La tua ricerca ha prodotto 4 risultati per demografia:

I figli, non solo un costo, ma un investimento. Per tutti

Abbiamo una serie di dati che determinano oggettive preoccupazioni, mentre registriamo ogni anno un calo costante della natalità nel nostro Paese e le decisioni di aprirsi alla vita sono sempre più tardive. Questa nostra epoca è caratterizzata da un paradosso: il desiderio di avere figli da parte delle coppie è molto elevato e, al tempo stesso, si registra un calo del tasso di fertilità» così il professor Stefano Zamagni , presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. L’approccio corretto è quello della sostenibilità integrale: tutte le dimensioni che caratterizzano l’umano e la società devono essere prese contemporaneamente in considerazione, Che cosa si può e si deve fare in questa situazione? Anzitutto, diffondere l’idea che generare figli non è solo un atto privato, ma sociale. saluteprocreativa #denatalita #centridiricerca #demografia Facebook Twitter Send by mail Print GLI ANNI DI FUTURO PER L'ITALIA « Che cosa vuol dire fare oggi scelte di vita e di valore che impegnano vita e responsabilità? Sui temi della salute della donna e del bambino si è centrato l’intervento del professor Antonio Lanzone : «Nel concetto di denatalità mondiale l’unica categoria che sale, come rate di gravidanza, naturalmente non naturale, sono le donne 40enni e ultra quarantenni, soprattutto in America del Nord e in Italia. I concetti di fertilità e sterilità sono cambiati proprio sulla base dell’età materna, essendo, inoltre, non più un pensiero centrale: la fertilità non è più un dono, ma una condizione che dipende dal soddisfacimento di altre condizioni. Con l’età aumentano anche molte patologie che diminuiscono il quoziente di fertilità, oltre all’incidenza dei personali stili di vita, senza considerare il naturale aumento della spesa sanitaria per l’assistenza: tutto questo non significa solo diminuzione della fertilità, ma dispendio di risorse.

 

More years, better life

Questo e molto altro sarà al centro, nei giorni 1 e 2 dicembre, della Conferenza 2016 del Joint Programming Initiative “More Years better Lives” (Più anni, Vite migliori - JPI MYBL ), che si terrà all’Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico A. Gemelli di Roma (Centro Congressi Europa, Sala Italia). Il tema al centro della conferenza - spiega il professor Paolo Maria Rossini, direttore dell'Istituto di Neurologia dell'Università Cattolica - Policlinico Agostino Gemelli di Roma e delegato italiano per JPI MYBL - è salute, invecchiamento e flussi migratori, come affrontare i cambiamenti demografici che ci riserva il prossimo futuro». La conferenza si svilupperà su due giorni : durante la prima giornata saranno discussi i nuovi modelli di welfare e le novità che ci aspettano nel mercato del lavoro come conseguenza di una più estesa vita lavorativa (a sua volta conseguenza di una maggiore aspettativa di vita in buona salute). Per le seconde direi che assisteremo alla recrudescenza di alcune patologie che credevamo di avere debellato (tubercolosi, tracoma, malattie veneree di vario tipo), oltre all’irrobustirsi di ceppi batterici e di virus». Tutto ciò significherà nuovi costi per i sistemi sanitari nazionali e la necessità di investire sempre di più in prevenzione ed educazione alla salute; ma anche nuovi modelli di welfare per gestire una vita lavorativa sempre più prolungata e sostenere una popolazione sempre più anziana. Negli ultimi cento anni, l'aspettativa di vita media è aumentata di più di due anni ogni decennio, e nei prossimi cinquant'anni la proporzione di persone al di sopra dei 60 anni dovrebbe aumentare da 1 a 6 a 1 a 3. Nascono così i JPI, e fino ad oggi ne sono nati almeno 10, che altro non sono che processi strutturati ai quali i paesi aderiscono su base volontaria con lo scopo iniziale di redigere un documento chiamato “Agenda strategica di ricerca” per affrontare congiuntamente le grandi sfide della società.

 

Natalità, l’Italia può “rinascere”

L'OSSERVATORE ROMANO Natalità, l’Italia può “rinascere” Oltre a un lavoro culturale, occorre mettere al centro delle politiche pubbliche il sostegno alle scelte desiderate e di valore delle nuove generazioni. Siamo entrati nel nuovo secolo con l’idea di rendere ovunque normale la possibilità che un nuovo nato possa vivere tutte le stagioni della vita fino a quelle più avanzate. Vivere a lungo è certamente un obiettivo positivo, che va però accompagnato da scelte in grado di riempire di qualità e valore gli anni aggiuntivi. La fecondità media su tutto il pianeta è attorno a 2,5 figli ed è prevista scendere sotto il valore di 2 entro la conclusione di questo secolo. Fino a poco più di un secolo e mezzo fa il numero medio di figli per donna era attorno o superiore a 5 in tutti i paesi del mondo. In ogni caso per tutta la storia dell’umanità, fino a qualche generazione fa, la grande maggioranza della popolazione non sceglieva quanti figli avere, semplicemente si formava una unione di coppia e poi i figli arrivavano senza che nella testa dei genitori ci fosse un numero atteso. docente di Demografia alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica, campus di Milano [continua a leggere su L’Osservatore romano] #denatalita' #natalita' #politiche familiari #demografia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Rosina al Meeting, la denatalità è un sintomo dell’incertezza del Paese

la cattolica al meeting Rosina al Meeting, la denatalità è un sintomo dell’incertezza del Paese Il demografo dell’Università Cattolica è intervenuto all’incontro “Tra denatalità e generatività. La sfida del lavoro” 23 agosto 2019 Una combinazione micidiale tra alto debito pubblico e bassa natalità. Il demografo dell’Università Cattolica ha partecipato il 22 agosto all’incontro “ Tra denatalità e generatività. La sfida del lavoro ”, dialogando con Mauro Magatti , docente di Sociologia in Università Cattolica, e Massimo Ferlini , presidente Formaper. Secondo Rosina il nostro Paese sta scaricando i costi della difesa del benessere presente sulle nuove generazioni. E la denatalità è essa stessa un sintomo dell’incertezza dell’Italia nei confronti del futuro. Occorre invertire la tendenza cominciando a pensare il presente come luogo di investimento sul benessere futuro, a partire dalla formazione delle nuove generazioni.

 
Go top