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La Fase 3 e il nodo dell’istruzione

Analisi La Fase 3 e il nodo dell’istruzione È preoccupante l’assenza di attenzione del legislatore nei confronti di un tema, come la scuola, che dovrebbe essere un elemento fondante di ogni società, ancor di più in questo momento di ricostruzione. L’articolo del prof Paolo Balduzzi su Il Messaggero 08 giugno 2020 Paolo Balduzzi , ricercatore di Scienza delle finanze, affronta il tema dell’istruzione, ricordando in particolar modo come la questione ancora una volta non abbia rappresentato una priorità né durante l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 né nella fase della ripresa del Paese. Non che prima dell’emergenza coronavirus il tema scaldasse particolarmente il cuore del legislatore (quello in carica e molti di quelli che lo hanno preceduto). Basta uno sguardo alle cifre per ricordarci che l’istruzione, ad ogni ordine e grado, non è certo mai stata una priorità: la spesa per l’istruzione in rapporto al Pil è infatti inferiore al 4% nel nostro Paese, ben al di sotto della media Ue (5%). A poco serve ricordare che siamo il Paese più anziano dell’Unione Europea (e il secondo al mondo), perché anche guardando ai dati pro capite aggiustati per l’età la situazione resta drammatica e migliora solo di poco. Volendo poi andare oltre alle cifre, che ovviamente raccontano solo una parte della realtà, la cronaca di questi ultimi mesi ci ha raccontato la storia di un Paese che ha dovuto affrontare molte difficoltà, che ha saputo meritoriamente risolverne alcune ma che non ha voluto occuparsi davvero di altre. L’ultimo esempio di questa atavica pigrizia del legislatore sul tema è la sorte del cosiddetto “decreto scuola” che, per colpevole indecisione e divisione della maggioranza, nonché per colpevole ostruzionismo dell’opposizione, rischia di decadere se non verrà definitivamente approvato entro domenica.

 
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