La tua ricerca ha prodotto 32 risultati per diritto.
Stai visualizzando i risultati 1 - 25:

La reputazione, un capitale sociale da proteggere dal web

Confini penalistici e prospettive politico-criminali (Giappichelli, 2018) di Arianna Visconti , ricercatrice dell’Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale ( Asgp ). Il libro, che è stato presentato in Università Cattolica il 24 maggio, ha fatto da sfondo al convegno dedicato al tema La reputazione al tempo dei social media e dell’intelligenza artificiale . Al centro del dibattito il concetto di reputazione e i suoi legami con l’onore e la dignità umana: un bene prezioso e al tempo stesso fragile, ‘depositato’ com’è nella mente e nelle attitudini delle persone con cui si entra in relazione, diretta o indiretta. Un bene dotato della capacità di aprire prospettive e opportunità, ma anche, ove si connoti in termini negativi, di generare ostracismo e perdita di chances. Si tratta di un ‘capitale sociale’ dalle ramificazioni estremamente estese, del cui sfaccettato valore sono sempre più consapevoli, nell’attuale società iperconnessa e ipermediatica, i protagonisti della vita economica e istituzionale, i quali vanno progressivamente affinando tecniche per costruire, promuovere, o riparare (ove necessario) la propria reputazione. Reputazione e privacy risultano però oggi anche esposte da molti, spesso in modo tanto volontario quanto non meditato, a rischi sempre più pervasivi, potenziati dalla diffusività istantanea e dalla memoria eterna di Internet. La disintermediazione offerta dalla rete, con la sua promessa di affrancamento da ogni forma di controllo sulla libertà di informazione, si è rivelata fonte di impreviste e nuove minacce per i diritti e le libertà fondamentali.

 

Corporate crimes, vittime da difendere

MILANO by Fabio Gino Seregni | 10 novembre 2016 Corporate crimes, vittime da difendere Un progetto del Centro studi Federico Stella elabora linee guida per i legislatori e gli operatori del diritto in Germania, Italia e Belgio, per garantire protezione a chi è danneggiato dai reati di società e multinazionali. La presentazione in un convegno I crimini economici delle corporations, la tutela delle vittime in una prospettiva europea e la ricerca di nuove forme di giustizia penale sono stati i temi al centro del convegno internazionale “Victims and Corporations. Il numero delle vittime di tali reati, in particolar modo in relazione agli illeciti che hanno conseguenze sull’ambiente e la sicurezza dei prodotti alimentari e farmaceutici, sarà inesorabilmente destinato a crescere in futuro a causa dei lunghi periodi di latenza delle patologie derivanti dall’esposizione agli agenti tossici. Come ricordato dalla professoressa Claudia Mazzucato , docente di Diritto penale all’Università Cattolica, questi crimini assumono i lineamenti del “cavallo di troia” , perché spesso derivano dalla promessa, non mantenuta, da parte delle corporations di portare progresso e benessere alla società. Lo scopo primario del progetto è, dunque, elaborare linee guida per i legislatori e gli operatori del diritto dei tre Paesi coinvolti che, sulla base dell’esatta comprensione degli specifici bisogni della vittima, garantiscano una completa protezione di quest’ultima mediante l’impiego di strumenti di tutela personalizzati. Sono seguite significative testimonianze di associazioni di vittime da reato, tra cui quella di Bruno Pesce , esponente dell’Associazione Familiari Vittime Amianto (AFeVA) di Casale Monferrato, e del mondo imprenditoriale, quale quella di P ier Giuseppe Biandrino , direttore Legal e Corporate Affairs di Edison S.p.A. Di seguito gli interventi di John Braithwaite , docente di Criminologia all’Università Nazionale d’Australia e fondatore di RegNet (the Regulatory Institutions Network), Adán Nieto Martín , professore di Diritto penale all’Università di Castilla La Mancha, e Paulo Pinto de Albuquerque , giudice della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

 

La giustizia senza risentimento

vita e pensiero La giustizia senza risentimento È dall’intreccio di corruzione delle norme e dei saperi che sorge il bisogno di cura (anche nel senso di prendersi cura) che dà il titolo al libro del professor Gabrio Forti. Abbiamo incontrato l’autore, professore di diritto penale dell’Università Cattolica e direttore dell’Alta Scuola “Federico Stella” sulla giustizia penale, per capire meglio lo stato di salute della nostra giustizia e quanto questo ci riguardi. Tale patologia che coinvolge l’intero ordinamento – e che nel libro viene definita “corruzione delle norme” – produce un effetto anche più grave della inflazione prodotta dall’eccesso di “moneta” punitiva». C’è quindi un legame tra l’erosione del diritto e quello della conoscenza? «Per intervenire in modo misurato e proporzionato, non “eccedente”, norme e sanzioni devono essere preparate dallo studio e dalla conoscenza dei problemi che pretendono di affrontare. È da questo intreccio di corruzione delle norme e dei saperi che sorge il bisogno di cura (anche nel senso di “prendersi cura”) che dà il titolo al libro». Ma cosa ha a che fare l’alterità con la legge che è fatta da regole ben precise? «La legge deve saper trovare ‘parole giuste’ che rendano il più possibile giustizia alla molteplicità dei mondi umani. Perché solo la comprensione senza modelli astratti e precostituiti delle situazioni sociali su cui si vuole agire beneficamente è in grado di realizzare in modo persuasivo e non retorico le condizioni di una buona convivenza, che sono poi anche quelle conformi a i principi enunciati dalla nostra Costituzione.

