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Letteratura francese in festa

È capitato ad alcune studentesse del corso di Letteratura Francese dello scorso anno accademico, che sono state protagoniste di due opere artistiche. Innanzitutto, alcuni saggi critici sul racconto Un coeur simple di Gustave Flaubert hanno dato vita a una raccolta pubblicata da EduCatt, Lire, une histoire simple . Un’ora di intensa narrazione in lingua francese (come mostra il video), in grado di immergere - e commuovere - l’auditorio, accompagnandolo per mano tra le sospensioni degli intermezzi musicali e le accelerazioni emotive più concitate. A inaugurare l’evento sono peraltro stati i saluti di Ileana Guzman e Sibylle Orlandi , due importanti rappresentanti dell’Institut Français in Italia. francese #flaubert #letteratura Facebook Twitter Send by mail LA FRANCIA IN PAROLE E MUSICA La Festa della letteratura francese. Opera-racconto da Un cuore semplice di Gustave Flaubert Testi di Gustave Flaubert. Musiche di Antoine Boësset, Henri Duparc, Gabriel Fauré, Jean-François Lallouette, Jean-Baptiste Lully A cura di Elena Gaffuri, Giulia Grata e Marisa Verna Voci recitanti: Giulia Calloni, Federica Crespi, Beatrice Dalola, Teresa Disisto, Margherita Galletti, Monica Lucioni, Alice Mandelli, Caterina Venere Marino, Alice Negri, Giulia Grata .

 

Con Proust, un viaggio alla Recherche

BRESCIA Con Proust, un viaggio alla Recherche Un gruppo di studenti, guidati dal professor Davide Vago , ha visitato i luoghi del celebre romanzo: «Ci siamo sentiti tutti un po’ più “proustiani” e grazie anche alle madeleine abbiamo riscoperto qualche pezzetto di noi che credevamo perduto per sempre». ottobre 2018 di Letizia Cordini e Monica Grazioli * Alla ricerca del Tempo perduto è il romanzo più famoso di Marcel Proust . Infatti, Proust descrive il villaggio attraverso diverse metafore suggestive, legate tra di loro da un fil rouge unico: il tempo che passa; il modo per recuperarlo e per fissarlo per sempre passa attraverso la scrittura. La chiesa e la cattedrale sono due elementi fondamentali in Proust, perché entrambe portano i segni del tempo che passa e che corrode anche la pietra. Camminando lungo le navate della chiesa, abbiamo provato la sensazione che i nostri piedi fluttuassero in equilibrio tra presente e passato, mentre cercavamo di leggere quelle incisioni a noi quasi incomprensibili, quei nomi di persone che mai conosceremo. Anche la camera della zia è stata ricostruita nel dettaglio ed entrando possiamo immaginare di essere il piccolo narratore che, la domenica mattina, entra per augurare il buongiorno alla zia ormai costretta a letto. Non sempre è stato facile capire certe associazioni, ma alla fine dell’esperienza ci siamo sentiti tutti un po’ più “proustiani” e ognuno di noi, nel proprio piccolo, ha riscoperto qualche pezzetto di sé che credeva ormai perduto per sempre (anche grazie all’assaggio delle madeleines !).

 
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