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Furti, rapine e frodi organizzate nei mesi del Covid

Lo dice uno studio sul crimine organizzato nel settore, condotto dallo spin-off del centro di ricerca Transcrime, Crime&;Tech, insieme a Laboratorio per la Sicurezza 15 giugno 2020 I prodotti maggiormente rubati sono quelli più facilmente rivendibili, come abbigliamento, alcolici e articoli tecnologici e elettronici. La ricerca è stata condotta da Crime&;tech , spin-off del Centro di ricerca Transcrime dell'Università Cattolica, in collaborazione con l’associazione Laboratorio per la Sicurezza . Tra i principali risultati, il rapporto rileva che: • L’85% dei rispondenti dichiara di aver registrato episodi di ORC in tutto il territorio italiano: Lombardia, Lazio, Piemonte e Campania sono le regioni più colpite; • I reati più frequentemente registrati sono il taccheggio organizzato (91%) e le intrusioni notturne (69%). I rispondenti hanno però rilevato anche frodi con mezzi di pagamento, furti di merce in transito e frodi online; • I prodotti maggiormente rubati sono di norma di alto valore o facilmente rivendibili come capi di abbigliamento, alcolici e articoli tecnologici o elettronici. In particolare, si può ipotizzare un incremento dei reati criminali connessi alla crescita dell’e-commerce e alla conseguente maggiore movimentazione dei prodotti ; • Riguardo alle strategie aziendali, l’85% dei rispondenti dichiara di voler intervenire con misure specifiche per contrastare l’ORC. Ernesto Savona , direttore di Transcrime e Amministratore delegato di Crime&;tech, ha affermato che «i risultati dello studio suggeriscono come sia importante per i retailer e le azien¬de di servizi cercare di migliorare la raccolta e l’analisi di dati affidabili sugli episodi criminali. Sarà inoltre importante adottare strumenti analitici che facilitino il monitoraggio delle transazioni o delle controparti e che permettano di valutare e prevedere la serialità degli episodi criminali e la vulnerabilità delle aree e dei punti vendita».

 

Mani lunghe nel carrello

Milano Mani lunghe nel carrello Una ricerca di Crime&;tech , spin off di Transcrime , calcola il valore complessivo dei furti nei centri commerciali italiani e nelle vie dello shopping: nel 2016 era pari a 2,3 miliardi di euro, l’1,1% del fatturato nel settore del retail. Una cifra che rappresenta in media l’ 1,1% del fatturato del settore , e che sale complessivamente a 3,4 miliardi di euro - quasi 60 euro ad abitante - se si conta anche la spesa in sistemi di sicurezza. Uno studio su furti, rapine e nuovi sistemi di prevenzione ” è il risultato di un’analisi condotta su oltre 8mila punti vendita in tutta Italia, corrispondenti a circa il 12% del fatturato dell’intero settore. Inoltre, è stata fornita una panoramica sulle modalità di furto più comuni e sulle misure e tecnologie di sicurezza adottate dalle aziende intervistate. Tra le cause di perdita, prevalgono taccheggi e rapine ad opera di soggetti esterni , seguiti da furti interni (ad opera di dipendenti infedeli) e da quelli nella catena logistica. La spesa sostenuta per le misure di sicurezza è in media dello 0,5% del fatturato , ma oscilla tra lo 0,1% e l’1,2% a seconda del settore e con differenze anche all’interno dello stesso comparto. Tra le misure di sicurezza più utilizzate troviamo i sistemi anti-taccheggio (EAS) , la videosorveglianza e le guardie non armate, con differenze tra settori e a seconda dell’esposizione al rischio del singolo punto vendita.

 

Furti nel retail, un danno da 49 miliardi

ricerca Furti nel retail, un danno da 49 miliardi A tanto ammontano, a livello europeo, le perdite derivanti dalle differenze inventariali, secondo uno studio di Crime&;tech, spin off di Transcrime. giugno 2019 Le perdite derivanti dalle differenze inventariali costano ai retailer più di 49 miliardi di euro all'anno, pari al 2,05% del fatturato annuale del settore retail . I cinque prodotti più rubati Lo studio rivela quali sono i prodotti più rubati per valore nel settore retail; tra i prodotti alimentari, i primi cinque sono bevande alcoliche, formaggi, carne, dolci e pesce in scatola. Nel settore dell’abbigliamento sono accessori, maglieria, pantaloni e camicette i prodotti più rubati, mentre telefoni cellulari e accessori sono in cima alla lista rispettivamente nel settore dell’elettronica e tra gli attrezzi di alto valore nei negozi di fai-da-te. Le contromisure più adottate includono sistemi di videosorveglianza (utilizzata dall'80% dei rispondenti), tecnologie EAS e sistemi di allarme gestiti da terzi (70%), mentre oltre il 25% dei rispondenti combina sistemi EAS e videosorveglianza per una protezione più efficace. Lo studio rivela che i retailer di tutta Europa utilizzano un mix di sistemi tecnologici per misurare le differenze inventariali, che comprendono sia le perdite dovute a reati, sia quelle causate da azioni non criminose» afferma il professor Ernesto Savona , direttore di Crime&;tech. Quest'anno - prosegue - in occasione del nostro 50° anniversario, ci rendiamo conto che questo aspetto è più importante che mai. Il fatto che le differenze inventariali, se convertite in fatturato, rappresenterebbero il quarto maggior retailer europeo, non dovrebbe essere preso alla leggera.

 
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