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Arte e diritto si incrociano in Cattolica

piacenza Arte e diritto si incrociano in Cattolica Una mostra,“Ius e(s)t Ars" che raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Si intitola “Ius e(s)t Ars. Un itinerario tra arte e diritto” e raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Lo scopo della mostra, organizzata in collaborazione tra Centro Pastorale e Dipartimento di Scienze giuridiche , non è solo quello di avvicinare l’arte contemporanea ai più giovani e di offrire un evento culturale alla cittadinanza, che può visitare liberamente la mostra. Lo scopo è anche quello di sollecitare una riflessione sull’oggi e di approfondire tematiche come quelle della giustizia, del rapporto tra regola e disordine e dell’identità nell’era digitale. La terza sezione, “Diritto e identità nell’era digitale” , apre uno squarcio su uno dei temi più affascinanti del diritto contemporaneo, quello dell’identità personale in un mondo in cui i social media ed il web tendono a scomporre la nostra soggettività in identità multiple, simultanee e virtuali. Il trait d’union tra le opere selezionate è quello delle tracce che l’uomo vuole lasciare di sé: dalle impronte digitali raccolte dall’artista tra persone incrociate per caso a ciò che la persona vuole affidare ai posteri tramite un testamento poetico, cioè un lascito immateriale registrato su supporto audio-video. L’iniziativa costituisce un ulteriore tassello degli eventi organizzati nell’ambito del corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza , che dal prossimo anno accademico arricchisce la propria offerta formativa affiancando al profilo “Diritto&Economia” il nuovo profilo “Diritto e innovazione digitale”.

 

Il lascito di Sergio Cotta

MILANO Il lascito di Sergio Cotta A dieci anni dalla scomparsa di uno degli esponenti più noti della filosofia del diritto italiana del Novecento, una giornata di studio in suo ricordo nel campus di Milano. by di Fabiana Cristofari | 28 giugno 2017 A dieci anni dalla morte di Sergio Cotta ( 1920–2007 ), uno degli esponenti più noti della filosofia del diritto italiana del Novecento, il 18 maggio scorso all’Università Cattolica di Milano si è tenuta una giornata di studio in suo ricordo. L’iniziativa – organizzata e promossa da uno dei suoi allievi, Bruno Montanari , docente di Filosofia del diritto all’Università Cattolica e all’Università di Catania – ha inteso stimolare un confronto sul pensiero del maestro facendo memoria dei suoi scritti e della sua persona. Sergio Cotta ha infatti sviluppato una propria concezione del diritto, o meglio della giuridicità , di cui ha scorto il fondamento e il senso nella struttura ontologica del soggetto-uomo quale ente co-esistenziale. In tale contesto è intervenuto Bruno Montanari, soffermandosi sull’attualità dell’ontofenomenologia del suo maestro, ripercorrendo non solo le fasi cruciali del suo itinerario di ricerca e insegnamento ma anche del suo impegno politico e sociale, in particolare durante il periodo delle guerre partigiane. Nel pomeriggio si è voluto dare spazio a una seconda tavola rotonda, alla quale hanno preso parte studiosi più giovani che, a partire da sensibilità e approcci diversi, hanno valorizzato il contributo del pensiero di Cotta rispetto ad alcune delle questioni più discusse nell’attuale dibattito giusfilosofico. Le parole finali di ringraziamento formulate da Maurizio Cotta , insieme ad alcuni suoi personali ricordi del padre, del suo lavoro di ricerca scientifica nonché del rapporto con i suoi allievi, hanno concluso la giornata di studio.

 

Addio a Pastori, maestro del diritto

MILANO Addio a Pastori, maestro del diritto Professore emerito e per oltre vent’anni alla guida della facoltà di Giurisprudenza, lo studioso di Diritto amministrativo si è spento venerdì 17 novembre a Milano. novembre 2017 Insigne giurista, ma anche e soprattutto maestro di diritto per tutti coloro che si sono formati alla sua scuola. Giorgio Pastori , 80 anni, professore emerito e per oltre vent’anni alla guida della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica, è scomparso venerdì 17 novembre a Milano. Docente di Diritto amministrativo, si è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica il 15 novembre 1958 ed è stato collegiale all'Augustinianum, cui restò sempre molto legato. Dopo gli studi in largo Gemelli, ha intrapreso la carriera accademica, come assistente volontario alla cattedra di Diritto amministrativo nella facoltà di Giurisprudenza dal 1962 al 1966. Ha in seguito ottenuto il ruolo di professore ordinario per la cattedra di Scienza dell’amministrazione alla facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Padova, trasferendosi succesivamente in Università Cattolica alla facoltà di Giurisprudenza dal 1976. Dopo avere completato il suo iter accademico, ha continuato a insegnare all’Università Cattolica Diritto amministrativo in qualità di docente a contratto dal 2010 al 2012, quando è stato nominato professore emerito.

