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Investimenti pubblici, serve una svolta

Anche nello scenario più favorevole di una rapida ripresa, l’economia mondiale subirà un crollo economico che sarà di gran lunga peggiore di quello che ha seguito la crisi finanziaria globale del 2008. Il pezzo del Financial Times di Draghi afferma brillantemente qualcosa su ciò su cui la maggior parte, se non tutti, i politici e gli economisti sono oggi d’accordo, ovvero che, di fronte a una crisi di questa portata, tutti gli strumenti di politica macroeconomica devono essere mobilitati. L’altra gamba deve essere il sostegno fiscale, che nella maggior parte dei Paesi sta, per il momento, assumendo la forma di un sostegno a breve termine al sistema produttivo (schemi di lavoro temporaneo, garanzie sui prestiti) e ai redditi delle famiglie dal lato dei consumi. Inoltre, la crisi Covid sta innescando un sano processo di ricerca interiore sulla nostra traiettoria di sviluppo a lungo termine, mettendo in discussione il nostro stile di vita, l’utilizzo delle risorse naturali e la sostenibilità sociale e ambientale delle nostre economie. Il presente Rapporto va al cuore di questa domanda, cercando di dare uno stato dell’arte del capitale pubblico e delle esigenze di investimento nei Paesi europei e concentrandosi su alcuni di quelli che riteniamo essere i settori chiave. Con questa prospettiva - la prima di una serie di prospettive - vogliamo fornire sia una valutazione dello stato del capitale pubblico nei (e delle esigenze dei) principali Paesi europei, sia identificare le aree in cui gli investimenti pubblici potrebbero contribuire maggiormente a una crescita stabile e sostenibile. La vecchia idea di una Regola d’oro sta facendo di nuovo passi avanti negli ambienti politici; una tale regola permetterebbe di finanziare con il debito le spese di investimento, richiedendo ai Paesi di bilanciare le spese correnti e le entrate.

 

Sovraindebitamento, presto una modifica alla legge del 2012

Dibattito Sovraindebitamento, presto una modifica alla legge del 2012 Lo ha anticipato Daniele Pesco , presidente della Commissione bilancio, nel webinar sul fenomeno promosso dalla Cattolica. Il Codice della crisi è stato necessario rinviarlo perché l’opinione pubblica lo vedeva in maniera troppo allarmistica e quindi si è pensato bene di posticiparlo», ha detto il senatore Pesco. Inoltre, ha aggiunto, «quello che manca ancora di utile sul sovraindebitamento è rendere più fluida possibile la modalità di e per accedere alla procedura. Quello del sovraindebitamento è un tema di enorme rilievo sociale che in questa fase post Covid sta crescendo di dimensione colpendo famiglie, lavoratori e, a cascata, tutto il sistema economico-produttivo italiano», ha osservato la professoressa Sciarrone Alibrandi. Basti pensare, come ha detto Giustino Trincia , consigliere Fondazione Salus Populi Romani citando uno studio del sociologo Maurizio Fiasco, che solo nel 2018 erano due milioni le famiglie già sovraindebitate, accanto a cui c’era una area di circa 5 milioni di famiglie a rischio. La stessa legge n.3 che regola il sovraindebitamento dal 2012, che già in questi anni di applicazione ha presentato una serie di limiti e di criticità, risulta poco attuale per far fronte alle nuove esigenze economiche scatenate dalla crisi sanitaria. Su questo fronte «il Codice della crisi d’impresa ha elaborato nuove soluzioni giuridiche in maniera apprezzabile solo che è stato fatto slittare di un anno», ha chiarito la professoressa Sciarrone.

 

Boom di iscritti ai laboratori sull’economia di Francesco

Ateneo Boom di iscritti ai laboratori sull’economia di Francesco Più di 700 giovani dell’Ateneo , partecipano a un percorso educativo e interdisciplinare dedicato ai temi del documento Oeconomicae et pecuniariae quaestiones . A promuoverlo è l’Università Cattolica del Sacro Cuore che, accogliendo la proposta dell’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini , ha dato vita a un innovativo percorso educativo. Più di 700 giovani delle diverse facoltà delle quattro sedi dell’Università Cattolica hanno dato la propria adesione ai 12 laboratori che stanno lavorando sui temi del documento. Molto rilevante anche la risposta di accademici e professionisti di settore (80 persone) di importanti istituzioni bancarie e finanziarie operanti nel panorama nazionale, che li affiancheranno nel percorso interdisciplinare. Interdisciplinarietà, creatività e coinvolgimento dei giovani sono le tre parole chiave di questa iniziativa dell’Ateneo», sostiene Elena Beccalli , preside della facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative dell’Università Cattolica. Si tratta di un esperimento che ha la finalità di rendere protagonisti gli studenti di un ripensamento del sistema economico-finanziario guidati da accademici e professionisti che forniscono loro gli strumenti adeguati per impostare al meglio questa riflessione. I laboratori, che hanno appena preso il via, prevedono una serie di incontri che si snoderanno nelle sedi dell’Università Cattolica.

