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8 marzo, parlano le donne

festa della donna 8 marzo, parlano le donne Tre docenti dell’Ateneo affrontano il tema da diverse angolature: Claudia Manzi sulle politiche d’inclusione, Antonella Sciarrone Alibrandi sulla diversità di genere nella “stanza dei bottoni”, Milena Santerini su una storia scritta al femminile. Se molto resta da fare sul piano culturale, il benefico effetto dell’introduzione della legge Golfo-Mosca è sotto gli occhi di tutti: in pochi anni si è passati, infatti, dal 2% di rappresentanza femminile (nel 2003) al 33,5% (nel 2018). La professoressa Milena Santerini , docente di Pegagogia generale alla facoltà di Scienze della formazione, propone, infine, una lettura storica del ruolo delle donne, soprattutto quando hanno dovuto combattere i totalitarismi. Il racconto cerca un’interpretazione, un significato alle grandi domande della vita, del dolore, della speranza; e così diviene intrinsecamente qualcosa che trasforma e – dunque – che educa». donna #festadelladonna #8marzo #inclusione Facebook Twitter Send by mail PROMOZIONE VITA E PENSIERO In occasione delle festa della donna dal 4 al 10 marzo 2019 è attiva una promozione speciale sul sito Vita e Pensiero : una selezione di libri e capitoli digitali al 15% per omaggiare le grandi figure femminili del nostro catalogo. È questa soglia delicata che troviamo nelle sculture di Cristina Costanzo , artista piacentina che espone, presso l’Atrio Principale della sede dell’Università Cattolica a Piacenza, la mostra “Il volto dell’altro ”. Otto sculture che potranno essere ammirate ed apprezzate fino a lunedì 11 marzo, ognuna con un messaggio da custodire, una solitudine dovuta alla grazia, un tempo difficile da definire come contenesse nel cuore una goccia di eterno.

 

Si scrive donna si legge risorsa

Milano Si scrive donna si legge risorsa Per risolvere il gender gap le norme aiutano ma non bastano: la legge Golfo-Mosca del 2011 ha aumentato la presenza delle donne nei Cda ma resta ancora tanto da fare, soprattutto nel mondo del lavoro e a livello culturale e formativo. Almeno secondo le relatrici del convegno “ Perché io valgo ”, promosso in largo Gemelli dal Comitato per le Pari opportunità dell’Ateneo lo scorso 24 gennaio e introdotto dagli interventi della professoressa Cinzia Bearzot , presidente del Comitato, e dal prorettore vicario Antonella Sciarrone Alibrandi . Una sequenza di sei autorevoli voci femminili che ha scavato a fondo nel delicato tema della diversità di genere e in quello della sua convenienza oggettiva sul lato economico e sociale. Un fenomeno diffuso per cui si realizza una proporzione rovesciata: sono molte di più le donne che studiano e fanno le ricercatrici ma gli uomini hanno più possibilità di lavorare e ricoprire ruoli di spicco». Questa disparità di genere è stata affrontata anche da un punto di vista psicosociale, scavando alle radici di una forma mentis di stampo maschile soprattutto in certi ambiti. Questi preconcetti sono ancora molto marcati, soprattutto in Italia, e spesso sfociano nel sessismo più becero che ha conseguenze pesanti sulle decisioni e sulle performance lavorative femminili. Un discorso motivazionale ed emotivamente coinvolgente che ha toccato i nervi scoperti di una coscienza collettiva che, se prima vedeva come una debolezza l’intelligenza emotiva delle donne, ora, al contrario, non può prescinderne in ogni azienda, ogni struttura amministrativa, ogni ambiente lavorativo.