 

Asgp, la giustizia in laboratorio

Sarà un luogo di ricerca e di ascolto dei problemi quotidiani degli operatori per costruire norme meno astratte, senza perdere di vista i soggetti deboli. Le parole di Karl Popper sono la bussola del nuovo corso intrapreso dal Centro Studi Federico Stella sulla Giustizia Penale ( Csgp ) che, dal 1° novembre, diventerà l’ottava Alta Scuola dell’Università Cattolica. Uno dei grandi difetti della legislazione italiana - avverte il professor Forti - rispetto al quale abbiamo sempre cercato di remare contro, è quello di costruire norme astratte, cioè mancanti di confronto con la concretezza delle problematiche e dei soggetti coinvolti». Porre al centro della riflessione la giustizia penale, e non soltanto il “diritto penale” o le “scienze penalistiche”, nutrendosi dei contributi provenienti da ogni scienza, è una buona pratica che può recare un apporto alla soluzione dei problemi di convivenza “tra umani” coinvolti dalla domanda di giustizia». Nello specifico, il corso di Perfezionamento in Anticorruzione e Trasparenza (Copat) , realizzato sulla base di una importante Convenzione stipulata con l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) e che vede la collaborazione in aula dei suoi componenti del direttivo (vedi box a lato) . E, last but non least , si è giunti, sull’onda di un successo crescente, alla VI edizione del Master di II livello in Diritto Penale dell’Impresa ( MiDPI ) : si tratta di un insegnamento di alto profilo scientifico e di forte carattere interdisciplinare, che ha assunto una primaria rilevanza nel panorama nazionale. Grazie a una fitta rete di relazioni con imprese, Pubbliche amministrazioni e organizzazioni in tutto il mondo, le Alte Scuole sono anche luoghi di incontro fra docenti studenti e professionisti, all’interno di progetti e programmi di eccellenza.

 

La giustizia e l’inquinamento storico

MILANO La giustizia e l’inquinamento storico Il lasso di tempo che separa le condotte illecite dall’emersione e conseguente accertamento di conseguenze lesive o pericolose per la salute dell’uomo e per l’ambiente, porta il pericolo di guardare con gli occhi di oggi a vicende del passato. Si tratta di un quesito che porta in nuce il pericolo di «appiattire i piani» e «guardare con gli occhi di oggi a vicende del passato» . È il caso, ricordato da Alessandro D’Adda , ordinario di Diritto privato all’Università Cattolica, della Direttiva dell’Unione Europea sulla responsabilità ambientale del 2004, che ha riaffermato l’importanza nevralgica del risarcimento e, in particolare, la «primazia del risarcimento in natura» , prevedendo un ventaglio di forme di riparazione del danno ambientale . Ancora, l’ «hindsight bias» o il «senno di poi» , che caratterizza nei casi di inquinamento storico lo sguardo rivolto a vicende passate con gli occhi di oggi, rende il diritto penale, dal punto di vista politico-criminale, «anti-economico» . Sapere che la responsabilità di fatti estremamente complessi ricade su pochi colpevoli tranquillizza la società: un meccanismo, quello del «capro espiatorio» , che il diritto penale deve a tutti i costi evitare, ha affermato il consigliere della Corte di Cassazione Rocco Blaiotta . Ciononostante, ha ricordato Giandomenico Comporti , ordinario di Diritto amministrativo presso l’Università di Siena, la risposta del diritto amministrativo a fenomeni di inquinamento storico si regge su due capisaldi: la necessità di individuare il soggetto responsabile e quella di accertare l’effettivo contributo causale all’inquinamento di un determinato sito. Ha, quindi, aggiunto Marcello Cecchetti , capo ufficio legislativo presso il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, che l’obiettivo delle politiche ambientali di oggi dovrebbe essere quello di «sciogliere e separare le attività di bonifica dalla ricerca spasmodica e identificazione del responsabile, oggi inesorabilmente intrecciate».

