La tua ricerca ha prodotto 6 risultati per europa:

Europa, la mappa del riciclaggio

Milano Europa, la mappa del riciclaggio Presentati i primi risultati di una ricerca cofinanziata dalla Commissione Europea e coordinata da Transcrime per identificare il rischio di Money Laundering in Italia, Paesi Bassi e Regno Unito. Il ricercatore Michele Riccardi ne parla ai nostri microfoni. Al progetto IARM, condotto da un consorzio coordinato dal centro di ricerca Transcrime dell’Università Cattolica, hanno partecipato ricercatori, istituzioni e imprese operanti nel settore dell’anti riciclaggio. I dati, che verranno presentati ufficialmente alla fine di gennaio 2017, costituiranno un prezioso supporto alle autorità pubbliche e private - come ad esempio banche e agenzie immobiliari -, al fine di sviluppare policy sempre più efficaci nella lotta al riciclaggio. Michele Riccardi , ricercatore di Transcrime, anticipa alcuni dei risultati finali del progetto IARM coordinato dal centro di ricerca universitario e co-finanziato dall’Unione Europea. Il progetto ha, tra le altre cose, individuato le province italiane e i settori di attività economica più esposti al rischio riciclaggio, e ha effettuato un’analisi di quanti azionisti e titolari effettivi di imprese italiane sono collegati a paesi off-shore e altre giurisdizioni a rischio. riciclaggio #denaro #europa #transcrime Facebook Twitter Send by mail.

 

Svezia, infermieri cercansi

Roma Svezia, infermieri cercansi Un incontro nel campus di Roma, promosso da Eures e ministero del Lavoro, con il Corso di laurea in Infermieristica e servizio Stage e Placement, ha presentato le opportunità occupazionali per le professioni sanitarie nel Paese scandinavo. novembre 2016 Un Paese che offre nuove occasioni occupazionali per le professioni sanitarie. La Svezia è stata al centro del seminario che si è svolto lo scorso 8 novembre nel campus di Roma dell'Ateneo per iniziativa di Eures, ministero del Lavoro, in collaborazione con il corso di laurea in Infermieristica e il servizio Stage e Placement della sede. Il consulente Eures Pietro Ruggiero ha poi illustrato le potenzialità del portale europeo della mobilità professionale. Due relatrici svedesi, quindi, hanno parlato più specificamente delle condizioni di vita e di lavoro in Svezia e delle forti richieste di infermieri: «Oggi siamo già sotto organico di 2.700 unità, e si stima ne servano circa 38.000 nei prossimi dieci anni», ha spiegato Mia Myrgren . Ma si chiede anche molto: mentalità aperta al lavoro di squadra, spirito di iniziativa e soprattutto un’ottima conoscenza della lingua inglese. europa #lavoro #infermieristica #infermieri Facebook Twitter Send by mail.

 

Policy officer nel cuore dell’Europa

E ora, dopo il concorso, per Valeria Miceli è arrivata l’Europa, con un lavoro alla Commissione europea , dove è Policy officer nella direzione generale Stabilità finanziaria, servizi finanziari e Unione dei mercati dei capitali (Dg Fisma) . Avevo la pratica, mi mancava un po’ la teoria» afferma Valeria, che spiega la scelta di tornare alla formazione universitaria dopo un’esperienza in due delle principali società di consulenza in ambito corporate finance. Se vuoi avere una visione macro - capire quali sono le regole che presiedono al funzionamento dei mercati e perché le variabili economiche si muovono in una direzione piuttosto che in un'altra, tanto per fare un esempio - occorre avere un quadro di insieme che nel privato hanno solo figure apicali. Qual è la tua missione come Policy officer nella Dg Fisma della Commissione Europea? «Dal 2008 è stato evidente che l’approccio ai mercati finanziari non era più adeguato: occorreva una regolamentazione più stringente del settore, soprattutto negli ambiti che di fatto hanno dato origine alla grande crisi. Cosa significa questo per la tua Direzione generale? «Con l’arrivo di Juncker alla guida della Commissione, la Dg che si occupava di mercati finanziari e che prima faceva parte della Direzione generale Mercato unico è stata separata e resa autonoma ed è diventata Dg Fisma, oggi di primaria importanza. Per poter operare il salvataggio di una banca occorre coinvolgere i detentori di obbligazioni bancarie: è quanto afferma la Brrd, la direttiva europea proposta dalla nostra Dg, che ha interessato il Monte dei Paschi di Siena. Sono tutte esperienze che, pur essendo collaterali al lavoro principale, sono tuttavia risultate cruciali quando ho sostenuto i diversi colloqui che mi hanno portato alla posizione in cui sono ora, proprio per la possibilità che mi hanno dato di guardare i fenomeni da diversi punti di vista».