 

La Cattolica per The Economy of Francesco

E per farlo li chiama a raccolta nella città di San Francesco per gli ultimi giorni del mese di marzo dell’anno successivo. Anche l’Università Cattolica del Sacro Cuore, con gli studenti e i docenti dei suoi quattro campus, elabora un itinerario ideale con incontri, riflessioni, elaborati e commenti che toccano il tema dell'«Economia di Francesco» o ne vengono toccati. Intanto, i laboratori sull’Economia di Francesco registrano un’alta affluenza di iscritti: sono più di 700 gli studenti, provenienti dai quattro campus dell’Ateneo, che desiderano partecipare ai 12 gruppi di lavoro che l’Università cattolica organizza, accogliendo la proposta dell’Arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini . Perché come la Chiesa, anche l’Università è “in uscita”: se ne parla a Roma, presso la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali , nella giornata di studio della Congregazione per l’educazione cattolica . febbraio – Nella giornata del Dies Academicus della Sede di Piacenza , viene presentato il primo Corso di laurea in Italia in Management per la sostenibilità : ambiente, economia e antropologia sono al centro del nuovo programma formativo, attivo dall’anno accademico 2020-2021. marzo - Si torna al futuro con la Facoltà di Economia nell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede : nel primo convegno del mese si parla di globalizzazione, lavoro, giovani e ecologia integrale. L’evento è seguito anche in diretta, via streaming, da numerosi giovani delle scuole superiori, in una comunità ideale di ragazzi che si preparano a costruire il futuro con uno sguardo più umano, anche e soprattutto in Economia.

 

A distanza i laboratori sull’economia di Francesco

Ateneo A distanza i laboratori sull’economia di Francesco L’iniziativa, promossa dall’Università Cattolica su proposta dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini , prosegue da remoto, registrando anche on line una partecipazione attiva e interessata degli studenti. Tra le prossime attività in calendario, sotto forma di webinar, accessibili sulla piattaforma Teams, il laboratorio su “Economia e gratuità” in programma il 13 maggio , alle ore 17.30: nel corso del quale sarà affrontato il tema degli scenari sostenibili al tempo del Coronavirus. Interverranno Giulio Fezzi , Chairman Phoenix Group, e R oberto Giacomelli , Associate Partner Ernst &; Young - Climate Change and Sustainability. Il 20 maggio, alle ore 11.00, Paolo Bonassi , responsabile Direzione Centrale Strategic Support presso Intesa Sanpaolo, discuterà di prodotti finanziari non inquinati. Insomma importanti occasioni di riflessione dove le considerazioni dei relatori, stimolati dagli interventi dei partecipanti, offriranno strumenti utili per rivedere gli scenari economici del post-Covid alla luce dei principi di scelte etiche e solidali ispirati al magistero di Papa Francesco. economia #francesco #coronavirus Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Far ripartire l’economia, la vera urgenza del dopo Covid

Rassegna stampa Far ripartire l’economia, la vera urgenza del dopo Covid I disoccupati e gli inattivi crescono, gli atenei rispondono con la formazione universitaria. Gli esperti dell'Università Cattolica sono interventui anche questa settimana in radio e tv by Antonella olivari | 05 giugno 2020 I temi economici prevalgono sull’emergenza sanitaria del Covid 19 nella settimana che va dal 30 maggio al 4 giugno. Gli ultimi dati sui contagi sono rassicuranti e hanno portato alla riapertura dei confini fra le regioni italiane. Mentre debutta l’App Immuni, lo sguardo va Oltreoceano con l’America che si infiamma sull’omicidio Floyd, provocando un’ondata di protesta contro il razzismo anche in Europa. A Radio 24 del 1 giugno Luca Richeldi propone una riflessione sugli spostamenti interregionali e sulla app "Immuni", mentre a Rai 3 Tgr Lazio Ketty Peris passa in rassegna i problemi alla pelle causati dai Gel alcolici. L’anno scolastico è ormai agli sgoccioli e gli studenti si apprestano a scegliere l’Università anche attraverso gli open day virtuali messi in campo dagli atenei. Il rettore Franco Anelli presenta le iniziative dell’open week a Buongiorno regione del 2 giugno, in onda su Rai 3, con gli altri rettori lombardi.

