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Una magia animata

Cinema Una magia animata Un convegno ha spiegato il valore del cinema d’animazione all'interno del percorso formativo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Tra gli effetti positivi riscontrati: propensione alla collaborazione, al lavoro di gruppo e inclusione by Emma Vitiello | 06 novembre 2019 Raccontare il valore del cinema d’animazione all’interno di un percorso formativo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Se n'è parlato in Università Cattolica durante la presentazione del progetto AB… Cinema che nasce dalla collaborazione tra Dams, Avisco e Istituto comprensivo Kennedy di Brescia. Gli ospiti sono stati Chiara Boffelli , coordinatrice del Bergamo Film Meeting ; Irene Tedeschi , rappresentante di Avisco; tre professoresse delle scuole che hanno partecipato al progetto ( Annamaria Bernardi, Giuseppina Laffranchini e Monja Rasi ). L’intervento della Boffelli ha insistito sulla forza dei cortometraggi d’animazione d’autore all’interno delle scuole, poiché portatori di grandi messaggi senza il bisogno di parole e quindi di un linguaggio universale. Successivamente è intervenuta la professoressa Annamaria Bernard i che ha raccontato in cosa è consistito il progetto AB…Cinema e come è stato sviluppato. Un lavoro inclusivo dove il clima di lavoro e di collaborazione ha creato una vera e propria magia che è trapelata in ogni secondo dei cortometraggi realizzati (Questa è la mia faccia, Una nuova invenzione, Metaforicamente viaggiando ) e mostrati alla fine della conferenza.

 

All-in, l'inclusione che fa rima con successo

Integrazione All-in, l'inclusione che fa rima con successo Il successo formativo e la realizzazione professionale degli studenti immigrati dipendono da dinamiche di inclusione sociale. In che misura questi studenti sono in grado di trasformare lo svantaggio dell’immigrazione in un vantaggio educativo? Come questi giovani superano gli ostacoli e colgono le opportunità formative e sociali presenti nei contesti in cui vivono? SUccesso nei PERcorsi formativi degli studenti di origine immigrata che riguarda proprio i percorsi di quegli alunni di origine straniera che ottengono ottimi risultati scolastici. “Quello dell’inclusione è uno dei temi cruciali in un’ottica futura - ha fatto sapere il prorettore Mario Taccoli ni - Le dinamiche inclusive adottate dall’Ateneo sono testimonianza dell’innesto qualificato ed adeguato che l’Università deve avere nei confronti del territorio, un innesto che riguarda i settori sociale, professionale, ed educativo”. Talvolta frutto di una scelta, ha commentato il Preside della facoltà di Scienze della Formazione Luigi Pati: “Evoluzione delle telecomunicazioni e dei flussi migratori sono alla base del cambiamento della nostra società. Durante il convegno non sono mancate le testimonianze di quei ragazzi - studenti, laureati e neolaurandi - che queste dinamiche di integrazione le hanno vissute sulle propria pelle, ed oggi, al termine dei loro studi in Scienze della formazione usano la proprio esperienza umana quale bagaglio esperienziale in più. Le sorelle di origine marocchina Nora e Laila Khammich , Jurgen Lleshj , di origine albanese, e Sandra Aba Darko , nata in Ghana e giunta in Italia all’età di 6 mesi, raccontano: “l’incontro di culture diverse? È un arricchimento.

 

Nour, con la Siria nel cuore e nella tesi

È stato un impatto non certo facile con l’Europa quello di Nour , una ragazza siriana arrivata in Italia attraverso un progetto di solidarietà promosso dall’Università Cattolica grazie all’amicizia con la comunità monastica di Deir Mar Musa e in collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano. Insieme ad altri quattro ragazzi suoi connazionali è stata accolta il tempo necessario per completare il percorso di studi nelle sedi di Milano e di Piacenza. Nour, che in Siria frequentava Scienze infermieristiche, quando ha avuto la possibilità della borsa di studio per venire in Italia, ha iniziato a frequentare la facoltà di Scienze della formazione nella sede piacentina dell’Ateneo. Ma l’aiuto delle amiche, che le hanno passato gli appunti e sono state tanto tempo con lei per permetterle di imparare la lingua, è stato decisivo. Mi ricordo il primo giorno di lezione: non capivo niente di quello che si diceva e sono tornata a casa in lacrime. Mi hanno aiutato molto le parole del professor Daniele Bruzzone che mi ha detto che nel giro di pochi mesi avrei imparato l’italiano. Una tesi che è stata molto importante per me perché mi sono occupata del mio Paese».

 

Iniziative In Campus

collegi Iniziative In Campus Dagli assaggi dei piatti tipici dei diversi Paesi del mondo a Piacenza alle occasioni di formazione sulla legalità, sulla demografia e sul welfare. I collegi ampliano l’offerta formativa offrendo opportunità di crescita sia professionale che personale. Il Collegio San Damiano martedì sera ha ascoltato la testimonianza di don Antonio Coluccia , da anni al servizio degli ultimi nella periferia romana, con un incontro dal titolo “Educare alla legalità”: tra i temi trattati quello del bullismo, dell’antimafia sociale e l’esortazione all’impegno cristiano. A Roma inoltre gli studenti avranno l’occasione di trascorrere un weekend sulla neve grazie all’iniziativa del Consiglio Organizzativo Intercollegiale (COI) che quest’anno organizzata una gita tra Roccaraso e Sulmona dal 22 al 24 marzo. Se gli anni universitari, come sosteneva padre Gemelli, preparano alla vita educando l’aspetto «umano, professionale, religioso e morale» delle singole personalità, nei collegi non mancano occasioni significative di crescita che possono essere colte da ognuno nel rispetto delle proprie inclinazioni e dei propri interessi personali. collegi #formazione Facebook Twitter Send by mail.