 

Il caso Regeni e la tutela dei diritti umani

Piacenza Il caso Regeni e la tutela dei diritti umani Un seminario promosso dalla facoltà di Economia e Giurisprudenza a cui prenderà parte, tra gli altri, il giornalista di Repubblica Giuliano Foschini, che ha seguito da vicino la vicenda del giovane ricercatore barbaramente trucidato in Egitto. febbraio 2019 Sono passati tre anni dalla barbara fine di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto. La facoltà di Economia e Giurisprudenza dell'Università Cattolica di Piacenza ha organizzato per venerdì 22 febbraio alle ore 10 un seminario per ricordare la vicenda e riflettere sulla tutela dei diritti umani nel mondo e la definizione del reato di tortura. È previsto, inoltre, un intervento a distanza dell'avv. Alessandra Ballerini , legale della famiglia Regeni, che potrà illustrare l'attuale stato delle indagini sull'omicidio Regeni e le difficoltà che tuttora si riscontrano nell'ottenere una piena collaborazione da parte delle Autorità egiziane. regeni #diritto #dirittiumani Facebook Twitter Send by mail.

 

Oltre la corruzione, la cura delle norme

milano Oltre la corruzione, la cura delle norme L’eccedenza di regole e la previsione di sanzioni numerose e spesso inefficaci sono il segno del deteriorarsi della convivenza civile. L’appello del giurista Gabrio Forti a dotarsi della “nobiltà di spirito” per rispondere alla domanda di giustizia. Oltre la corruzione delle regole e dei saperi (Vita e Pensiero 2018), di Gabrio Forti , docente di Diritto penale e Criminologia e direttore dell’Alta Scuola Federico Stella sulla Giustizia Penale. A introdurre i lavori è stato il rettore Franco Anelli che, oltre a elogiare l’originalità della presentazione, ha ringraziato il professor Forti per l’attività di giurista-letterato che dà «nobiltà culturale alla materia giuridica», che altrimenti rischia di sfociare nel «tecnicismo». L’autore - ideatore tra l’altro dei seminari di “ Giustizia e letteratura ” raccolti sempre in una collana della casa editrice Vita e Pensiero - intesse nel volume un dialogo tra letteratura e diritto, unendo sapiente conoscenza e approfondimento letterario a concretezza del fenomeno giuridico. L’eccedenza di norme che disciplinano minuziosamente i variegati e mutevoli casi delle umane vicende, e la previsione di sanzioni numerose, e spesso inefficaci, sono il segno della corruzione delle regole della civile convivenza che proietta deleteri effetti sul futuro, in particolare delle giovani generazioni. I relatori hanno evidenziato che la corruzione delle norme è un fenomeno tipico delle epoche di decadenza culturale del diritto, anche a causa del degrado di qualità del legislatore.

 

Che tragedia questo processo

milano Che tragedia questo processo Nelle opere dei maggiori tragediografi greci erano già presenti archetipi giuridici che sono entrati anche nella nostra Costituzione. I più grandi tragediografi della cultura classica occidentale come Eschilo, Sofocle ed Euripide tratteggiarono i fondamenti giuridici che sono entrati anche nell’ossatura della nostra costituzione. La fecondità di testi come Edipo Re e Antigone di Sofocle si radica nel fatto che il mito, già nelle sue rappresentazioni sceniche originarie, è una rielaborazione di vicende legate all’attualità. George Steiner parla di un’energia di reiterazione nei testi della tragedia antica, una forza che accumuna gli uomini di ogni tempo che si coglie attraverso il dato del presente». I temi affrontati sono molteplici: uno dei più interessanti è quello sulla fallibilità dell’uomo che ritroviamo nell' Edipo Re di Sofocle. Edipo è principe di Corinto e come ogni altro essere umano cade vittima della tragedia della conoscenza quando scopre che l’uomo che ha ucciso è suo padre e la donna che sposerà successivamente è sua madre. Tragedie come le Eumenidi di Eschilo venivano inscenate in un periodo precedente alle riforme di Clistene in cui erano i membri dell' areopago (aristocratici ateniesi) che giudicavano chi commetteva delitti di sangue come nel caso di Oreste che uccise la madre per vendetta.

