La tua ricerca ha prodotto 1 risultato per filosofi:

Se il re è nudo

il dibattito Se il re è nudo L’intellettuale è chiamato anche oggi a disinnescare il potere come l’innocente bimbo che spernacchia il re ma in certe congiunture è proprio lui il re di cui va denunciata la nudità. Questo il quadro desolante schizzato da Nietzsche, intellettuale «dinamitardo» se mai ce ne fu uno, che in un sol colpo faceva così saltare le presunzioni degli uomini e del loro intelletto e, più specificamente, quella degli uomini che all’intelletto si sono consacrati. Se le dispute tendono ad appassionare solo chi vi è direttamente coinvolto (meglio poi quando parla lui) e l’autoreferenzialità è più di un rischio, nel caso di intellettuali che si interrogano sulla figura dell’intellettuale non si vede quasi come si possa uscirne. A chi non è capitato di sentire più o meno a sproposito espressioni come radical chic , gauche caviar , professorone … sempre usate come termini spregiativi contro l’interlocutore che accamperebbe il maggior valore della propria opinione perché meglio articolata o più compitamente espressa. Così è quindi è invalso l’uso di un termine ugualmente spregiativo, speculare a quelli summenzionati: populismo , che poi è la versione appena più sofisticata di popolo bue . Questa è in effetti una lezione che gli intellettuali fanno propria, anzi di più: sono loro che la impartiscono, identificando se stessi col bimbo che finalmente grida: «Il re è nudo!». docente di Storia della filosofia, facoltà di Scienze della formazione , Università Cattolica, campus di Milano Decimo contributo di una serie di articoli dedicati al ruolo degli intellettuali #intellettuali #filosofi #populismo #elite Facebook Twitter Send by mail Print.

 
Go top