 

Più formazione contro la povertà

brescia Più formazione contro la povertà Più di 1.400 persone vivono in condizione di assoluta indigenza nel comune di Brescia. Povertà in corso ”, iniziativa che rientra nel progetto di Welfare in azione “Brescia città del noi ”, finanziato da Fondazione Cariplo e che vede la partecipazione dell’Università Cattolica. L’iniziativa di informazione e approfondimento ha richiamato a palazzo Loggia operatori dei servizi, istituzioni, associazioni e realtà del terzo settore che a vario titolo operano in città sul tema del contrasto alla povertà. La vasta galassia bresciana del sociale è stata esaminata da Gerolamo Spreafico , docente della facoltà di Scienza della Formazione dell’Università Cattolica, e raccolta in un Compendio sulle principali teorie e pratiche per contrastare la povertà. Questo perché il tema delle condizioni di povertà nelle quali si trovano ampie fasce di popolazione e delle relative azioni di contrasto messe in campo da enti pubblici e organizzazioni private è una materia complessa non sempre affrontata con la profondità necessaria. In questo si ritiene auspicabile la costituzione di gruppi di lavoro coordinati e molto rigorosi nei metodi che aumentino le competenze dei soggetti in questione, come per esempio Think Tank locali, Comunità di pratiche con forte attenzione alla valutazione». Aggiungendo anche che la mobilità sociale di fatto non esiste più e nell’attuale stato di crisi economica, se guardi la tua famiglia d’origine conosci già, in linea di massima, quale sarà il tuo reddito futuro.

 

Gli specializzandi e la relazione di cura

Roma Gli specializzandi e la relazione di cura Martedì 11 giugno al Policlinico Gemelli un incontro a più voci, aperto a tutta la comunità universitaria e ospedaliera, con le testimonianze di Corrado Augias, Paolo Graldi e Rosanna Lambertucci . I lavori sono stati aperti da Giovanni Raimondi , Presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, e da Rocco Bellantone , Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica. I giornalisti Augias, Graldi e Lambertucci hanno poi discusso con gli Specializzandi nella sessione moderata da Alfredo Pontecorvi , Ordinario di Endocrinologia e malattie del metabolismo, e Vincenzo Valentini, Ordinario di Radioterapia all’Università Cattolica. Giuliodori - si intende offrire agli Specializzandi di Medicina alcuni momenti di riflessione e di confronto su tematiche che affrontano il rapporto tra la professione medica e la relazione con il paziente, analizzandone i risvolti umani, psicologici, etici e religiosi. Da alcuni anni sono diventati un appuntamento fisso e hanno come destinatari i circa 1.000 medici specializzandi, suddivisi in oltre 40 scuole, presenti nel nostro Ateneo e nel Policlinico Gemelli. Non si tratta di incontri isolati, ma di un percorso che abbraccia tutto l’anno, in genere a partire da alcuni spunti tratti dalla letteratura o da testimonianze. Il frutto di queste riflessioni è stato presentato in occasione di questo appuntamento.». L'incontro è stato concluso da Giampaolo Tortora, Ordinario di Oncologia Medica all’Università Cattolica, e dalla recita comune di una preghiera animata da Don Francesco Dell'Orco , Assistente pastorale della Sede di Roma dell'Ateneo.

 

PA, il cambiamento è possibile

Roma PA, il cambiamento è possibile Giovedì 11 aprile al via le edizioni milanese e romana degli Executive Master Mipa e Mipac, che formano funzionari del settore, con un evento tra i campus di Roma e Milano. L’evento, dal titolo “Pa: un cambiamento possibile” , si è svolto nell’Aula Necchi del campus di Roma dell’Università Cattolica, in collegamento video con la Sala degli Stucchi dell’Alta Scuola di Impresa e Società a Milano. Nella Pubblica Amministrazione, la formazione deve riguardare anche la leadership e la capacità di lavorare in squadra», ha affermato il Ministro Bongiorno . Altro tema cruciale è la digitalizzazione, sul quale c’è ancora tanto da fare: in molte realtà il processo di trasformazione digitale non è nemmeno stato avviato. In un provvedimento approvato nei giorni scorsi alla Camera, ho previsto tra l’altro un nucleo di esperti che avranno il compito di aiutare la Pa in affanno proponendo modelli organizzativi. Giunti rispettivamente alla IX e alla IV edizione, i due percorsi didattici hanno l’obiettivo di formare funzionari della Pubblica Amministrazione, fornendo loro le conoscenze e gli strumenti di gestione necessari sia per poter operare efficacemente nel settore di riferimento sia per sviluppare progetti concreti orientati all’innovazione della Pubblica Amministrazione. Alla giornata erano presenti anche i partecipanti alle ultime due edizioni dei master dell’area Pa di ALTIS.

