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Margherita, psicoterapeuta a Los Angeles

EmployAbility Margherita, psicoterapeuta a Los Angeles Dopo la laurea alla facoltà di Scienze della formazione a Piacenza, è volata nella città californiana per un master in Marriage and Family Therapy e divenire una terapista a tutti gli effetti. Adesso lavora con le persone più marginalizzate della metropoli by Sabrina Cliti | 29 maggio 2020 A guidare la scelta di Margherita Mera è stata la consapevolezza di voler aiutare l’altro. Nei miei anni di studi superiori la cosa di cui mi ero accorta era quanto un singolo adulto significativo poteva fare la differenza per una sedicenne con tante cose per la testa. Il periodo universitario non è stato solo teoria: durante i miei anni in triennale ho avuto la fortuna di entrare in contatto con il progetto degli Educatori di Strada , presso cui ho svolto il mio tirocinio formativo. Dall’unione tra università e tirocinio è nata la mia tesi di laurea sul fenomeno del sexting tra i ragazzi della città di Piacenza, i cui risultati sono poi stati pubblicati all’interno di un manuale operativo per operatori scolastici e docenti. Adesso lavoro come psicoterapeuta con le famiglie più marginalizzate della città di Los Angeles (persone immigrate, comunità LGBTQAI+, affiliate a gang, sopravvissute a traumi multipli e abuso, per citare alcune delle categorie più significative), lavoro intenso che sa donare immense soddisfazioni». Un consiglio che daresti a chi sta per scegliere l'università? «Il mio unico suggerimento è di capire quali passioni si hanno e cercare di perseguirle fino in fondo, per quanto le persone attorno potrebbero non essere d’accordo.

 

Dopo il lavoro, a lezione su Blackboard

eCatt Dopo il lavoro, a lezione su Blackboard Gabriele Bondioni, laureando in Giurisprudenza, racconta le sue giornate di responsabile delle Aree finanziarie del Comune di Pisogne (Bs) e della Comunità Montana di Scalve (Bg). Storie di ordinaria quotidianità per Gabriele Bondioni , che dopo aver concluso il percorso triennale in Scienze dei servizi giuridici è ora iscritto al secondo anno della magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza al campus milanese dell'Università Cattolica. L’aspetto positivo è che localmente abbiamo potuto contare su un tessuto economico e sociale forte, fatto di aziende solide e che non hanno mai chiuso, avendo ricevuto il via libera alla produzione da parte della prefettura. Al contrario, una situazione emergenziale è andata creandosi nel settore dell’artigianato e dei negozi, così come per lo stesso Comune che, avendo sospeso l’attività di accertamento tributario, è l’ente che economicamente ha risentito maggiormente della situazione. Utili e funzionali, permettono anche ad uno studente lavoratore come me – impegnato professionalmente per circa 36 ore settimanali - di poter fare lezione la sera da casa o nel tempo libero, senza il rischio di rimanere indietro nel mio percorso di studi e utilizzando le ore rimanenti per preparare gli esami. A proposito di futuro, credi che l’esperienza lavorativa all’interno di istituzioni territoriali schierate in prima linea nella gestione dell’emergenza ti abbia lasciato qualcosa di utile per il domani? «Indubbiamente, anche se le idee in merito al mio futuro le ho abbastanza chiare. Una risorsa umana di grande importanza che negli ultimi anni qualcuno ha cercato di sminuire, per questo la mia tesi magistrale verterà sui decreti legislativi che hanno modificato il ruolo di una figura che dovrebbe essere valorizzata e non ridimensionata».

 

Un ponte tra università e mondo del lavoro

I lavori presentati hanno confermato la competenza e la maturità degli studenti CIMO nell’elaborare piani di azione realizzabili, alcuni presentati in lingua inglese, così come nel prendere decisioni strategiche, in linea con le esigenze dei brand e capaci di un confronto propositivo con la situazione che stiamo vivendo. Il TFP è uno dei progetti di punta del palinsesto delle attività di professionalizzazione che scandisce il percorso biennale fino all’attività di stage - spiega Mariagrazia Fanchi , coordinatrice di CIMO -. La challenge quest’anno si è avvalsa della figura dei # mentori , ex studenti CIMO che hanno seguito i partecipanti nell’ideazione dei loro piani di comunicazione attraverso un tutoraggio peer-to-peer , restituendo le competenze acquisite durante il loro percorso di formazione e quella maturate in questi primi mesi di attività professionale. Il progetto di Boston Scientific riguardo al Brand Ambassadors Program era perfettamente in linea con il mio profilo di studi in comunicazione d’impresa e anche lo stage in palio si sarebbe svolto proprio all’interno del team di comunicazione corporate - ha dichiarato Naomi Verena Pagani -. Il punto di forza della mia campagna è stato quello di evidenziare un heritage e dei valori che l’azienda già possedeva e di mettere in luce al massimo le sue potenzialità creando un piano di comunicazione su diversi touchpoint, sia online sia onsite. Infine Silvia Lamacchia che ha vinto per Artsana pensa che «il punto di forza di TFP sia stato proporre un progetto capace di intervenire in maniera sistemica sulla comunicazione interna. Come vincitrice dello stage in palio, mi aspetto di mettere in pratica ciò che ho imparato dal punto di vista teorico, e di veder realizzato il mio progetto! Partecipare alla challenge è stata un'occasione per mettermi alla prova davanti ai manager aziendali, di realtà veramente importanti».