 

Col magistrato il diritto va a teatro

milano Col magistrato il diritto va a teatro Canzoni eseguite dal vivo e spezzoni di film sono il linguaggio con cui Salvatore Cosentino , sostituto procuratore generale della Repubblica di Lecce, avvicina la giustizia alle persone. È l'intento dello spettacolo Un diritto... messo di traverso del magistrato Salvatore Cosentino , sostituto procuratore generale della Repubblica di Lecce, che si è tenuto giovedì 22 febbraio alla presenza degli studenti della facoltà di Giurisprudenza e del preside Gabrio Forti . L'idea nasce dalla lunga esperienza di Cosentino nelle aule di Tribunale, anche in zone di mafia come Taranto e Locri, e racconta con parole semplici il difficile rapporto tra il cittadino e il mondo del diritto, spesso visto come qualcosa di distante dalla vita quotidiana. L'opera, che racchiude canzoni di autori come Fabrizio De André e Roberto Vecchioni che parlano di giustizia e giudici, è stata scritta in appena una decina di giorni: «Sono tutte cose che già avevo dentro di me» prosegue. Cosentino, che è anche critico teatrale e docente di Giurisprudenza all'Università del Salento, ripercorre i vari modi in cui arte, cinema e letteratura hanno declinato la figura del giurista nel corso dei decenni. Il messaggio che il testo vuol lanciare è che la legalità non si fa soltanto applicando leggi e codici ma soprattutto educando alla cultura, al bello e all'arte. Dentro ai fascicoli processuali, che compaiono fisicamente sul palco, non ci sono solamente dei fogli ma vite intere e maneggiarli significa avere a che fare con storie di persone vere.

 

Riccardo, l’arringa che vale oro

DIRITTO Riccardo, l’arringa che vale oro Il ventunenne studente del terzo anno di Giurisprudenza ha vinto a Roma, in coppia con un amico biellese come lui, la quindicesima National Moot Court Competition , il più importante contest di processo simulato in Italia. Sotto la bandiera di Elsa Milano, i due aspiranti giuristi hanno superato la fase eliminatoria, che chiedeva di redigere due memorie, una per ciascuna parte processuale. Non ci saremmo mai immaginati di classificarci e neppure di superare la fase eliminatoria» racconta Riccardo (a destra nella foto in alto, con Elena Laudani , presidente Elsa Italia, e l'amico Stefano Lometti) . Sugli scritti (atto di citazione in qualità di attore e comparsa di risposta in qualità di convenuto) è stata fatta la selezione per la partecipazione e assegnato un punteggio valido fino al termine della competizione, da sommarsi con i successivi risultati dei dibattimenti». Ho sperimentato sul campo la professione forense, applicato al caso concreto nozioni di diritto sostanziale, misurato la mia conoscenza pregressa e la mia padronanza del linguaggio tecnico-giuridico e di public-speaking» afferma. Riccardo, d’altra parte, ha le idee chiare su come guardare ai prossimi anni: «Amo quello che studio, il mondo dell’associazionismo e della politica ai vari livelli, lavoro sodo e guardo la salita uno scalino alla volta. L’unica cosa di cui sono sicuro è che, qualsiasi cosa sarà, vorrò arrivarci all’altezza: competenza e passione sono le chiavi con cui cerco di leggere le cose della mia vita».

 

