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Summer School, la meta è adesso

E con un vasto investimento in cultura , da toccare con mano in quel grande museo a cielo aperto che è il nostro Paese. Le Summer School 2017 , che salgono da 19 a 28 rispetto allo scorso anno, sono un’opportunità per chi vuole sfruttare il periodo estivo per approfondire specifici temi di studio o ricerca. A fianco delle 14 School nel settore umanistico e dei beni culturali - con percorsi “classici” sui grandi autori (da Dante a Manzoni , fino a Leopardi , Pascoli e Montale ) studiati nei loro “luoghi” - le proposte 2017, tracciano un percorso che tocca la nostra geografia da Nord a Sud. Al cuore del programma, proposto a Milano con il centro di ricerca olandese TNO, i network peer-to-peer , che permettono di mantenere l’anonimato e le cripto-valute, come il bitcoin, diventati ormai strumenti potenzialmente illeciti rivolti a crimini quali il traffico di droghe, di armi, o al cyber-terrorismo. Al mondo guarda anche la Summer School Managing International Relations , ideata per chi intende intraprendere una carriera di analista, o già lavora, in organizzazioni internazionali, fondazioni, società di consulenza e multinazionali nell’ambito della politica internazionale e degli studi strategici. Equilibrata , perché permette di dedicare il giusto tempo, con un ritmo che si dipana in lezioni d’aula alternate a confronti nei porticati accoglienti del Collegio e alle chiacchierate sul lungolago di Stresa». Ma di interessante c’è stato anche il tempo “giusto”, una settimana, in un contesto facilitante: poter dialogare, porre domande, condividere intuizioni insieme a docenti di altissimo livello anche fuori dalle lezioni (magari chiacchierando sulla terrazza vista mare): «È diverso dallo stare da solo con il proprio libro, è l’università».

 

Arte, la passione si fa lavoro

La ricetta di Marilena Pirrell i, giornalista di ArtEconomy24-Il Sole 24 Ore, e dell’ad di Sotheby’s Italia Filippo Lotti 26 aprile 2017 di Mattia Pivato * Web, case d’asta, valutatori e art advisor. Sono le professionalità e gli ambiti nuovi che stanno emergendo nel settore dell’arte, un sistema il cui sviluppo è dimostrato dall’ampliamento della platea di appassionati e collezionisti che navigano il web a caccia di artisti e opere. Il fenomeno su internet è impressionante sia in termini di nuove piattaforme di scambio sia di offerta di nuovi servizi» spiega Marilena Pirrelli (a sinistra) , giornalista di ArtEconomy24 – Il Sole 24 Ore , che insegna al corso di alta formazione dell’Università Cattolica Lavorare nel Mercato dell’Arte. Questo crea nuove professionalità: Hiscox nel 2016 ha registrato un incremento del 15% a 3,75 miliardi di $ di scambi sul web, pari ad una quota di mercato dell'8,4% sul valore degli scambi generali rispetto al 7,4% del 2015, nonostante la contrazione dell’11% di tutto il mercato globale a 56,6 miliardi di $ (Clare Mc Andrew) . Sicuramente le due fiere italiane hanno dialogato con un pubblico molto diverso da quello del Tefaf di Maastricht, che rappresenta l’eccellenza nell’offerta di arte antica, d’antiquariato e di arte moderna con un valore assicurato in fiera di oltre 3 miliardi di euro. Parola di Filippo Lott i, amministratore delegato di Sotheby’s Italia , che insegna al corso di alta formazione dell’Università Cattolica Lavorare nel Mercato dell’Arte. Da questo punto di vista è davvero più suggestivo e più utile di astratte teorie, il racconto vivo e appassionato di persone che hanno saputo investire il loro bagaglio umanistico, intercettando i bisogni, le curiosità, le forme comunicative in continuo divenire nella nostra società.