 

La scuola (non) è finita

Podcast La scuola (non) è finita Tra annunci di “liberi tutti” e investimento sulla formazione a distanza, l’anno scolastico non può e non deve considerarsi concluso. L’intervento del professor Pier Paolo Triani su come l’emergenza Coronavirus ha cambiato le carte in tavola by Sabrina Cliti | 16 aprile 2020 Mancano ancora più di due mesi al taglio del traguardo finale. Parliamo della scuola che l’emergenza Coronavirus ha trasformato in tempi record, allestendo ambienti virtuali in cui l’apprendimento non si è mai fermato. Le lezioni online proseguiranno nei prossimi mesi, così come le attività di studio e di valutazione. Ma al di là delle nuove modalità adottate, la scuola non è certo finita, dato che il suo senso va al di là delle aule e dei banchi, il senso è quello di aiutare le persone a crescere e questo indubbiamente permane». Ne è convinto il professor Pier Paolo Triani , pedagogista della facoltà di Scienze della formazione, campus di Piacenza, che abbiamo intervistato. scuola #formazione a distanza #triani Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Imparare dalla crisi per uscirne rafforzati

Al momento, non sappiamo ancora che cosa ritornerà a essere come prima e che cosa no. Ma dopo il limbo di queste settimane “sospese” sono in molti a chiedersi che cosa accadrà e quali scenari si apriranno. Da decenni diciamo che il mondo cambia rapidamente – forse troppo – e che le accelerazioni generate dall’impatto della scienza e della tecnologia inducono non poche trasformazioni nella vita personale e sociale di ognuno. Il Covid-19 sta creando invece una frattura non solo importante, ma soprattutto imprevista, che porterà con sé conseguenze di cui oggi non riusciamo nemmeno a vederne l’inizio, se non addirittura comprenderne la portata. Questa situazione è ora rapidamente e totalmente mutata; oggi una persona che completi a 22 anni gli studi, se non si ‘aggiorna’ continuamente – cioe se non si tiene al corrente dei nuovi sviluppi tecnici e scientifici che si producono nel suo ramo – a 30-35 anni e gia quasi ‘superata’. Illustrando l’importanza delle skills, Schleicher raccomandava – all’interno di un mondo che cambia - di non tralasciare l’acquisizione di quelle competenze oggi maggiormente ricercate dalle organizzazioni per far fronte all’innovazione e alle trasformazioni in atto. Eppure, mai come in questo momento avvertiamo, nella nostra inadeguatezza, la necessità di non stare fermi e di approfittare di questo tempo di lockdown per uno sviluppo della nostra conoscenza e delle nostre skills . Manzoni dedica una bellissima pagina dei “Promessi Sposi” a questo tema, quando parla del diffondersi della peste a Milano, e invoca a tal proposito un metodo antico per fronteggiare l’onda lunga di notizie che riceviamo e, a nostra volta, diffondiamo: “osservare, ascoltare, paragonare, pensare prima di parlare”.

 

A Stoccolma per studiare la scuola

Tra queste la Passive School, una scuola completamente priva di sistemi di riscaldamento (e quindi di inquinamento) che offre una soluzione efficace all’emergenza climatica. In Svezia i bambini fin da piccoli vengono educati alla sostenibilità e al rispetto della natura: molta parte del tempo scolastico lo trascorrono negli spazi esterni, nei parchi pubblici attigui alle strutture o nella foresta, con cui confinano i servizi educativi. Ad esempio il servizio Lovis, che accoglie bambini da 1 a 5 anni, permette di fare ogni giorno una passeggiata nella foresta dove le educatrici hanno raccontato di aver visto volpi, scoiattoli e alci. Non è difficile inoltre vedere bambini che, pur sotto lo sguardo attento di educatori e insegnanti, si arrampicano sugli alberi fino a due metri da terra in assoluta autonomia e padronanza del proprio corpo. “D’altra parte il Governo svedese ha sempre investito sui servizi per l’infanzia e le famiglie – ha spiegato un giovane genitore italiano che da anni vive a Stoccolma – per rendere maggiormente attraente un Paese penalizzato dal freddo e da giornate che per molta parte dell’anno tramontano attorno alle 4.30-5 del pomeriggio”. In Svezia i genitori sono sostenuti nell’esperienza generativa fin da subito, potendo godere di 90 giorni di congedo obbligatori per ognuno, a cui se ne aggiungono altri 300 senza distinzioni da utilizzare entro i primi 4 anni di vita del bambino. Si tratta certamente di un grande incentivo alla maternità/paternità, in continuità con un sistema di servizi di ottimo livello a cui le famiglie sono chiamate a contribuire con rette mensili contenute (ad esempio una famiglia in una fascia di reddito medio-alta, versa al mese circa 100 euro)”.