 

Nuova economia, ripartire dalle buone pratiche delle città

Roma Nuova economia, ripartire dalle buone pratiche delle città Cooperazione, snellimento delle procedure e digitalizzazione le ricette per ripartire dopo la pandemia. Il mondo va verso l’Economia delle città che stanno ridiventando luogo di crescita, occasione e incontro: è un bene che la ricerca presentata oggi parta proprio dalle “luci” delle loro buone pratiche, prerequisito essenziale per ogni azione di rilancio». Le città italiane possono migliorare il contesto in cui operano le loro imprese apprendendo le une dalle altre, e replicando gli esempi virtuosi individuati dallo studio. Tra le buone pratiche che prevedono l’adozione di sistemi digitali, in due indicatori l’Italia ha risultati molto positivi: avvio d’impresa e trasferimento proprietà immobiliare, spesso anche con più rapidità e efficacia rispetto ad altre città europee”. Per attenuare gli effetti economici devastanti della crisi sanitaria occorrono massicce dosi di politiche monetarie e di bilancio keynesiane a sostegno della domanda aggregata» ha dichiarato il professor Giampaolo Galli , docente di Politica economica alla facoltà di Economia (campus di Roma) e membro dell’Osservatorio Conti Pubblici dell’Università Cattolica. Ma per riprendere il cammino della crescita che l'Italia sembra aver abbandonato da almeno due decenni occorrono le politiche dell'offerta; quelle politiche che ci vengono suggerite dalle indagini, straordinariamente ricche ed accurate, della Banca Mondiale. Alla discussione hanno partecipato anche Giuseppe Tripoli , segretario generale di Unioncamere, Marco Gay , presidente Anitec-Assinform (Confindustria), Silvia Giacomelli , dipartimento di Economia e statistica Banca d'Italia.

 

Manager, ragionare alto con la filosofia

Delogu si è laureato in filosofia a 47 anni, quando era già un manager affermato e aveva già una laurea in Giurisprudenza e una in Scienze politiche. Non mi sono iscritto a Filosofia per fare carriera, anzi quando andavo a sostenere gli esami ero a disagio per la mia età, mi nascondevo, cercavo di trasformarmi in uno studente anche nel look». Nella sua formazione la filosofia ha rappresentato il trait d’union tra le competenze apprese negli studi giuridici e quelle sviluppate nell’ambito manageriale. Già durante il liceo classico svolgevo attività politica, organizzavo assemblee e facevo comunicazione (dato che l’attività politica è molto vicina a quella pubblicistica). Poi, dopo la frequenza di un master intitolato ad Adriano Olivetti sono entrato nel mondo della gestione del personale, senza rinnegare l’amore per l’editoria, che mi ha portato in Mondadori e poi in Fininvest, occupandomi anche di produzione. La formazione filosofica aiuta molto il manager o chi deve prendere decisioni immediate, con grande elasticità, cambiando magari un palinsesto in base a sopravvenute urgenze, nuove notizie, eventi scatenanti, contemperando gli interessi del pubblico televisivo, dei dipendenti, degli inserzionisti. Importante è ragionare alto» ha concluso Delogu, augurando agli studenti del master di fare tesoro delle competenze che stanno raccogliendo in questi anni fondamentali per costruire un ruolo manageriale.

 

Recovery Fund, una svolta storica

L'analisi Recovery Fund, una svolta storica La proposta della Commissione europea rappresenta un passaggio epocale per l’Europa e un’occasione straordinaria per il nostro Paese. Il commento degli economisti dell’Università Cattolica Angelo Baglioni e Massimo Bordignon 29 maggio 2020 Con ogni probabilità sarà l’Italia il maggior beneficiario del piano messo a punto dalla Commissione europea. Pubblichiamo la parte inziale dell’articolo dei professori dell’Università Cattolica Angelo Baglioni e Massimo Bordignon apparso su La Voce.info di Angelo Baglioni e Massimo Bordignon * La proposta avanzata dalla Commissione europea il 27 maggio, relativa all’avvio di un Recovery Fund, rappresenta una occasione storica per l’Europa e per l’Italia. Il rischio principale per il nostro paese è che essa rappresenti un’ennesima occasione sprecata, a causa dei pregiudizi verso le istituzioni europee e della mancanza di visione della classe dirigente, nonché della storica inefficienza della nostra pubblica amministrazione. Naturalmente, si tratta per il momento solo di una proposta; per essere approvata richiederà certamente una dura contrattazione con i piccoli paesi “rigoristi” del Nord Europa, forti del fatto che il bilancio europeo richiede l’approvazione unanime dei membri. I soldi raccolti sui mercati finanziari serviranno in parte (250 miliardi) per finanziare prestiti ai paesi membri che li dovessero richiedere, ma in misura ancora maggiore (500 miliardi) per erogare contributi ai governi e ai cittadini europei, in linea con quello che da sempre fa il bilancio europeo. continua a leggere su La Voce.info] * docente di Economia monetaria alla facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative e docente di Political and Public Economics alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica #recovery fund #europa #italia #economia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Ambiente e tecnologia, le sfide del business dopo Covid-19