Grozio, un filosofo contro la guerra

Brescia Grozio, un filosofo contro la guerra Nel 1625 il filosofo denunciava la guerra come antinaturale e attribuiva ai trattati il compito di regolare i rapporti tra gli Stati, gettando le basi per diritto naturale e laicità. Eppure visse cinque secoli fa. Ci troviamo a cavallo tra il periodo tardo-rinascimentale e il periodo barocco: l’Europa è devastata da epidemie e guerre e in particolare dall’anno 1618 con l’inizio della guerra dei trent’anni. Nel 1625 pubblicò la sua opera più importante, “De juri belli ac pacis”, di cui ha parlato lo scorso uno marzo il professore fra’ Fausto Arici nella conferenza “Diritto della pace e della guerra”, promossa nella sede di Brescia della facoltà di Scienze politiche e sociali. Nel trattato del 1625 Grozio denuncia la guerra come un fattore antinaturale poiché può essere considerata giusta solo se è vista come ultima opzione o se serve a punire lo Stato che abbia violato i patti, fallito ogni tentativo di conciliazione. Grazie ai patti e alla costruzione di una società basata su regole gli uomini stabiliscono di creare una società basata sulla politica che si sottomette alle autorità. Per il Giusnaturalismo non esistono solo le leggi di chi comanda ma esistono le leggi naturali non scritte che sono superiori alle leggi di un sovrano. Le leggi di un’autorità non dovrebbero mai contrastare con il diritto naturale ovvero quello che i greci un tempo chiamavano “agrafoi nomoi” (leggi non scritte).

 

Il diritto? Un’opera d’arte

MILANO Il diritto? Un’opera d’arte La storia giuridica di Roma antica e la storia dell’arte, dal Medioevo ai nostri giorni, narrate specularmente in una sequenza di capolavori pittorici. Lunedì 16 gennaio a Milano la presentazione di un volume curato dalla professoressa Lauretta Maganzani 13 gennaio 2017 Per molti è solo un insieme di norme, leggi e regolamenti. A testimoniarlo un’interessante e originale iniziativa editoriale raccolta nel volume dal titolo L’arte racconta il diritto e la storia di Roma (Pacini Editore, 2016), curata dalla professoressa Lauretta Maganzani , docente di Diritto romano nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’autrice per la prima volta mette insieme la storia giuridica di Roma antica e la storia dell’arte, dal Medioevo ai nostri giorni, narrate specularmente in una sequenza di capolavori pittorici. Così il lettore è accompagnato in un itinerario storico, giuridico e artistico appassionante e coinvolgente, capace di svelare le radici più profonde della cultura occidentale, ma anche delle sue più perverse degenerazioni. Le conclusioni del dibattito, moderato da Stefano Solimano , direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche , sono affidate all’autrice del volume. Alla realizzazione del libro hanno collaborato: Virginia Maria de Capitani , Edoardo Caglio , Davide Canzano , Stefano Didoni , Andrea Fogliani , Lucia Frattini , Maria Sofia Gasperini , Gabriele Giovannetti , Luigi Regazzoni , Irene Zappa .

 

Consulta, la lezione di Giuliano Amato

MILANO Consulta, la lezione di Giuliano Amato Giovedì 4 maggio , per il ciclo “La Corte costituzionale e l'economia”, promosso dai dipartimenti di Diritto privato e pubblico dell’economia e di Economia e finanza, parlerà a Milano del tema “La Corte costituzionale e la concorrenza”. aprile 2017 La Corte Costituzionale e la concorrenza : è questo il titolo dell’incontro conclusivo del ciclo “La Corte costituzionale e l’economia” che si terrà giovedì 4 maggio alle ore 15 nell’Aula Pio XI (largo Gemelli, 1 - Milano). Dopo i saluti istituzionali del rettore Franco Anelli e dei professori Alessandro D’Adda e Luca Colombo , rispettivamente direttori del dipartimento di Diritto privato e pubblico dell’economia e di Economia e finanza, interverranno al dibattito i docenti dell’Ateneo Enzo Balboni , Pasquale De Sena e Michele Grillo . I problemi della ‘Costituzione economica’ sono da sempre al centro dell’attenzione della Corte costituzionale e lo sono stati a maggior ragione negli ultimi anni, durante i quali ai giudizi sulla normale produzione legislativa si sono affiancati quelli sulle misure adottate sotto l’urgenza della crisi. Per converso, anche le decisioni di Palazzo della Consulta hanno attirato attenzione, commenti e critiche per le loro implicazioni economiche. cortecostituzionale #economia #concorrenza #diritto Facebook Twitter Send by mail.