 

Se la teledidattica ci interroga sul nostro insegnamento

Piacenza Se la teledidattica ci interroga sul nostro insegnamento Il pedagogista Pierpaolo Triani , alle prese come molti colleghi con le varie modalità di e-learning , propone una riflessione sul senso dell’insegnare. Leggo negli studenti desiderio di contatto, di adulti che sappiano ‘esserci’, anche a distanza» 13 marzo 2020 di Pierpaolo Triani * Tutti noi (forse è meglio dire quasi tutti) che siamo impegnati nell’insegnamento siamo alle prese con un vero ribaltamento delle nostre abitudini e delle nostre sicurezze. Non lo nascondiamo, ci manca l’aula, ci manca il contatto, la possibilità di guardare negli occhi, di cogliere nello sguardo la comprensione e l’incomprensione; di assaporare la gioia del capire e l’interesse del ricercare, che si intrecciano con la noia e il disinteresse. Avvertiamo che manca qualcosa, sentiamo dagli stessi studenti che hanno bisogno di qualcosa di diverso. Hanno bisogni di sentirsi ‘pensati’, stimolati, sollecitati; di avere la possibilità di interagire con una voce che chiarifica e rilancia; di poter fare domande dal vivo; di poter sentirsi in compagnia di altri; di poter raccontare quello che stanno facendo e vivendo. Mi sembra così che si mostri con ancora più chiarezza quello che abbiamo sempre saputo, ma che non poche volte tendiamo a dimenticare. Leggo negli studenti desiderio di contatto, di incontro, di adulti che sappiano ‘esserci’, anche a distanza.

 

All-in, l'inclusione che fa rima con successo

Integrazione All-in, l'inclusione che fa rima con successo Il successo formativo e la realizzazione professionale degli studenti immigrati dipendono da dinamiche di inclusione sociale. In che misura questi studenti sono in grado di trasformare lo svantaggio dell’immigrazione in un vantaggio educativo? Come questi giovani superano gli ostacoli e colgono le opportunità formative e sociali presenti nei contesti in cui vivono? SUccesso nei PERcorsi formativi degli studenti di origine immigrata che riguarda proprio i percorsi di quegli alunni di origine straniera che ottengono ottimi risultati scolastici. “Quello dell’inclusione è uno dei temi cruciali in un’ottica futura - ha fatto sapere il prorettore Mario Taccoli ni - Le dinamiche inclusive adottate dall’Ateneo sono testimonianza dell’innesto qualificato ed adeguato che l’Università deve avere nei confronti del territorio, un innesto che riguarda i settori sociale, professionale, ed educativo”. Talvolta frutto di una scelta, ha commentato il Preside della facoltà di Scienze della Formazione Luigi Pati: “Evoluzione delle telecomunicazioni e dei flussi migratori sono alla base del cambiamento della nostra società. Durante il convegno non sono mancate le testimonianze di quei ragazzi - studenti, laureati e neolaurandi - che queste dinamiche di integrazione le hanno vissute sulle propria pelle, ed oggi, al termine dei loro studi in Scienze della formazione usano la proprio esperienza umana quale bagaglio esperienziale in più. Le sorelle di origine marocchina Nora e Laila Khammich , Jurgen Lleshj , di origine albanese, e Sandra Aba Darko , nata in Ghana e giunta in Italia all’età di 6 mesi, raccontano: “l’incontro di culture diverse? È un arricchimento.

 

Una magia animata

Cinema Una magia animata Un convegno ha spiegato il valore del cinema d’animazione all'interno del percorso formativo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Tra gli effetti positivi riscontrati: propensione alla collaborazione, al lavoro di gruppo e inclusione by Emma Vitiello | 06 novembre 2019 Raccontare il valore del cinema d’animazione all’interno di un percorso formativo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Se n'è parlato in Università Cattolica durante la presentazione del progetto AB… Cinema che nasce dalla collaborazione tra Dams, Avisco e Istituto comprensivo Kennedy di Brescia. Gli ospiti sono stati Chiara Boffelli , coordinatrice del Bergamo Film Meeting ; Irene Tedeschi , rappresentante di Avisco; tre professoresse delle scuole che hanno partecipato al progetto ( Annamaria Bernardi, Giuseppina Laffranchini e Monja Rasi ). L’intervento della Boffelli ha insistito sulla forza dei cortometraggi d’animazione d’autore all’interno delle scuole, poiché portatori di grandi messaggi senza il bisogno di parole e quindi di un linguaggio universale. Successivamente è intervenuta la professoressa Annamaria Bernard i che ha raccontato in cosa è consistito il progetto AB…Cinema e come è stato sviluppato. Un lavoro inclusivo dove il clima di lavoro e di collaborazione ha creato una vera e propria magia che è trapelata in ogni secondo dei cortometraggi realizzati (Questa è la mia faccia, Una nuova invenzione, Metaforicamente viaggiando ) e mostrati alla fine della conferenza.

