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Alix (Tardieu)... Nel Paese delle Meraviglie

Brescia Alix (Tardieu)... Nel Paese delle Meraviglie Accompagnati dal docente Davide Vago, un gruppo di studenti di Letteratura francese ha fatto visita ad Alix Tardieu, figlia del noto poeta Jean, che oggi nella sua dimora situata sulle sponde del lago di Garda custodisce e promuove l'eredità paterna. È per questo motivo che, quando abbiamo scoperto che Alix Tardieu , figlia unica del poeta e drammaturgo francese Jean Tardieu (1903 – 1995) , vive a San Felice del Benaco, nei pressi del Lago di Garda, non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di soddisfare la nostra curiosità. Accompagnati da Davide Vago , docente di letteratura francese, siamo stati accolti dalla signora Tardieu nella sua bella villa con giardino, nascosta nel cento di San Felice dietro un imponente portone. Prima di essere in parte adibito ad alloggio per turisti, questo luogo era la residenza che Jean Tardieu aveva scelto come casa per la famiglia sul Lago di Garda: un vero e proprio "Paese delle Meraviglie", immerso nella natura e nella tranquillità tipiche di quella zona. Ciò che colpisce di più tra i manoscritti sono probabilmente i Poèmes à voir, ossia delle poesie che si ispirano ai calligrammi di Apollinaire: nel calligramma, i versi sono disposti a formare un’immagine, rappresentante il tema della poesia. Ci ha mostrato le tesi di laurea di sua madre, studiosa di botanica, che il nonno, il pittore Victor Tardieu , aveva fatto rilegare in maniera sublime. Abbiamo visto lo studio dove Jean Tardieu si ritirava per leggere o scrivere, l’arpa che sua madre ( Caroline Luigini , musicista discendente da una famiglia di origine italiana emigrata in Francia) usava per dare lezioni di musica e i quadri che Victor aveva dipinto.

 

Amazzonia tra natura e cultura

Theodore Park , ricercatore dell’Università di Yale, ha tracciato gli avvenimenti importanti che hanno intrecciato la storia europea con quella dell’Amazzonia. Nonostante la lontananza, a partire dal Cinquecento l’Europa ha riconosciuto nel territorio un luogo ricco di risorse da poter commerciare per il mondo. Park ha sottolineato come sia sbagliato pensare che l’Europa non abbia alcun ruolo su quanto concerne gli incendi degli ultimi mesi: ancor oggi gli europei hanno degli interessi economici in Amazzonia e hanno la pretesa inconscia di dover sviluppare e civilizzare il territorio – concetto che deriva dal retaggio coloniale. Spesso riteniamo che lo sviluppo sia da intendersi in un senso di modernizzazione e che la civilizzazione sia più importante della preservazione di culture minori. Taborda ha riportato numeri importanti: “I popoli indigeni e tribali nel mondo sono 370 milioni, abitano in 90 paesi e rappresentano oltre 5.000 culture che si esprimono in 6.700 lingue". Edoardo Martinelli , cultore della materia in Antropologia culturale, nel suo intervento di commento ai messaggi dal sinodo, ha messo in luce proprio questa partecipazione dell’istituzione ecclesiastica, sottolineando come il grido della terra in questo caso corrisponda al grido dei poveri. A chiudere l’incontro, il monito di Mario Menin , direttore di Missione Oggi, che ha ripreso il concetto di "popoli sentinella" espresso dalla professoressa Casella precedentemente: “Questi popoli sono la sentinella del nostro mondo.

 

Arte, la passione si fa lavoro

La ricetta di Marilena Pirrell i, giornalista di ArtEconomy24-Il Sole 24 Ore, e dell’ad di Sotheby’s Italia Filippo Lotti 26 aprile 2017 di Mattia Pivato * Web, case d’asta, valutatori e art advisor. Sono le professionalità e gli ambiti nuovi che stanno emergendo nel settore dell’arte, un sistema il cui sviluppo è dimostrato dall’ampliamento della platea di appassionati e collezionisti che navigano il web a caccia di artisti e opere. Il fenomeno su internet è impressionante sia in termini di nuove piattaforme di scambio sia di offerta di nuovi servizi» spiega Marilena Pirrelli (a sinistra) , giornalista di ArtEconomy24 – Il Sole 24 Ore , che insegna al corso di alta formazione dell’Università Cattolica Lavorare nel Mercato dell’Arte. Questo crea nuove professionalità: Hiscox nel 2016 ha registrato un incremento del 15% a 3,75 miliardi di $ di scambi sul web, pari ad una quota di mercato dell'8,4% sul valore degli scambi generali rispetto al 7,4% del 2015, nonostante la contrazione dell’11% di tutto il mercato globale a 56,6 miliardi di $ (Clare Mc Andrew) . Sicuramente le due fiere italiane hanno dialogato con un pubblico molto diverso da quello del Tefaf di Maastricht, che rappresenta l’eccellenza nell’offerta di arte antica, d’antiquariato e di arte moderna con un valore assicurato in fiera di oltre 3 miliardi di euro. Parola di Filippo Lott i, amministratore delegato di Sotheby’s Italia , che insegna al corso di alta formazione dell’Università Cattolica Lavorare nel Mercato dell’Arte. Da questo punto di vista è davvero più suggestivo e più utile di astratte teorie, il racconto vivo e appassionato di persone che hanno saputo investire il loro bagaglio umanistico, intercettando i bisogni, le curiosità, le forme comunicative in continuo divenire nella nostra società.

