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La giustizia senza risentimento

vita e pensiero La giustizia senza risentimento È dall’intreccio di corruzione delle norme e dei saperi che sorge il bisogno di cura (anche nel senso di prendersi cura) che dà il titolo al libro del professor Gabrio Forti. Abbiamo incontrato l’autore, professore di diritto penale dell’Università Cattolica e direttore dell’Alta Scuola “Federico Stella” sulla giustizia penale, per capire meglio lo stato di salute della nostra giustizia e quanto questo ci riguardi. Tale patologia che coinvolge l’intero ordinamento – e che nel libro viene definita “corruzione delle norme” – produce un effetto anche più grave della inflazione prodotta dall’eccesso di “moneta” punitiva». C’è quindi un legame tra l’erosione del diritto e quello della conoscenza? «Per intervenire in modo misurato e proporzionato, non “eccedente”, norme e sanzioni devono essere preparate dallo studio e dalla conoscenza dei problemi che pretendono di affrontare. È da questo intreccio di corruzione delle norme e dei saperi che sorge il bisogno di cura (anche nel senso di “prendersi cura”) che dà il titolo al libro». Ma cosa ha a che fare l’alterità con la legge che è fatta da regole ben precise? «La legge deve saper trovare ‘parole giuste’ che rendano il più possibile giustizia alla molteplicità dei mondi umani. Perché solo la comprensione senza modelli astratti e precostituiti delle situazioni sociali su cui si vuole agire beneficamente è in grado di realizzare in modo persuasivo e non retorico le condizioni di una buona convivenza, che sono poi anche quelle conformi a i principi enunciati dalla nostra Costituzione.

 
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