 

Orientarsi per orientare

Il link per l’iscrizione al corso, completamente gratuito, tutte le informazioni nel sito Internet dedicato agli studenti delle scuole superiori. orientamento #scuolesuperiori #formazione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Summer School, fra testo e contesto

CATTOLICAPOST Summer School, fra testo e contesto I corsi estivi consentono un’esperienza di comprehensive knowledge perché la lezione la fanno gli esperti ma anche l’ambiente prescelto: dai luoghi danteschi ad Assisi, dalle zone del romanico al lago Maggiore di Schumann. Le proposte per l’estate 2016 by Roberto Brambilla | 04 maggio 2016 Immaginate di trovarvi nella piazza principale di Assisi o di fronte al Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna , oppure tra i marmi del Duomo di Lucca . Dove l’apprendimento è facilitato non solo da una lezione stimolante o della lettura di nuovi testi ma da un insieme di fattori che rendono più semplice ciò che durante l’anno accademico sembrerebbe richiedere più impegno e sacrificio. È quanto si può facilmente osservare nelle diverse Summer School che l’Università Cattolica organizza in alcune tra le più belle località italiane, sempre scommettendo sull’influsso che l’ambiente prescelto può portare alla conoscenza. In effetti, gli ingredienti ci sono tutti: città d’arte, luoghi di particolare fascino paesaggistico, temi di primo piano nel dibattito culturale contemporaneo, docenti e professionisti qualificati a guidare i percorsi. Quel che è certo è che sono sempre di più le persone che ogni anno si rivolgono al nostro Ateneo per perfezionare la propria preparazione, approfondire alcuni temi di ricerca, dedicarsi alla scoperta della letteratura, della storia dell’arte, della musica, del cinema. summerschool #comprehensivekwnoledge #formazione Facebook Twitter Send by mail Print TELECRONISTI AI MICROFONI DI FOX SPORTS Dopo la Summer School su Ideazione e produzione di programmi televisivi sullo sport, in collaborazione con Sky, per Edoardo Testoni si sono aperte le porte della Tv, dove fa il commentatore sportivo.

 

Nour, con la Siria nel cuore e nella tesi

È stato un impatto non certo facile con l’Europa quello di Nour , una ragazza siriana arrivata in Italia attraverso un progetto di solidarietà promosso dall’Università Cattolica grazie all’amicizia con la comunità monastica di Deir Mar Musa e in collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano. Insieme ad altri quattro ragazzi suoi connazionali è stata accolta il tempo necessario per completare il percorso di studi nelle sedi di Milano e di Piacenza. Nour, che in Siria frequentava Scienze infermieristiche, quando ha avuto la possibilità della borsa di studio per venire in Italia, ha iniziato a frequentare la facoltà di Scienze della formazione nella sede piacentina dell’Ateneo. Ma l’aiuto delle amiche, che le hanno passato gli appunti e sono state tanto tempo con lei per permetterle di imparare la lingua, è stato decisivo. Mi ricordo il primo giorno di lezione: non capivo niente di quello che si diceva e sono tornata a casa in lacrime. Mi hanno aiutato molto le parole del professor Daniele Bruzzone che mi ha detto che nel giro di pochi mesi avrei imparato l’italiano. Una tesi che è stata molto importante per me perché mi sono occupata del mio Paese».

 

Summer School, esperienza a tutto tondo

Cattolicapost Summer School, esperienza a tutto tondo I programmi estivi dell’Università Cattolica, articolati in otto aree, valorizzano il ruolo del contesto nei processi di apprendimento: da Ravenna ad Assisi, da Courmayeur a Santa Maria di Leuca, i luoghi influiscono sul modo di imparare. Le proposte 2018 31 maggio 2018 di Roberto Brambilla * Studiare Cinema a Courmayeur, i fenomeni migrator i a Santa Maria di Leuca, l’importanza della musica nella cultura e nella scuola a Lucca, i mercati finanziar i sul Lago di Como, le opere di Alessandro Manzoni a Stresa, Psicologia a Massa Carrara. La prima volta in cui ho partecipato a una Summer School outdoor è stato nell’agosto 2007 a Ravenna, quando fui chiamato insieme al mio direttore a collaborare alla prima edizione di quella che, nel tempo, sarebbe diventata un programma internazionale di successo: la Scuola estiva in Studi Danteschi. Ad Assisi ho appreso, attraverso la pratica quotidiana, l’importanza del contesto nei processi di apprendimento : ovvero quanto un luogo, una tradizione, un panorama, una cultura locale influiscono sul modo di imparare dei partecipanti. Nell’epoca della realtà virtuale, dei social networks, delle transazioni digitali, un progetto di puro distance learning – proposto come corso estivo – non ci è sembrato fuori luogo, anzi poteva diventare, come di fatto è accaduto, un primo prototipo di digital teaching da lanciare sulle principali piattaforme di e-learning . Lo scorso anno, infine, sono stato coinvolto in un nuovo progetto, questa volta dedicato agli insegnanti e al mondo della scuola: una Summer School sul Novecento , come epoca di cambiamenti e di nuove costruzioni sociali. Quali esiti sono stati generati da queste dinamiche? Da dove ha avuto origine ciò che ancora oggi influisce sul nostro pensiero? Raramente mi capita di programmare il mio tempo libero in modo tale di poter beneficiare, contemporaneamente, di un contesto culturale, turistico, artistico, religioso e, persino, enogastronomico.