Fondamentali competenze culturali e linguistiche di alto livello, ma anche digitale, innovazione, sostenibilità by Bianca Martinelli | 26 maggio 2020 Fare business nel mondo di oggi esige un approccio cross-culturale e competenze linguistiche di altissimo livello, oltre che tecnologiche e legate alla conoscenza dei mercati. Nuove sfide, nuove competenze” promosso dalla facoltà di Scienze Linguistiche e letterature straniere , campus di Brescia, e moderato da Marco Grumo , docente di Economia Aziendale e co-coordinatore del Curriculum magistrale in Management e relazioni economiche internazionali, e Alessandro Ceriani , docente di Organizzazione e management delle imprese turistiche. Ne è convinto Claudio Tapparo , imprenditore, vce presidente di Unionmeccanica Brescia e membro del direttivo nazionale di Unionmeccanica Confapi, che nel suo intervento ha affrontato il tema delle trasformazioni e delle sfide che si prospettano per un nuovo slancio delle imprese metalmeccaniche. Ambientale, sociale ed economico dovranno diventare i tre pilastri del processo produttivo di ogni impresa del settore», ha precisato Tapparo, la cui azienda opera nell’ambito della fusione di alluminio secondario, ovvero derivato non dalle miniere bensì da oggetti di scarto e riciclo, secondo un processo ad alta compatibilità ambientale. Sul tema della logistica e del trasporto merci per via marittima nell’international business, si è infine soffermato Renato Causa , esperto del settore marittimo dell’Accademia Marina Mercantile di Genova con alle spalle 42 anni di esperienza all’interno delle compagnie di navigazione. Con l’avvento del Covid il rischio era quello di un’interruzione della catena della logistica, che tuttavia ha retto seppur con un movimento merci limitato ad una percentuale tra il 13% - nel peggiore dei casi - e il 32% - nel migliore - rispetto all’era pre-Covid. Per Paolo Lupoli «empatia, capacità di relazione, conoscenze cross-disciplinari e capacità di mettersi nei panni di chi ci sta di fronte grazie alla profonda conoscenza di una cultura, sono le skills che oggi fanno la differenza nel mondo del lavoro».

 

Fase 2 e Covid: gli italiani temono più il “contagio economico”

Ricerca Fase 2 e Covid: gli italiani temono più il “contagio economico” Per circa due intervistati su tre le ricadute economiche della pandemia preoccupano maggiormente della paura di contrarre il virus. I primi risultati della ricerca sugli effetti psicologici post-Coronavirus promossa dai ricercatori dell’EngageMinds HUB 29 maggio 2020 Nella Fase 2 gli italiani si sentono più vulnerabili ed esposti al contagio della “epidemia economica” di quanto non temano il contagio da Covid-19. Infatti, circa 2 italiani su 3 (il 58% degli intervistati) si sentono “abbastanza o molto a rischio” per la situazione economica della propria famiglia, mentre solo 1 italiano su 3 si sente “abbastanza o molto a rischio” di contrarre il Coronavirus (un dato sostanzialmente stabile rispetto alla Fase 1). La ricerca è parte di un Monitor continuativo sui consumi alimentari e sull’engagement nella salute condotta dal centro di ricerca EngageMinds HUB della Cattolica, che rientra nelle attività del progetto CRAFT (CRemona Agri-Food Technologies). La ricerca di EngageMinds HUB è stata condotta su un campione di 2000 italiani, rappresentativo della popolazione per sesso, età, appartenenza geografica e occupazione: i primi 1000 casi dal 27 febbraio al 5 marzo (seconda settimana di pandemia in Italia); i secondi 1000 casi dal 9 maggio-15 maggio 2020 (seconda settimana di fase 2 in Italia). La preoccupazione è legata alla situazione finanziaria dei cittadini e alle prospettive per il futuro: il 43% degli intervistati riporta che la propria situazione economica è peggiorata nell’ultimo anno (+22% rispetto alla fase 1) e il 37% pensa che le proprie finanze peggioreranno nel corso del prossimo anno (+17%). Non solo: se la prima ricerca è partita cinque giorni dopo il “paziente 1”, la seconda ricerca è partita cinque giorni dopo l’inizio della “fase 2”; una preziosa simmetria che ci permette di fare comparazioni significative e capire le tendenze».

 

Webinar su come far ripartire l’economia

Questi solo alcuni degli interrogativi che animeranno il webinar “ Fare impresa nelle città italiane – Idee per ripartire dall’indagine Doing Business ” in programma venerdì 5 giugno alle ore 11 , che potrà essere seguito attraverso il sito Internet del campus di Roma dell’Università Cattolica ( https://roma.unicatt.it/ ). L’incontro, promosso dalla facoltà di Economia, in collaborazione con World Bank e Commissione europea, sarà introdotto dal rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli . Seguiranno le relazioni di Tommaso Rooms e Alberto Pellicanò , curatori dell’indagine “ Doing Business in Italy ” (World Bank). Modera Gilberto Turati , docente di Scienza delle Finanze alla facoltà di Economia (campus di Roma) dell’Università Cattolica. economia #ripresa #covid #europa Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Fase 2, risposte nuove a problemi vecchi