 

Algoritmi e giustizia aumentata

milano Algoritmi e giustizia aumentata Cosa succede se nei processi entra il digitale? Oltre al rischio - da evitare - che le applicazioni decidano la pena in base a elementi predittivi, i giudici potrebbero disporre di un numero prima inimmaginabile di dati per elaborare le proprie decisioni. by Andrea Ferrario | 22 novembre 2018 Immaginate una semplice applicazione che sostituisce il giudice in un processo e decide la pena da comminare al colpevole basandosi su un algoritmo predittivo, che valuta il rischio di recidiva. Oppure, l’eliminazione dei limiti di velocità uguali per tutti: una vettura che può esaminare lo stato del conducente e le condizioni meteorologiche e dare un limite personalizzato, o anche studiare come ci sediamo sul sedile dell’automobile e intuire che quella sera abbiamo bevuto un po’ troppo. Eppure, il confronto è un elemento integrante e fondamentale per raggiungere una decisione finale che sia il più possibile equa e calibrata sul singolo individuo. Nessuna «giustizia rimpiazzata» dunque, ma una «giustizia aumentata, che determina una giustizia ripensata»: l’atto del giudicare deve restare prerogativa dell’uomo, poiché si tratta di un’azione molto più complicata della mera applicazione della legge. Garapon ha poi concluso citando il giurista americano Daniel Katz: «Gli uomini con le macchine sono sempre più forti degli uomini senza macchine e delle macchine senza uomini». Insomma, «così come si costruiscono macchine che leggono i dati sulla salute delle persone, si costruiscano macchine che possano aiutare» - ma non sostituire - «i giudici nel loro giudizio per un maggior benessere per tutti».

 

Adozioni, un puzzle da ricomporre

È un bisogno forte, che riguarda le persone adottate e che non rimanda a una mera questione di informazioni possedute o meno, ma al senso della propria identità e alla necessità di dare continuità alla propria storia. Inoltre si rileva che i searcher sono sia i soggetti che hanno vissuto un’esperienza adottiva meno positiva e manifestano livelli inferiori di benessere psicologico, sia gli adottati con una buona esperienza familiare che cercano per dare completezza alla propria storia» - racconta la psicologa dell’adozione della Cattolica Rosa Rosnati . Le ricerche evidenziano che in generale a presentare domanda sono soprattutto le donne (l’età media è intorno ai 40 anni), che avviano la ricerca a seguito di transizioni di vita rilevanti quali il matrimonio o la nascita di un figlio. (…) Al di là della necessità di sapere se ci sono aspetti medici rilevanti che è opportuno che io conosca, il mio bisogno di conoscenza è dettato da un bisogno profondo di ricomporre tutti i pezzi della mia vita». Il tema della ricerca delle origini si inserisce oggi in un dibattito giuridico molto vivace che in particolare riguarda il rispetto di due diritti, quello dell’adottato che desidera contattare i genitori biologici, e quello della madre biologica di mantenere eventualmente l’anonimato. Le aree esplorate attraverso l’analisi dei testi delle interviste, riguardano da un lato il percorso, nei suoi risvolti pratici ed emotivi, di ricostruzione della propria storia e dall’altro il sostegno che hanno ricevuto o che immaginano di poter ricevere nel corso della ricerca delle proprie origini. L’impianto della ricerca è stato costruito secondo la metodologia partecipativa, in linea con la metodologia relazionale, che rappresenta il cardine dei corsi di laurea triennale e magistrale in “Servizio sociale” della Cattolica con lo scopo di incrementare il sapere degli operatori sociali che si occupano di adozioni.

 

Globalizzazione, la lezione di Bazoli

SCIENZE POLITICHE E SOCIALI Globalizzazione, la lezione di Bazoli In occasione del conferimento del premio internazionale “Francesco Vito”, il presidente emerito di Intesa Sanpaolo ha affermato che «ci troviamo a un bivio storico». La video-intervista by Davide Arcuri | 05 dicembre 2018 «Alla globalizzazione intesa come apertura dei mercati, avvicinamento delle popolazioni, circolazione di beni, di servizi e di informazioni non ci si può opporre». Parola di Giovanni Bazoli , presidente emerito di Intesa Sanpaolo a cui la facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica ha conferito il Premio internazionale “Francesco Vito” . Secondo Bazoli in quel momento di egemonia assoluta da parte degli Stati Uniti e di tutto il mondo occidentale, si è persa l’occasione di costruire un sistema in grado di venire incontro ai bisogni del mondo intero. Per il presidente emerito di Intesa Sanpaolo «perché vi sia una correzione del processo di globalizzazione occorre che si applichi una disciplina capace di salvaguardare il rispetto di valori marginalizzati come il liberalismo, la tutela dei diritti umani, lo stato di diritto e il costituzionalismo democratico. Nel corso della sua carriera, Giovanni Bazoli, è stato al vertice del più importante istituto di credito italiano, ma non nasconde una certa nostalgia nel ricordare il tempo trascorso presso l’Università Cattolica: «Mi è sembrato oggi di ritornare a casa» ha commentato. Il rettore Anelli ha fatto notare che «un giurista ha ricevuto un riconoscimento dedicato a un economista» e ha espresso la gratitudine dell’Ateneo a Giovanni Bazoli, che ha contribuito a portare l'Ateneo a Brescia negli anni ’60 e sta sostenendo il progetto della nuova sede.