 

X-Culture premia gli studenti e i loro progetti internazionali

Brescia X-Culture premia gli studenti e i loro progetti internazionali Le studentesse bresciane Katia Solvesi e Alessia Manenti sono state pemiate nell’ambito del progetto che coniuga formazione internazionale, uso delle lingue e del digitale per le aziende. Tra i partecipanti della sede di Brescia che si sono distinti nell’edizione 2019: Katia Solvesi a cui, nell’ambito della cerimonia di consegna degli attestati avvenuta il 2 luglio presso la sede bresciana dell’Ateno, è stato consegnato l’attestato di “Best Team 2019” per aver sviluppato un progetto per un’azienda colombiana. Ad Alessia Manenti , invece, è andato il premio come miglior studente tra i primi 150 e il conseguente invito a partecipare al simposio annuale che quest’anno è in programma a Calgary, in Canada. “Adventure Addicted è una giovane start-up italiana che si occupa di organizzare viaggi e avventure sportive tramite app. Per loro mi sono occupata di sviluppare un progetto di marketing internazionale in grado di promuoverne la conoscenza e l’utilizzo sui mercati esteri” ha raccontato Alessia. A consegnare i diplomi è intervenuto il prorettore Mario Taccolini , che ha elogiato il lavoro dei ragazzi oltre a quello, costante e dedicato, della docente di Marketing Loretta Battaglia , che ha coordinato le fasi di preparazione dei ragazzi e promosso l’iniziativa. “Grazie al progetto X-Culture, gli allievi della triennale di Scienze linguistiche hanno lavorato in team con altre 80 università del mondo, operando su progetti di business internazionale per aziende attive sui mercati nazionali e internazionali – ha precisato Battaglia. xculture #marketing #international #formazione #aziende Facebook Twitter Send by mail X-Culture L’iniziativa, coordinata dall’Università di Greensboro in North Carolina (Usa) , promuove dei team internazionali di studenti che lavorano a distanza per un semestre su un progetto di business internazionale.

 

Summer School, fra testo e contesto

CATTOLICAPOST Summer School, fra testo e contesto I corsi estivi consentono un’esperienza di comprehensive knowledge perché la lezione la fanno gli esperti ma anche l’ambiente prescelto: dai luoghi danteschi ad Assisi, dalle zone del romanico al lago Maggiore di Schumann. Le proposte per l’estate 2016 by Roberto Brambilla | 04 maggio 2016 Immaginate di trovarvi nella piazza principale di Assisi o di fronte al Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna , oppure tra i marmi del Duomo di Lucca . Dove l’apprendimento è facilitato non solo da una lezione stimolante o della lettura di nuovi testi ma da un insieme di fattori che rendono più semplice ciò che durante l’anno accademico sembrerebbe richiedere più impegno e sacrificio. È quanto si può facilmente osservare nelle diverse Summer School che l’Università Cattolica organizza in alcune tra le più belle località italiane, sempre scommettendo sull’influsso che l’ambiente prescelto può portare alla conoscenza. In effetti, gli ingredienti ci sono tutti: città d’arte, luoghi di particolare fascino paesaggistico, temi di primo piano nel dibattito culturale contemporaneo, docenti e professionisti qualificati a guidare i percorsi. Quel che è certo è che sono sempre di più le persone che ogni anno si rivolgono al nostro Ateneo per perfezionare la propria preparazione, approfondire alcuni temi di ricerca, dedicarsi alla scoperta della letteratura, della storia dell’arte, della musica, del cinema. summerschool #comprehensivekwnoledge #formazione Facebook Twitter Send by mail TELECRONISTI AI MICROFONI DI FOX SPORTS Dopo la Summer School su Ideazione e produzione di programmi televisivi sullo sport, in collaborazione con Sky, per Edoardo Testoni si sono aperte le porte della Tv, dove fa il commentatore sportivo.

 

Cinque ragioni per investire in formazione

cattolicapost Cinque ragioni per investire in formazione Secondo il rapporto OCSE Education at a glance 2017 l’Italia è tra i Paesi che destinano meno risorse a questo settore. A suonare il campanello d’allarme è il recente rapporto OCSE Education at a glance 2017 , che ci posiziona (anche quest’anno) tra i Paesi che poco investono in formazione, fanalino di coda al pari di Messico e Turchia. Solo il 18% degli italiani è infatti in possesso di un titolo di laurea: l’esatta metà della media dei Paesi OCSE. A preoccupare è anche un altro fenomeno: i Neet , i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano né studiano, raggiungono nel nostro Paese il 26% della popolazione. La fotografia può mutare, in meglio o in peggio, a seconda delle variabili geografiche (nord-sud), di genere (maschi-femmine), di titolo di studio (diploma-laurea) ma la sostanza non cambia. Lavoro inteso come luogo di crescita individuale e sociale, ambito di creatività e di ingegno, trama di relazioni e di soluzioni da ricercare. Investire in formazione, partecipare a un master, frequentare corsi di aggiornamento, significa anche diventare più competitivi nel mercato del lavoro, acquisire quelle skills che fanno la differenza, aumentare la propria employability e risultare interessanti per i datori di lavoro.