 

Brera, parla il direttore James Bradburne

Master Brera, parla il direttore James Bradburne Il Project work finale del master Progettare cultura è stato dedicato alla storica istituzione culturale milanese. Uno studio sulle prospettive post Covid e sull’innovazione culturale VIDEO 28 luglio 2020 Come ogni anno a conclusione del percorso del master Progettare cultura si è svolto il Project work finale che risponde alle esigenze di un committente reale. Per la XIII edizione gli studenti hanno lavorato sulla Pinacoteca di Brera del periodo post emergenza Covid. Nei tre mesi di chiusura le riflessioni sul modello dominante e sulle alternative possibili sono state numerose e lo scambio fra i diversi operatori non si è mai interrotto. Per chi voglia approfondire l’argomento il dialogo con James Bradburne è l’oggetto di questo video. Il collegamento tra memoria e slancio verso il futuro è alla base dell’impostazione del master. Le iscrizioni alla XIV edizione del terminano il prossimo 19 ottobre , e si prepara un altro anno aperto a quanto di più innovativo e interessante accade nel panorama culturale milanese e internazionale.

 

Brescia-Chicago, “Erasmus” a distanza

ITALIA - STATI UNITI Brescia-Chicago, “Erasmus” a distanza Col progetto Global Learning Experience 14 studenti di Scienze linguistiche e 13 loro colleghi della DePaul University hanno sperimentato uno scambio interculturale “da casa” grazie all’uso didattico di Skype, Facebook e Whatsapp. Con Skype, D2L, VoiceThread, Whatsapp e Facebook, 14 studenti della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere della sede di Brescia dell’Ateneo e 13 loro colleghi dell Department of Modern Languages della DePaul University di Chicago hanno sperimentato uno scambio interculturale “da casa” grazie alle nuove tecnologie della comunicazione. Un uso originale e didattico delle tecnologie della comunicazione e dei social network che viene incontro a chi non può permettersi periodi prolungati di studio all’estero o vuole integrare esperienze di scambio in Paesi più vicini al nostro. Con la metodologia della peer review via Google Docs, gli studenti americani hanno “corretto” in inglese gli amici di Brescia e quelli della Cattolica hanno rivisto in italiano il lavoro svolto dai ragazzi di Chicago» racconta la professoressa Mongiat Farina. L’obiettivo del progetto era quello di migliorare la competenza comunicativa, facendo esercizio sia nella lingua di origine che in quella target» spiega la docente della DePaul University, secondo cui l’interculturalità ha bisogno di competenze linguistiche e culturali. I nostri amici americani avevano idee molto più positive sull’Europa di quelle del nostro gruppo italiano» afferma Elena Antelmi , studentessa della triennale in Scienze linguistiche, che ha scoperto un’incredibile affinità culturale con il suo partner di studio senza averlo mai conosciuto prima. Ovviamente, parlando del tema immigrazione, il nuovo corso dell’amministrazione Trump non è rimasto sullo sfondo, come confessa Valentina Mundadori , che è rimasta particolarmente colpita dai racconti di alcune ragazze americane di origine messicana.

 

Brescia, città dell'incontro e dell'educazione

Brescia Brescia, città dell'incontro e dell'educazione I 50 anni della sede bresciana dell’Università offrono lo spunto per raccontare la una sfida educativa che guarda al futuro. Questa è la sfida passata e attuale che l’Università Cattolica continua a raccogliere, ben consapevole di come il vantaggio competitivo dato dall’avere una laurea oggi non basti più, occorrono capacità e valori aggiunti”. Sul ruolo educativo rivestito dall’ateneo bresciano è d’accordo anche il sindaco Emilio del Bono : “Cinquant’anni di presenza dell’Università Cattolica a Brescia hanno lasciato il segno, in positivo. Quello dell’educazione è infatti un tema assai importante per una città come la nostra, in cui risiedono il maggior numero di immigrati regolari di oltre 150 diverse nazionalità diverse. Perché una città continui ad essere educata, abbiamo bisogno di enti ed agenti educatori che, a loro volta, necessitano di un percorso educativo eccellente”, ha infine concluso il primo cittadino. Resilienza è un termine di derivazione fisica - indica quei materiali che, anche se stimolati o sottoposti a pressione, non si deformano – che è poi stato mutuato dalle scienze sociali per indicare un tipo di persona o di realtà capace di superare indenne, reagendo, situazioni di criticità. E Brescia , impossibile dimenticarlo, dopo la strage di piazza della Loggia avvenuta in quel drammatico 28 maggio del 1974, è una città resiliente per eccellenza.