 

Piacenza, la Shoah delle ragazze

Piacenza Piacenza, la Shoah delle ragazze Con il reading davanti a 500 studenti delle superiori è andato in scena il tentativo di dar concretezza, nello sguardo di chi è giovane oggi, a chi ha vissuto l’Olocausto, per far ragionare, con poca teoria e molta pratica, sul tema della discriminazione. gennaio 2019 Storie di vite che si intrecciano. Vite di donne che hanno in comune l’aver attraversato quel nero di storia che macchia ancora le coscienze. Le hanno conosciute così, i 500 studenti delle scuole superiori che hanno riempito il 21 gennaio scorso i due centri congressi della Cattolica a Piacenza, attraverso le loro stesse parole, recitate dalla giovane attrice Valentina Ghelfi e narrate dall’ebraista Matteo Corradini. In un silenzio irreale gli adolescenti di oggi hanno “incontrato” adolescenti, musiciste, contadine, mamme che hanno vissuto la Shoah, unite dal destino e non dalle storie personali. Ma non è la celebrità che conta, è il pensiero ricorrente di cosa abbia significato essere donna sotto le leggi razziali, essere donna nella deportazione e nel lager. shoah #olocausto #donna #rmemoria Facebook Twitter Send by mail.

 

In collegio la formazione continua

Milano In collegio la formazione continua Dal ruolo della donna, con tre voci femminili provenienti da ambiti culturali diversi, al mondo del lavoro. Nei percorsi di approfondimento proposti nelle strutture residenziali milanesi si indaga la realtà e ci si prepara al futuro professionale. aprile 2016 Si avviano alla conclusione i percorsi di approfondimento proposti nei collegi milanesi, che sono stati anche quest’anno occasione di riflessione e dibattito, per gli studenti che risiedono nelle strutture ma non solo. Gli incontri proposti hanno offerto la possibilità di approfondire temi di grande respiro ma anche aspetti del mondo del lavoro molto vicini agli interessi degli studenti. È il caso, per esempio, dell’incontro di mercoledì 27 aprile al collegio Marianum, dove si è tenuto l’incontro dal titolo Essere donna nel mondo . Lo stesso giorno, al collegio Ludovicianum alle ore 21, l’ultimo incontro del Seminario Economico-Giuridico centrato sul tema della corporate e personal reputation nei nuovi media: ne hanno discusso Andrea Cioffi , docente di Economia aziendale all’Università Cattolica e fondatore di Digital Dictionary, e Leonardo Intriago , customer success manager di Linkedin. Il focus dell’incontro è stato l’alertness dell’imprenditore e il rapporto tra Stato e Mercato per la nascita e la diffusione di attività vivaci e coraggiose.

 

Gemelli, ospedale sempre più rosa

roma Gemelli, ospedale sempre più rosa L’Osservatorio nazionale sulla salute della Donna ha assegnato i tre Bollini attribuiti come massimo riconoscimento alle strutture attente alla salute femminile. dicembre 2017 La Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” ha ricevuto oggi da Onda , Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, 3 Bollini Rosa sulla base di una scala da uno a tre, per il biennio 2018-2019. I Bollini Rosa sono il riconoscimento che Onda, da sempre impegnata sul fronte della promozione della medicina di genere, attribuisce dal 2007 agli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne. Siamo particolarmente lieti del riconoscimento che ancora una volta l’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna ha voluto assegnare al Policlinico Gemelli, ospedale da sempre attento alla salute e al benessere della popolazione femminile di ogni condizione ed età» dichiara Enrico Zampedri , direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”. In questo decennio sono stati fatti molti passi avanti nell’ambito della medicina di genere e la salute delle donne sta diventando un punto di attenzione per molte strutture, come dimostrano i nostri dati, ma c’è ancora molto da fare» prosegue la presidente di Onda. Sono un segno concreto dell’attenzione che medicina, sanità e assistenza rivolgono alle donne cercando di praticare una medicina moderna, consapevole della complessità che la specificità di genere richiede. Una differenza alla quale noi abbiamo dedicato un Centro con l’obiettivo di disegnare strategie di cura e di assistenza sempre più specifiche rispetto alle donne in modo che siano sempre più gli ospedali candidati a bollini come questo».