 

Mari e le sfide dell’educazione

Milano Mari e le sfide dell’educazione Ricordare gli innumerevoli ambiti di riflessione del pedagogista prematuramente scomparso è il riconoscimento a uno studioso che ha contribuito a ridisegnare, alla luce della tradizione e del pensiero dei classici, la figura dell’educatore. La sintesi che Giuseppe Mari dedicava a Guardini filosofo ed educatore, ci appare oggi, a un tratto, in una luce nuova, non solo una semplice ricostruzione o un saggio tra gli altri, né l’ennesima scadenza editoriale alla quale come infaticabile studioso di pedagogia rivolgeva scrupolosamente la sua attenzione. La sua morte improvvisa ci sollecita piuttosto a fermarci e rileggere i lavori dell’amico e del collega. Ma il ritrovare gli innumerevoli ambiti di riflessione di Giuseppe Mari non vuole essere una rievocazione fredda e distaccata di tracciati di studio. Tutto questo, Giuseppe Mari, studioso di teologia, di filosofia dell’educazione e di pedagogia, lascia come educatore di centinaia di studenti e di giovani che lo hanno conosciuto e apprezzato nei suoi corsi di Pedagogia generale. Ai suoi colleghi e amici lascia un vuoto enorme, come studioso di alto profilo, come uomo di rettitudine profonda e come esempio di credente. Simonetta Polenghi, docente di Storia della scuola e delle istituzioni educative e direttrice del dipartimento di Pedagogia; Marisa Musaio, docente di Pedagogia generale e sociale #pedagogia #lutto #formazione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Combattere il disagio scolastico

Un percorso di formazione promosso da Ausl, Ufficio Scolastico Regionale e Università Cattolica che ha coinvolto 130 i professori delle scuole superiori piacentine. L’idea nasce sulle tracce del progetto “ Stigma ” e vuole sollecitare sensibilità, capacità relazionali e comunicative specifiche, nonché la conoscenza del fenomeno: questo perché un’oggettiva consapevolezza può evitare il diffondersi di atteggiamenti allarmistici o, al contrario, superficiali. Molto alta l’adesione degli insegnanti, a dimostrazione dell’interesse del corpo docente per il tema: agli incontri in calendario hanno partecipato 130 professori di scuole superiori, oltre ai 120 delle scuole medie inferiori. L’università collabora a questo progetto nell’orizzonte di tutte le attività che come Scienze della formazione stiamo mettendo in atto da anni per aiutare i docenti ad accrescere le proprie competenze relazionali di fronte alle situazioni di disagio scolastico» sottolinea Pierpaolo Triani , docente dell’Università Cattolica. Giuliano Limonta , direttore del dipartimento Salute mentale dell’Ausl di Piacenza, ha proposto ai docenti delle scuole superiori un quadro generale sugli stati mentali a rischio negli adolescenti, per poi proseguire affrontando il tema della depressione. Il percorso per gli insegnanti delle superiori si è chiuso in Cattolica con un approfondimento sui disturbi di personalità borderline . La logica è quella di intercettare i "primi segnali che precedono il disagio o la malattia, l’incubazione di situazioni che potrebbero sfociare in veri e propri disturbi clinici".

 

Cinque ragioni per investire in formazione

cattolicapost Cinque ragioni per investire in formazione Secondo il rapporto OCSE Education at a glance 2017 l’Italia è tra i Paesi che destinano meno risorse a questo settore. A suonare il campanello d’allarme è il recente rapporto OCSE Education at a glance 2017 , che ci posiziona (anche quest’anno) tra i Paesi che poco investono in formazione, fanalino di coda al pari di Messico e Turchia. Solo il 18% degli italiani è infatti in possesso di un titolo di laurea: l’esatta metà della media dei Paesi OCSE. A preoccupare è anche un altro fenomeno: i Neet , i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano né studiano, raggiungono nel nostro Paese il 26% della popolazione. La fotografia può mutare, in meglio o in peggio, a seconda delle variabili geografiche (nord-sud), di genere (maschi-femmine), di titolo di studio (diploma-laurea) ma la sostanza non cambia. Lavoro inteso come luogo di crescita individuale e sociale, ambito di creatività e di ingegno, trama di relazioni e di soluzioni da ricercare. Investire in formazione, partecipare a un master, frequentare corsi di aggiornamento, significa anche diventare più competitivi nel mercato del lavoro, acquisire quelle skills che fanno la differenza, aumentare la propria employability e risultare interessanti per i datori di lavoro.