 

Lavorare da Sotheby’s

aprile 2017 di Mattia Pivato * Le case d’asta svolgono un ruolo centrale nella determinazione dei trend di mercato relativi all’arte e al collezionismo. I numeri delle immatricolazioni agli specifici corsi di laurea crescono e senz’altro non nella previsione di ingrossare le fila degli storici dell’arte in senso tradizionale. È importante far conoscere queste possibilità agli studenti, soprattutto ai laureandi e agli specializzandi, non tanto attraverso corsi specifici, trattandosi di ambiti difficilmente ‘disciplinabili’, quanto attraverso la viva testimonianza di protagonisti di questi nuovi settori professionali. Il punto decisivo è nel saper trasferire le competenze e le conoscenze acquisite nei tradizionali corsi di laurea in Storia dell’arte - assolutamente imprescindibili, come ci confermano tutti i testimonial delle nuove professioni - nelle richieste che l’attuale assetto sociale e produttivo esprime con maggior energia. Da questo punto di vista è davvero più suggestivo e più utile di astratte teorie, il racconto vivo e appassionato di persone che hanno saputo investire il loro bagaglio umanistico, intercettando i bisogni, le curiosità, le forme comunicative in continuo divenire nella nostra società. Non è solo il problema di inventare nuove professioni, ma anche la capacità di trasformare quelle tradizionali, come possono essere la direzione di un museo o la produzione editoriale, in nuovi profili. Inoltre, la possibilità di incontrare innovative esperienze di lavoro nell’abito dei beni culturali, incentiva a non fissare la propria prospettiva verso impieghi che sappiamo limitati nelle loro possibilità di offerta e invece a provare a intercettare nuovi bisogni e quindi nuovi percorsi.

 

Hélé Béji, narrare l'identità

Brescia Hélé Béji, narrare l'identità Il 22 febbraio la scrittrice franco-tunisina è stata ospite a Brescia in occasione della conferenza “L'écriture de Hélé Béji entre narration et essai”. Dopo aver lavorato all'Unesco come funzionario internazionale, ha fondato nel 1998 il Collège international di Tunisi: uno spazio di dialogo e di libertà, all'interno della Medina, con il chiaro obiettivo di avere un'influenza nella gestione politica del proprio paese in un momento drammatico della sua storia. Partendo dalla sua infanzia e dalla sua esperienza personale, Hélé Béji ha parlato di letteratura ma anche di identità e alterità, nonché del suo rapporto con la lingua e la cultura francese. Hélé Béji sostiene che per comprendere l'altro sia necessario partire da se stessi, ed è quello che essa propone in prima persona nelle conferenze che organizza al Collège international de Tunisi che conta nella sua storia ospiti illustri, da Derrida a Semprun. Pur trattandosi di una lingua parlata da gente che non sa scrivere, essa, contrariamente a ciò che pensano molti studiosi, diventa il veicolo di una riflessione che parte dalla conoscenza diretta degli esseri umani e della loro psicologia, imparata direttamente dalle relazioni sociali. Esse sono per Hélé Béji come due vasi comunicanti poiché la lingua dell'istruzione le ha permesso di comprendere che esisteva una lingua rurale, che è diventata per lei la voce dell'antropologia, dell'etnologia e soprattutto di una parte fondamentale di se stessa. In conclusione, la scrittirice è stata la protagonista di un incontro vivo, che ha permesso al pubblico di entrare in dialogo con un’esperienza: quella di una grande donna che continua ad avere il coraggio per dare voce agli intellettuali in un periodo difficile.

 

Brescia, città dell'incontro e dell'educazione

Brescia Brescia, città dell'incontro e dell'educazione I 50 anni della sede bresciana dell’Università offrono lo spunto per raccontare la una sfida educativa che guarda al futuro. Questa è la sfida passata e attuale che l’Università Cattolica continua a raccogliere, ben consapevole di come il vantaggio competitivo dato dall’avere una laurea oggi non basti più, occorrono capacità e valori aggiunti”. Sul ruolo educativo rivestito dall’ateneo bresciano è d’accordo anche il sindaco Emilio del Bono : “Cinquant’anni di presenza dell’Università Cattolica a Brescia hanno lasciato il segno, in positivo. Quello dell’educazione è infatti un tema assai importante per una città come la nostra, in cui risiedono il maggior numero di immigrati regolari di oltre 150 diverse nazionalità diverse. Perché una città continui ad essere educata, abbiamo bisogno di enti ed agenti educatori che, a loro volta, necessitano di un percorso educativo eccellente”, ha infine concluso il primo cittadino. Resilienza è un termine di derivazione fisica - indica quei materiali che, anche se stimolati o sottoposti a pressione, non si deformano – che è poi stato mutuato dalle scienze sociali per indicare un tipo di persona o di realtà capace di superare indenne, reagendo, situazioni di criticità. E Brescia , impossibile dimenticarlo, dopo la strage di piazza della Loggia avvenuta in quel drammatico 28 maggio del 1974, è una città resiliente per eccellenza.

