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Fake news a tavola, ci crede 1 italiano su 2

Tendono a provare le nuove mode alimentari ma più per esperimento che per un vero piano di innovazione. Sono individui soddisfatti del loro stile alimentare generalmente più tradizionali nelle loro scelte di consumo alimentare. Non problematizzano le loro convinzioni in ambito di salute e di alimentazione e per questo appaiono meno critici verso le fonti di informazione e talvolta “integralisti” nelle loro scelte alimentari, spesso basate su argomentazioni valoriali e politiche. La diffusione delle fake news alimentari ha un impatto importante non solo sulle tasche degli italiani ma anche sulla loro salute» sostiene la professoressa Graffigna. I consumatori che sono più spesso preda delle fake news, infatti, tendono a fare acquisti alimentari diversi rispetto agli altri e risultano maggiormente preda delle mode. In particolare i cibi “senza” o “con aggiunta di” tendono a essere preferiti e considerati più salutari (indipendentemente dalle effettive proprietà nutrizionali) da chi è maggiormente soggetto al potere persuasivo delle fake news». L’area delle fake news in ambito alimentare richiede crescente attenzione e studio da parte degli addetti ai lavori – conclude l’esperta - soprattutto nell’ottica di creare “intelligence” sui processi di scelta dei consumatori capace di sostenere nuove forme e occasione di sensibilizzazione, educazione e coinvolgimento (engagement) del consumatore».

 
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