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Domenico Bodega, appello per una nuova Economia

A dirlo è il Preside della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica Domenico Bodega , che abbiamo intervistato a margine dell’evento “Ritorno al futuro, per una Economia più umana”, che si è tenuto all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede il 4 marzo. Di «ridefinire il progresso», su una base diversa da quella unidimensionale del profitto e di cambiare il modello di sviluppo globale: questo implica riflettere responsabilmente sul senso dell’economia e sulle sue finalità, per correggere le sue disfunzioni e distorsioni. Ecco l’appello ai giovani per Assisi, a coloro che “hanno il futuro”, capaci di ascoltare col cuore, portatori di una cultura coraggiosa, a cui chiedere di essere protagonisti di queste riflessioni e di questo cambiamento, costruttori del mondo, agenti per un mondo migliore. L’evoluzione tecnologica sta modellando il modo di vivere e di lavorare, ma ha anche generato una serie di tendenze e paure che inevitabilmente stanno influenzando il modo di porsi nei confronti delle sfide globali e alle nuove opportunità di crescita. Il prossimo 4 marzo l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, in collaborazione con la Facoltà di Economia nel campus di Roma, promuoverà un convegno su un’”Economia più umana”: di quale tasso di umanità ha bisogno la scienza economica? E perché? I giovani poi hanno bisogno di luoghi di confronto e di testimoni, persone cioè aperte alla verità nei differenti rami del sapere, che sanno ascoltare e vivere al proprio interno questo dialogo interdisciplinare, in grado di suscitare quella sete di verità che hanno nel profondo. Se ascoltate il vostro cuore, vi sentirete portatori di una cultura coraggiosa e non avrete paura di rischiare e di impegnarvi nella costruzione di una nuova società” (Papa Francesco, ibidem).

 

Ideas 4 Sustainability, al via i laboratori dei "manager di Francesco"

Temi caldi sempre, ancora di più oggi davanti al mondo travolto dalle conseguenze della pandemia. Parte proprio da qui il ciclo di appuntamenti della nuova laurea triennale dell’Università Cattolica legata all’ Economia di Francesco , che ha nei temi centrali della sostenibilità il suo asse portante. Al termine dell’evento gli studenti verranno coinvolti in una call per lo sviluppo di idee progettuali per l'inclusione dei migranti da parte delle imprese. I progetti degli studenti saranno presentati, discussi e difesi nell'ambito di un convegno di presentazione del volume dedicato al tema dell'accoglienza che RFK Human Rights e Euricse concluderanno nei primi mesi del 2021». L’incontro vedrà gli interventi di Valentina Pagliai , Education &; Advocacy Manager della Robert F. Kennedy Human Rights Italia e di Matteo Boaglio , Head of Institutional Special Projects and Policies di Intesa Sanpaolo. sostenibilita #economyoffrancesco #piacenza #economia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Economy of Francesco, un villaggio che cresce online

Economia Economy of Francesco, un villaggio che cresce online In attesa dell’appuntamento internazionale voluto dal Papa ad Assisi, spostato a novembre, i lavori che coinvolgono economisti under 35 da tutto il mondo si sviluppano in rete. Il racconto in presa diretta di un partecipante senior docente in Cattolica 07 agosto 2020 di Giacomo Bailetti * Un universo di volti e di accenti, ora effervescenti e irrequieti, ora schivi e riservati. Si tratta di uno dei 12 gruppi, che stanno lavorando in vista dell’evento mondiale The Economy of Francesco , che avrebbe dovuto svolgersi Assisi a marzo e che è stato spostato a fine novembre a causa del coronavirus. The Economy of Francesco è un evento voluto da Papa Francesco ed è rivolto ai giovani under 35 di tutto il mondo, senza distinzione fra credenti (di qualsiasi fede) e non credenti. Fra le migliaia di giovani che hanno presentato la propria candidatura, i 2mila che sono stati scelti provengono da 115 diversi Paesi del mondo. Sin dall’inizio, del resto, “The Economy of Francesco” è stato concepito come un processo che non avrebbe dovuto esaurirsi con il pur importantissimo evento nella città umbra, ma che sarebbe iniziato prima del meeting per proseguire anche dopo. I miei compagni di viaggio senior sono due avvocati che si occupano di diritto dell’economia: una avvocatessa argentina, Cecilia Amieva, e un avvocato-teologo, Klaus Da Silva Raupp, che ora vive a Boston e che ha scritto anche per la nostra casa editrice bresciana Queriniana.

 

La pace non è assenza di guerra ma presenza di giustizia

economy of francesco La pace non è assenza di guerra ma presenza di giustizia Un nuovo modello di sviluppo è possibile. La prospettiva di un nuovo modello di sviluppo che guardi al sociale e all’ambiente così come è stato auspicato dal Santo Padre richiede riflessioni e proposte sulla nostra concezione di economia. Di questo si è dibattuto nell’incontro “Peace economics and industrial reconversion: a recovery plan for the world” , apertosi con un’affermazione forte: la pace non è solo l’assenza di guerra, ma anche la presenza di vera giustizia. Questo è ben visibile proprio nel mercato internazionale degli armamenti che è ampiamente deregolato, ma che dovrebbe essere posto sotto il controllo di un organismo internazionale e indipendente. A ribadire il concetto che la pace sia un fenomeno complesso è proprio il primo relatore dell’evento, Juan Camillo Cardenas , docente all’Universidad de los Andes in Colombia: la pace non esiste quale entità a sé stante, ma è strettamente legata ai concetti di natura e bene comune. Per il professor Cardenas, questo punto costituisce la chiave di volta per spostarsi dal concetto di homo economicus a quello di uomo “nella terra”, ovvero immerso in una fitta rete di relazioni tra il suo comportamento e il contesto umano e ambientale che lo circonda. La più concreta manifestazione di un’economia che non contribuisce alla pace è il comparto dell’industria bellica: nel solo 2019 le spese militari mondiali hanno raggiunto la cifra di 2 trilioni di dollari, dei quali 72-73 miliardi per lo sviluppo di armi nucleari.

 
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