Editoriale Fase 2, risposte nuove a problemi vecchi Secondo il professor Mauro Magatti , solo così possiamo sperare di uscire davvero trasformati dalla crisi del Coronavirus. Questo è l’unico modo intelligente per «ripartire» 27 maggio 2020 Nell’editoriale pubblicato sul Corriere della Sera, di cui riportiamo la parte iniziale, il professor Mauro Magatti, analizza come affrontare la Fase 2. Perché sia davvero un’occasione per ripartire di Mauro Magatti * «Ripartiamo» è l’espressione colma di speranza per dire la voglia di tornare il più velocemente possibile alla vita di prima. Gli economisti dicono che la caratteristica di questa crisi è quella di essere simmetrica: colpendo contemporaneamente domanda e offerta, il lockdown ha causato discesa del Pil senza precedenti. Il rimbalzo previsto nei prossimi mesi ammesso e non concesso di riuscire a convivere con il virus senza essere costretti a nuove chiusure totali riassorbirà parte di questo crollo . Per quanto importante e già di per sé sfidante questo primo piano di analisi è però insufficiente a cogliere la transizione che pure occorre attuare. Continua a leggere sul Corriere della Sera] * Docente di Sociologia alla facoltà di Scienze politiche e sociali , campus di Milano dell’Università Cattolica #coronavirus #magatti #economia #societa' Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Cerniglia: la Germania riparte in quarta, ma si dovranno evitare squilibri

Lo scorso aprile l’Ifo è precipitato al livello più basso di sempre (74,3): la pandemia stava dimostrando in pieno il suo impatto sulla “locomotiva d’Europa”, già messa a dura prova dalla guerra dei dazi e dall’epidemia interna alla Cina. Leggi sul Foglio] #germania #crescita #recovery fund #economia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Il prof Mangia su sentenza Bce: «Mossa difensiva della Germania»

Secondo il costituzionalista i giudici tedeschi hanno messo la Bce in una situazione molto complessa e in questo modo si rischia di far crollare tutto il sistema europeo C’era da aspettarselo che la corte costituzionale tedesca giudicasse in senso «difensivo», nei confronti della Bce e delle norme europee. I giudici hanno messo ora la Bce in una situazione molto complessa ma bisogna stare attenti perché si rischia di far crollare tutto il sistema europeo. Cominciamo da un tema di diritto: può la Corte Costituzionale di un Paese membro dissentire o opporsi a una decisione della Corte di Giustizia Ue? O anche solo non ritenerla accettabile contestandone di essere andata oltre la legge o i suoi poteri? L’ordinamento europeo non è un ordinamento federale e non ha una Corte di chiusura. E ogni ordinamento è presidiato da una corte di chiusura, per cui la Corte di giustizia interpreta il diritto dell’unione dentro l’ordinamento europeo, mentre le Corti costituzionali nazionali tedesca, italiana, francese eccetera interpretano il trattato sul funzionamento dell’Europa come recepito nell’ordinamento nazionale». Tenga conto che le avvisaglie c’erano state due anni fa, proprio in Italia, nel cosiddetto “caso Taricco” che si era risolto attraverso un tacito accordo tra la Corte costituzionale italiana e la Corte Ue. Le due Corti hanno finito con il coordinarsi spontaneamente. Non è successo, ma ci si è andati molto vicini, quando si è capito che la Corte italiana non avrebbe indietreggiato».

 

Perché gli aiuti europei non siano sprecati

Economia e finanza Perché gli aiuti europei non siano sprecati Tra meno di un mese pioverà sul nostro Paese un fiume imponente di soldi per gestire la crisi sanitaria ma non solo. Si tratta e si tratterà in buona parte di soldi presi a prestito, sia pure ai tassi straordinariamente bassi che le varie istituzioni comunitarie (UE, BEI) o intergovernative (MES) riescono ora a spuntare sul mercato e che verranno trasferiti senza quasi oneri aggiuntivi al nostro paese. Il problema della sostenibilità del debito pubblico diventerà dunque ancora più formidabile, visto che le previsioni del DEF 2020 già lo danno attorno al 155% del PIL, un livello mai raggiunto prima nella storia del nostro paese in condizioni di pace. L’impegno straordinario assunto dalla BCE, che finirà per assorbire tramite la Banca d’Italia oltre un quarto del debito italiano entro la fine dell’anno, è uno degli elementi chiave per garantirne la sostenibilità nel breve periodo. Ma in un periodo più lungo questa non può che basarsi sul rilancio della economia, che molto dipenderà dalla nostra capacità di sfruttare al meglio le risorse che l’Europa ci mette a disposizione. Visto che i tassi di interesse rimarranno probabilmente molto bassi ancora a lungo, una ripresa ragionevole della crescita economica consentirebbe di porre il rapporto debito/PIL su una traiettoria decrescente, condizione necessaria per un’ulteriore riduzione dello spread e dunque di un’evoluzione virtuosa delle finanze pubbliche nel medio periodo. continua a leggere su Welforum.it] * rispettivamente docente di Political and Public Economics e docente di Scienza delle finanze alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica #economia #europa #coronavirus #emergenza Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La crisi del Covid? Peggiore del 2008