 

Brescia e Cremona per il turismo musicale

Brescia Brescia e Cremona per il turismo musicale Studiosi da tutto il mondo riuniti per analizzare il fenomeno del turismo legato alla musica dal punto di vista storico, geografico e didattico. Una sfida necessaria, quella di dare risalto a nicchie e specificità in grado di rendere unico e peculiare il turismo italiano, quest’anno formalizzata dalla facoltà di Lettere e filosofia con l’avvio a Brescia del corso di laurea dedicato al settore. L’obiettivo? Formare professionisti in grado di gestire al meglio il fenomeno turistico in Italia, svilupparne le potenzialità, avviare attività economiche in grado di valorizzare una nuova cultura di impresa e di sfruttare al meglio, in maniera sostenibile e diffusa, le enormi risorse di beni culturali e naturali presenti. turismo #musica #cultura #tradizione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Brescia e i bresciani nei libri antichi

Un appuntamento annuale, quest’anno giunto all’VIII^ edizione (sono appena stati pubblicati gli atti della VII^) nato da un’idea della docente e studiosa Carla Maria Monti con la precisa volontà di creare un’occasione di incontro e aggiornamento in grado di coinvolgere giovani ricercatori e studiosi del settore. Durante la giornata studenti, docenti e ricercatori del Dipartimento di Scienze Storiche e Filologiche si sono riuniti per fare il punto a proposito delle ricerche in corso, illustrando così fatti, curiosità e risultati emersi dalle indagini attuali e da quelle recentemente concluse. Oltre ai contributi locali, il programma ha previsto l’intervento di studiosi provenienti da realtà accademiche italiane che, nel corso delle loro ricerche, si sono imbattuti in vicende e protagonisti bresciani. Da qui la volontà di Rossetti di indagare uno dei manuali redatto dal Britannico per gli studenti alle prese con l’apprendimento della lingua latina. L’intervento di Luca Piccinali è stato dedicato alla circolazione della cultura scientifica all’inizio del Seicento e, in particolare, sulla corrispondenza epistolare tra lo scienziato e moncato benedettino Benedetto Castelli e Galileo Galilei . Alla Fondazione Ugo da Como di Lonato del Garda è custodito l’autografo quattrocentesco del notaio e copista Taddeo Scolari , che per primo compose una silloge delle iscrizioni bresciane. Si tratta di un’importante testimonianza della cultura epigrafica bresciana che – come fa ha sottolineato Carolina Bortolotti – è oggi al centro di nuovi accertamenti e verifiche circa la datazione e l’acquisto da parte del senatore Da Como.

 

Brescia riparte dall’alleanza per la cultura

Già ben trenta soggetti, tra aziende ed enti bresciani, hanno raccolto la sfida di Brescia Musei al fine di coltivare e accrescere la conoscenza del patrimonio culturale e storico artistico mediante un nuovo progetto di fund-raising a base culturale, di circa 3.5 milioni, per promuovere la rinascita culturale della città. Peraltro, non solo gli studiosi, i ricercatori e i docenti potranno svolgere un ruolo attivo nella promozione del patrimonio culturale cittadino, ma anche i nostri studenti con particolare riferimento agli studenti delle facoltà umanistiche». brescia #cultura #alleanza #promozione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Capitali della cultura, parlano le città

milano Capitali della cultura, parlano le città Alcuni dei dieci comuni finalisti, tra cui la giuria del ministero dei Beni culturali ha scelto Parma come capitale italiana del 2020 , hanno presentato al master Mec i propri progetti. I progetti di alcune di queste sono stati presentati il 13 febbraio in un incontro organizzato nell’ambito del master in Ideazione e progettazione di eventi culturali (Mec) della Cattolica e coordinato dal direttore Paolo Dalla Sega . Giorgio Re , responsabile del dossier di candidatura di Agrigento , ha presentato la candidatura della città siciliana. Dato che nel 2020 Agrigento festeggerà i suoi 2600 anni di vita, sarà comunque un anno ricco di manifestazioni per rendere omaggio alla città e alla sua storia. La città è stata presentata come un luogo di opportunità, che, nonostante le contraddizioni presenti all’interno del suo tessuto sociale, cerca di mantenersi aperta all’incontro con le altre culture, in particolare quella cinese. Macerata ha deciso di puntare non tanto sulla fruizione di cultura ma sulla sua produzione, attirando giovani che mettano a frutto la propria creatività formandosi all’Università, all’Accademia di belle arti e allo Sferisterio, uno tra i più importanti teatri europei di musica lirica. Il tema centrale del programma di Reggio Emilia è la riqualificazione degli spazi urbani, come ha spiegato Giordano Gasparini , responsabile del dossier di candidatura della città.