 

Combattere il disagio scolastico

Un percorso di formazione promosso da Ausl, Ufficio Scolastico Regionale e Università Cattolica che ha coinvolto 130 i professori delle scuole superiori piacentine. L’idea nasce sulle tracce del progetto “ Stigma ” e vuole sollecitare sensibilità, capacità relazionali e comunicative specifiche, nonché la conoscenza del fenomeno: questo perché un’oggettiva consapevolezza può evitare il diffondersi di atteggiamenti allarmistici o, al contrario, superficiali. Molto alta l’adesione degli insegnanti, a dimostrazione dell’interesse del corpo docente per il tema: agli incontri in calendario hanno partecipato 130 professori di scuole superiori, oltre ai 120 delle scuole medie inferiori. L’università collabora a questo progetto nell’orizzonte di tutte le attività che come Scienze della formazione stiamo mettendo in atto da anni per aiutare i docenti ad accrescere le proprie competenze relazionali di fronte alle situazioni di disagio scolastico» sottolinea Pierpaolo Triani , docente dell’Università Cattolica. Giuliano Limonta , direttore del dipartimento Salute mentale dell’Ausl di Piacenza, ha proposto ai docenti delle scuole superiori un quadro generale sugli stati mentali a rischio negli adolescenti, per poi proseguire affrontando il tema della depressione. Il percorso per gli insegnanti delle superiori si è chiuso in Cattolica con un approfondimento sui disturbi di personalità borderline . La logica è quella di intercettare i "primi segnali che precedono il disagio o la malattia, l’incubazione di situazioni che potrebbero sfociare in veri e propri disturbi clinici".

 

Summer School, esperienza a tutto tondo

Cattolicapost Summer School, esperienza a tutto tondo I programmi estivi dell’Università Cattolica, articolati in otto aree, valorizzano il ruolo del contesto nei processi di apprendimento: da Ravenna ad Assisi, da Courmayeur a Santa Maria di Leuca, i luoghi influiscono sul modo di imparare. Le proposte 2018 31 maggio 2018 di Roberto Brambilla * Studiare Cinema a Courmayeur, i fenomeni migrator i a Santa Maria di Leuca, l’importanza della musica nella cultura e nella scuola a Lucca, i mercati finanziar i sul Lago di Como, le opere di Alessandro Manzoni a Stresa, Psicologia a Massa Carrara. La prima volta in cui ho partecipato a una Summer School outdoor è stato nell’agosto 2007 a Ravenna, quando fui chiamato insieme al mio direttore a collaborare alla prima edizione di quella che, nel tempo, sarebbe diventata un programma internazionale di successo: la Scuola estiva in Studi Danteschi. Ad Assisi ho appreso, attraverso la pratica quotidiana, l’importanza del contesto nei processi di apprendimento : ovvero quanto un luogo, una tradizione, un panorama, una cultura locale influiscono sul modo di imparare dei partecipanti. Nell’epoca della realtà virtuale, dei social networks, delle transazioni digitali, un progetto di puro distance learning – proposto come corso estivo – non ci è sembrato fuori luogo, anzi poteva diventare, come di fatto è accaduto, un primo prototipo di digital teaching da lanciare sulle principali piattaforme di e-learning . Lo scorso anno, infine, sono stato coinvolto in un nuovo progetto, questa volta dedicato agli insegnanti e al mondo della scuola: una Summer School sul Novecento , come epoca di cambiamenti e di nuove costruzioni sociali. Quali esiti sono stati generati da queste dinamiche? Da dove ha avuto origine ciò che ancora oggi influisce sul nostro pensiero? Raramente mi capita di programmare il mio tempo libero in modo tale di poter beneficiare, contemporaneamente, di un contesto culturale, turistico, artistico, religioso e, persino, enogastronomico.

 

Scienze della formazione, confermato Pati

ateneo Scienze della formazione, confermato Pati Il professore ordinario di Pedagogia Generale e di Pedagogia della famiglia inizierà il suo secondo mandato a partire dal 1° novembre 2018. luglio 2018 Luigi Pati è stato confermato preside della facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Laureato nell’anno academico 1972-73 in Pedagogia alla facoltà di Magistero dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, sotto la guida del professor Norberto Galli, ha legato la sua carriera accademica principalmente all’ateneo fondato da padre Gemelli. Dall’anno 1995-96 è Professore Ordinario di Pedagogia Generale e di Pedagogia della famiglia. È direttore delle collane di studi e ricerche “ Familia – Saggi di pedagogia familiar e” e “ Essere, crescere volontari ” per conto dell’Editrice Morcelliana di Brescia. Dal 2000 è Direttore dell’annuario “ La Famigli a”, già pubblicato dall’Editrice La Scuola di Brescia e attualmente dall’Editrice Studium di Roma. È membro del Consiglio Direttivo della FIEP ( Fédération Internazionale pour l’éducation des Parents ), che ha sede a Parigi; e della Giunta della Conferenza Nazionale dei direttori/presidi delle Facoltà/Dipartimenti di Scienze della Formazione.