 

“XXI Triennale”, arriva l’app ufficiale

Cultura e innovazione “XXI Triennale”, arriva l’app ufficiale Nasce dalla sinergia tra Università Cattolica, Triennale di Milano e la piattaforma Jeco, l’applicazione bilingue e gratuita per avere informazioni sempre aggiornate sugli eventi della storica kermesse. by Bianca Martinelli | 14 aprile 2016 Voglia di visitare la XXI Triennale milanese – storica esposizione internazionale dedicata alle arti e al design – ma code, caos cittadino e mancanza di organizzazione vi fanno desistere? A parlare è il professor Stefano Pareglio , direttore del Crasl, che sottolinea: “Da sempre Jeco si occupa di promozione e valorizzazione dei contenuti culturali mediante le nuove tecnologie; la collaborazione con un’istituzione prestigiosa come la Triennale milanese si è rivelata un’ottima palestra”. In un momento storico in cui questo genere di tecnologie va per la maggiore, quali sono i suoi utilizzi e peculiarità? Lo abbiamo chiesto a Luca Francesco Garibaldo , ideatore e amministratore delegato di Jeco Guides , piattaforma tecnologica dedicata alla promozione dei patrimoni ambientali e culturali. A partire dalla propria collocazione geografica il visitatore potrà dunque consultare, anche in assenza di connessione ad internet, tutti i contenuti multimediali associati a ciascuno spazio, museo o galleria - dalle mostre in programma agli eventi, fino ai contatti e all’itinerario più breve per raggiungerli. triennalemilano #innovazione #cultura #tecnologia Facebook Twitter Send by mail L’ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE Nata nel 1923 a Monza e trasferitasi nel capoluogo lombardo nel 1933, la Triennale di Milano è un’istituzione culturale che produce mostre ed eventi legati all’arte, al design, all’architettura, moda, cinema, comunicazione e società. Dopo vent’anni di assenza torna l’Esposizione internazionale della Triennale: l’appuntamento diffuso in tutta la città, in programma dal 2 aprile al 12 settembre 2016 .

 

Lo sguardo, crocevia di culture

Le testimonianze sulla giovane fotoreporter di Amnesty morta in un attentato terroristico e la tavola rotonda con la presidente Rai Monica Maggioni by Giovanni Migone | 15 marzo 2017 Per la terza volta la Cattolica ha ospitato il Festival Internazionale della lingua e della cultura araba. Oggi il suo lavoro viene portato in superficie dalla madre Christine, che presiede la Fondazione intitolata a sua figlia e che da un anno è impegnata nella promozione degli scatti di Leila. Perché la fotografia per Leila era un veicolo di emozione collettivo, il cui elemento chiave era proprio la rappresentazione di sguardi di un mondo dimenticato, filtrati dalla natura multiculturale di chi sta dietro all'obiettivo. Quando ci troviamo di fronte a uno sguardo banalizzante e omologante, se non mettiamo in campo strumenti per vedere la complessità della realtà, veniamo meno alla base stessa del racconto e alla veridicità di una relazione». Non c'è dubbio - prosegue Maggioni - che nel mondo globalizzato in cui viviamo una decisione come quella del Muslim Ban, presa dall'altro capo del mondo, influenzi anche la nostra società, il nostro modo di pensare l'altro, il diverso. Di fianco alla presidente della Rai, la voce di Samuel Shimon , direttore di Banipal, magazine di Letteratura araba moderna, parla chiaro: «La società occidentale sembra non voler accettare gli aspetti positivi del mondo arabo. Io non sono contro nessuno nello specifico ma esistono interessi economici e politici che mettono il mondo dell'informazione nelle mani di ambienti che spesso e volentieri indirizzano in maniera unilaterale il pensiero di chi legge o ascolta».

 
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