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Il caso Regeni e la tutela dei diritti umani

Piacenza Il caso Regeni e la tutela dei diritti umani Un seminario promosso dalla facoltà di Economia e Giurisprudenza a cui prenderà parte, tra gli altri, il giornalista di Repubblica Giuliano Foschini, che ha seguito da vicino la vicenda del giovane ricercatore barbaramente trucidato in Egitto. febbraio 2019 Sono passati tre anni dalla barbara fine di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto. La facoltà di Economia e Giurisprudenza dell'Università Cattolica di Piacenza ha organizzato per venerdì 22 febbraio alle ore 10 un seminario per ricordare la vicenda e riflettere sulla tutela dei diritti umani nel mondo e la definizione del reato di tortura. È previsto, inoltre, un intervento a distanza dell'avv. Alessandra Ballerini , legale della famiglia Regeni, che potrà illustrare l'attuale stato delle indagini sull'omicidio Regeni e le difficoltà che tuttora si riscontrano nell'ottenere una piena collaborazione da parte delle Autorità egiziane. regeni #diritto #dirittiumani Facebook Twitter Send by mail.

 

Charlie resta un bambino da tutelare

Milano Charlie resta un bambino da tutelare La vicenda di Charlie può insegnarci quanto sia importante non rinunciare a pensare, a confrontarsi e a dialogare quando ci si trova di fronte a situazioni difficili da decifrare. La parola ad Adriano Pessina , direttore del Centro di Ateneo di Bioetica. luglio 2017 di Adriano Pessina * La sofferta decisione dei genitori del piccolo Charlie Gard di non tentare la via di un trattamento sperimentale, a seguito di un peggioramento della sua situazione clinica, merita rispetto. Di fronte alla promessa di vita che si affaccia in ogni neonato è, d’altra parte, molto difficile accettare la malattia e la mortalità, tanto che ogni azione tecnica e scientifica sembra comunque doverosa e necessaria. E’ pur vero, però, che è doveroso soltanto fin quando tale azione porta realisticamente a qualche pur minimo beneficio, o almeno stabilizza le condizioni cliniche, altrimenti il rischio è quello di infliggere sofferenze ingiustificate. La vicenda di Charlie, che forse bisogna ora lasciare nella calda penombra delle ore ultime e intime delle relazioni umane, può forse insegnarci quanto sia importante non rinunciare a pensare, a confrontarsi e a dialogare quando ci si trova di fronte a situazioni difficili da decifrare. Voler bene significa anche sapere che cosa sia bene fare e questo non è facile, ma pur sempre possibile se si evitano preclusioni ideologiche sul valore intrinseco della vita umana.

 

Charlie non è un caso giuridico

Ateneo Charlie non è un caso giuridico Non è facile capire la sentenza con cui la Corte Europea dei diritti umani ha reso legittima la sospensione dei trattamenti sanitari al bimbo inglese, affetto da una rara malattia genetica. A prima vista sembra che al centro della decisione ci sia il convincimento che in questo momento sia stata superata la soglia della cura proporzionata e adeguata alla condizione patologica del bambino e si sia aperta una fase che solitamente viene definita di “accanimento clinico”. Impedire ai genitori di ricorrere a una possibile prassi sperimentale lascia perplessi in un’epoca in cui la migliore medicina sembra essere sempre aperta alla sperimentazione e alla speranza della cura. Le persone hanno bisogno di chiarezza. La foga mediatica non aiuta certo alla comprensione. direttore del Centro di Ateneo di Bioetica #bioetica #charlie #dirittiumani Facebook Twitter Send by mail.

 
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