 

L’Augustinianum si racconta nei Colloquia

milano L’Augustinianum si racconta nei Colloquia Edizioni speciali a tiratura limitata, a cura di Educatt, presentano il resoconto delle attività culturali proposte ogni anno dal collegio, dedicano le loro pagine al ricordo di Agostini illustri, raccolgono testi di lezioni di particolare interesse. novembre 2018 Nata nel 2008 con l’obiettivo di sostenere i collegiali e alimentare uno spirito di fratellanza e collaborazione, l’associazione Agostini Semper continua a ispirarsi a quanto voluto da padre Agostino Gemelli in merito all’orientamento del Collegio Augustinianum. L’associazione coinvolge in maniera attiva gli studenti di ieri e di oggi per continuare a raccontare un’esperienza di vita che si concretizza ogni giorno nello “spirito dell’Augustinianum”. Nell’ambito della sua attività di formazione costante gli Agostini Semper forniscono contributi rilevanti nell’organizzazione di percorsi culturali di approfondimento politico, giuridico e spirituale . Questi trovano piena realizzazione all’interno di agili volumi, i Colloquia , che rappresentano la libertà di pensiero che il Collegio Augustinianum offre a chiunque sia interessato: dai membri dell’istituto stesso all’intera popolazione universitaria. I Colloquia , edizioni speciali a tiratura limitata a cura di del collegio e stampate con il supporto di Educatt, presentano il resoconto delle attività culturali proposte ogni anno dall’Augustinianum, dedicano le loro pagine al ricordo di Agostini illustri, raccolgono testi di lezioni di particolare interesse. Tutti i volumi della serie possono essere richiesti in versione cartacea (per la quale è richiesto un contributo di 5 euro); alcuni sono inoltre disponibili per il download gratuito nell’apposita area del sito Agostini Semper .

 

Calcio, l’abc per una sana gestione

MILANO Calcio, l’abc per una sana gestione Si è aperto martedì 5 aprile con Andrea Abodi , presidente della Lega Serie B, il corso per manager e professionisti del settore interessati ad acquisire più competenze sui principi economici d’impresa applicati al business di questa disciplina sportiva. aprile 2016 Ha preso il via martedì 5 aprile la prima edizione del corso in Finance per non finance manager: fondamenti di gestione finanziaria nel settore del calcio professionistico , promosso dalla Formazione permanente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore con il patrocinio della Lega nazionale professionisti B (Lnpb). In programma da aprile a maggio, articolato in cinque giornate e della durata complessiva di 20 ore, il corso prevede una didattica integrata che comprende lezioni frontali, approfondimenti teorici e metodologici, analisi di casi, lavori di gruppo, interventi di esperti. Il corso si avvale di un corpo docenti costituito da esperti e professionisti del settore coordinati da Claudio Sottoriva , docente di Metodologie e determinazioni d’azienda nella facoltà di Economia dell’Università Cattolica, e da Valerio Casagrande , responsabile dell’Area Finanza e Controllo di Gestione della LNPB. Saper spiegare perché si ha una perdita o perché si sono realizzati degli utili significa avere a disposizione uno strumento efficace di comunicazione, che deve essere valorizzato». Vi è assoluto bisogno che gli operatori del settore calcio acquisiscano competenze di tipo economico-finanziario – aggiunge Valerio Casagrande –. Il calcio è un business, per cui deve essere affrontato con le logiche degli altri settori di business.

 

Italiano, se i professori fan l'appello

Per il ricercatore di Linguistica italiana alla facoltà di Lettere e filosofia nelle sedi di Milano e Brescia, tra i firmatari della lettera, siamo di fronte a problemi di registro e di lessico. Professore, a seconda di come si guarda, questa lettera è un grido di dolore ma anche un’offerta di proposte concrete. Una volta fotografato il problema come si può intervenire? «Sono tra i firmatari della lettera proprio perché ritengo che in particolare due delle proposte che vi vengono avanzate sono condivisibili. Perché se si dice venghi al posto di venga , il classico congiuntivo di fantozziana memoria, è un errore che fa sorridere ma che è molto meno grave rispetto al non riuscire a capire alcune parole della conversazione o del discorso di tipo elevato. Il professor Luca Serianni mi parlava di una sua collega che, insegnando latino, faceva svolgere delle versioni senza vocabolario e si è accorta che il problema di quel suo studente non era la desinenza del verbo latino, ma il fatto che non conosceva cingere in italiano. Che una persona non conosca parole come impellente, sicumera, succinto è grave perché la esclude da tutto un ambito di discussione, di comunicazione di idee, molto più che se commettesse un errore di ortografia o usasse a sproposito un congiuntivo. Se il legame tra buona lettura e buona scrittura è innegabile, è anche tautologico: chi legge tanto è una persona colta, che tendenzialmente ha una sensibilità linguistica spiccata.

 

Formazione oggi, quali sfide?

Brescia Formazione oggi, quali sfide? Alleanza e dialogo tra giovani, network, istituti scolastici e imprese: ecco gli ingredienti per formare le risorse del futuro. by Bianca Martinelli | 10 aprile 2018 Riflettere sulle frontiere della formazione umana e professionale al giorno d’oggi non può prescindere dal perseguire una realizzazione personale e comunitaria del singolo, a cui una società deve aspirare. I lavori si sono aperti con i saluti del Presidente della facoltà di Scienze della formazione Luigi Pati e con l’intervento del sindaco Emilio Del Bono , che si è espresso per sottolineare come "il patto formativo tra imprese, università e giovani, è sinergico per la crescita di un territorio". Al centro degli interventi è stata la consapevolezza di come una nuova formazione possa concretizzarsi soltanto attraverso un’alleanza tra persone attente all'attuale condizione giovanile, creando così i presupposti per individuare e sviluppare talenti e competenze specifiche di ciascuno. “Oltre alle competenze avanzate e digitali, un ruolo sempre più cruciale è riconosciuto a life skills come intraprendenza, creatività, apertura al nuovo e disponibilità ad aggiornarsi continuamente – ha sottolineato il coordinatore del corso di laurea magistrale in Progettazione Pedagogica e formazione delle risorse umane, Pierluigi Malavasi . Occorre dunque effettuare un riflessione in questo senso poiché formare individui vincenti e generazioni in grado di capire il mondo che cambia è fondamentale per il funzionamento della società” ha concluso Malavasi. Il problema maggiore della scuola, oggi, è forse quello di non saper leggere le reali inclinazioni dei ragazzi, che sbagliano così la scelta del percorso di studi poiché non sufficientemente indirizzati.”.