 

Chierici, cortigiani, battitori liberi. Quale ruolo per gli intellettuali?

Quale ruolo per gli intellettuali? Per quanto il loro operato nel corso del Novecento sia stato messo sotto accusa, oggi a mancare sono soprattutto le idee. Il professor Giuseppe Lupo lancia un dibattito che è confluito in un convegno mercoledì 30 ottobre 16 ottobre 2019 “Chierici, cortigiani, battitori liberi. Quale ruolo per gli intellettuali?” è il titolo del convegno promosso dal centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”, che si è tenuto mercoledì 30 ottobre in cripta aula Magna (largo Gemelli 1, Milano). Ciò che manca però sono le idee (non le ideologie): quei processi di pensiero che mirano a costruire il domani o almeno a fare luce sulle zone d’ombra che assediano l’oggi. Gran parte del secolo che ci siamo lasciati alle spalle è stato disegnato da quel titolo così eloquente. E se in questo momento è pressoché unanime il bisogno di idee, lo è in relazione alla sensazione di assenza o di latitanza che grava sugli ultimi decenni dopo la spericolata scorribanda che la casta degli intellettuali ha percorso a partire dal secondo dopoguerra. È difficile affermare quanto di utile e di necessario rimanga di quel periodo complicato e di quale ruolo in particolare oggi si avverte l’urgenza.

 

Cibo e cultura, idee marketing

Piacenza Cibo e cultura, idee marketing Componimenti poetici per evocare le sensazioni di un’annata di vini e proposte emozionali legate ad arte, sostenibilità e alimentazione biologica nella ristorazione. febbraio 2018 Prendi 15 aziende dell’agroalimentare, della ristorazione e del turismo della provincia di Piacenza, 120 studenti universitari pieni di entusiasmo e idee, tre mesi di studio e lavoro per sviluppare contenuti di marketing digitale. La sfida è stata lanciata ai suoi studenti dal professor Roberto Nelli , docente di Content &; Digital Marketing della laurea magistrale in General Management della sede di Piacenza dell’Università Cattolica. Un’iniziativa che ha coinvolto La Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli , alcune imprese piacentine della filiera territoriale (agroalimentare, turismo, ristorazione e cultura) e i consorzi/associazioni di promozione enogastronomica locale. L’obiettivo del lavoro è stato quello di proporre una strategia di marketing che avesse per oggetto la proposta di contenuti originali e rilevanti per il target-group dell’azienda e che potesse essere collocata a supporto della più generale strategia di marketing dell’azienda stessa» spiega il professor Nelli. È stata un’esperienza molto impegnativa: «Gli studenti sono stati chiamati a cambiare prospettiva nell’approccio al marketing, proponendo alle realtà coinvolte una strategia di contenuti in chiave editoriale che ponesse al centro dell’attenzione gli interessi e le aspettative dei loro interlocutori nei diversi mercati in cui operano. Dopo un’attenta valutazione ha deciso all’unanimità di premiare a pari merito l’elevata qualità dell’analisi e della progettazione di due gruppi, i Wanna Marketing e i Digital Players che hanno così conseguito il massimo del punteggio anche ai fini dell’esame di Content &; Digital Marketing.

 

Cinema, un volano per cultura e turismo

Un incarico di prestigio che l’Università Cattolica ha condotto divenendo apripista di un progetto pilota, che allinea l’Italia al resto dell’Europa quanto a logiche di trasparenza. Stiamo parlando della Valutazione di impatto della Legge Cinema e Audiovisivo 2017-2018 , pubblicata dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e realizzata da Università Cattolica e da Clas . Uno strumento come questo è utile per ragionare e immaginare correttivi nelle politiche di finanziamento in modo mirato e secondo una prospettiva di respiro più ampio», ha sottolineato Mariagrazia Fanchi chiarendo le importanti novità introdotte dalla legge Franceschini: «Per la prima volta sono stati creati dei fondi speciali. La proficua collaborazione con Centric e Certa ha permesso di «elaborare un software che consente di misurare il budget di genere in modo da rendicontare tutti i soggetti che sono occupati nella realizzazione di un’opera audiovisiva». Ma c’è una seconda novità, più di prospettiva, che porta l’Italia in una visione di dialogo europeo: «È la misurazione degli impatti sul turismo per il Paese; un indicatore fondamentale, perché il cinema è il veicolo primario di cultural diplomacy e attivatore di flussi turistici. Proprio perché questo è un impatto che si può misurare solo sul medio-lungo periodo, è stato creato un metodo che consentirà di valutare gli impatti in termini di flussi turistici sia business che leisure sui vari territori che sono coinvolti nella produzione o citati all’interno di opere audiovisive». La valutazione dell’Università Cattolica presenta dunque un’attiva proposta di metodi e strumenti per poter fruire di dati di particolar valore nel caso degli impatti indiretti nel mondo del cinema, come quelli sociali culturali.

