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Con il Miur contro le Parole Ostili

Ateneo Con il Miur contro le Parole Ostili Ad Assisi siglato un protocollo tra ministero, associazione Parole O_Stili, Ateneo e Istituto Toniolo per promuovere una cultura della rete rispettosa. Parlano la ministra Valeria Fedeli e il prorettore della Cattolica Antonella Sciarrone Alibrandi 14 settembre 2017 Parole Ostili e Miur insieme per promuovere una cultura della rete “non ostile”. La firma del Protocollo di oggi è importante perché ci impegna, tutte e tutti quanti, all’educazione alla cittadinanza digitale, una priorità che il nostro sistema di istruzione oggi deve avere per le giovani e i giovani» dichiara Valeria Fedeli , ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. L’Università Cattolica è convinta dell’estrema importanza di contrastare la violenza verbale nel web e di promuovere, in ogni ambito, l’uso rispettoso del linguaggio» dichiara il prorettore Antonella Sciarrone Alibrandi . Da anni i nostri sociologi, psicologi, pedagogisti e comunicatori si occupano di queste tematiche e sviluppano ricerche anche con il supporto di nuove metodologie, allo scopo di elaborare buone pratiche e di sostenere il mondo della scuola in questa difficile sfida». Per quanto riguarda l'hate speech praticato direttamente, la maggioranza dei maschi e delle femmine (rispettivamente il 68,8% e l'61,4% delle femmine) dichiara di non aver mai postato o condiviso contenuto che può essere considerato hate speech. L’iniziativa ha avuto il suo primo momento di confronto a Trieste lo scorso febbraio, appuntamento durante il quale è stato redatto il “Manifesto della comunicazione non ostile”, una carta che raccoglie 10 princìpi di stile per ridurre, arginare e combattere i linguaggi negativi che si propagano facilmente in Rete.

 

Cyberbullismo, che fare?

by Bianca Martinelli | 01 gennaio 0001 Complici i recenti fatti di cronaca, è tra i temi di maggiore attualità, al punto che, anche tra gli esperti, si inizia a parlare di vera e propria emergenza. Un convegno che, come ha spiegato la prof.ssa Simona Caravita , ha preso avvio anche sullo spunto di quelle che sono le ultime direttive in materia emanate dalle Nazioni Unite. Le direttive europee parlano di un’azione sistemica di monitoraggio che coinvolga tutto il sistema scolastico e le sue parti interessate, dagli insegnanti, alla famiglie e gli studenti. Questo è necessario poiché la natura del fenomeno non è solo individuale, bensì sfrutta logiche “di gruppo” in cui pubblico e spettatori sono fondamentali” conclude Caravita. Necessario dunque un intervento integrato verso un’educazione morale, oltre che all’uso corretto delle tecnologie poiché, se queste ultime non sono la causa originaria, certamente componenti quali visibilità, condivisione e viralità dei contenuti postati in rete, fungono da cassa di risonanza sugli effetti nelle vittime. Secondo Federica Di Cosimo , referente il Bullismo e il Cyberbullismo per Ufficio Territoriale di Brescia “Gli strumenti legislativi oggi a nostra disposizione sono molti ma serve la sinergia tra istituti scolastici e famiglie degli studenti. Gli obiettivi sono di tre tipi: prevenzione, contrasto, ma anche recupero dei casi in cui gli episodi di questo tipo si siano già verificati.

 

Giovani lombardi, social ma prudenti

MILANO Giovani lombardi, social ma prudenti Secondo una ricerca condotta da OssCom per Corecom i ragazzi della regione fanno largo uso di Whatsapp, Facebook e Instagram, consapevoli della web reputation e dei rischi che corrono online, come cyberbullismo, sexting e abuso dei dati personali. Abbastanza riservati, consapevoli della web reputation e dei rischi che corrono online (come cyberbullismo, sexting e abuso dei dati personali), i ragazzi si dimostrano preparati ad adottare strategie per far fronte a eventuali situazioni di stress emotivo rivolgendosi a figure adulte come la madre o gli insegnanti. Se WhatsApp è l’applicazione social più utilizzata in assoluto, Facebook risulta molto popolare fra i maschi (44% contro il 33% delle femmine) e gli adolescenti (42% contro il 35% di chi ha meno di 14 anni). Quelli più diffusi sono il bullismo, sia offline che online (29%), seguito dal sexting (23%) e dall’abuso dei dati personali, con percentuali variabili a seconda delle sue diverse forme (da un massimo di 25% a un minimo di 3%). Il bullismo offline è ancora più diffuso di quello online; il cosiddetto cyberbulling è però diffuso su tutte le piattaforme di SNS: il 36% delle vittime lo ha sperimentato su Facebook, il 27% su WhatsApp e il 19% tramite chiamate e SMS sul proprio cellulare. Gli episodi di bullismo sono più frequenti fra i maschi (32% contro il 25% delle femmine) e fra i preadolescenti (33% contro il 24% degli adolescenti); il rischio sexting è più diffuso tra i maschi (29%) che tra le femmine (17%), e tra gli adolescenti (26%) che tra i preadolescenti (20%). giovani #social #cyberbullismo Facebook Twitter Send by mail LA RICERCA La ricerca ha adottato una metodologia quantitativa intervistando un campione rappresentativo, dal punto di vista sociodemografico, della popolazione lombarda tra gli 11 e i 18 anni (500 giovani), utente abituale di Internet.

 

Cyberbullismo, un mooc gratis per educare

cremit Cyberbullismo, un mooc gratis per educare Dal 17 ottobre al via le iscrizioni a p ercorso di formazione online per studiare i comportamenti di cyberstupidity nei social network e proporre percorsi educativi con metodologie integrate. ottobre 2016 Quando è corretto parlare di cyberbullismo ? Cosa succede se posto una foto senza pensarci? Cambiano le implicazioni legali nel digitale? E la responsabilità educativa? Sono le domande a cui risponderà un nuovo Massive Open Online Course (Mooc) dell’Università Cattolica. Spettro di comportamenti di cyberbullying (2016/2017) è il corso online gratuito sul tema del cyberbullismo che va ad arricchire l’offerta dei Mooc presente in OpenEducation . Il Mooc da una parte intende studiare i c omportamenti di cyberstupidity agiti nell’ambito e attraverso i media digitali (in particolare nei social networ k) e, dall’altra, proporre percorsi educativi con metodologie integrate . L'itinerario parte dalla comprensione della cyberstupidity e del nuovo rapporto tra spazio pubblico e privato, ne studia le implicazioni nei comportamenti di cyberbullying, ne valuta le conseguenze sul piano educativo. ( Definirsi Cittadini Digitali ), gruppo di lavoro permanente su “educazione e cyberbullying” costituito dal Cremit (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Informazione e alla Tecnologia) dell’Università Cattolica di Milano, le cooperative sociali Pepita Onlus e Industria Scenica e l’associazione Contorno Viola . rete #cyberbullismo #web #mooc Facebook Twitter Send by mail LA STRUTTURA Durata: 7 settimane Carico di lavoro: 2 ore a settimana Lingua d'insegnamento: Italiano (Italia) Iscrizioni: dal 17 ottobre 2016 Inizio: lunedì 24 ottobre 2016.

 
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