 

Sulle tracce di Don Milani, l’emozionante incontro con la semplicità

Brescia Sulle tracce di Don Milani, l’emozionante incontro con la semplicità Un gruppo di studenti e docenti della facoltà di Scienze della formazione si è recato a Barbiana, in visita all’istituto fondato negli anni Cinquanta da don Milani. by Dalila Raccagni | 23 maggio 2016 Un gruppo di studenti della facoltà di Scienze della Formazione , sabato 14 maggio, accompagnati da diversi docenti dell’Ateneo e da don Roberto Lombardi , assistente pastorale, si è recato in visita alla scuola di don Lorenzo Milani , a Barbiana , in provincia di Firenze. Partiti da Brescia alle prime ore del mattino, dopo aver attraversato le prime colline toscane, il gruppo ha imboccato il medesimo, erto tragitto che don Lorenzo Milani stesso effettuò la prima volta che arrivò in questi luoghi. Emblematico e valorizzante è stato l’incontro con Lauro Seriacopi , che ha permesso di gustare la bellezza e la semplicità di tutto ciò che don Milani, insieme ai suoi amati allievi, è riuscito a far vivere in quell’umile ma straordinariamente denso luogo di cultura. Stanze impregnate dell’amore verso la conoscenza che nasce dalla pratica, dallo sporcarsi le mani e dal credere nei talenti che ogni uomo, anche il più povero e umile, ha dentro di sé. Una vita, quella del Priore, spesa per gli ultimi, per i quali la capacità della lettura e della scrittura nella vita ha dato loro davvero la possibilità di essere protagonisti, di cambiare il mondo. È per questo che a Barbiana si incontrano e si scambiano storie di bambini, giovani, adulti e anziani all'insegna di un progetto intergenerazionale e di diffusione del sapere nella consapevolezza di essere cittadini degni, sempre e a qualsiasi condizione.

 

Piacere Avis

Brescia Piacere Avis È il percorso di formazione realizzato dall’Osservatorio sul volontariato dell'Ateneo per sensibilizzare i giovani alla donazione di sangue. giugno 2017 I giovani non donano sangue e da molti ospedali d’Italia arriva l’allarme proprio in occasione della Giornata Mondiale del donatore che si celebra oggì. Per sensibilizzare i giovani alla donazione di sangue anche per il 2017 l’ Osservatorio sul volontariato dell’Università Cattolica di Brescia ha attivato,in collaborazione con l’ Avis Provinciale, il progetto “Piacere: Avis” , un percorso che in più di 10 anni ha incontrato nelle scuole 8.000-10.000 studenti di ogni età. Solo nel primo quadrimestre di quest'anno sono stati già coinovolti 2.391 alunni: 1.135 delle superiori, 784 della secondaria di primo grado e 472 della primaria. Si tratta di incontri gratuiti, durante i quali sono stati lasciati dei gadgets e del materiale informativo ai ragazzi. Quest’anno le tematiche proposte durante gli incontri sono state ampliate; si è parlato di cittadinanza attiva, della solidarietà e donazione del sangue, ma anche di salute e benessere. Per favorire una partecipazione attiva è stato anche realizzato, per il settimo anno consecutivo, un contest video “Voglio farlo anch’io” .

 

L’Ateneo accoglie cinque studenti siriani

MILANO L’Ateneo accoglie cinque studenti siriani Nour, Toufik, Ola, Kenan e Fadi frequenteranno corsi di laurea nelle sedi di Milano e Piacenza. Sono gli occhi impressi sui volti di Nour , Toufik , Ola , Kenan e Fadi cinque ragazzi siriani, arrivati a Milano agli inizi di settembre grazie all’amicizia dell’Ateneo con la comunità monastica di Deir Mar Musa. Ola, già laureata in ingegneria informatica, frequenterà Linguaggi dei media; Kenan, volontario nei campi profughi di Aleppo per il Jesuit Refugee Service , seguirà il corso di Relazioni internazionali; Fadi, portiere professionista nella squadra Al Wathba Sport Club di Homs, si iscriverà a Scienze motorie. L’Ateneo, infatti, s’impegna a sostenere i costi di mantenimento dei cinque siriani a un corso di laurea triennale delle facoltà di Lettere, Scienze politiche e sociali, Scienze della formazione e Scienze agrarie, alimentari e ambientali a partire dall’anno accademico 2016/17. I PARTNER DELL’INIZIATIVA Il progetto nato in Università Cattolica del Sacro Cuore e reso possibile dall’impegno e dalla collaborazione di diverse istituzioni cattoliche, si propone di sostenere dal punto di vista umano ed economico i 5 studenti siriani desiderosi e motivati a proseguire i propri studi universitari. Gli studenti saranno esentati dal pagamento delle tasse e contributi universitari per tutta la durata normale dei corsi di studio e ospitati, grazie al contributo della Fondazione Educatt, nei Collegi dell’Ateneo affinché possano condividere con altri studenti il loro percorso formativo. L’Arcidiocesi di Milano attraverso il Coordinamento Diocesano Associazioni, Movimenti e Gruppi offrirà un supporto all’accoglienza degli studenti grazie alla rete di famiglie milanesi che hanno dato disponibilità ad affiancarli nel percorso di inserimento sociale nella realtà italiana coinvolgendo i ragazzi in attività extra accademiche.

