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A scuola d’identità di genere

Festa delle donne A scuola d’identità di genere Un progetto formativo di alternanza scuola-lavoro in un istituto piacentino, curato dalla pedagosista Elisabetta Musi in collaborazione con alcune sue allieve. marzo 2017 L’identità di genere è al centro di un percorso di formazione triennale proposto dalla Cisl al liceo delle Scienze umane "Colombini" di Piacenza, in collaborazione con la facoltà di Scienze della formazione della sede piacentina dell’Università Cattolica. Da qui l’idea di proporre un progetto formativo di alternanza scuola-lavoro “Giovani e Genere” , per mettere a fuoco come la nuova generazione conosca e veda il “genere” nelle sue diverse sfaccettature e come possa "attrezzarsi" culturalmente per combattere e prevenire ingiustizie e disparità. La professoressa Elisabetta Musi, pedagogista della facoltà di Scienze della Formazione chiamata a collaborare al progetto, ha articolato il percorso - che si realizzerà lungo tre anni scolastici - in due temi: “genere e famiglia” e “genere e lavoro”. Il percorso di quest’anno, che ha puntato l’attenzione sulla differenza di genere in famiglia, si è articolato in tre segmenti formativi: alcuni incontri sono stati dedicati a esplorare il tema “La disparità tra uomini e donne, stereotipi e pregiudizi e il compito dell’educazione”. Accanto alla professoressa Musi, che ha curato il coordinamento e le lezioni rivolte alle ragazzi e ai ragazzi del Colombini, alcune studentesse della laurea magistrale in Progettazione pedagogica per i minori si sono occupate dei lavori di gruppo per calare gli stimoli teorici nella quotidianità. In famiglia, hanno poi raccontato, i figli maschi godono di maggiore libertà e sono meno coinvolti nei lavori di casa.

 

La parità e il soffitto di cristallo

Cattolicapost La parità e il soffitto di cristallo Perché in alcuni Paesi c’è più legittimazione del ruolo femminile nella sfera pubblica? Non è solo questione di valori ma anche di politiche familiari che possono modificarli. Alla legittimazione femminile nella sfera pubblica Vera Lomazzi , laureata in Università Cattolica, dottore di ricerca in Sociologia e metodologia della ricerca sociale e collaboratrice del dipartimento di Sociologia dell’Ateneo, ha dedicato la sua tesi di PhD, pubblicata recentemente da FrancoAngeli . Ma esistono delle ragioni culturali che motivano questa diversità? Quali sono i fattori contestuali e individuali che possono limitare o promuovere lo sviluppo di una cultura maggiormente paritaria? E ancora: perché alcuni Paesi migliorano la propria situazione con il passare degli anni e altri restano invece stazionari? Esiste anche una segregazione verticale, a cui si fa riferimento quando si parla di “soffitto di cristallo” - spiega nel suo studio Vera Lomazzi - per indicare la difficoltà delle donne a salire nella scala gerarchica delle posizione professionali a causa di vincoli culturali. Basandosi sull’analisi secondaria di dati da survey internazionali ripetute nel tempo ( European Values Study , di cui l’Università Cattolica è principal investigator per l’Italia, World Values Survey, International Social Survey Programme , Eurobarometer ), lo studio compara i valori degli europei in modo trasversale attraverso un’analisi multilivello che include 22 Paesi . Un ulteriore approfondimento è dedicato all’analisi del cambiamento avvenuto nell’arco di venti anni nel supporto ai valori di parità in Italia, Germania, Paesi Bassi e Gran Bretagna, assumendo tale mutamento come parte di un cambiamento culturale più ampio, connesso ai processi di modernizzazione. Ciò è rilevante per lo sviluppo di una cultura maggiormente egualitaria perché, come la teoria dell’esposizione spiega e così come i risultati dell’indagine condotta confermano, l’esperienza lavorativa diretta è significativa per le donne nello sviluppo di atteggiamenti egualitari.

 
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