ed «è in tale orizzonte che si deve collocare la terza missione dell’Università perché questa istituzione, fedele alla propria natura specifica, si ponga seriamente a confronto con le nuove sfide epocali». Il fine dell’educazione, come si legge nella Gravissimum educationis, è di consentire a ogni persona di sentirsi attivamente partecipe nella costruzione di una nuova società, a partire da un quadro di istanze etiche e normative condivise. Al dibattito sono interventi anche Aurelia Sole , rettore dell’Università degli Studi della Basilicata, e Alberto De Toni , rettore dell’Università degli Studi di Udine e presidente della Fondazione Crui #teologia #cultura #terza missione Facebook Twitter Send by mail.

 

Teologia e tecnologia, dialogo possibile

Università Cattolica incontra Matera 2019 Teologia e tecnologia, dialogo possibile La terza giornata del Seminario di teologia a Matera si è soffermata sulle risposte che la riflessione teologica è chiamata a dare in un’epoca di nuovi scenari scientifici e culturali. L’atteggiamento corrente nei confronti della tecnologia e delle innovazioni scientifiche, soprattutto quelle connesse alle tecnologie emergenti, è fortemente schierato», ha detto Luca Peyron , docente di Teologia all’Università Cattolica e all’Università di Torino e coordinatore del dibattito Teologia e innovazioni scientifiche: cambiamenti e prospettive . Entusiasti e cacciatori di streghe, apocalittici e integrati sono abbastanza equamente distribuiti sui due fronti e le motivazioni che li animano sono le più diverse». Tutto ciò comporta una «serie di conseguenze sulle condizioni di vita dell’essere umano, sulle sue relazioni con gli altri esseri, naturali e artificiali, sulla sua comprensione di se stesso, del suo essere al mondo». Perché ciò accade? «Molto dipende dalla struttura delle forme di comunicazione oggi più diffuse, e di ciò che esse veicolano». Non sono più necessari gli opinion leader, ora chiunque può esprimere la propria opinione: basta che acceda a una piattaforma, che rende tutto piatto, omologato. Da qui la possibilità di «un incremento di esperienza della realtà, esperienza che dovrà cercare delle motivazioni che la regolino; motivazioni che non potranno che provenire da una riflessione su quale sia la speranza che muove la ricerca umana».

 

Wael Farouq, la cultura che unisce

La cattolica al meeting Wael Farouq, la cultura che unisce Nel suo intervento al Meeting di Rimini il professore di Lingua araba ha sottolineato il ruolo della cultura come spazio di incontro tra Oriente e Occidente. agosto 2019 La cultura unisce dove politica ed economia dividono. Secondo il docente dell’Ateneo quello che occorre evitare è il dialogo tra stereotipi. Lo scontro tra luoghi comuni fa emergere che c’è un problema mentre il dialogo tra stereotipi è silenzioso ma distruttivo». meeting #cultura #dialogo Facebook Twitter Send by mail.

 

Alix (Tardieu)... Nel Paese delle Meraviglie

Brescia Alix (Tardieu)... Nel Paese delle Meraviglie Accompagnati dal docente Davide Vago, un gruppo di studenti di Letteratura francese ha fatto visita ad Alix Tardieu, figlia del noto poeta Jean, che oggi nella sua dimora situata sulle sponde del lago di Garda custodisce e promuove l'eredità paterna. È per questo motivo che, quando abbiamo scoperto che Alix Tardieu , figlia unica del poeta e drammaturgo francese Jean Tardieu (1903 – 1995) , vive a San Felice del Benaco, nei pressi del Lago di Garda, non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di soddisfare la nostra curiosità. Accompagnati da Davide Vago , docente di letteratura francese, siamo stati accolti dalla signora Tardieu nella sua bella villa con giardino, nascosta nel cento di San Felice dietro un imponente portone. Prima di essere in parte adibito ad alloggio per turisti, questo luogo era la residenza che Jean Tardieu aveva scelto come casa per la famiglia sul Lago di Garda: un vero e proprio "Paese delle Meraviglie", immerso nella natura e nella tranquillità tipiche di quella zona. Ciò che colpisce di più tra i manoscritti sono probabilmente i Poèmes à voir, ossia delle poesie che si ispirano ai calligrammi di Apollinaire: nel calligramma, i versi sono disposti a formare un’immagine, rappresentante il tema della poesia. Ci ha mostrato le tesi di laurea di sua madre, studiosa di botanica, che il nonno, il pittore Victor Tardieu , aveva fatto rilegare in maniera sublime. Abbiamo visto lo studio dove Jean Tardieu si ritirava per leggere o scrivere, l’arpa che sua madre ( Caroline Luigini , musicista discendente da una famiglia di origine italiana emigrata in Francia) usava per dare lezioni di musica e i quadri che Victor aveva dipinto.