 

Città a misura d’uomo e… d’arte

Brescia Città a misura d’uomo e… d’arte In occasione della manifestazione espositiva “Meccaniche della Meraviglia 12 in The City” nel convegno Arte nello spazio della città si è parlato dell'arte come ideale veicolo di valorizzazione per gli spazi urbani, architettonici e non solo. Se ne è parlato nel seminario Arte nello spazio della città , fortemente voluto e coordinato dalla docente di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea Elena Di Raddo e introdotto dai saluti del Direttore di sede Giovanni Panzeri . “L’operazione fatta con le stazioni della metropolitana di Napoli, progettate ciascuna da un diverso artista contemporaneo, sono un modello da studiare – ha esordito l’assessore all’Urbanistica del Comune di Brescia, Michela Tiboni . Sono la dimostrazione di come un intervento dentro ad un luogo possa rigenerare anche gli spazi che vi stanno attorno. Esiste infatti una relazione diretta tra la crescita culturale di una città e la sua urbanistica, che non è fatta solo di architetture. “Prima individuo gli spazi, poi gli artisti sulle base delle affinità di questi ultimi con i luoghi – racconta Albano Morandi , regista e deus ex machina della kermesse . Tutti i lavori sono pensati ed eseguiti dagli artisti dopo aver visto e conosciuto la storia degli spazi” conclude Morandi.

 

Dal Brasile al master fino a Pinã Cultura

cattolicapost Dal Brasile al master fino a Pinã Cultura Debora Ramos ha fondato in Brasile un'agenzia di progetti culturali specializzata in arti visive. La sua formazione al master Progettare cultura 20 settembre 2019 Dopo diverse esperienze lavorative e formative, fra cui il master Progettare Cultura , Debora Ramos ha co-fondato una agenzia di progetti culturale specializzata in arte visive. Pinã è una impresa culturale a 360° che organizza mostre, performance, installazioni, si occupa di pubblicazioni di libri d'arte, e forma guide didattiche per mostre d'arte. Pinã Cultura si propone di elaborare e sviluppare sia progetti d’arte (mostre, performances, libri d’arte) sia il coordinamento educativo delle guide per mostre, musei e gallerie. Dopo aver lavorato tanti anni presso la casa editrice Cosac&;Naify mi occupo ancora di libri d’arte: a breve uscirà una pubblicazione su Tunga, uno dei più importanti e influenti artisti brasiliani della sua generazione». Offrendomi competenze utili anche in una realtà diversa come il Brasile, fino alla creazione di una impresa in proprio in cui sono coinvolta dal 2017: Pinã Cultura ». Il nome Pinã Cultura è un gioco di parole di difficile traduzione; nasce da un’espressione brasiliana che significa “risolvere i problemi”.

 

L'emergenza cultura al tempo del Covid 19

Un tempo che evidenzia ancor di più l’importanza della cultura per la resilienza delle nostre società. Per partecipare all’evento ci si può registrare entro mercoledì mattina qui . Il tema è molto attuale considerando la chiusura di teatri, cinema, e musei in molti Paesi europei, e ha come obiettivo quello di interrogarsi soprattutto su dove trovare le risorse per garantire una sopravvivenza del settore e anche come ridisegnare le infrastrutture culturali per garantirne la resilienza. Presiede la tavola rotonda la professoressa Federica Olivares , membro del Program Board e Chair di questo terzo Culture Salon della Season of Culture e direttore dell’International Program in Cultural Diplomacy dell’Università Cattolica. Il tema di fondo di questo Panel, parte del Programma della “Season of Culture 2020" fra Uk e Italia e indetta dal British Council insieme all’Ambasciata inglese, sarà come contribuire a creare a livello europeo un'Emergenza Cultura come è stato per il tema dell'ambiente - ha dichiarato la professoressa Olivares -. Dobbiamo quindi rendere possibile, grazie anche ad alleanze forti, la sopravvivenza del settore culturale perché sia in grado anche di accogliere i loro talenti e le loro skills». cultura #musei #emergenza Facebook Twitter Send by mail Print.