L’impatto economico sarà differenziato a seconda della capacità dei paesi di rispondere, e i Paesi dell’area Sud dell’Europa hanno margini di azione più limitati dei Paesi del Nord Europa. Come dovrebbe muoversi l’Europa? «Il ruolo maggiore l’Europa dovrebbe giocarlo sul fronte della ricerca, investendo molte risorse per debellare il virus e organizzando il sistema industriale in modo appropriato e a vantaggio di tutti gli europei sul fronte delle cure e dei vaccini. Anche dal punto di vista della competitività, le asimmetrie si faranno sentire, anche se i legami industriali tra le catene del valore europee sono consolidate e gli impatti negativi in alcune aree dell’Unione si fanno sentire anche in Paesi più competitivi come la Germania. Il “bazooka” di Draghi è già all’opera e la disponibilità appena introdotta di acquistare anche bonds con rating bassi segnala da un lato la gravità della situazione e dall’altro il fatto che probabilmente su questo fronte non dovrebbero esserci cambi di rotta nella policy. I paesi europei sono certamente chiamati a dare una risposta sulla sfida più importante che è quella di rafforzare la risposta fiscale, a partire da quella comune. Certo è che gli spazi di manovra sono meno ampi per un Paese come l’Italia, che nello scorso anno ha dilapidato risorse in politiche poco avvedute e di incerto impatto». In ogni caso, questa avversione è il frutto del sentimento antieuropeo o euroscettico che è stato negli anni passati favorito da aree politiche molto ben individuabili e che oggi è entrato nelle convinzioni politiche di molti europei.

 

Un report multisciplinare per prevenire

Roma Un report multisciplinare per prevenire L’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari della facoltà di Economia dell’Università Cattolica ogni settimana pubblica un rapporto elaborando vari dati sull’emergenza coronavirus. Il core dei report prevedeva 10 indicatori epidemiologici e 19 indicatori clinico-organizzativi, redatti principalmente sui dati rilasciati dal bollettino della Protezione Civile ogni martedì, per poi analizzarli e rielaborarli nel singolo Instant Report rilasciato il giovedì mattina per cinque settimane. L’ultima sezione dell’Instant Report presentava l’analisi dei modelli di risposta regionali, delineando le caratteristiche sintetiche di ciascuna Regione e riportando i punti salienti emersi da una prima valutazione dei dati disponibili, e l’analisi dei profili regionali. Le attività di analisi riguardante lo studio della Fase 1 sono state avviate il 31 marzo 2020 e si sono protratte fino al 30 aprile 2020, analizzando l’evoluzione dei dati dal 1 febbraio 2020 al 28 aprile 2020. Gli Altems Istant Report – spiega il professor Cicchetti - sono il frutto di un eccezionale lavoro di gruppo che dimostra come in un settore come quello sanitario la multidisciplinarietà è essenziale per analizzare fenomeni estremamente complessi e delicati, come quello dell’emergenza Coronavirus. Un’analisi integrata degli indicatori di impatto organizzativo mostra l’esistenza di scostamenti significativi nella fase d’esordio dell’epidemia (inizio marzo) – aggiunge Filippo Rumi , ricercatore dell’Altems. A partire dal 23 di marzo, si registra un trend significativamente più stabile che sottolinea l’implementazione di protocolli standardizzati che hanno garantito una gestione più uniforme dell’emergenza sanitaria».

 

Turati: «Servirà molto più del Cura Italia»

Sarà inevitabile ricorrere all’aiuto europeo e su questo si gioca il futuro dell’Unione by Federica Mancinelli | 21 aprile 2020 Dal 4 maggio il nostro Paese, insieme ad altri in Europa, vivrà una nuova fase dell'emergenza sanitaria, accompagnata da novità anche nella vita economica e sociale. Il termine chiave è “lockdown” : ci siamo letteralmente chiusi in casa e abbiamo (quasi) spento il motore delle nostre economie, limitando il funzionamento a quelle linee di produzione che il governo ha giudicato “essenziali”» afferma l’economista. La prima, perché lo abbiamo fatto (e, prima o poi, lo hanno fatto tutti in giro per il mondo): qui la risposta è perché – se non lo avessimo fatto – il sistema ospedaliero sarebbe stato incapace di offrire risposte adeguate. Non perché ci sono stati i tagli, ma perché i sistemi sono tarati su fabbisogni “normali” mentre la diffusione esponenziale del virus avrebbe portato a un numero di richieste di ospedalizzazione decisamente fuori dalla normalità su un periodo di tempo molto breve. La seconda conseguenza? «La seconda questione riguarda quali sono gli effetti della chiusura: il segno è scontato, avremo un calo del Pil per il 2020 anticipato dal crollo dei corsi azionari; la dimensione del calo è meno scontata e dipenderà soprattutto da quando e come saremo in grado di ripartire. Il "dopo-epidemia" sarà diverso anche nei rapporti di forza fra le potenze economiche mondiali: quale può essere il ruolo del nostro Paese in uno scenario di "post globalizzazione", dal punto di vista finanziario, ma anche della competizione commerciale? Cosa potrà significare per l’Italia? «Quella offerta dal Covid-19 potrebbe essere l’occasione per ripensare la collocazione del nostro Paese nello scenario internazionale, chiedendosi quali sono i settori strategici per il nostro futuro; in questo quadro, la digitalizzazione dell’Italia (infrastrutturale e in termini di capitale umano) parrebbe ormai ineludibile.