 

La parità e il soffitto di cristallo

Cattolicapost La parità e il soffitto di cristallo Perché in alcuni Paesi c’è più legittimazione del ruolo femminile nella sfera pubblica? Non è solo questione di valori ma anche di politiche familiari che possono modificarli. Alla legittimazione femminile nella sfera pubblica Vera Lomazzi , laureata in Università Cattolica, dottore di ricerca in Sociologia e metodologia della ricerca sociale e collaboratrice del dipartimento di Sociologia dell’Ateneo, ha dedicato la sua tesi di PhD, pubblicata recentemente da FrancoAngeli . Ma esistono delle ragioni culturali che motivano questa diversità? Quali sono i fattori contestuali e individuali che possono limitare o promuovere lo sviluppo di una cultura maggiormente paritaria? E ancora: perché alcuni Paesi migliorano la propria situazione con il passare degli anni e altri restano invece stazionari? Esiste anche una segregazione verticale, a cui si fa riferimento quando si parla di “soffitto di cristallo” - spiega nel suo studio Vera Lomazzi - per indicare la difficoltà delle donne a salire nella scala gerarchica delle posizione professionali a causa di vincoli culturali. Basandosi sull’analisi secondaria di dati da survey internazionali ripetute nel tempo ( European Values Study , di cui l’Università Cattolica è principal investigator per l’Italia, World Values Survey, International Social Survey Programme , Eurobarometer ), lo studio compara i valori degli europei in modo trasversale attraverso un’analisi multilivello che include 22 Paesi . Un ulteriore approfondimento è dedicato all’analisi del cambiamento avvenuto nell’arco di venti anni nel supporto ai valori di parità in Italia, Germania, Paesi Bassi e Gran Bretagna, assumendo tale mutamento come parte di un cambiamento culturale più ampio, connesso ai processi di modernizzazione. Ciò è rilevante per lo sviluppo di una cultura maggiormente egualitaria perché, come la teoria dell’esposizione spiega e così come i risultati dell’indagine condotta confermano, l’esperienza lavorativa diretta è significativa per le donne nello sviluppo di atteggiamenti egualitari.

 

Il prezzo di uno sciopero in rosa

Festa della donna Il prezzo di uno sciopero in rosa Per l’ 8 marzo di quest’anno si annuncia un’astensione delle donne dal lavoro a livello globale. L’8 marzo 2017 vuole essere una giornata di vera lotta per il riconoscimento del ruolo della donna nel lavoro produttivo e riproduttivo e contro ogni forma di violenza fisica, psicologica, culturale ed economica. Le forme tradizionali del lavoro produttivo e della lotta si combineranno con il lavoro riproduttivo (lavoro di cura), invisibile e quotidiano, ancora appannaggio quasi esclusivo delle donne, ancora sottopagato e gratuito. In Italia parteciperanno allo sciopero anche numerosi Centri Antiviolenza con l'obiettivo di cambiare la cultura fatta di stereotipi che genera la violenza contro le donne. Lo sciopero è in primo luogo una forma di lotta che si fonda sul blocco della produzione e sull'astensione dal lavoro – produttivo e riproduttivo - con l'obiettivo di produrre un danno economico e di rendere tangibile il ruolo del lavoro delle donne nella produzione e nella riproduzione. Obiettivo raggiungibile quello del danno economico? Per valutare l’eventuale efficacia dello sciopero occorre stimare l’impatto economico/le ripercussioni dello stesso in termini di lavoro produttivo, “riproduttivo” e di costo della violenza contro le donne. I costi della violenza non sono solo monetari, ma includono l’effetto di moltiplicatori economici (mancata produttività per le imprese, minore partecipazione delle vittime di violenza al mercato del lavoro) e sociali (erosione capitale sociale, peggioramento qualità della vita).

 
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