 

E ora in Cattolica si studia il turco

MILANO E ora in Cattolica si studia il turco Per la prima volta la facoltà di Scienze linguistiche attiva un corso annuale di Cultura e civiltà della Turchia , un Paese cruciale come ponte verso l’Oriente. Per l’anno accademico 2017-2018 la facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere attiva nel biennio magistrale di Scienze Linguistiche un corso annuale dedicato alla cultura e civiltà del Paese della Mezzaluna, una delle potenze economiche emergenti a livello globale, con un ruolo cruciale nelle relazioni tra Occidente e Oriente. Senza contare che anche l’Italia negli ultimi anni è diventata un polo di attrazione per numerosi studenti turchi che approdano nel Belpaese per il conseguimento della laurea: basti pensare che nell’anno accademico 2016/2017 sono 106 i giovani di cittadinanza turca regolarmente iscritti a un corso di laurea dell’Università Cattolica. Ma come è nata l’idea di un corso di “Cultura e civiltà della Turchia” ? «Vi sono molte ragioni che ci hanno suggerito di offrire questo insegnamento» osserva il preside Giovanni Gobber . Il preside di Scienze linguistiche richiama infine motivazioni di ordine storico: «In passato la Turchia è stata sede di contatti culturali e linguistici; la conoscenza del turco e della Turchia ottomana aiutano a comprendere la storia e la contemporaneità. Tra le lingue più vicine al turco vi è l’azero, che ha decine di milioni di parlanti, soprattutto in Īrān, e il tatáro, con circa 5 milioni di parlanti, per lo più in Russia, ma una piccola minoranza è in Romania. A Brescia, in collaborazione con il Selda, attiviamo le esercitazioni di lingua coreana, pensate soprattutto per gli studenti di cinese della sede bresciana» afferma il preside della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere Giovanni Gobber .

 

Eventi di qualità e cultura diffusa, così rinasce Firenze dopo il Covid

Dal suo punto di vista, il concetto chiave per la Fase 3 è la cultura diffusa, basato, da un lato, su un’attenta e scrupolosa intercettazione e valorizzazione delle reti già esistenti, dall’altro, sullo sviluppo di quelle potenziali. Lo scopo è quello di creare una fitta collaborazione, ad oggi più che necessaria, che possa rendere la cultura ancor più capace di partecipare attivamente al sostentamento nazionale, avvicinandola al concetto stesso di “impresa” e di “lavoro culturale», ha dichiarato Sacchi. L’assessorato alla cultura di Firenze assieme ad altri 12 capoluoghi di regione, tra cui Bari, Cagliari, Palermo, Torino e Milano hanno iniziato a lavorare sin da subito in maniera coesa relazionandosi direttamente con il Ministero e proponendo una Fase 3 basata sul «concetto di cultura diffusa». Milano è sempre la “porta d’Europa”», ha detto, una città estremamente dinamica che mostra pienamente la sua grande potenza trasformativa: negli ultimi anni, poi, il capoluogo lombardo ha cambiato faccia, da cupa è divenuta accattivante e questo grazie al ruolo centrale della cultura. Coordinatore didattico Mec Master in Eventi e Comunicazione per la cultura #mec #eventi #cultura #ecatt Facebook Twitter Send by mail Print IL NUOVO MEC Ideare, progettare e organizzare gli eventi e la comunicazione per la cultura del nostro tempo nei linguaggi e nei codici più attuali. È questo il nuovo Mec Master in Eventi e Comunicazione per la Cultura (nato dal Master in Eventi Culturali, primo del settore in Italia, ideato nel 2000), promosso dall’Alta Scuola in Media, comunicazione e spettacolo ( Alemd ). Il percorso formativo si rivolge a studenti di tutte le facoltà che desiderino specializzarsi nella comunicazione della cultura e nell'organizzazione degli eventi culturali, in particolare nei settori dell'arte, del cinema, dello spettacolo dal vivo (teatro, danza, musica).

 

Hélé Béji, narrare l'identità

Brescia Hélé Béji, narrare l'identità Il 22 febbraio la scrittrice franco-tunisina è stata ospite a Brescia in occasione della conferenza “L'écriture de Hélé Béji entre narration et essai”. Dopo aver lavorato all'Unesco come funzionario internazionale, ha fondato nel 1998 il Collège international di Tunisi: uno spazio di dialogo e di libertà, all'interno della Medina, con il chiaro obiettivo di avere un'influenza nella gestione politica del proprio paese in un momento drammatico della sua storia. Partendo dalla sua infanzia e dalla sua esperienza personale, Hélé Béji ha parlato di letteratura ma anche di identità e alterità, nonché del suo rapporto con la lingua e la cultura francese. Hélé Béji sostiene che per comprendere l'altro sia necessario partire da se stessi, ed è quello che essa propone in prima persona nelle conferenze che organizza al Collège international de Tunisi che conta nella sua storia ospiti illustri, da Derrida a Semprun. Pur trattandosi di una lingua parlata da gente che non sa scrivere, essa, contrariamente a ciò che pensano molti studiosi, diventa il veicolo di una riflessione che parte dalla conoscenza diretta degli esseri umani e della loro psicologia, imparata direttamente dalle relazioni sociali. Esse sono per Hélé Béji come due vasi comunicanti poiché la lingua dell'istruzione le ha permesso di comprendere che esisteva una lingua rurale, che è diventata per lei la voce dell'antropologia, dell'etnologia e soprattutto di una parte fondamentale di se stessa. In conclusione, la scrittirice è stata la protagonista di un incontro vivo, che ha permesso al pubblico di entrare in dialogo con un’esperienza: quella di una grande donna che continua ad avere il coraggio per dare voce agli intellettuali in un periodo difficile.

