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Garda, un patrimonio da salvare

Ambiente Garda, un patrimonio da salvare Con il progetto Cluster Garda i ricercatori di Scienze matematiche, fisiche e naturali raccoglieranno i dati per effettuare una nuova cartografia del più grande lago d’Italia. Il database servirà per la simulazione di potenziali calamità ed eventi estremi 31 ottobre 2017 Il lago di Garda o Benaco, come lo chiamava Virgilio nelle Georgiche, costituisce un patrimonio di straordinaria ricchezza per l’elevato valore naturalistico, culturale ed economico. Tuttavia la sua estensione e varietà di ambienti, il lungo tempo di ricambio delle acque, nonché la collocazione in una delle aree più densamente abitate e industrializzate d'Europa, lo rendono particolarmente vulnerabile agli impatti antropici e agli effetti del cambiamento climatico. Noi partiremo subito questo mese con una prima azione che scandaglierà il fondo del lago in modo da aggiornare una cartografia ferma agli anni Sessanta, grazie ad un contributo della Fondazione Cariplo , in collaborazione con il CNR di Bologna.”. L’auspicio dei promotori del Cluster Garda è che si riesca a tutelare e valorizzare il lago di Garda in un’ottica integrata, consapevole e di sostenibilità ambientale e che questo impegno sia condiviso in modo interdisciplinare, intersettoriale e territoriale. Nel 2016 il turismo della sponda bresciana del lago di Garda ha infatti rappresentato il 64,6% degli arrivi e il 73,7% delle presenze del movimento turistico bresciano (fonte: Settore Turismo Prov. di Brescia). Si tratta di un dato poco noto, ma che equivale a più del 25% di arrivi e presenze della riviera del Garda bresciano.

 

Verde urbano: un investimento, non un costo

Tuttavia la spesa che i comuni o i lottizzatori devono sostenere per implementarne e gestirne la presenza è vista spesso come un costo “necessario”, mal sopportato, in genere da minimizzare. Ciò che manca alla valutazione economica dei costi e dei benefici relativi agli investimenti in verde è la valutazione dei servizi di natura pubblica che il verde urbano, se ben gestito, genera per la collettività» aggiunge il professore. Con il progetto ServE Verde, finanziato dal Gal Oglio-Po nell’ambito del Psr Lombardia, ci poniamo l’obiettivo di individuare, analizzare e comunicare i servizi ecosistemici e il contributo alla sostenibilità generato dai buoni investimenti in verde urbano». Quali sono le azioni concrete che verranno sviluppate nell’ambito del progetto? «ServE Verde prevede la realizzazione di diverse attività informative e divulgative, compreso un convegno finale per l’esposizione dei risultati del progetto, rivolto a tutti i soggetti interessati alle amministrazioni locali, ai cittadini, agli operatori economici del settore. Conoscere i servizi ecosistemici forniti dal verde urbano e, quindi, dalle produzioni destinate a tale scopo, nonché le possibili innovazioni in termini di sostenibilità potrà aiutare le aziende del comparto florovivaistico nelle scelte produttive da realizzare nel prossimo futuro». E per gli enti locali quali saranno le ricadute positive? «Gli enti locali potranno impiegare le informazioni sulla sostenibilità e i servizi ecosistemici forniti dal verde urbano per la promozione del territorio e, soprattutto, per una migliore pianificazione delle infrastrutture verdi. Inoltre i benefici del progetto ricadranno anche sulla popolazione, il principale soggetto fruitore del verde nelle città: una migliore consapevolezza nelle aziende produttrici del verde urbano e in chi lo gestisce non potrà, infatti, che migliorare l’offerta di infrastrutture verdi».

 
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