 

Studiare il mondo per cambiarlo

brescia Studiare il mondo per cambiarlo È il messaggio della 93esima Giornata dell’Università Cattolica ed è stato il tema dei tre incontri organizzati nelle sedi dell’Ateneo, il primo dei quali a Brescia dal titolo “Innovazione 4.0”. Col Rapporto Giovani , la presentazione del progetto Alumni 28 aprile 2017 Tecnologia, studio, impegno, consapevolezza di sé e delle sfide da affrontare: sono gli strumenti in mano alle nuove generazioni per vivere in un mondo in rapida evoluzione. Di giovani e futuro si è parlato a Brescia nel primo dei tre incontri organizzati dall’Ateneo in occasione della 93° Giornata dell’Università Cattolica , in programma domenica 30 aprile. Introdotta e moderata dal vicedirettore del Giornale di Brescia Gabriele Colleoni , la prorettrice Antonella Sciarrone Alibrandi ha spiegato il senso dell’iniziativa: «Il tema della 93° Giornata dell’Università “ Studiare il mondo è già cambiarlo ” pone volutamente l’accento sull’importanza dello studio per intervenire concretamente sulla realtà. Ne sono un esempio l’uso del digitale e del social network, oggi fondamentali nel settore della comunicazione delle aziende: i master e i corsi che proponiamo rappresentano un’offerta d’istruzione superiore in grado di aiutare gli studenti a immettersi in un mondo del lavoro che richiede sempre più creatività». Esempio concreto in tal senso è la testimonianza di Alberto Albertini , ex studente alla Cattolica e oggi docente di comunicazione internazionale d’impresa: «L’innovazione è la caratteristica fondamentale che un’azienda deve avere per sopravvivere. Del ruolo degli ateni si è occupata nel suo intervento l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro della Regione Lombardia Valentina Aprea : «L’università di oggi deve posizionarsi diversamente rispetto al passato, non più sopra i giovani in quanto Istituzione, bensì al loro fianco.

 

Dottorati, cosa chiede l’Europa

cattolicapost Dottorati, cosa chiede l’Europa Le università europee di fronte alle sfide di internazionalizzazione, digitalizzazione, gestione dei problemi etici della ricerca. Molto è cambiato nell’ultima decade nella fisionomia e nell’organizzazione dei PhD da quando, a partire dal 2005, sono stati annunciati in sede europea i Princìpi di Salisburgo , con l’intento di armonizzare – all’interno del più ampio Processo di Bologna – scopi, forme e strutture della formazione universitaria di terzo livello. È ormai convinzione diffusa infatti che i dottorandi, nel loro percorso di preparazione alla carriera, possono offrire nei diversi settori professionali di riferimento un importante contributo alla creazione di nuova conoscenza. L’avanzamento della conoscenza rimane – anche nella grande varietà di programmi a livello europeo – la componente centrale della formazione dottorale, insieme al miglioramento della qualità dei percorsi formativi, alla promozione di strutture innovative, all’incremento della mobilità geografica dei ricercatori e della collaborazione internazionale tra le università. Dieci anni fa, tutto questo ha rappresentato una prima grande azione di riforma del terzo ciclo di studi, per consentire all’Europa di raggiungere l’ambizioso obiettivo di diventare la più competitiva economia basata sulla conoscenza e su un innalzato livello di capitale umano. Thomas E. Jorgensen , già responsabile di Eua Cde, terrà una lectio aperta dal titolo: The Future of the Research Profession , ponendo in primo piano il tema dell’ employability e dei percorsi di carriera al di fuori dell’accademia. dottorato #phd #formazione #ricerca Facebook Twitter Send by mail CERIMONIA E LECTIO Venerdì 16 settembre alle 11 nell’aula magna di largo Gemelli 1 a Milano si terrà la proclamazione e consegna del titolo di Dottore di ricerca a 211 neo dottori dell’Università Cattolica.

