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Se il contratto arriva in corsia

Milano Se il contratto arriva in corsia Le Disposizioni anticipate di trattamento , a breve in discussione in Parlamento, spostano l’atto fondante della relazione di cura dalla tutela della salute e della vita al consenso. Il professor Adriano Pessina , direttore del Centro d’Ateneo di Bioetica dell’Università Cattolica, analizza così il senso della proposta di legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) , che dovrebbe andare in discussione nei prossimi giorni in Parlamento. Le Dat sono l’espressione della volontà di una persona - in pieno possesso delle proprie capacità mentali - in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell'eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte. Oggi si capovolge la prospettiva: diventa rilevante anzitutto il documento di consenso in sé e la questione della tutela della vita e della salute è sospesa nell’intreccio di due volontà, quella del medico e quella del paziente, che rischiano di entrare in conflitto». Ma se tutto dipende dalla volontà del paziente, ogni intervento è sospeso di fronte alla presenza o assenza di indicazioni del paziente stesso: per questo diventa necessario ricorrere a tutori o a amministratori di sostegno». La clausola iniziale, che pone il consenso informato come incontro tra la volontà del paziente e la professionalità del medico, dovrebbe impedire di attribuire alla sola volontà del paziente il diritto di imporre un’azione al medico qualora non fosse d’accordo». Dal punto di vista etico, le Dat dovrebbero, in ogni caso, restare nell’ambito delle decisioni di ordine terapeutico, cioè porsi come una programmazione dei trattamenti che non prevedano né forme surrettizie di eutanasia, né forme di abbandono clinico o assistenziale.

 
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