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Il nuovo turista gardesano

Brescia Il nuovo turista gardesano Soddisfatto, attento alle proposte enogastronomiche e storico-culturali, esigente nei confronti dei trasporti pubblici e dei servizi: ecco l'identitik del turista in Valtenesi. marzo 2018 di Valerio Corradi * L’imminente pre-apertura pasquale della stagione turistica offre l’occasione per riflettere su come sia cambiato il turismo sul lago di Garda, la porzione di territorio bresciano che richiama il maggiore numero di visitatori. In un contesto di forte competizione internazionale, oggi sappiamo che i territori turistici di successo sono quelli in grado di configurarsi come “sistemi” e di perseguire, in maniera simultanea, gli obiettivi di una crescita economica sostenibile, di tutela degli equilibri ecologici e di valorizzazione delle risorse culturali. A tali caratteristiche si aggiunge la fondamentale capacità dei territori turistici di sapersi mettere in ascolto dei propri visitatori per comprendere i cambiamenti, spesso repentini e inattesi, della domanda turistica. Assumendo come riferimento alcune località della Valtenesi (Manerba, Moniga, Padenghe, Soiano), la rilevazione ha indagato (tramite un campione di 800 turisti) le più recenti trasformazioni del turismo gardesano rilevando i comportamenti messi in atto durante la vacanza (preferenze, orientamenti, soddisfazione, ecc.). A fronte di questi cambiamenti, il Garda in generale, e la Valtenesi nello specifico, si stanno dimostrando in grado di cogliere e gestire le trasformazioni in atto come confermato dall’elevato livello di soddisfazione per la vacanza espresso dagli intervistati. docente di Sociologia del Territorio e Sociologia del Turismo, pianificazione e legislazione dei servizi #garda #lago #turismo #valtenesi Facebook Twitter Send by mail.

 

L’algoritmo per monitorare il Garda

Brescia L’algoritmo per monitorare il Garda Come reagirà il lago al cambiamento climatico? Un modello matematico elaborato dalla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali di Brescia, presentato a Salò, simula i possibili scenari futuri per controllarne l’evoluzione. gennaio 2016 Il lavoro di ricerca è stato realizzato da Sara Tomasoni e da Stefano Moré, con la supervisione del preside Alfredo Marzocchi , grazie a un finanziamento della Fondazione Comunità Bresciana. I due ricercatori hanno studiato un nuovo modello per simulare i possibili scenari futuri dovuti ai cambiamenti climatici, prendendo in considerazione alcuni aspetti della fluidodinamica del lago.Il prossimo passo sarà quello di effettuare una rilevazione digitale, una batimetria del lago in profondità attraverso un ecoscandaglio. Ai fini della simulazione – spiega Sara Tomasoni - è stato necessario creare una griglia triangolare di calcolo con il software scientifico Matlab, indirizzata in modo tale che i suoi nodi comprendessero i punti di contorno del lago e la batimetria del lago stesso. La prima fase del lavoro, quindi, ha richiesto la definizione dei punti del contorno del lago, delle sue 5 isole e del profilo di Sarca e Mincio (immissario ed emissario principali)». Le simulazioni Si è pensato di creare il contorno di un lago fittizio a forma di rombo con una batimetria artificiale a livello zero sui bordi e un minimo di 5m sul fondo. Le simulazioni dei prossimi mesi riguarderanno lo studio su temperatura, evaporazione e influenza delle piogge e di possibili scenari futuri.

 
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