 

Migranti in mare, cosa dice il diritto

milano Migranti in mare, cosa dice il diritto La vicenda delle navi Open Arms e Iuventa ha portato in primo piano il delicato equilibrio tra dignità delle persone e interessi di una nazione. Tutti ricordiamo le vicende delle navi Open Arms e Iuventa, in cui diritti fondamentali di cui tutte le persone godono sono entrati in conflitto con gli interessi di una nazione. Un tema che ha fatto discutere l’opinione pubblica e che è stato al centro della conferenza che ha messo a confronto, in largo Gemelli, Nicola Canestrini e i professori Gabriele Della Morte e Francesca De Vittor . Canestrini, avvocato penalista, è impegnato nella difesa dell’equipaggio della nave Iuventa dalle accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e, più recentemente, di violenza privata. La Libia non ha ratificato la CNDUM per una questione relativa al tracciato delle linee di base che non ha nulla a che fare con gli obblighi di soccorso. Il caso Iuventa è ulteriormente complicato dal ruolo che il mezzo di soccorso ricopriva nelle operazioni SAR: l’imbarcazione dell’Ong Jugend Rettet faceva la spola tra i migranti soccorsi e le navi più grandi di altre Ong, nello specifico Save the Children e Medici Senza Frontiere. L’accusa ha portato prove fornite da security contractors e successivamente da un poliziotto infiltrato a bordo di una nave di un’altra Ong, intercettazioni ricavate durante il periodo da maggio 2017 al 2 agosto dello stesso anno e foto che documenterebbero i rapporti tra la Ong e gli scafisti.

 

Arte e diritto si incrociano in Cattolica

piacenza Arte e diritto si incrociano in Cattolica Una mostra,“Ius e(s)t Ars" che raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Si intitola “Ius e(s)t Ars. Un itinerario tra arte e diritto” e raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Lo scopo della mostra, organizzata in collaborazione tra Centro Pastorale e Dipartimento di Scienze giuridiche , non è solo quello di avvicinare l’arte contemporanea ai più giovani e di offrire un evento culturale alla cittadinanza, che può visitare liberamente la mostra. Lo scopo è anche quello di sollecitare una riflessione sull’oggi e di approfondire tematiche come quelle della giustizia, del rapporto tra regola e disordine e dell’identità nell’era digitale. La terza sezione, “Diritto e identità nell’era digitale” , apre uno squarcio su uno dei temi più affascinanti del diritto contemporaneo, quello dell’identità personale in un mondo in cui i social media ed il web tendono a scomporre la nostra soggettività in identità multiple, simultanee e virtuali. Il trait d’union tra le opere selezionate è quello delle tracce che l’uomo vuole lasciare di sé: dalle impronte digitali raccolte dall’artista tra persone incrociate per caso a ciò che la persona vuole affidare ai posteri tramite un testamento poetico, cioè un lascito immateriale registrato su supporto audio-video. L’iniziativa costituisce un ulteriore tassello degli eventi organizzati nell’ambito del corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza , che dal prossimo anno accademico arricchisce la propria offerta formativa affiancando al profilo “Diritto&Economia” il nuovo profilo “Diritto e innovazione digitale”.

 

Col magistrato il diritto va a teatro

milano Col magistrato il diritto va a teatro Canzoni eseguite dal vivo e spezzoni di film sono il linguaggio con cui Salvatore Cosentino , sostituto procuratore generale della Repubblica di Lecce, avvicina la giustizia alle persone. È l'intento dello spettacolo Un diritto... messo di traverso del magistrato Salvatore Cosentino , sostituto procuratore generale della Repubblica di Lecce, che si è tenuto giovedì 22 febbraio alla presenza degli studenti della facoltà di Giurisprudenza e del preside Gabrio Forti . L'idea nasce dalla lunga esperienza di Cosentino nelle aule di Tribunale, anche in zone di mafia come Taranto e Locri, e racconta con parole semplici il difficile rapporto tra il cittadino e il mondo del diritto, spesso visto come qualcosa di distante dalla vita quotidiana. L'opera, che racchiude canzoni di autori come Fabrizio De André e Roberto Vecchioni che parlano di giustizia e giudici, è stata scritta in appena una decina di giorni: «Sono tutte cose che già avevo dentro di me» prosegue. Cosentino, che è anche critico teatrale e docente di Giurisprudenza all'Università del Salento, ripercorre i vari modi in cui arte, cinema e letteratura hanno declinato la figura del giurista nel corso dei decenni. Il messaggio che il testo vuol lanciare è che la legalità non si fa soltanto applicando leggi e codici ma soprattutto educando alla cultura, al bello e all'arte. Dentro ai fascicoli processuali, che compaiono fisicamente sul palco, non ci sono solamente dei fogli ma vite intere e maneggiarli significa avere a che fare con storie di persone vere.

 