 

Notre Dame, un simbolo in fiamme

MILANO Notre Dame, un simbolo in fiamme Con l’incendio della cattedrale parigina prendono fuoco le radici culturali dell’Occidente perché, spiega il professor Gian Luca Potestà , la chiesa intitolata a Nostra Signora fu un centro di produzione e di irradiazione del sapere europeo. aprile 2019 Di Gian Luca Potestà * Monumento artistico e letterario celeberrimo, Notre-Dame rappresenta per noi soprattutto la memoria del principale centro di produzione e irradiazione del sapere dell’Europa e del cristianesimo. Intorno alla metà del secolo, Parigi si profila già come centro intellettuale di rilievo: le scuole si moltiplicano, i maestri vi si fermano, gli studenti accorrono. Tutto sarebbe forse rimasto disperso e frammentato, se Pietro Lombardo, un novarese divenuto intorno alla metà del secolo vescovo di Parigi, non avesse dato nuovo impulso alla scuola della cattedrale, verso cui affluiscono studenti da tutta Europa. Pietro Lombardo produce per loro il Libro delle Sentenze , manuale originale, in quanto vi si trovano disposti per materie i pareri dei principali autori del passato nei campi in cui dovevano formarsi i giovani intellettuali, allora quasi sempre chierici. Sino alla fine del Medioevo, il Libro delle Sentenze fungerà da manuale di base per generazioni di studenti universitari. Brulicante allora di soggetti in ricerca, di intellettuali di prestigio, di forze preoccupate di ragionare e impegnate a polemizzare con passione sui grandi temi dei destini del mondo e delle società, del progresso della ragione e dell’ascolto della rivelazione, quella Notre-Dame ritorna viva nell’immagine di quei bagliori remoti.

 

Scala, abbonamenti a prezzi agevolati

Per la stagione di Recital di Canto il costo del posto palco è di euro 77 e del posto platea di euro 126. I recital di canto sono un’ulteriore occasione di ascoltare alla Scala alcune delle voci più prestigiose del panorama internazionale, ma offrono in primo luogo la possibilità di ascoltare un repertorio di canto da camera che include alcune delle gemme più preziose della tradizione musicale dell’Occidente. Il 26 gennaio il basso Erwin Schrott , protagonista di tante serate scaligere (incluso Escamillo nella Carmen inaugurale del 2009) e di recente apprezzato Alidoro ne La Cenerentola si presenta con un pianista di sicura esperienza come Giulio Zappa . Il 23 febbraio Aleksandra Kurzak , che qui ha cantato in Rigoletto, Le nozze di Figaro e Le Comte Ory e Julius Drake, tra i più apprezzati accompagnatori, presentano un programma di Lieder di Schubert, Schumann, Brahms e Richard Strauss. Il 19 aprile il ciclo dei recital si apre alla voce di controtenore con uno degli artisti più acclamati dei nostri anni, Bejun Mehta , già presente alla Scala in Tamerlano nel 2017 e Giulio Cesare nel 2019, che proporrà musiche di Mozart, Beethoven, Haydn, Britten e Mahler insieme a Jonathan Ware . Per il 27 ottobre è di nuovo Giulio Zappa ad accompagnare Marina Rebeka , straordinaria Violetta sotto la guida di Myung Whun-Chung nel 2019 e di Zubin Mehta nel 2020, con musiche di Rachmaninov, Bellini e Verdi. A concludere il ciclo un’altra coppia imperdibile per affinità di talento, gusto e sensibilità: Sabine Devieilhe , tra le voci più ricercate degli ultimi anni, e il pianista Alexandre Tharaud i n un programma di musica francese.