 

Finalmente tornano le competenze

L'ESPERTO Finalmente tornano le competenze A differenza di altre crisi economico-finanziarie, in questa emergenza gli esperti sono stati ascoltati e le politiche sanitarie sono state impostate secondo le loro direttive. Occorrerà ricordarlo quando si dovrà analizzare le statistiche delle imprese 01 aprile 2020 Pubblichiamo l’articolo che il professor Claudio Lucifora ha scritto per il Sole 24 Ore in cui ribadisce l’importanza di alcune eccellenze italiane. di Claudio Lucifora * In questi giorni di emergenza, l'attenzione di tutti è diretta all'emergenza sanitaria e alle statistiche dei contagiati, dei guariti e dei deceduti. In queste settimane di confino obbligato in casa le famiglie, gli studenti, i lavoratori e gli anziani hanno potuto rendersi conto e toccare con mano l'importanza di alcuni settori chiave dell'economia che forse troppo spesso diamo per scontati. In primo luogo la sanità, un sistema sanitario efficiente e universale che tutto il mondo ci invidia e che in questi giorni è duramente messo alla prova dalla diffusione dell'epidemia che sembra inarrestabile. Molti genitori trovandosi a dover gestire il tempo dei propri figli e ad aiutarli nello svolgimento dei compiti assegnati a distanza hanno forse rivalutato l'importanza della scuola, dell'educazione scolastica che i nostri figli ricevono. Università e ricerca, che rappresentano il passaporto per l'ingresso nel mercato del lavoro dei giovani delle classi dirigenti del futuro, e che invece negli ultimi decenni hanno abbandonato in massa il nostro paese per andare a lavorare all'estero.

 

Labor Economics, sperimentati a Economia i primi esami scritti a distanza

A sperimentarli la facoltà di Economia con il professor Claudio Lucifora , che due giorni fa nella sua materia di Labor Economics ha esaminato 15 studenti del corso di laurea magistrale inglese in Economics . Connessi da tutta Italia, gli studenti che hanno sostenuto gli esami si sono dimostrati fortemente responsabilizzati, lavorando più duramente di quanto avrebbero fatto in presenza», spiega il professor Lucifora, che ha concluso ieri la sessione d’esame con l’orale e la presentazione di project work dei quindici partecipanti. Tutto ciò è stato reso possibile grazie alla piattaforma Blackboard, regolarmente utilizzata nel corso dell’anno per il final assessment, il cui funzionamento, potenziato dall’Ateneo in questa fase di emergenza, è stato esteso in modo sperimentale alla realizzazione di test scritti». Alle 9 tutti gli studenti si sono collegati alla piattaforma Teams per verificare che microfono e telecamera funzionassero correttamente. La prova era articolata in quesiti selezionati da un pool di 50 domande cui gli studenti potevano rispondere in maniera consequenziale, scrivendo direttamente sul computer e in un tempo prestabilito. L’utilizzo di un algoritmo ha consentito di randomizzare l’ordine e il contenuto dei quesiti diversificandoli per ciascun partecipante. La sperimentazione ha dunque dato un esito positivo, ma questa è soltanto una delle modalità allo studio dell’Ateneo, anche perché molto dipende dal numero di studenti coinvolti e dal tipo di materia d’esame.