La giustizia e l’inquinamento storico

MILANO La giustizia e l’inquinamento storico Il lasso di tempo che separa le condotte illecite dall’emersione e conseguente accertamento di conseguenze lesive o pericolose per la salute dell’uomo e per l’ambiente, porta il pericolo di guardare con gli occhi di oggi a vicende del passato. Si tratta di un quesito che porta in nuce il pericolo di «appiattire i piani» e «guardare con gli occhi di oggi a vicende del passato» . È il caso, ricordato da Alessandro D’Adda , ordinario di Diritto privato all’Università Cattolica, della Direttiva dell’Unione Europea sulla responsabilità ambientale del 2004, che ha riaffermato l’importanza nevralgica del risarcimento e, in particolare, la «primazia del risarcimento in natura» , prevedendo un ventaglio di forme di riparazione del danno ambientale . Ancora, l’ «hindsight bias» o il «senno di poi» , che caratterizza nei casi di inquinamento storico lo sguardo rivolto a vicende passate con gli occhi di oggi, rende il diritto penale, dal punto di vista politico-criminale, «anti-economico» . Sapere che la responsabilità di fatti estremamente complessi ricade su pochi colpevoli tranquillizza la società: un meccanismo, quello del «capro espiatorio» , che il diritto penale deve a tutti i costi evitare, ha affermato il consigliere della Corte di Cassazione Rocco Blaiotta . Ciononostante, ha ricordato Giandomenico Comporti , ordinario di Diritto amministrativo presso l’Università di Siena, la risposta del diritto amministrativo a fenomeni di inquinamento storico si regge su due capisaldi: la necessità di individuare il soggetto responsabile e quella di accertare l’effettivo contributo causale all’inquinamento di un determinato sito. Ha, quindi, aggiunto Marcello Cecchetti , capo ufficio legislativo presso il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, che l’obiettivo delle politiche ambientali di oggi dovrebbe essere quello di «sciogliere e separare le attività di bonifica dalla ricerca spasmodica e identificazione del responsabile, oggi inesorabilmente intrecciate».

 

Addio a Pastori, maestro del diritto

MILANO Addio a Pastori, maestro del diritto Professore emerito e per oltre vent’anni alla guida della facoltà di Giurisprudenza, lo studioso di Diritto amministrativo si è spento venerdì 17 novembre a Milano. novembre 2017 Insigne giurista, ma anche e soprattutto maestro di diritto per tutti coloro che si sono formati alla sua scuola. Giorgio Pastori , 80 anni, professore emerito e per oltre vent’anni alla guida della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica, è scomparso venerdì 17 novembre a Milano. Docente di Diritto amministrativo, si è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica il 15 novembre 1958 ed è stato collegiale all'Augustinianum, cui restò sempre molto legato. Dopo gli studi in largo Gemelli, ha intrapreso la carriera accademica, come assistente volontario alla cattedra di Diritto amministrativo nella facoltà di Giurisprudenza dal 1962 al 1966. Ha in seguito ottenuto il ruolo di professore ordinario per la cattedra di Scienza dell’amministrazione alla facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Padova, trasferendosi succesivamente in Università Cattolica alla facoltà di Giurisprudenza dal 1976. Dopo avere completato il suo iter accademico, ha continuato a insegnare all’Università Cattolica Diritto amministrativo in qualità di docente a contratto dal 2010 al 2012, quando è stato nominato professore emerito.

 

Il lascito di Sergio Cotta

MILANO Il lascito di Sergio Cotta A dieci anni dalla scomparsa di uno degli esponenti più noti della filosofia del diritto italiana del Novecento, una giornata di studio in suo ricordo nel campus di Milano. by di Fabiana Cristofari | 28 giugno 2017 A dieci anni dalla morte di Sergio Cotta ( 1920–2007 ), uno degli esponenti più noti della filosofia del diritto italiana del Novecento, il 18 maggio scorso all’Università Cattolica di Milano si è tenuta una giornata di studio in suo ricordo. L’iniziativa – organizzata e promossa da uno dei suoi allievi, Bruno Montanari , docente di Filosofia del diritto all’Università Cattolica e all’Università di Catania – ha inteso stimolare un confronto sul pensiero del maestro facendo memoria dei suoi scritti e della sua persona. Sergio Cotta ha infatti sviluppato una propria concezione del diritto, o meglio della giuridicità , di cui ha scorto il fondamento e il senso nella struttura ontologica del soggetto-uomo quale ente co-esistenziale. In tale contesto è intervenuto Bruno Montanari, soffermandosi sull’attualità dell’ontofenomenologia del suo maestro, ripercorrendo non solo le fasi cruciali del suo itinerario di ricerca e insegnamento ma anche del suo impegno politico e sociale, in particolare durante il periodo delle guerre partigiane. Nel pomeriggio si è voluto dare spazio a una seconda tavola rotonda, alla quale hanno preso parte studiosi più giovani che, a partire da sensibilità e approcci diversi, hanno valorizzato il contributo del pensiero di Cotta rispetto ad alcune delle questioni più discusse nell’attuale dibattito giusfilosofico. Le parole finali di ringraziamento formulate da Maurizio Cotta , insieme ad alcuni suoi personali ricordi del padre, del suo lavoro di ricerca scientifica nonché del rapporto con i suoi allievi, hanno concluso la giornata di studio.

 

Consulta, la lezione di Giuliano Amato

MILANO Consulta, la lezione di Giuliano Amato Giovedì 4 maggio , per il ciclo “La Corte costituzionale e l'economia”, promosso dai dipartimenti di Diritto privato e pubblico dell’economia e di Economia e finanza, parlerà a Milano del tema “La Corte costituzionale e la concorrenza”. aprile 2017 La Corte Costituzionale e la concorrenza : è questo il titolo dell’incontro conclusivo del ciclo “La Corte costituzionale e l’economia” che si terrà giovedì 4 maggio alle ore 15 nell’Aula Pio XI (largo Gemelli, 1 - Milano). Dopo i saluti istituzionali del rettore Franco Anelli e dei professori Alessandro D’Adda e Luca Colombo , rispettivamente direttori del dipartimento di Diritto privato e pubblico dell’economia e di Economia e finanza, interverranno al dibattito i docenti dell’Ateneo Enzo Balboni , Pasquale De Sena e Michele Grillo . I problemi della ‘Costituzione economica’ sono da sempre al centro dell’attenzione della Corte costituzionale e lo sono stati a maggior ragione negli ultimi anni, durante i quali ai giudizi sulla normale produzione legislativa si sono affiancati quelli sulle misure adottate sotto l’urgenza della crisi. Per converso, anche le decisioni di Palazzo della Consulta hanno attirato attenzione, commenti e critiche per le loro implicazioni economiche. cortecostituzionale #economia #concorrenza #diritto Facebook Twitter Send by mail.