 

Silenzio in aula, entra la Corte

PIACENZA Silenzio in aula, entra la Corte Duecentocinquanta allievi delle quinte superiori di Piacenza, Stradella, Lodi, Cremona, Fidenza e Parma hanno indossato i panni di avvocati, pm e giudici per discutere due casi pratici di processo penale. Non quella dell’accademia, ma quella che indossano i protagonisti del processo penale. Per 250 allievi di alcuni istituti di Piacenza, Stradella, Lodi, Cremona, Fidenza e Parma, le aule Buzzetti e Gamma della sede piacentina dell’Ateneo si sono trasformate in aule di tribunale. Ai ragazzi è stato possibile per un giorno vestire i panni di avvocato difensore, pubblico ministero e giudice per discutere due casi pratici di diritto penale. I ragazzi sono stati coinvolti in prima persona e sono diventati i protagonisti di un processo penale, cimentandosi con due casi reali di diritto penale». Così, tra codici e sentenze, davanti a due situazioni che toccano valori e diritti in conflitto, gli studenti hanno sperimentato la difficoltà e la bellezza del “fare diritto”. piacenza #diritto #giurisprudenza #processo Facebook Twitter Send by mail.

 

La Consulta e i diritti sociali

milano La Consulta e i diritti sociali Lunedì 24 ottobre in aula Pio XI, secondo incontro del Ciclo “La Corte costituzionale e l’economia” con l’intervento del giudice Silvana Sciarra . ottobre 2016 Secondo appuntamento del ciclo di incontri “ La Corte Costituzionale e l’Economia ” con l’intervento del giudice costituzionale Silvana Sciarra . Silvana Sciarra, studiosa di diritto del lavoro, ha firmato come relatrice, nel 2015, due sentenze molto importanti: quella che ha annullato il blocco della rivalutazione delle pensioni e quella che ha affermato la necessità di ricominciare la contrattazione collettiva nel pubblico impiego. L’incontro “ La Corte costituzionale, i diritti sociali e i welfare ” si terrà lunedì 24 ottobre alle 10.30 in aula Pio XI , nella sede di largo Gemelli a Milano. Il ciclo è dedicato a capire come prendono corpo le decisioni della Consulta e quali sono gli impatti che le sentenze costituzionali hanno sul sistema economico-finanziario e le politiche pubbliche ed è organizzato dai dipartimenti di Diritto privato e pubblico dell’Economia e di Economia e Finanza dell’Università Cattolica. I problemi posti dai principi costituzionali relativi all’economia - la cosiddetta Costituzione economica - sono infatti da sempre al centro dell’attenzione degli studiosi e della Corte costituzionale. Solo per fare qualche esempio, basti pensare alla bocciatura da parte della Corte Costituzionale del blocco dell’indicizzazione delle pensioni contenuto nel decreto “Salva Italia” o alla sentenza che ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà voluto dai governi di Monti e Berlusconi sulle rendite pensionistiche più alte.

 

Diritto ed economia, laurea interclasse

Nasce con questo obiettivo il nuovo corso di laurea triennale in Diritto ed Economia delle banche e dei mercati finanziari , che arricchisce dal nuovo anno accademico la proposta formativa delle facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Piacenza. Le banche sono caratterizzate da un importante turn over di personale e hanno un forte interesse ad assumere giovani preparati: la proposta che abbiamo sviluppato, basandosi su una forte interdisciplinarietà, fornisce una preparazione ottimale per chi voglia inserirsi nel settore dell’intermediazione finanziaria». Il nuovo corso di laurea è interfacoltà e interclasse. Consente cioè allo studente, fino alla fine dei propri studi, di decidere se laurearsi in Economia o in Giurisprudenza, spiega la professoressa Sciarrone, docente di Diritto bancario e dei mercati finanziari alla facoltà di Giurisprudenza. Con questa laurea triennale vogliamo sperimentare il superamento di uno studio settoriale specifico, per dare una risposta concreta a un mercato del lavoro sempre più complesso, che necessita competenze solide e trasversali. Ovviamente una laurea come questa richiede studenti motivati, perché è un percorso che include contemporaneamente i fondamentali dell’economia e del diritto, che vengono impartiti in modo non classico». diritto ed economia delle banche e dei mercati finanziari Facebook Twitter Send by mail.

