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Islanda, ghiaccio che scalda il cuore

Ho studiato molto e ho viaggiato il più possibile ma soprattutto ho trovato risposte a domande che nemmeno sapevo di avere». Binomio possibile con un Exchange program 03 novembre 2017 di Elena Bruzzese * Ho scelto di frequentare il mio ultimo semestre del mio ultimo anno di corso di laurea magistrale presso l’Università di Reykjavík, in Islanda. Desideravo che il mio Erasmus fosse non tanto un periodo di svago e di divertimento insieme ad altri studenti internazionali, non tanto una parentesi in cui si fa festa tutte le sere. Desideravo toccare quella parte di cuore che, se lo si ascolta bene, si apre alla vista di ciò che la natura ci ha regalato. Ciò che conta davvero in Islanda non è visitare questa o quella cittadina, bensì andare, e guardare il paesaggio mentre si va. L’Università di Reykjavík, come la città stessa, sembra essere costruita per farti sentire al sicuro e non perso e sopraffatto tra le strade ghiacciate nei fiordi. Quindi, cosa poteva esserci di meglio, se non unire in una sola magnifica esperienza lo studio al viaggio? Viaggio inteso come ricerca, ricerca di luoghi, di meraviglie e di emozioni. Così è stato per me. Sì, ho studiato molto e sono riuscita a terminare gli esami, e sì, ho viaggiato il più possibile con le persone stupende che ho avuto la fortuna di incontrare, ma soprattutto ho trovato risposte a domande che nemmeno sapevo di avere.

 
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