 

Quando l’orco è uno (o dentro) di noi

Piacenza Quando l’orco è uno (o dentro) di noi Madri che uccidono i figli, educatori che abusano dei piccoli, maestre che picchiano i bambini, operatori che maltrattano i pazienti. by Daniele Bruzzone* | 02 novembre 2015 Fin da quando ero piccolo, mia madre giocava con me a proposito del suo potere di vedermi quando era di spalle o di leggermi nel pensiero, cosa alla quale non credevo fino in fondo ma che, tutto sommato, non trovavo del tutto improbabile. Occupandomi del lavoro educativo e di cura, ho capito che, sebbene se ne parli sempre in termini positivi ed edificanti, una relazione d'aiuto in realtà comporta sempre "lati oscuri" spesso taciuti: retaggi inconsci, vissuti ambivalenti e possibili derive. Questi fatti ci obbligano a prendere coscienza che il male non è semplicemente "altro" da noi, ma è una possibilità più intima di quanto crediamo. La domanda di Carl Gustav Jung, a questo punto, è inevitabile: " Come posso vivere con la mia ombra senza che ne derivi una serie di sventure? ". Questi vissuti, che spesso non hanno "diritto di cittadinanza" (non si devono provare e, se accade, non si possono esprimere) vengono sistematicamente rimossi, salvo poi sfociare in modo distorto o distruttivo. Docente di Pedagogia, facoltà di Scienze della formazione, sede di Piacenza #scienze della formazione #infanzia Facebook Twitter Send by mail D'AMORE E OMBRA.

 

Insegnanti, la formazione è d'obbligo

cattolicapost Insegnanti, la formazione è d'obbligo Circa un quinto del personale a tempo indeterminato del sistema scolastico italiano sarà interessato finalmente dalla nuova strategia per lo sviluppo professionale continuo dei docenti. Un rinnovamento che impone un grande sforzo di formazione anche in relazione all’evoluzione complessiva del sistema introdotta dalla nuova normativa: piano triennale dell’offerta formativa, valutazione delle scuole, alternanza scuola lavoro, premialità, organico di potenziamento, individuazione per competenze» aggiunge Bonelli. Gli insegnanti infatti costituiscono la “risorsa chiave” per il miglioramento del nostro sistema educativo» spiega Davide D’Amico , dirigente Ufficio Formazione del personale scolastico, formazione dei dirigenti scolastici e accreditamento enti della direzione generale per il Personale scolastico del Miur, a cui chiediamo quali sono le finalità della formazione continua. Come incentivare il personale e come motivarlo? «Stimolare la collaborazione e il lavoro in rete, la sperimentazione di nuove metodologie didattiche, l’attivazione di percorsi di ricerca/azione e di laboratori per lo scambio delle “best practices”, sono alcune delle modalità da privilegiare per la formazione degli insegnanti. Tanto più ci sarà collaborazione, condivisione degli obiettivi sia a livello di singola scuola (dirigente scolastico, docenti e personale amministrativo) sia tra i dirigenti scolastici delle scuole della rete d’ambito, tanto più vi sarà la possibilità di realizzare iniziative di qualità e di ricaduta positiva sugli alunni». Il piano per la formazione dei docenti (2016-2018) prevede che “vengano studiate con le università possibili connessioni con i modelli di formazione iniziale”; e ancora prevede che “saranno valutate le azioni di tirocinio nelle scuole; saranno promosse azioni specialistiche (master e corsi di alte professionalità). formazione #scuola #docenti #insegnanti Facebook Twitter Send by mail E IN CATTOLICA SI FORMA ANCHE IL PERSONALE DELLE PARITARIE Direzione e gestione delle scuole paritarie degli istituti religiosi : è il titolo del corso dell’Alta Scuola Altis , diretto dal professor Marco Grumo , per dare nuova competitività all’intero sistema.

 

In Siria e Libano per seminare la pace

Milano In Siria e Libano per seminare la pace Un progetto del Cesi, in collaborazione con Adyane Institute, per formare educatori libanesi e siriani che operano con i bambini rifugiati, con workshop non solo a Beirut ma anche a Damasco e Aleppo. Il progetto “ Tutori di resilienza ” ha previsto la protezione e promozione del benessere di bambini e famiglie siriane attraverso un corso di formazione rivolto a operatori sociali residenti in Libano e Siria, e la conduzione di workshop creativi-espressivi con bambini siriani rifugiati in Libano. Grazie al coinvolgimento dei coordinatori e dei coach dei centri educativi che hanno aderito al programma, sono inoltre state delineati i contenuti delle 24 sessioni didattiche e ricreative che attualmente vengono svolte in 12 centri in Libano e Siria con più di 1200 minori siriani vittime del conflitto in corso. Nel corso della prossima missione, in programma per la fine di maggio, sarà valutato l’impatto del programma sui bambini che sono stati coinvolti nel programma grazie a un’attività di monitoraggio e valutazione seguita dalla Unità di Ricerca sulla resilienza dell’Università Cattolica in collaborazione con Adyan Institute e Alert International. Nasce con questa finalità il progetto “Francofonia e cooperazione” che ha attivato un gemellaggio tra il Libano e gli studenti del corso di lingua francese dell’Università Cattolica della sede bresciana dell’ateneo e degli istituti superiori “Lunardi” e “Gambara” di Brescia e “Candia” di Milano. Un’iniziativa che vuole essere l’occasione per avvicinare i ragazzi a una dimensione della nostra attualità che rischia di restare marginale e che invece deve interpellare noi tutti» afferma la professoressa Sara Cigada , coordinatrice del progetto iniziato nel 2014 come formazione alle insegnanti delle scuole cattoliche francofone. Al seminario interverrà Giorgio Del Zanna , docente di Storia contemporanea dell’Università Cattolica, che ripercorrerà le vicende di questo Paese, che è stato teatro negli ultimi decenni di una guerra civile e di diversi scontri armati con Israele.

 

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