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Cybercrime, l’evoluzione della specie

Milano Cybercrime, l’evoluzione della specie La lezione in largo Gemelli del sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano Francesco Cajani , uno dei massimi esperti di reati cibernetici in Italia. Francesco Cajani , sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, è uno dei massimi esperti di reati cibernetici in Italia. La Procura di Milano, la prima a dotarsi di un pool specializzato, è quella che meglio ha saputo interpretare le tecniche che i criminali informatici hanno sviluppato in un mondo, quello del web, che muta costantemente. Con il terrorismo e i vari attentati, l’opinione pubblica ha finalmente compreso la portata e la gravità di questi crimini», sottolinea Cajani per cui non si tratta di “reati informatici”, quanto di “criminalità informatica”. I repentini e oculati sforzi di polizia giudiziaria e postale di bloccare queste attività illecite sul nascere sono, per Cajani, «un patrimonio che ci portiamo in tutte le altre indagini, uno know how informatico che oggi è necessario ovunque per destreggiarsi in questo mondo interconnesso». Quello che ci può salvare da questi reati è infatti la competenza dei fruitori, e, soprattutto, di coloro che vegliano sulla nostra sicurezza. L’evoluzione ha portato alla nascita di un nuovo strumento, unico, con cui telefonare, mandare messaggi e navigare in rete (lo smartphone); non deve stupire quindi che i reati informatici siano aumentati, data la maggiore facilità con cui possono essere compiuti.

 
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