 

La cultura germoglia tra i Sassi

milano La cultura germoglia tra i Sassi L’Università Cattolica incontra la capitale europea della cultura con varie iniziative: un progetto di alternanza scuola-lavoro , una serie di eventi nei chiostri a partire dalla mostra di Antonio Paradiso , un volume-antologia curato dal Laboratorio di editoria. È questo il progetto Università Cattolica incontra Matera 2019 promosso dall’Ateneo di largo Gemelli, dall’Istituto Giuseppe Toniolo, dalle diocesi di Matera, Potenza e Melfi, in collaborazione con Fondazione Matera 2019. Soddisfatto Verri: «Per Matera 2019, non è la fine ma l’inizio» di una grande apertura propiziata anche da un bilancio in ordine, che permette di guardare al successivo triennio con lo stesso entusiasmo. La prima è Lucania FutureLab , un progetto di alternanza scuola lavoro , che coinvolge oltre 220 alunni delle classi quarte di una decina di scuole tra istituti superiori e licei della Lucania . La seconda è Mater Matera nei Chiostri , una serie di eventi culturali ed esibizioni che danno spazio allo straordinario patrimonio lucano, con l’obiettivo di portare Matera Capitale Europea della Cultura a Milano . Tra i primi appuntamenti in calendario tra maggio e giugno: la presentazione nell’ambito di Photoweek (3-9 giugno 2019) del volume Treccani dedicato a Matera , con fotografie di Aurelio Amendola e testo di Giuseppe Lupo . E ancora il progetto didattico-culturale “ Matera Best seller ” a cura del Laboratorio di Editoria dell’Università Cattolica, che vede in preparazione un volume edito da Educatt sul tema dei casi editoriali che parlano di Matera.

 

I sociologi e la fiducia al tempo del digitale

Magatti è partito dall’etimologia della parola fiducia, fides (fede), per considerare il tema nelle forme e nei modi nel mondo in cui oggi viviamo, quale “spazio vuoto tra me e gli altri”. I laboratori di quartiere - ha detto - sono l’anello di congiunzione tra l’amministrazione e i cittadini, e contribuiscono a costruire fiducia. Questi spunti sono stati ripresi da Alberto Marinelli dell’Università Sapienza di Roma il quale ha fatto vari esempi dell’attuale perdita di fiducia. Google”: tutti cercano notizie circa i propri mali sul maggior motore di ricerca e poi vanno dal medico, non per ascoltare i pareri della sua competenza clinica, ma per trovare conferme a quanto hanno letto in rete. Giovanni Boccia Artieri dell’Università “Carlo Bo” di Urbino, oltre al concetto di perdita e della ricostruzione della fiducia, si è soffermato sull’influenza nella società digitale. Ha arricchito la sua relazione con esempi di stretta attualità ricavati dalla cronaca, in particolare i casi di Carola Rackete, Emma Marrone, la Gip di Agrigento Alessandra Vella. Il sociologo ha evidenziato i meccanismi di influenza come “macchine che prendono consenso senza senso”, e ha inquadrato il rapporto tra rischio e fiducia, l’accettazione di quanto non ci è familiare, “familiarizzando in un contesto di positività”.

 

Matera capitale, un miracolo italiano

Nelle parole di Elena Donaggio , Senior consultant di Avanzi, le tappe che hanno inciso sull’urbanistica di Matera. Il percorso del gruppo di lavoro di Olivetti si interruppe però bruscamente quando quella che veniva percepita come un’emergenza nazionale venne risolta con la Legge speciale per lo sfollamento dei Sassi , nel 1952, che impose a due terzi degli abitanti di abbandonare le proprie case e trasferirsi nei nuovi rioni. Il dibattito sul destino dei Sassi continuò e nel 1986, ebbe inizio il processo di risanamento, che culminò nel 1993 con la designazione dei Sassi come paesaggio culturale Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco. Uno degli obiettivi principali del progetto è lavorare sulla percezione della città come unica, ricucendo il tessuto urbano e rendendo attrattivi anche i quartieri di edificazione recente perché parte fondamentale della storia del luogo e dei suoi abitanti. Curti ha presentato due progetti che si muovono in questa direzione: Matera Alberga, realizzato con la partecipazione degli albergatori, che hanno accolto all’esterno delle loro strutture opere d’arte contemporanea che rievocano gli antichi vicinati dei Sassi. L’eredità che questo anno vorrebbe lasciare è molteplice ma legata in particolare alla riflessione, e una nuova legislazione, sugli spazi civici e sul loro uso per riattivare una tradizione che le città del Sud hanno saputo mantenere nel tempo. Foto in alto: Giuseppe Stampone, Doppia faccia/ Double face, 2019 #matera #capitale #cultura Facebook Twitter Send by mail INCONTRO IN CATTOLICA Si è tenuto il 2 Aprile uno dei primi incontri pubblici organizzati all’interno della cornice Università Cattolica Incontra Matera 2019.