 

Diritto ed economia, al via con borsa di studio

È questo l’obiettivo del corso di laurea triennale in Diritto ed economia delle banche e dei mercati finanziari , che prende il via a settembre nella sede di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Non è sempre facile trovare in banca personale che sia dotato al tempo stesso di conoscenze tecnico-economiche e competenze giuridiche – sottolinea Maria Luisa Di Battista , docente di Economia degli intermediari finanziari nella facoltà di Economia –. Ciò consente allo studente di decidere, fino alla fine dei propri studi, se laurearsi in Economia o in Giurisprudenza – specifica Antonella Sciarrone Alibrandi , docente di Diritto bancario e dei mercati finanziari presso la facoltà di Giurisprudenza –. Con questo percorso si sperimenta felicemente il superamento di uno studio settoriale specifico, proprio per dare una risposta concreta a un mercato del lavoro sempre più complesso, che necessita di competenze solide e trasversali. Una condivisione di obiettivi resa possibile anche grazie all’esperienza maturata nel Centro di Formazione del Gruppo Cariparma FriulAdria, a Piacenza in via San Bartolomeo, dove da due anni, Cariparma e Università Cattolica collaborano nella costruzione e nell’erogazione di percorsi formativi per i dipendenti dei due istituti bancari. Siamo molto lieti di poter tenere a battesimo questo nuovo corso di laurea che testimonia la grande collaborazione tra il nostro Gruppo e l’Università Cattolica – dichiara Cesare Cucci , responsabile direzione Risorse umane del Gruppo Cariparma FriulAdria –. Vogliamo rispondere in concreto alle esigenze reali del mercato del lavoro, offrendo programmi formativi bilanciati dal punto di vista teorico e pratico, con la possibilità di svolgere stage in una delle due banche del Gruppo.

 

Leggi razziali, la legalità del male

MILANO Leggi razziali, la legalità del male Nel seminario permanente dei ricercatori, promosso dal dipartimento di Scienze giuridiche in occasione della Giornata della memoria, Saverio Gentile ha ricostruito l’offensiva del regime fascista contro gli ebrei in prospettiva storico-giuridica. febbraio 2016 Nell’ambito della storiografia italiana l’antisemitismo fascista è stato sostanzialmente assente o, meglio, ha costituito «una presenza non più che rapsodica, rappresentando un formidabile cono d’ombra su cui solo in tempi relativamente recenti la fiaccola dell’attenzione degli studiosi ha cominciato a rilucere con continuità ed intensità adeguata». Lo ha sostenuto Saverio Gentile , ricercatore di Storia del diritto medievale e moderno, nel suo intervento al Seminario permanente dei ricercatori, promosso dal dipartimento di Scienze giuridiche in occasione della Giornata della memoria. Allo sviluppo di tale assetto istituzionale contribuì anche una sorta di legittimazione pseudo-scientifica, sintetizzata nel delirante decalogo contenuto nel “Manifesto degli scienziati razzisti” del 14 luglio 1938 che enucleava una suddivisione in razze umane scientificamente del tutto infondata ma funzionale agli scopi del regime. Anticipata da una serie di pubbliche prese di posizione del Duce e del Gran Consiglio del Fascismo, nonché da una campagna di stampa molto aggressiva, la legislazione antiebraica venne posta in essere a far data dal settembre del 1938. In questo senso l’elaborazione storico-giuridica della complessità di quegli eventi induce a rimeditare la ben nota lettura crociana che avallò l’idea di un fascismo di natura non più che parentetica nella storia d’Italia, nonché a considerare datati i tentativi volti alla «defascistizzazione retroattiva del fascismo». Si tratta, come noto, di una vexata quaestio che ha fatto versare fiumi di inchiostro e che, in tempi recenti, da parte di alcuni è stata risolta prospettando l’ineludibilità della scelta antisemita da parte del regime laddove altri hanno sottolineato il carattere decisivo rivestito dall’alleanza fascista con l’assetto nazionalsocialista.

