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Professione Data Scientist

cattolicapost Professione Data Scientist Una figura che risponde all’esigenza di gestire e integrare informazioni che arrivano in varietà e volumi mai incontrati prima, spiega la psicologa Guendalina Graffigna . by Elisa Ballerini | 19 dicembre 2017 Acclamata nel 2013 dalla Harvard Business Review come una delle professioni più appetibili del 21esimo secolo, quella del Data Scientist sembra essersi guadagnata ormai da qualche anno un posto tra i lavori più ambiti di sempre. L’etichetta viene coniata nel 2008 da DJ Patil e Jeff Hammerbacher, protagonisti del mondo dei Big Data rispettivamente in Linkedin e Facebook, ispirati dalla storia di Jonathan Goldman, un dottorato di ricerca in fisica di Stanford, e neo assunto di Linkedin, ai tempi poco più di una start-up. Ma, come per i Big Data, anche quella del Data Scientist rischia di rimanere un’etichetta di moda dal contenuto se non è supportata da una formazione e certificazione universitaria adeguata, fa presente la psicologa dell’Ateneo. Diventare un Data Scientist oggi non richiede solo competenze tecniche di analisi statistica, ma anche competenze analitiche ed interpretative, e soprattutto la capacità di porre buone domande ai dati e di saperne trarre risposte actionable per il marketing e l’intelligence aziendale», prosegue la professoressa Graffigna. Oggi più che mai formare buoni data scientist vuol dire formare professionisti capaci di integrare virtuosamente competenze multidisciplinari che spaziano dall’analisi delle dinamiche dei consumi e dei consumatori, alla ricerca sui e tramite social media, fino alle competenze statistiche e di marketing che guidano il decision making aziendale». IS4MI, diretto dal professor Albino Claudio Bosio , ha scelto la strada di intrecciare le competenze “hard” di statistica avanzata, analisi dei big data e metodi e tecniche avanzate della ricerca di mercato con le competenze “soft” legate ai saperi e ai modelli applicativi della psicologia dei consumi.

 

Data Scientist, una borsa per Chiara

milano Data Scientist, una borsa per Chiara The London Stock Exchange Group Foundation ha attribuito alla studentessa del master la scholarship intitolata a Emanuela Conti, per anni docente dell’Ateneo, scomparsa nel 2016. È quella che ha premiato il rendimento di Chiara Noè (nella foto) , studentessa della prima edizione del master Data Science for Management , organizzato dalla facoltà di Economia dell’Università Cattolica. A Chiara è stata assegnata la Borsa di studio “Emanuela Conti” per gli Studi quantitativi applicati all’Economia intitolata da The London Stock Exchange Group Foundation a Emanuela Conti, Head of Markets Analysis in Borsa Italiana, scomparsa nel 2016 in seguito a una lunga malattia. Il riconoscimento, destinato a studentesse e attribuito per requisiti di merito e reddito in base ai risultati conseguiti nel corso del programma, è stato consegnato in occasione della chiusura della prima edizione del master diretto dal professor Guido Consonni . Il percorso postlaurea nasce dall’esigenza di formare una figura professionale con competenze di Data Science, Management e Business per consentire alle aziende di sviluppare il proprio potenziale in modo più efficace e duraturo» osserva il direttore del master. Erogato interamente in lingua inglese, il master permette ai diplomati di intraprendere carriere caratterizzate dall’impiego e sfruttamento sistematico dell’informazione presente in grandi basi di dati ( Big Data ) ormai presenti in svariati campi da quello industriale, a quello finanziario, così come nei servizi». E, in termini di partnership, la scholarship intitolata a “Emanuela Conti” rappresenta un importante supporto per la formazione di professionisti altamente qualificati, testimoniando una volta di più l’importanza della ricerca e della conoscenza applicata al contesto reale.

 
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