 

Scienze della formazione, confermato Pati

ateneo Scienze della formazione, confermato Pati Il professore ordinario di Pedagogia Generale e di Pedagogia della famiglia inizierà il suo secondo mandato a partire dal 1° novembre 2018. luglio 2018 Luigi Pati è stato confermato preside della facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Laureato nell’anno academico 1972-73 in Pedagogia alla facoltà di Magistero dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, sotto la guida del professor Norberto Galli, ha legato la sua carriera accademica principalmente all’ateneo fondato da padre Gemelli. Dall’anno 1995-96 è Professore Ordinario di Pedagogia Generale e di Pedagogia della famiglia. È direttore delle collane di studi e ricerche “ Familia – Saggi di pedagogia familiar e” e “ Essere, crescere volontari ” per conto dell’Editrice Morcelliana di Brescia. Dal 2000 è Direttore dell’annuario “ La Famigli a”, già pubblicato dall’Editrice La Scuola di Brescia e attualmente dall’Editrice Studium di Roma. È membro del Consiglio Direttivo della FIEP ( Fédération Internazionale pour l’éducation des Parents ), che ha sede a Parigi; e della Giunta della Conferenza Nazionale dei direttori/presidi delle Facoltà/Dipartimenti di Scienze della Formazione.

 

L’Augustinianum si racconta nei Colloquia

milano L’Augustinianum si racconta nei Colloquia Edizioni speciali a tiratura limitata, a cura di Educatt, presentano il resoconto delle attività culturali proposte ogni anno dal collegio, dedicano le loro pagine al ricordo di Agostini illustri, raccolgono testi di lezioni di particolare interesse. novembre 2018 Nata nel 2008 con l’obiettivo di sostenere i collegiali e alimentare uno spirito di fratellanza e collaborazione, l’associazione Agostini Semper continua a ispirarsi a quanto voluto da padre Agostino Gemelli in merito all’orientamento del Collegio Augustinianum. L’associazione coinvolge in maniera attiva gli studenti di ieri e di oggi per continuare a raccontare un’esperienza di vita che si concretizza ogni giorno nello “spirito dell’Augustinianum”. Nell’ambito della sua attività di formazione costante gli Agostini Semper forniscono contributi rilevanti nell’organizzazione di percorsi culturali di approfondimento politico, giuridico e spirituale . Questi trovano piena realizzazione all’interno di agili volumi, i Colloquia , che rappresentano la libertà di pensiero che il Collegio Augustinianum offre a chiunque sia interessato: dai membri dell’istituto stesso all’intera popolazione universitaria. I Colloquia , edizioni speciali a tiratura limitata a cura di del collegio e stampate con il supporto di Educatt, presentano il resoconto delle attività culturali proposte ogni anno dall’Augustinianum, dedicano le loro pagine al ricordo di Agostini illustri, raccolgono testi di lezioni di particolare interesse. Tutti i volumi della serie possono essere richiesti in versione cartacea (per la quale è richiesto un contributo di 5 euro); alcuni sono inoltre disponibili per il download gratuito nell’apposita area del sito Agostini Semper .

 

Calcio, l’abc per una sana gestione

MILANO Calcio, l’abc per una sana gestione Si è aperto martedì 5 aprile con Andrea Abodi , presidente della Lega Serie B, il corso per manager e professionisti del settore interessati ad acquisire più competenze sui principi economici d’impresa applicati al business di questa disciplina sportiva. aprile 2016 Ha preso il via martedì 5 aprile la prima edizione del corso in Finance per non finance manager: fondamenti di gestione finanziaria nel settore del calcio professionistico , promosso dalla Formazione permanente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore con il patrocinio della Lega nazionale professionisti B (Lnpb). In programma da aprile a maggio, articolato in cinque giornate e della durata complessiva di 20 ore, il corso prevede una didattica integrata che comprende lezioni frontali, approfondimenti teorici e metodologici, analisi di casi, lavori di gruppo, interventi di esperti. Il corso si avvale di un corpo docenti costituito da esperti e professionisti del settore coordinati da Claudio Sottoriva , docente di Metodologie e determinazioni d’azienda nella facoltà di Economia dell’Università Cattolica, e da Valerio Casagrande , responsabile dell’Area Finanza e Controllo di Gestione della LNPB. Saper spiegare perché si ha una perdita o perché si sono realizzati degli utili significa avere a disposizione uno strumento efficace di comunicazione, che deve essere valorizzato». Vi è assoluto bisogno che gli operatori del settore calcio acquisiscano competenze di tipo economico-finanziario – aggiunge Valerio Casagrande –. Il calcio è un business, per cui deve essere affrontato con le logiche degli altri settori di business.