 

Grozio, un filosofo contro la guerra

Brescia Grozio, un filosofo contro la guerra Nel 1625 il filosofo denunciava la guerra come antinaturale e attribuiva ai trattati il compito di regolare i rapporti tra gli Stati, gettando le basi per diritto naturale e laicità. Eppure visse cinque secoli fa. Ci troviamo a cavallo tra il periodo tardo-rinascimentale e il periodo barocco: l’Europa è devastata da epidemie e guerre e in particolare dall’anno 1618 con l’inizio della guerra dei trent’anni. Nel 1625 pubblicò la sua opera più importante, “De juri belli ac pacis”, di cui ha parlato lo scorso uno marzo il professore fra’ Fausto Arici nella conferenza “Diritto della pace e della guerra”, promossa nella sede di Brescia della facoltà di Scienze politiche e sociali. Nel trattato del 1625 Grozio denuncia la guerra come un fattore antinaturale poiché può essere considerata giusta solo se è vista come ultima opzione o se serve a punire lo Stato che abbia violato i patti, fallito ogni tentativo di conciliazione. Grazie ai patti e alla costruzione di una società basata su regole gli uomini stabiliscono di creare una società basata sulla politica che si sottomette alle autorità. Per il Giusnaturalismo non esistono solo le leggi di chi comanda ma esistono le leggi naturali non scritte che sono superiori alle leggi di un sovrano. Le leggi di un’autorità non dovrebbero mai contrastare con il diritto naturale ovvero quello che i greci un tempo chiamavano “agrafoi nomoi” (leggi non scritte).

 

Il diritto? Un’opera d’arte

MILANO Il diritto? Un’opera d’arte La storia giuridica di Roma antica e la storia dell’arte, dal Medioevo ai nostri giorni, narrate specularmente in una sequenza di capolavori pittorici. Lunedì 16 gennaio a Milano la presentazione di un volume curato dalla professoressa Lauretta Maganzani 13 gennaio 2017 Per molti è solo un insieme di norme, leggi e regolamenti. A testimoniarlo un’interessante e originale iniziativa editoriale raccolta nel volume dal titolo L’arte racconta il diritto e la storia di Roma (Pacini Editore, 2016), curata dalla professoressa Lauretta Maganzani , docente di Diritto romano nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’autrice per la prima volta mette insieme la storia giuridica di Roma antica e la storia dell’arte, dal Medioevo ai nostri giorni, narrate specularmente in una sequenza di capolavori pittorici. Così il lettore è accompagnato in un itinerario storico, giuridico e artistico appassionante e coinvolgente, capace di svelare le radici più profonde della cultura occidentale, ma anche delle sue più perverse degenerazioni. Le conclusioni del dibattito, moderato da Stefano Solimano , direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche , sono affidate all’autrice del volume. Alla realizzazione del libro hanno collaborato: Virginia Maria de Capitani , Edoardo Caglio , Davide Canzano , Stefano Didoni , Andrea Fogliani , Lucia Frattini , Maria Sofia Gasperini , Gabriele Giovannetti , Luigi Regazzoni , Irene Zappa .

 

Silenzio in aula, entra la Corte

PIACENZA Silenzio in aula, entra la Corte Duecentocinquanta allievi delle quinte superiori di Piacenza, Stradella, Lodi, Cremona, Fidenza e Parma hanno indossato i panni di avvocati, pm e giudici per discutere due casi pratici di processo penale. Non quella dell’accademia, ma quella che indossano i protagonisti del processo penale. Per 250 allievi di alcuni istituti di Piacenza, Stradella, Lodi, Cremona, Fidenza e Parma, le aule Buzzetti e Gamma della sede piacentina dell’Ateneo si sono trasformate in aule di tribunale. Ai ragazzi è stato possibile per un giorno vestire i panni di avvocato difensore, pubblico ministero e giudice per discutere due casi pratici di diritto penale. I ragazzi sono stati coinvolti in prima persona e sono diventati i protagonisti di un processo penale, cimentandosi con due casi reali di diritto penale». Così, tra codici e sentenze, davanti a due situazioni che toccano valori e diritti in conflitto, gli studenti hanno sperimentato la difficoltà e la bellezza del “fare diritto”. piacenza #diritto #giurisprudenza #processo Facebook Twitter Send by mail.