 

Sprechen Sie Deutsch?

Oggi non è più sufficiente avere elevate competenze linguistiche per l’inserimento e la crescita nella professione: servono anche competenze culturali e interculturali. Diventano essenziali non soltanto le competenze linguistiche, ma anche competenze culturali - e interculturali - più ampie, supportate da proposte formative innovative. Si tratta di possibilità da cogliere sia per chi desidera trasferirsi all’estero, sia per chi intende rimanere sul territorio nazionale, assumendo ruoli chiave in aziende e istituzioni estere, con gli stimoli e i vantaggi – anche di crescita personale – che caratterizzano questi ambienti e queste esperienze». Avvalersi di una formazione linguistica e professionale in prospettiva interculturale consente di accedere a carriere “tecniche” anche per chi ha un background umanistico, come dimostrano le esperienze dei diplomati al percorso postlaurea dell’ateneo incentrato sul tedesco per la comunicazione internazionale in ambito economico. tedesco #germania #lingua #cultura Facebook Twitter Send by mail.

 

Città a misura d’uomo e… d’arte

Brescia Città a misura d’uomo e… d’arte In occasione della manifestazione espositiva “Meccaniche della Meraviglia 12 in The City” nel convegno Arte nello spazio della città si è parlato dell'arte come ideale veicolo di valorizzazione per gli spazi urbani, architettonici e non solo. Se ne è parlato nel seminario Arte nello spazio della città , fortemente voluto e coordinato dalla docente di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea Elena Di Raddo e introdotto dai saluti del Direttore di sede Giovanni Panzeri . “L’operazione fatta con le stazioni della metropolitana di Napoli, progettate ciascuna da un diverso artista contemporaneo, sono un modello da studiare – ha esordito l’assessore all’Urbanistica del Comune di Brescia, Michela Tiboni . Sono la dimostrazione di come un intervento dentro ad un luogo possa rigenerare anche gli spazi che vi stanno attorno. Esiste infatti una relazione diretta tra la crescita culturale di una città e la sua urbanistica, che non è fatta solo di architetture. “Prima individuo gli spazi, poi gli artisti sulle base delle affinità di questi ultimi con i luoghi – racconta Albano Morandi , regista e deus ex machina della kermesse . Tutti i lavori sono pensati ed eseguiti dagli artisti dopo aver visto e conosciuto la storia degli spazi” conclude Morandi.

 

Lo sguardo, crocevia di culture

Le testimonianze sulla giovane fotoreporter di Amnesty morta in un attentato terroristico e la tavola rotonda con la presidente Rai Monica Maggioni by Giovanni Migone | 15 marzo 2017 Per la terza volta la Cattolica ha ospitato il Festival Internazionale della lingua e della cultura araba. Oggi il suo lavoro viene portato in superficie dalla madre Christine, che presiede la Fondazione intitolata a sua figlia e che da un anno è impegnata nella promozione degli scatti di Leila. Perché la fotografia per Leila era un veicolo di emozione collettivo, il cui elemento chiave era proprio la rappresentazione di sguardi di un mondo dimenticato, filtrati dalla natura multiculturale di chi sta dietro all'obiettivo. Quando ci troviamo di fronte a uno sguardo banalizzante e omologante, se non mettiamo in campo strumenti per vedere la complessità della realtà, veniamo meno alla base stessa del racconto e alla veridicità di una relazione». Non c'è dubbio - prosegue Maggioni - che nel mondo globalizzato in cui viviamo una decisione come quella del Muslim Ban, presa dall'altro capo del mondo, influenzi anche la nostra società, il nostro modo di pensare l'altro, il diverso. Di fianco alla presidente della Rai, la voce di Samuel Shimon , direttore di Banipal, magazine di Letteratura araba moderna, parla chiaro: «La società occidentale sembra non voler accettare gli aspetti positivi del mondo arabo. Io non sono contro nessuno nello specifico ma esistono interessi economici e politici che mettono il mondo dell'informazione nelle mani di ambienti che spesso e volentieri indirizzano in maniera unilaterale il pensiero di chi legge o ascolta».

