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La Consulta e i diritti sociali

milano La Consulta e i diritti sociali Lunedì 24 ottobre in aula Pio XI, secondo incontro del Ciclo “La Corte costituzionale e l’economia” con l’intervento del giudice Silvana Sciarra . ottobre 2016 Secondo appuntamento del ciclo di incontri “ La Corte Costituzionale e l’Economia ” con l’intervento del giudice costituzionale Silvana Sciarra . Silvana Sciarra, studiosa di diritto del lavoro, ha firmato come relatrice, nel 2015, due sentenze molto importanti: quella che ha annullato il blocco della rivalutazione delle pensioni e quella che ha affermato la necessità di ricominciare la contrattazione collettiva nel pubblico impiego. L’incontro “ La Corte costituzionale, i diritti sociali e i welfare ” si terrà lunedì 24 ottobre alle 10.30 in aula Pio XI , nella sede di largo Gemelli a Milano. Il ciclo è dedicato a capire come prendono corpo le decisioni della Consulta e quali sono gli impatti che le sentenze costituzionali hanno sul sistema economico-finanziario e le politiche pubbliche ed è organizzato dai dipartimenti di Diritto privato e pubblico dell’Economia e di Economia e Finanza dell’Università Cattolica. I problemi posti dai principi costituzionali relativi all’economia - la cosiddetta Costituzione economica - sono infatti da sempre al centro dell’attenzione degli studiosi e della Corte costituzionale. Solo per fare qualche esempio, basti pensare alla bocciatura da parte della Corte Costituzionale del blocco dell’indicizzazione delle pensioni contenuto nel decreto “Salva Italia” o alla sentenza che ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà voluto dai governi di Monti e Berlusconi sulle rendite pensionistiche più alte.

 

Consulta, la lezione di Giuliano Amato

MILANO Consulta, la lezione di Giuliano Amato Giovedì 4 maggio , per il ciclo “La Corte costituzionale e l'economia”, promosso dal dipartimento di Diritto privato e pubblico dell’economia, parlerà a Milano del tema “La Corte costituzionale e la concorrenza”. aprile 2017 “La Corte Costituzione e la concorrenza” : è questo il titolo dell’incontro conclusivo del ciclo “La Corte costituzionale e l’economia” che si terrà giovedì 4 maggio alle ore 15 nell’Aula Pio XI (largo Gemelli, 1 - Milano). Dopo i saluti istituzionali del rettore Franco Anelli e dei professori Alessandro D’Adda e Luca Colombo , rispettivamente direttori del dipartimento di Diritto privato e pubblico dell’economia e di Economia e finanza, interverranno al dibattito i docenti dell’Ateneo Enzo Balboni , Pasquale De Sena e Michele Grillo . I problemi della ‘Costituzione economica’ sono da sempre al centro dell’attenzione della Corte costituzionale e lo sono stati a maggior ragione negli ultimi anni, durante i quali ai giudizi sulla normale produzione legislativa si sono affiancati quelli sulle misure adottate sotto l’urgenza della crisi. Per converso, anche le decisioni di Palazzo della Consulta hanno attirato attenzione, commenti e critiche per le loro implicazioni economiche. cortecostituzionale #economia #concorrenza #diritto Facebook Twitter Send by mail.

 

Grozio, un filosofo contro la guerra

Brescia Grozio, un filosofo contro la guerra Nel 1625 il filosofo denunciava la guerra come antinaturale e attribuiva ai trattati il compito di regolare i rapporti tra gli Stati, gettando le basi per diritto naturale e laicità. Eppure visse cinque secoli fa. Ci troviamo a cavallo tra il periodo tardo-rinascimentale e il periodo barocco: l’Europa è devastata da epidemie e guerre e in particolare dall’anno 1618 con l’inizio della guerra dei trent’anni. Nel 1625 pubblicò la sua opera più importante, “De juri belli ac pacis”, di cui ha parlato lo scorso uno marzo il professore fra’ Fausto Arici nella conferenza “Diritto della pace e della guerra”, promossa nella sede di Brescia della facoltà di Scienze politiche e sociali. Nel trattato del 1625 Grozio denuncia la guerra come un fattore antinaturale poiché può essere considerata giusta solo se è vista come ultima opzione o se serve a punire lo Stato che abbia violato i patti, fallito ogni tentativo di conciliazione. Grazie ai patti e alla costruzione di una società basata su regole gli uomini stabiliscono di creare una società basata sulla politica che si sottomette alle autorità. Per il Giusnaturalismo non esistono solo le leggi di chi comanda ma esistono le leggi naturali non scritte che sono superiori alle leggi di un sovrano. Le leggi di un’autorità non dovrebbero mai contrastare con il diritto naturale ovvero quello che i greci un tempo chiamavano “agrafoi nomoi” (leggi non scritte).

 
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