 

Diritto tributario, il master fa scuola

cattolicapost Diritto tributario, il master fa scuola Oltre al successo in termini di iscrizioni, il corso di secondo livello dell’Università Cattolica è diventato un punto di riferimento nazionale per la preparazione e l’aggiornamento di giovani professionisti e funzionari dell’Amministrazione finanziaria. giugno 2018 Sono 43 i diplomati della sesta edizione del master di secondo livello in Diritto tributario . Hanno ricevuto i diplomi universitari nel corso della cerimonia che si è svolta nell’aula magna della sede di largo Gemelli a Milano lo scorso 20 aprile, alla presenza di numerosi docenti tributaristi di altre prestigiose Università italiane, dei vertici dell’Amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza. L’evento, promosso dal direttore del master Maurizio Logozzo , docente di Diritto tributario nella facoltà di Economia dell’Università Cattolica, si è chiuso con la lectio del professor Antonio Felice Uricchio , rettore dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, sul tema “ Il Fisco promozionale: carattere e funzione delle agevolazioni fiscali ”. L’incontro tra il mondo accademico e i rappresentanti delle professioni, dell’Amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza, ha testimoniato la natura e l’impostazione didattica del master, che si caratterizza per l’approccio dialogico, il costante confronto tra principi teorici e attuazione pratica del rapporto tributario. A testimoniarlo, non è solo il numero degli iscritti alla sesta edizione, ma anche il corpo docente costituito da più di ottanta professori universitari provenienti da quasi tutte le Università italiane, nonché professionisti di altissimo livello, responsabili fiscali d’azienda e da funzionari dell’Amministrazione finanziarie. Un successo decretato anche dal numero degli iscritti della settima edizione, che ha raggiunto il numero massimo di quaranta studenti frequentanti, tra giovani avvocati, giovani commercialisti, funzionari dell’Agenzia delle Entrate ed Ufficiali della Guardia di Finanza.

 

Asgp, la giustizia in laboratorio

Sarà un luogo di ricerca e di ascolto dei problemi quotidiani degli operatori per costruire norme meno astratte, senza perdere di vista i soggetti deboli. Le parole di Karl Popper sono la bussola del nuovo corso intrapreso dal Centro Studi Federico Stella sulla Giustizia Penale ( Csgp ) che, dal 1° novembre, diventerà l’ottava Alta Scuola dell’Università Cattolica. Uno dei grandi difetti della legislazione italiana - avverte il professor Forti - rispetto al quale abbiamo sempre cercato di remare contro, è quello di costruire norme astratte, cioè mancanti di confronto con la concretezza delle problematiche e dei soggetti coinvolti». Porre al centro della riflessione la giustizia penale, e non soltanto il “diritto penale” o le “scienze penalistiche”, nutrendosi dei contributi provenienti da ogni scienza, è una buona pratica che può recare un apporto alla soluzione dei problemi di convivenza “tra umani” coinvolti dalla domanda di giustizia». Nello specifico, il corso di Perfezionamento in Anticorruzione e Trasparenza (Copat) , realizzato sulla base di una importante Convenzione stipulata con l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) e che vede la collaborazione in aula dei suoi componenti del direttivo (vedi box a lato) . E, last but non least , si è giunti, sull’onda di un successo crescente, alla VI edizione del Master di II livello in Diritto Penale dell’Impresa ( MiDPI ) : si tratta di un insegnamento di alto profilo scientifico e di forte carattere interdisciplinare, che ha assunto una primaria rilevanza nel panorama nazionale. Grazie a una fitta rete di relazioni con imprese, Pubbliche amministrazioni e organizzazioni in tutto il mondo, le Alte Scuole sono anche luoghi di incontro fra docenti studenti e professionisti, all’interno di progetti e programmi di eccellenza.

 

Riccardo, l’arringa che vale oro

DIRITTO Riccardo, l’arringa che vale oro Il ventunenne studente del terzo anno di Giurisprudenza ha vinto a Roma, in coppia con un amico biellese come lui, la quindicesima National Moot Court Competition , il più importante contest di processo simulato in Italia. Sotto la bandiera di Elsa Milano, i due aspiranti giuristi hanno superato la fase eliminatoria, che chiedeva di redigere due memorie, una per ciascuna parte processuale. Non ci saremmo mai immaginati di classificarci e neppure di superare la fase eliminatoria» racconta Riccardo (a destra nella foto in alto, con Elena Laudani , presidente Elsa Italia, e l'amico Stefano Lometti) . Sugli scritti (atto di citazione in qualità di attore e comparsa di risposta in qualità di convenuto) è stata fatta la selezione per la partecipazione e assegnato un punteggio valido fino al termine della competizione, da sommarsi con i successivi risultati dei dibattimenti». Ho sperimentato sul campo la professione forense, applicato al caso concreto nozioni di diritto sostanziale, misurato la mia conoscenza pregressa e la mia padronanza del linguaggio tecnico-giuridico e di public-speaking» afferma. Riccardo, d’altra parte, ha le idee chiare su come guardare ai prossimi anni: «Amo quello che studio, il mondo dell’associazionismo e della politica ai vari livelli, lavoro sodo e guardo la salita uno scalino alla volta. L’unica cosa di cui sono sicuro è che, qualsiasi cosa sarà, vorrò arrivarci all’altezza: competenza e passione sono le chiavi con cui cerco di leggere le cose della mia vita».