 

Brescia-Chicago, “Erasmus” a distanza

ITALIA - STATI UNITI Brescia-Chicago, “Erasmus” a distanza Col progetto Global Learning Experience 14 studenti di Scienze linguistiche e 13 loro colleghi della DePaul University hanno sperimentato uno scambio interculturale “da casa” grazie all’uso didattico di Skype, Facebook e Whatsapp. Con Skype, D2L, VoiceThread, Whatsapp e Facebook, 14 studenti della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere della sede di Brescia dell’Ateneo e 13 loro colleghi dell Department of Modern Languages della DePaul University di Chicago hanno sperimentato uno scambio interculturale “da casa” grazie alle nuove tecnologie della comunicazione. Un uso originale e didattico delle tecnologie della comunicazione e dei social network che viene incontro a chi non può permettersi periodi prolungati di studio all’estero o vuole integrare esperienze di scambio in Paesi più vicini al nostro. Con la metodologia della peer review via Google Docs, gli studenti americani hanno “corretto” in inglese gli amici di Brescia e quelli della Cattolica hanno rivisto in italiano il lavoro svolto dai ragazzi di Chicago» racconta la professoressa Mongiat Farina. L’obiettivo del progetto era quello di migliorare la competenza comunicativa, facendo esercizio sia nella lingua di origine che in quella target» spiega la docente della DePaul University, secondo cui l’interculturalità ha bisogno di competenze linguistiche e culturali. I nostri amici americani avevano idee molto più positive sull’Europa di quelle del nostro gruppo italiano» afferma Elena Antelmi , studentessa della triennale in Scienze linguistiche, che ha scoperto un’incredibile affinità culturale con il suo partner di studio senza averlo mai conosciuto prima. Ovviamente, parlando del tema immigrazione, il nuovo corso dell’amministrazione Trump non è rimasto sullo sfondo, come confessa Valentina Mundadori , che è rimasta particolarmente colpita dai racconti di alcune ragazze americane di origine messicana.

 

Arte, la passione si fa lavoro

La ricetta di Marilena Pirrell i, giornalista di ArtEconomy24-Il Sole 24 Ore, e dell’ad di Sotheby’s Italia Filippo Lotti 26 aprile 2017 di Mattia Pivato * Web, case d’asta, valutatori e art advisor. Sono le professionalità e gli ambiti nuovi che stanno emergendo nel settore dell’arte, un sistema il cui sviluppo è dimostrato dall’ampliamento della platea di appassionati e collezionisti che navigano il web a caccia di artisti e opere. Il fenomeno su internet è impressionante sia in termini di nuove piattaforme di scambio sia di offerta di nuovi servizi» spiega Marilena Pirrelli (a sinistra) , giornalista di ArtEconomy24 – Il Sole 24 Ore , che insegna al corso di alta formazione dell’Università Cattolica Lavorare nel Mercato dell’Arte. Questo crea nuove professionalità: Hiscox nel 2016 ha registrato un incremento del 15% a 3,75 miliardi di $ di scambi sul web, pari ad una quota di mercato dell'8,4% sul valore degli scambi generali rispetto al 7,4% del 2015, nonostante la contrazione dell’11% di tutto il mercato globale a 56,6 miliardi di $ (Clare Mc Andrew) . Sicuramente le due fiere italiane hanno dialogato con un pubblico molto diverso da quello del Tefaf di Maastricht, che rappresenta l’eccellenza nell’offerta di arte antica, d’antiquariato e di arte moderna con un valore assicurato in fiera di oltre 3 miliardi di euro. Parola di Filippo Lott i, amministratore delegato di Sotheby’s Italia , che insegna al corso di alta formazione dell’Università Cattolica Lavorare nel Mercato dell’Arte. Da questo punto di vista è davvero più suggestivo e più utile di astratte teorie, il racconto vivo e appassionato di persone che hanno saputo investire il loro bagaglio umanistico, intercettando i bisogni, le curiosità, le forme comunicative in continuo divenire nella nostra società.

 

Go top