 

Corporate crimes, a difesa delle vittime

MILANO Corporate crimes, a difesa delle vittime Un innovativo progetto di ricerca-azione, finanziato dalla Commissione Europea e condotto dal Centro studi “Federico Stella” tra chi ha subito illeciti commessi da società commerciali, sarà presentato il 13-14 ottobre in un convegno internazionale a Milano. settembre 2016 Una tipologia di vittime tanto vulnerabile quanto numerosa. È l’enorme platea di persone, computabile in milioni a livello mondiale, offese da reati commessi da società commerciali implicanti danni alla vita, alla salute o all’integrità fisica. Individui e comunità esposti a una vittimizzazione per lo più invisibile o misconosciuta ma non meno grave rispetto a quella prodotta dalla criminalità comune e, pertanto, non meno bisognosa di reclamare una risposta urgente dalle istituzioni della giustizia. Implementation of Directive 2012/29/EU for victims of corporate crimes and corporate violence» saranno presentati nel corso del convegno internazionale Victims & Corporations. Rights of Victims, Challenges for Corporations, Potentials for New Models of Criminal Justice in programma nelle giornate di giovedì 13 e venerdì 14 ottobre ( Aula Magna , largo Gemelli 1 – Milano). Per maggiori dettagli sul progetto e sul convegno: www.victimsandcorporations.eu #corporatecrimes #corporateviolence #giustizia #diritto Facebook Twitter Send by mail.

 

Corporate crimes, vittime da difendere

MILANO by Fabio Gino Seregni | 10 novembre 2016 Corporate crimes, vittime da difendere Un progetto del Centro studi Federico Stella elabora linee guida per i legislatori e gli operatori del diritto in Germania, Italia e Belgio, per garantire protezione a chi è danneggiato dai reati di società e multinazionali. La presentazione in un convegno I crimini economici delle corporations, la tutela delle vittime in una prospettiva europea e la ricerca di nuove forme di giustizia penale sono stati i temi al centro del convegno internazionale “Victims and Corporations. Il numero delle vittime di tali reati, in particolar modo in relazione agli illeciti che hanno conseguenze sull’ambiente e la sicurezza dei prodotti alimentari e farmaceutici, sarà inesorabilmente destinato a crescere in futuro a causa dei lunghi periodi di latenza delle patologie derivanti dall’esposizione agli agenti tossici. Come ricordato dalla professoressa Claudia Mazzucato , docente di Diritto penale all’Università Cattolica, questi crimini assumono i lineamenti del “cavallo di troia” , perché spesso derivano dalla promessa, non mantenuta, da parte delle corporations di portare progresso e benessere alla società. Lo scopo primario del progetto è, dunque, elaborare linee guida per i legislatori e gli operatori del diritto dei tre Paesi coinvolti che, sulla base dell’esatta comprensione degli specifici bisogni della vittima, garantiscano una completa protezione di quest’ultima mediante l’impiego di strumenti di tutela personalizzati. Sono seguite significative testimonianze di associazioni di vittime da reato, tra cui quella di Bruno Pesce , esponente dell’Associazione Familiari Vittime Amianto (AFeVA) di Casale Monferrato, e del mondo imprenditoriale, quale quella di P ier Giuseppe Biandrino , direttore Legal e Corporate Affairs di Edison S.p.A. Di seguito gli interventi di John Braithwaite , docente di Criminologia all’Università Nazionale d’Australia e fondatore di RegNet (the Regulatory Institutions Network), Adán Nieto Martín , professore di Diritto penale all’Università di Castilla La Mancha, e Paulo Pinto de Albuquerque , giudice della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

 

Giustizia e letteratura al Festival del diritto

by Velania La Mendola | 16 settembre 2016 L’edizione 2016 del Festival del Diritto , in calendario a Piacenza dal 23 al 25 settembre , di cui l’Università Cattolica è uno degli enti promotori, è dedicata al tema della " Dignità ". Intervengono Alessandra Ballerini , Emanuele Maffi, Alessandra Ballerini , già avvocata di strada a Genova, racconterà la migrazione di persone che abbandonano la propria terra di origine, devastata dalla guerra, per inseguire il sogno di una vita migliore in altre zone del mondo. Scopo dell’incontro è riflettere sulla non autosufficienza sotto diverse prospettive: quella costituzionalistica, che muove dal presupposto di uno stato sociale sempre più in crisi; quella civilistica, che si sofferma sull’amministrazione di sostegno; quella pratica, che considera il ruolo del magistrato rispetto all’esigenza di effettività della tutela del non autosufficiente. Di Seguito quelle promosse da Caffexpo , a cura del Centro di Ricerca per lo sviluppo sostenibile Opera, Alta Scuola di dottorato Agrisystem, Università Cattolica di Piacenza e Associazione Piace Cibo Sano. settembre 2016 - 17.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ - CONSUMO DI CIBO: LA DIGNITÀ DI UNA SCELTA CONSAPEVOLE NEL MERCATO ODIERNO Coordina il professor Ettore Capri . Intervengono Miriam Bisagni, Antonia Corini, Agostino Macrì, Donatello Sandroni, Marco Trevisan 24 settembre 2016 - 17.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ – LA DIGNITÀ DEL MONDO VEGETALE: IL RAPPORTO CONTROVERSO DELL’UOMO CON LE PIANTE coordina il professor Ettore Capri. Intervengono Matteo Andreozzi, Miriam Bisagni, Roberto Defez, Beatrice La Porta, Marco Trevisan 25 settembre - 11.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ – LA DIGNITÀ DEL RUOLO DEGLI SCIENZIATI coordina il professor Ettore Capri .