 

Alumni a Bruxelles sponsor dell’Italia

università Alumni a Bruxelles sponsor dell’Italia Sarà presente anche l’Università Cattolica, con il rettore Franco Anelli , il 7 settembre all’incontro del coordinamento delle Associazioni italiane attive nella “capitale” europea. Intervengono il nostro laureato Romano Prodi, Antonio Tajani e Sandro Gozi 06 settembre 2016 Un contributo alla promozione del nostro Paese in sede europea. È quello che vuole offrire il Coordinamento delle Associazioni Alumni italiane a Bruxelles, che ha organizzato mercoledì 7 settembre alle 18 all’Istituto Italiano di Cultura della capitale belga un evento per riflettere sul ruolo che tali associazioni possono avere in ambito internazionale e, in particolare, nel contesto europeo. All’iniziativa parteciperà anche l’Università Cattolica guidata dal rettore Franco Anelli e il prorettore Antonella Sciarrone Alibrandi . L’evento, che ha per titolo: “Il Coordinamento delle Associazioni Alumni: prove di coesione per il Sistema Italia”, proporrà la creazione di iniziative volte a promuovere il Sistema Paese e favorire l’interazione tra le diverse associazioni e le realtà istituzionali, private ed associative operanti nel cuore dell’Unione Europea. Modera: A driana Cerretelli - Giornalista de Il Sole 24 Ore. A fare gli onori di casa, Paolo Grossi , dell’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles, e l’ambasciatore Maurizio Massari , rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione. bruxelles #alumni #italia #europa Facebook Twitter Send by mail.

 

L’euro tra passato e futuro

ATENEO L’euro tra passato e futuro L’intervento del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ha chiuso il ciclo di incontri Colloqui sull’Europa . Se si volesse indagare sull’origine degli squilibri economici che interessano l’area della moneta unica, che piaccia o no, per Draghi non solo «la costruzione monetaria europea funziona» ma anche «l’euro non è in discussione». Da quando è in circolo, nel 2002, l’euro ha favorito la crescita economica dei Paesi (in totale 17) che l’hanno adottato. Nei dodici anni di euro l’inflazione nell’area – spiega il governatore della Banca d’Italia – è stata, in media, appena sotto il 2% l’anno, pienamente in linea con la definizione di stabilità dei prezzi adottata dalla Banca centrale europea». E, in barba a tutti quelli che credono che la valuta comunitaria sia la causa della depressione italiana, nel nostro Paese «la crescita media annua dei prezzi al consumo si è ridotta di cinque punti rispetto al ventennio antecedente l’euro». Grazie all’euro «la spesa media annua per pagamenti di interessi sul nostro debito pubblico è stata pari al 5,3% del Pil, contro l’11,5% della prima metà degli anni ’90 e il 7,5% degli anni ’80. Se questo è il quadro, allora è proprio vero che «senza l’Unione il semplice coordinamento di decisioni nazionali non avrebbe prodotto risultati altrettanto rapidi ed efficaci.

 

Quanto valgono i mercati della contraffazione in Europa?

Milano Quanto valgono i mercati della contraffazione in Europa? Pubblicate le stime sui mercati della contraffazione in Europa del centro di ricerca Transcrime dell’Università Cattolica. dicembre 2015 In Europa la spesa totale dei cittadini nei mercati della contraffazione è di quasi 9 miliardi di euro l’anno, pari allo 0,07% del PIL continentale. Tra i diversi tipi di prodotti, il mercato del cibo e delle bevande si guadagna il primato di spesa con un consumo pari a 1,6 miliardi di euro annui. Come sottolineato dai tre autori della ricerca, Diana Camerini , Serena Favarin e Marco Dugato : «Lo studio fornisce una panoramica della rilevanza attuale e potenziale dei mercati della contraffazione nei 28 paesi membri dell’Unione Europea. Utilizzando una innovativa metodologia, infatti, lo studio ha potuto stimare sia la spesa totale effettuata in questi mercati a livello continentale (per i dettagli si veda qui ), sia quali siano i mercati più colpiti dal fenomeno della contraffazione per ogni Paese dell’UE (clicca qui ). Da questi dati è emerso come i primi cinque Paesi in Europa per spesa totale nei mercati dei prodotti contraffatti siano Spagna , con 1,8 miliardi di euro, Francia (1,2 miliardi), Germania (968 milioni), Regno Unito (920 milioni), e Italia , con 918 milioni. Basandoci sulle informazioni disponibili circa la propensione dei cittadini europei a consumare prodotti contraffatti, si stima che la contraffazione a livello comunitario potrebbe arrivare ad interessare una spesa totale di circa 40 miliardi di euro».

 
Go top