 

Sulle tracce di Don Milani, l’emozionante incontro con la semplicità

Brescia Sulle tracce di Don Milani, l’emozionante incontro con la semplicità Un gruppo di studenti e docenti della facoltà di Scienze della formazione si è recato a Barbiana, in visita all’istituto fondato negli anni Cinquanta da don Milani. by Dalila Raccagni | 23 maggio 2016 Un gruppo di studenti della facoltà di Scienze della Formazione , sabato 14 maggio, accompagnati da diversi docenti dell’Ateneo e da don Roberto Lombardi , assistente pastorale, si è recato in visita alla scuola di don Lorenzo Milani , a Barbiana , in provincia di Firenze. Partiti da Brescia alle prime ore del mattino, dopo aver attraversato le prime colline toscane, il gruppo ha imboccato il medesimo, erto tragitto che don Lorenzo Milani stesso effettuò la prima volta che arrivò in questi luoghi. Emblematico e valorizzante è stato l’incontro con Lauro Seriacopi , che ha permesso di gustare la bellezza e la semplicità di tutto ciò che don Milani, insieme ai suoi amati allievi, è riuscito a far vivere in quell’umile ma straordinariamente denso luogo di cultura. Stanze impregnate dell’amore verso la conoscenza che nasce dalla pratica, dallo sporcarsi le mani e dal credere nei talenti che ogni uomo, anche il più povero e umile, ha dentro di sé. Una vita, quella del Priore, spesa per gli ultimi, per i quali la capacità della lettura e della scrittura nella vita ha dato loro davvero la possibilità di essere protagonisti, di cambiare il mondo. È per questo che a Barbiana si incontrano e si scambiano storie di bambini, giovani, adulti e anziani all'insegna di un progetto intergenerazionale e di diffusione del sapere nella consapevolezza di essere cittadini degni, sempre e a qualsiasi condizione.

 

Piacere Avis

Brescia Piacere Avis È il percorso di formazione realizzato dall’Osservatorio sul volontariato dell'Ateneo per sensibilizzare i giovani alla donazione di sangue. giugno 2017 I giovani non donano sangue e da molti ospedali d’Italia arriva l’allarme proprio in occasione della Giornata Mondiale del donatore che si celebra oggì. Per sensibilizzare i giovani alla donazione di sangue anche per il 2017 l’ Osservatorio sul volontariato dell’Università Cattolica di Brescia ha attivato,in collaborazione con l’ Avis Provinciale, il progetto “Piacere: Avis” , un percorso che in più di 10 anni ha incontrato nelle scuole 8.000-10.000 studenti di ogni età. Solo nel primo quadrimestre di quest'anno sono stati già coinovolti 2.391 alunni: 1.135 delle superiori, 784 della secondaria di primo grado e 472 della primaria. Si tratta di incontri gratuiti, durante i quali sono stati lasciati dei gadgets e del materiale informativo ai ragazzi. Quest’anno le tematiche proposte durante gli incontri sono state ampliate; si è parlato di cittadinanza attiva, della solidarietà e donazione del sangue, ma anche di salute e benessere. Per favorire una partecipazione attiva è stato anche realizzato, per il settimo anno consecutivo, un contest video “Voglio farlo anch’io” .

 

Iniziative In Campus

collegi Iniziative In Campus Dagli assaggi dei piatti tipici dei diversi Paesi del mondo a Piacenza alle occasioni di formazione sulla legalità, sulla demografia e sul welfare. I collegi ampliano l’offerta formativa offrendo opportunità di crescita sia professionale che personale. Il Collegio San Damiano martedì sera ha ascoltato la testimonianza di don Antonio Coluccia , da anni al servizio degli ultimi nella periferia romana, con un incontro dal titolo “Educare alla legalità”: tra i temi trattati quello del bullismo, dell’antimafia sociale e l’esortazione all’impegno cristiano. A Roma inoltre gli studenti avranno l’occasione di trascorrere un weekend sulla neve grazie all’iniziativa del Consiglio Organizzativo Intercollegiale (COI) che quest’anno organizzata una gita tra Roccaraso e Sulmona dal 22 al 24 marzo. Se gli anni universitari, come sosteneva padre Gemelli, preparano alla vita educando l’aspetto «umano, professionale, religioso e morale» delle singole personalità, nei collegi non mancano occasioni significative di crescita che possono essere colte da ognuno nel rispetto delle proprie inclinazioni e dei propri interessi personali. collegi #formazione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Italiano, se i professori fan l'appello