 

Ibridare per divulgare

L’incontro ha messo in luce aspetti rilevanti della nostra epoca: a partire dall’ibridazione dei mezzi di comunicazione che creano contenuti destinati a più piattaforme, per poi volgere su come la cultura debba investire su queste contaminazioni. L’apertura di un canale basato unicamente su contenuti culturali, era una scommessa: analisi di mercato alla mano, tutto era contro la riuscita di un progetto del genere. Per questo motivo, Pisoni ha capito che l’unico modo per poter avere un discreto successo era investire su contenuti che avessero una forte identità. Identità che è stata data da due scelte strategiche importanti: puntare su persone in grado di trattare argomenti culturali e artistici sul web con un discreto seguito, e coinvolgere micro-comunità di appassionati riguardo ad argomenti culturali molto specifici. Pisoni ha raccontato che questo era il punto su cui volevano insistere: “Creare un canale che si mischiasse con la vita culturale reale che trovi per le strade, quando esci di casa”. Una scelta vincente che ha prodotto un successo inaspettato per il canale di Sky e che dopo 7 anni ha portato SkyArte anche nel mondo cinematografico: molti dei documentari, realizzati in collaborazione con Sky, hanno riempito le sale dei cinema di tutto il mondo, ottenendo ottimi incassi. Alla luce di questo successo, viene da chiedersi se in fondo la cultura sia un settore lontano da queste ibridazioni oppure se non sia il caso di ibridarla per riportarla alla sua massima bellezza.

 

I collegi alla Scala di Milano

Il resto sarà una conseguenza» (Antoine de Saint-Exupery). Quale spinta, se non la sete di conoscenza, ha mosso tanti giovani a trascorrere l’intera nottata del 12 novembre davanti al botteghino del Teatro alla Scala per conquistare un biglietto d’accesso alla prima giovani del 2019, riservata agli under 30. Ad aprire la stagione lirica 2019-2020 La Tosca di Puccini, diretta da Riccardo Chailly, preceduta, come da tradizione, dall’anteprima riservata ai giovani sotto i trent’anni e accessibile a prezzi vantaggiosi. collegi #scala #teatro #cultura #lascalaunder30 Facebook Twitter Send by mail Print.

 

I filosofi e l’ingiusta accusa di diserzione

Il dibattito I filosofi e l’ingiusta accusa di diserzione L’intellettuale può esercitare la funzione che gli è propria semplicemente dicendo la verità , dicendo la verità al potere. Quale ruolo per gli intellettuali?” è il titolo del convegno promosso dal centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”, che si terrà mercoledì 30 ottobre in cripta aula Magna (largo Gemelli 1, Milano) a partire dalle 9.30. Non a caso, tra i modelli di intellettuale propugnati da Benda troviamo Kant, secondo il quale «non c’è da attendersi che i re filosofeggino o che i filosofi diventino re, e neppure è da desiderarlo, perché il possesso della forza corrompe il libero giudizio della ragione». E se ci si chiede, in tutto ciò, che ne sia stato della radicale proposta platonica che vedeva coincidenti la figura del sovrano reggitore della polis e quella del filosofo, si può rispondere che quello platonico era uno stato ideale , giammai reale. Abbiamo dunque due piani, quello del pensiero e quello della prassi, quello della cultura e quello della politica, e se ci ritroviamo a porre l’interrogativo del loro rapporto è soltanto perché la condizione nella quale viviamo non ci soddisfa. Ecco allora il perché, dinanzi alle situazioni di crisi, dell’accusa agli intellettuali di volta in volta di silenzio o di sterile lamentosità, di opportunismo o di diserzione, se non di disagio, disorientamento o di decadenza. ricercatrice di filosofia teoretica, facoltà di Lettere e filosofia , campus di Brescia e Milano Quarto contributo di una serie di articoli dedicati al ruolo degli intellettuali Nella foto in alto il giovane Alessandro Magno con Aristotele #intellettuali #cultura #potere #politica Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Il master degli ambasciatori di cultura