 

Avvocati, il Foro non è chiuso

Per questo occorre mettere nel proprio bagaglio attrezzi ed esperienze che fanno la differenza: dall’inglese agli stage, dall’Erasmus a un curriculum universitario di alto profilo. Scoraggiarsi potrebbe essere naturale a fronte di un contesto italiano che annovera virtualmente oltre 240.000 iscritti alla Cassa avvocati» fa notare il presidente dell’ Associazione degli studi legali associati (Asla) Giovanni Lega (nella foto a destra) , Managing Partner dello studio Lca con sedi a Milano, Dubai e Shanghai. Per l’avvocato Lega «gli studi professionali come quelli che rappresento danno grande rilievo, oltre che all’inglese parlato, scritto e compreso ad alto livello, a un buon percorso universitario, il cui unico punto di riferimento non sia solo il conseguimento della laurea con il massimo dei voti. La facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica è già attrezzata in merito al learning by doing , grazie a cui lo studente, al fianco di qualificati esponenti delle professioni forensi, si cimenta con i problemi pratici dell’esperienza legale» afferma il preside Gabrio Forti . Per prepararsi a questo appuntamento l’Università Cattolica propone il “ Corso speciale per la preparazione all'esame di avvocato ” , diretto dal professor Franco Anelli , ordinario di Istituzioni di Diritto Privato e rettore dell’Ateneo, e condiretto dal professor Giovanni Negri , professore emerito della facoltà di Giurisprudenza. Solo un corso per la preparazione all’esame di stato fornisce tutte le informazioni e gli strumenti utili per affrontarlo con maggiore probabilità di successo» afferma Cristiano Cunati , che ha frequentato recentemente il Corso speciale scegliendolo «per i nominativi dei docenti». Il Corso è incentrato sull’illustrazione e sulla redazione di pareri e atti processuali del tutto simili a quelli che al candidato verranno assegnati in sede di esame.

 

Il ponte tra giustizia e letteratura

MILANO Il ponte tra giustizia e letteratura Nella tavola rotonda promossa dal Centro Studi “Federico Stella” sulla Giustizia penale e la Politica criminale a Palazzo di Giustizia sono emersi i punti di contatto tra le due discipline: entrambi devono prestare la dovuta “attenzione al concreto”. by Fabio Gino Seregni | 25 marzo 2016 Rendere visibile il ponte che collega il diritto con la letteratura. È quanto hanno permesso di fare i relatori della tavola rotonda che si è tenuta a Palazzo di Giustizia di Milano (vedi a lato). La letteratura, infatti, è un tentativo di esprimere un’esperienza vissuta, che non è mai semplicemente un susseguirsi di atti, ma è intreccio, complessità e interrelazione. L’arte dello scrivere è, pertanto, un vero e proprio atto di giustizia per cogliere l´essenza della cosa che si rappresenta. Solo in questo modo la pronuncia giurisdizionale non è portatrice di violenza, diventando atto di riconoscimento, che racconta il male avvenuto, non fossilizzandosi sul passato di un conflitto irrisolto, ma rivolgendosi al futuro, consentendo di ricucire i rapporti tra autore del delitto e vittima. Il ponte che collega la letteratura al diritto è quindi fatto di parole vere, di un linguaggio responsabile che consente di entrare in contatto con la propria individualità e con quella dell’altro ed è volto alla comprensione e a rendere giustizia.

 
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