Per il ricercatore di Linguistica italiana alla facoltà di Lettere e filosofia nelle sedi di Milano e Brescia, tra i firmatari della lettera, siamo di fronte a problemi di registro e di lessico. Professore, a seconda di come si guarda, questa lettera è un grido di dolore ma anche un’offerta di proposte concrete. Una volta fotografato il problema come si può intervenire? «Sono tra i firmatari della lettera proprio perché ritengo che in particolare due delle proposte che vi vengono avanzate sono condivisibili. Perché se si dice venghi al posto di venga , il classico congiuntivo di fantozziana memoria, è un errore che fa sorridere ma che è molto meno grave rispetto al non riuscire a capire alcune parole della conversazione o del discorso di tipo elevato. Il professor Luca Serianni mi parlava di una sua collega che, insegnando latino, faceva svolgere delle versioni senza vocabolario e si è accorta che il problema di quel suo studente non era la desinenza del verbo latino, ma il fatto che non conosceva cingere in italiano. Che una persona non conosca parole come impellente, sicumera, succinto è grave perché la esclude da tutto un ambito di discussione, di comunicazione di idee, molto più che se commettesse un errore di ortografia o usasse a sproposito un congiuntivo. Se il legame tra buona lettura e buona scrittura è innegabile, è anche tautologico: chi legge tanto è una persona colta, che tendenzialmente ha una sensibilità linguistica spiccata.

 

Talenti allenati alla Dual Career

A Cattolica per lo sport parlano gli olimpionici Igor Cassina e Antonio Rossi 23 gennaio 2017 di Marianna Di Piazza e Antonio Di Francesco Coniugare carriera sportiva con istruzione e lavoro: è la sfida che ogni atleta si trova ad affrontare durante il proprio percorso professionale. Allenamenti intensi, competizione, voglia di raggiungere alti livelli rendono difficile per le giovani promesse dello sport conciliare i due mondi, così gli atleti si vedono spesso costretti a scegliere tra università o lavoro e attività agonistica. Tra gli esempi di questa transazione, tre campioni dello sport che a fine carriera hanno saputo reinventarsi: Marco Arpino , atleta olimpico di scherma, oggi responsabile Progetti speciali del Coni; Filippo Corti , giocatore e membro dell’Associazione italiana calciatori. L’Unione Europea ha redatto una serie di linee guida per orientare gli Stati membri, con l’obiettivo di sensibilizzare governi, federazioni, università e istituti e creare le giuste condizioni per la doppia carriera degli sportivi. Gli atleti spesso non pensano al post carriera, ma, se sostenuti dalle organizzazioni sportive e incentivati dai programmi di scuole e università, possono riuscire a conciliare nel migliore dei modi impegni accademici e sportivi per creare la loro “seconda vita”. È fondamentale che tra il mondo dello sport e quello accademico ci sia una comprensione reciproca perché, come ha spiegato Paolo Bouquet , delegato per lo sport dell’Università degli Studi di Trento, «il corpo docente spesso ritiene che lo sport abbia poco a che fare con l’università». GUARDA TUTTA LA PLAYLIST IL CONVEGNO L'iniziativa che si è tenuta il 20 gennaio nella sede di via Nirone della sede di Milano dell'Ateneo ha presentato la Dual Career in Europa, la situazione italiana e i primi risultati della ricerca del progetto DC4AC .

 

Più formazione contro la povertà

brescia Più formazione contro la povertà Più di 1.400 persone vivono in condizione di assoluta indigenza nel comune di Brescia. Povertà in corso ”, iniziativa che rientra nel progetto di Welfare in azione “Brescia città del noi ”, finanziato da Fondazione Cariplo e che vede la partecipazione dell’Università Cattolica. L’iniziativa di informazione e approfondimento ha richiamato a palazzo Loggia operatori dei servizi, istituzioni, associazioni e realtà del terzo settore che a vario titolo operano in città sul tema del contrasto alla povertà. La vasta galassia bresciana del sociale è stata esaminata da Gerolamo Spreafico , docente della facoltà di Scienza della Formazione dell’Università Cattolica, e raccolta in un Compendio sulle principali teorie e pratiche per contrastare la povertà. Questo perché il tema delle condizioni di povertà nelle quali si trovano ampie fasce di popolazione e delle relative azioni di contrasto messe in campo da enti pubblici e organizzazioni private è una materia complessa non sempre affrontata con la profondità necessaria. In questo si ritiene auspicabile la costituzione di gruppi di lavoro coordinati e molto rigorosi nei metodi che aumentino le competenze dei soggetti in questione, come per esempio Think Tank locali, Comunità di pratiche con forte attenzione alla valutazione». Aggiungendo anche che la mobilità sociale di fatto non esiste più e nell’attuale stato di crisi economica, se guardi la tua famiglia d’origine conosci già, in linea di massima, quale sarà il tuo reddito futuro.

 

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