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Manager per un giorno con il business game di ALDI

Piacenza Manager per un giorno con il business game di ALDI 48 studenti di Economia della Cattolica di Piacenza presso la sede veronese della multinazionale della GDO. Per gli studenti dell’Università Cattolica di Piacenza questa volta la realtà aziendale con la quale confrontarsi non è simulata, ma reale. Così ALDI, ha chiesto lo scorso febbraio a otto gruppi di giovani di mettersi alla prova per studiare il mercato della GDO e delle marche dei distributori (MDD) e per proporre idee innovative e creative utili a migliorare l’offerta di ALDI in Italia. Dietro l’offerta di ogni supermercato ci sono tante leve di valore: oggi le persone sono meno inclini ad acquistare in modo acritico. Un’attività di formazione che ha collegato la teoria alla pratica: gli autori delle analisi giudicate più interessanti avranno l’opportunità di trascorrere un’intera giornata confrontandosi con il mondo ALDI, affiancando il reparto Vendite sotto la guida di un Area Manager dell’azienda. Saranno anche coinvolti nelle attività dei buyer, partecipando a una degustazione di prodotti e alla selezione di nuovi fornitori. Un’occasione unica per gli studenti che hanno visitato la Direzione Regionale di ALDI e uno stimolo per l’azienda che crede nello scambio di know how e nel dialogo con le comunità ove è presente.

 

Cibo, donato al povero vale doppio

Un modello di “ economia circolare sociale ” certificato dal progetto regionale “ Reti virtuose contro lo spreco alimentare ”, che è stato realizzato con il coordinamento scientifico dell’Università Cattolica e il coinvolgimento di 17 comuni, tra cui Milano. Le 830 tonnellate di alimenti donate in un anno dagli attori del Protocollo, corrispondono a circa 1.661.000 pasti , con una riduzione di rifiuti equivalente che vale una riduzione di 1.719 tonnellate di CO2 , 311 kg di particolato fine , sette milioni di ettolitri acqua , 585 ettari di terra . Le donazioni di prodotti alimentari possono avere, per un dato valore commerciale nominale – interpretabile come mancata spesa da parte dei destinatari di donazione - un valore sociale molto diverso a seconda delle condizioni individuali di indigenza di chi le riceve. Questa analisi costi-benefici con pesi distributivi ha utilizzato i dati di Caritas Ambrosiana su un campione di persone che si rivolgono ai centri di ascolto per la costruzione di una “scala di indigenza” che è stata “trasferita” agli ipotetici destinatari delle donazioni del Progetto Reti. Secondo le stime così ottenute, il valore commerciale nominale delle donazioni del Progetto Reti (2,7 milioni di euro) avrebbe un valore per i destinatari finali, se composti come il campione Caritas Ambrosiana, che varia da 4,2 milioni a 6 milioni di euro, e cioè da 1,5 volte a 2,2 volte il valore commerciale nominale . In pratica, beni di valore nullo per la GDO (invenduto), che costa portare a rifiuto, acquisiscono, attraverso il lavoro del Non-profit, un valore sociale misurabile che è multiplo del valore commerciale nominale. Ha inoltre evidenziato i problemi critici di un sistema che, dal lato del Non-profit , si regge largamente sul volontariato di fronte a un quadro di regolamentazioni stringenti, ora chiarito dalla Legge Gadda del 2017, e a un aumento continuo di bisogni e nuove povertà.

 
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