 

Diritto del lavoro, en plein Cattolica

MILANO Diritto del lavoro, en plein Cattolica A Cecilia Rimoldi e Roberto Pettinelli , laureati in Giurisprudenza, i premi intitolati a Ludovico Barassi e Francesco Santoro Passarelli, grandi giuristi del passato, promossi dall’Associazione italiana di diritto del lavoro e della sicurezza sociale. settembre 2018 Ampio successo quest’anno per l’Università Cattolica al XIX Congresso nazionale dell’Associazione italiana di diritto del lavoro e della sicurezza sociale (Aidlass), prestigiosa organizzazione che riunisce professori, magistrati, professionisti e cultori di questo ramo del diritto. Nella splendida cornice del centro storico di Palermo, nel Teatro Santa Cecilia, dal 17 al 19 maggio 2018, giuslavoristi provenienti da tutta Italia hanno discusso sulla retribuzione, introdotti al tema dalle magistrali relazioni di illustri professori. Nel pomeriggio del 18 maggio si è poi svolta l’attesissima consegna dei premi che ogni anno l’associazione attribuisce per le migliori tesi di laurea e dottorato, intitolati alla memoria, rispettivamente, di Ludovico Barassi e Francesco Santoro Passarelli, grandi giuristi del passato che hanno dato lustro al Diritto del lavoro. l premio “Santoro Passarelli” è stato invece assegnato a Roberto Pettinelli, già laureato in Giurisprudenza dell’Università Cattolica , che ha conseguito in largo Gemelli il dottorato di ricerca in “Diritto del lavoro e relazioni industriali” con la dissertazione “La gestione del dissenso collettivo. Fondamento e limiti del principio di maggioranza tra valorizzazione del dettato costituzionale e rafforzamento dell'ordinamento intersindacale”, scritta sotto la guida del professor Vincenzo Ferrante , ordinario di diritto del lavoro della facoltà di Giurisprudenza. Questi importanti riconoscimenti testimoniano non soltanto la bravura di Cecilia e Roberto, ma anche la vitalità della scuola di diritto del lavoro della Cattolica, che, anche dopo la scomparsa di un maestro come Mario Napoli (1945-2014), continua a formare giuslavoristi eccellenti.

 

Diritto ed economia, laurea interclasse

Nasce con questo obiettivo il nuovo corso di laurea triennale in Diritto ed Economia delle banche e dei mercati finanziari , che arricchisce dal nuovo anno accademico la proposta formativa delle facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Piacenza. Le banche sono caratterizzate da un importante turn over di personale e hanno un forte interesse ad assumere giovani preparati: la proposta che abbiamo sviluppato, basandosi su una forte interdisciplinarietà, fornisce una preparazione ottimale per chi voglia inserirsi nel settore dell’intermediazione finanziaria». Il nuovo corso di laurea è interfacoltà e interclasse. Consente cioè allo studente, fino alla fine dei propri studi, di decidere se laurearsi in Economia o in Giurisprudenza, spiega la professoressa Sciarrone, docente di Diritto bancario e dei mercati finanziari alla facoltà di Giurisprudenza. Con questa laurea triennale vogliamo sperimentare il superamento di uno studio settoriale specifico, per dare una risposta concreta a un mercato del lavoro sempre più complesso, che necessita competenze solide e trasversali. Ovviamente una laurea come questa richiede studenti motivati, perché è un percorso che include contemporaneamente i fondamentali dell’economia e del diritto, che vengono impartiti in modo non classico». diritto ed economia delle banche e dei mercati finanziari Facebook Twitter Send by mail.

 

Diritto ed economia, al via con borsa di studio

È questo l’obiettivo del corso di laurea triennale in Diritto ed economia delle banche e dei mercati finanziari , che prende il via a settembre nella sede di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Non è sempre facile trovare in banca personale che sia dotato al tempo stesso di conoscenze tecnico-economiche e competenze giuridiche – sottolinea Maria Luisa Di Battista , docente di Economia degli intermediari finanziari nella facoltà di Economia –. Ciò consente allo studente di decidere, fino alla fine dei propri studi, se laurearsi in Economia o in Giurisprudenza – specifica Antonella Sciarrone Alibrandi , docente di Diritto bancario e dei mercati finanziari presso la facoltà di Giurisprudenza –. Con questo percorso si sperimenta felicemente il superamento di uno studio settoriale specifico, proprio per dare una risposta concreta a un mercato del lavoro sempre più complesso, che necessita di competenze solide e trasversali. Una condivisione di obiettivi resa possibile anche grazie all’esperienza maturata nel Centro di Formazione del Gruppo Cariparma FriulAdria, a Piacenza in via San Bartolomeo, dove da due anni, Cariparma e Università Cattolica collaborano nella costruzione e nell’erogazione di percorsi formativi per i dipendenti dei due istituti bancari. Siamo molto lieti di poter tenere a battesimo questo nuovo corso di laurea che testimonia la grande collaborazione tra il nostro Gruppo e l’Università Cattolica – dichiara Cesare Cucci , responsabile direzione Risorse umane del Gruppo Cariparma FriulAdria –. Vogliamo rispondere in concreto alle esigenze reali del mercato del lavoro, offrendo programmi formativi bilanciati dal punto di vista teorico e pratico, con la possibilità di svolgere stage in una delle due banche del Gruppo.

 

Go top