Si è tenuta nella Sala della Crociera del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la cerimonia di consegna diplomi della prima edizione del nuovo master universitario in Cultural Diplomacy . Un contesto simbolico perché da qui è partito il primo progetto della biblioteca Major dello Studio del Collegio Romano, fondato da Ignazio di Loyola, ambasciatore italiano di cultura ante litteram. Si è trattato di un’occasione straordinaria per i corsisti che hanno potuto ricevere i diplomi conclusivi di questo anno di intenso lavoro alla presenza del ministro Alberto Bonisoli e dell’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia Li Ruiju . L’importanza della cultura come veicolo di relazioni diplomatiche è stata ribadita dall’ambasciatore Ruiju che ha ricordato il valore degli scambi culturali nella “via della seta”. L’adesione a questo progetto da parte dell’ambasciatore è stata così sentita che ha voluto ospitare i corsisti del master in un viaggio sulla via della seta per la realizzazione di un rapporto sulla loro percezione delle strategie di diplomazia culturale in Cina. Quando due comunità si incontrano e si offrono un dono, il valore culturale di quel dono ha la valenza di una rappresentazione della comunità intera e dei suoi valori, e uno scambio e un impegno alla gratitudine e alla reciprocità. In un momento in cui si discute di scontri di civiltà, la diplomazia culturale non è solo una delle leve che si possono utilizzare per favorire scambi, ma una reale occasione di dialogo.

 

Il territorio, l’università del gusto

IVREA Il territorio, l’università del gusto Gli studenti del master in Comunicazione per le industrie creative hanno condotto un modulo del loro percorso formativo nel Canavese, alla scoperta dell’enogastronomia di Ivrea. luglio 2016 di Elena Sofia Lione e Giulia Vesco * Una due giorni all’insegna del gusto e un tuffo nel passato, fatto di leggende e curiosi aneddoti, ma con lo sguardo rivolto al futuro. Per la prima volta il modulo “ Gusto e sostenibilità ” del master universitario in Comunicazione per le industrie creative diretto dalla professoressa Laura Bovone e coordinato dalla professoressa Carla Lunghi , si è svolto lontano da largo Gemelli. Prima parte del laboratorio, una lezione condotta dall’imprenditore culturale e docente del modulo di Gusto e Sostenibilità Domenico Tappero Merlo , sui prodotti tipici del Canavese e sul potere evocativo della loro storia. Nell’ambito di un corso di studi orientato alla comunicazione e alla sostenibilità, è stato significativo per noi studenti aver avuto un accesso privilegiato a un’esperienza in loco così formativa. La passione del professor Tappero Merlo, che ci ha formato per l’intera giornata su come affrontare una riqualificazione del territorio in termini di comunicazione, ci ha portati alla scoperta di un luogo ricco di tradizione e purtroppo ancora sconosciuto ai più. Cogliere ciò che rende speciale un luogo, la sua storia, le sue tradizioni, è ciò che di più importante può fare chi si occupa di comunicazione: trasmettere i valori e la cultura per attrarre e coinvolgere visitatori consapevoli nell’affascinante atmosfera di questi luoghi.

 

In Cattolica la musica va a lezione

milano In Cattolica la musica va a lezione Un corso promosso dal professor Enrico Reggiani e aperto a tutti gli studenti dell’Ateneo consente di consolidare le capacità di ascolto musicale. agosto 2019 Un corso finalizzato a consolidare le capacità di ascolto musicale e di avvicinare all’esperienza culturale della musica. È quanto propone il corso di Linguaggi musicali in prospettiva storica , tenuto dal professor Enrico Reggiani nell’ambito della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere. L’insegnamento è però aperto a tutti gli studenti delle lauree triennali e magistrali dell’Ateneo, quale che sia la competenza musicale da loro (eventualmente) posseduta, ed è collegato allo Studium Musicale di Ateneo , diretto dal professor Reggiani con la collaborazione del dottor Martino Tosi . Gli studenti non appartenenti alla facoltà di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere, nella quale l’insegnamento è incardinato, possono chiedere l’autorizzazione al loro preside per inserirlo nel piano degli studi secondo i criteri previsti dalle loro facoltà. L’insegnamento si propone i seguenti obiettivi cultural-musicali (ovvero definiti secondo la prospettiva della Cultural Musicology): a) consolidare e ampliare le competenze musicali di base (teoriche e pratiche) degli studenti; b) sviluppare le loro capacità di ascolto e di analisi di brani composti nella fase moderna dell’esperienza musicale dell’Occidente (sec. XVII-XX); c) migliorare la loro comprensione del “linguaggio musicale” e del conseguente pensiero compositivo che costituisce il fondamento di quei brani, collocandolo nella cornice dell’esperienza umana e artistica dei compositori e nel loro contesto storico-culturale.

 

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