 

Lauree online a Piacenza, la carica dei 77

Laureati Lauree online a Piacenza, la carica dei 77 Prime discussioni delle tesi per gli studenti triennali e magistrali della facoltà di Economia e Giurisprudenza. Il messaggio della preside: «È l'inizio, inatteso e davvero impensabile, di un nuovo traguardo» by Sabrina Cliti | 23 marzo 2020 Sono 77 i laureandi magistrali e triennali della facoltà di Economia e Giurisprudenza di Piacenza che discuteranno tra oggi e mercoledì 25 marzo le loro tesi. E poi l'impegno di tanti, studenti, docenti e personale, che rendono possibile ciò che fino a ieri sembrava irrealizzabile. Le lauree che si discutono in questi giorni a Piacenza rappresentano l'inizio, inatteso e davvero impensabile, di un nuovo traguardo. Lo sguardo che si posa sui prossimi 100 anni è quello positivo, responsabile ed emozionato che vedo, attraverso lo schermo del mio computer, sui visi di queste donne e di questi uomini che discutono con passione e serietà la loro tesi di laurea. Ho apprezzato gli sforzi di tutti per rendere possibile la sessione di laurea prima possibile e ringrazio dunque la commissione e i tecnici per il supporto e per tutto il lavoro “dietro le quinte”. Se la laurea fosse stata in presenza, la nonna non avrebbe potuto partecipare alla discussione di laurea: ecco se vogliamo vedere un lato positivo della discussione online, è questo.

 

Stare insieme si può. Con Co-vida alla scoperta del web solidale

Paola Vinci , alumna della Facoltà di Economia, in poco più di 48 ore ha ideato un motore di ricerca interamente dedicato alle iniziative attivate in questa emergenza coronavirus. In pochi giorni ne ha raccolte oltre 300 by VALENTINA STEFANI | 23 marzo 2020 Un sito dove trovare facilmente, attraverso chiavi di ricerca, oltre 300 iniziative di solidarietà, per stare insieme in questo particolare frangente che ci costringe in isolamento. Ad avere l’idea è stata la nostra alumna Paola Vinci , laureata in Economia, corso Economics and Management: “Nei primi giorni a casa mi arrivavano su WhatsApp informazioni di moltissime iniziative in ogni ambito, ma era difficile memorizzarle tutte e ogni volta dovevo ritornare sulle chat. “Un nome – racconta – che deriva dall’unione di cooperazione e vida risultando in una vita-collaborativa come quella che siamo invitati a condurre, in particolare in questa occasione, ma che nel suono richiama il termine movida, per offrire anche divertimento e intrattenimento”. Tour virtuali di musei, e-book, corsi online di ogni materia e genere, sul portale si trovano opportunità tra le più disparate, gratuite anche quando solitamente sono a pagamento, come consulenze di medici, psicologi o personal trainer. Accanto a proposte divertenti - le lezioni di chitarra online di Alex Britti o i “brandelli” di teatro di Casa Shakespeare – si trovano servizi utili soprattutto per le persone anziane o più vulnerabili. “Se c’è una cosa che ho imparato negli anni trascorsi in Cattolica - dichiara – è che bisogna fidarsi del proprio istinto fino in fondo, osare e tentare sempre di mettere in pratica le idee che si hanno, in collaborazione con gli altri”.

 

Primi laureati a distanza anche a Economia

Roma Primi laureati a distanza anche a Economia Sono del campus di Roma i neodottori della facoltà. Un passo alla volta, guardando avanti». Continuano all'Università Cattolica le sedute di laurea a distanza, accanto alla didattica completamente in e-learning che sta impegnando docenti e studenti in un grande lavoro anche di scoperta di un nuovo modo di essere una classe, anche al di fuori delle aule. Nonostante il contesto inusuale, l’emozione di docenti e soprattutto degli studenti era la stessa, quella dei momenti importanti» afferma Stefano Villa , docente di Economia aziendale e coordinatore delle lauree triennali. La tesi di laurea è un passaggio chiave di un percorso di vita professionale e personale. Troveremo presto un momento per complimentarci con questi studenti di persona, se lo meritano».

 

Covid-19, Italia in recessione tecnica

Coronavirus Covid-19, Italia in recessione tecnica Secondo gli economisti Alberto Quadrio Curzio e Andrea Monticini servono investimenti massicci sia a livello nazionale che a livello europeo. Partendo dall’aspetto economico, «non vi è dubbio che l’Italia sia ormai in una recessione tecnica che avrà il secondo trimestre in negativo. Tutto ciò s’innesta su una situazione internazionale di rallentamento delle economie che dipende anche dalla vicenda cinese del Covid-19, in quanto la Cina è uno dei motori della crescita internazionale». Queste politiche dovrebbero puntare a un rilancio dell’economia europea, soprattutto attraverso un’accentuazione degli investimenti che rappresentano il motore più potente per determinare una svolta di cicli economici o di rallentamenti congiunturali. Sotto questo profilo mi sembra che l’Europa non sia particolarmente attiva fatto salvo l’esistenza di due fondi che sono a sua disposizione a tali fini», continua l’economista Quadrio Curzio. Ma questo fondo di norma interviene ex post per attenuare i danni che sono stati subiti da popolazioni colpite da eventi catastrofali naturali, quindi è necessario che trascorra del tempo prima che venga applicato». Il risultato finale sarà un’accelerazione ulteriore del processo di de-globalizzazione che in parte stiamo già vivendo e la cui manifestazione più importante è rappresentata dalla guerra dei dazi e del commercio internazionale tra Stati Uniti e Cina».

 

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