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La famiglia al tempo del Covid-19

LA RICERCA La famiglia al tempo del Covid-19 Se il 75% dei genitori è preoccupato, i ragazzi si dimostrano più responsabili, più disponibili alla relazione e più coinvolti e soddisfatti nell’impegno scolastico. Lo spiega uno studio degli psicologi Unicatt coordinato da Emanuela Confalonieri 02 aprile 2020 Un team di psicologi ha realizzato uno studio, coordinato da Emanuela Confalonieri , che dal 23 al 31 marzo ha raccolto i pareri e le percezioni del rischio di 301 genitori più e meno preoccupati che il virus entri in famiglia. Il tempo passato insieme aumenta e i ragazzi si aprono inoltre a una nuova relazione con gli adulti, sempre più coinvolti con la loro vita scolastica. Resta per loro l'ansia e la paura di madri, padri e bambini, ma i ragazzini si dimostrano più maturi. Almeno questa è la fotografia di uno studio sui giorni della convivenza forzata del Dipartimento di Psicologia dell'Università Cattolica, coordinato dalla professoressa Emanuela Confalonieri. La ricerca è stata realizzata dal 23 marzo al 31 marzo e cerca di esaminare la percezione del rischio da parte delle famiglie e il modo in cui i genitori stanno affrontando questa situazione nella relazione e nella comunicazione con i loro figli. I partecipanti sono 301 genitori, tutti residenti in Lombardia (età media 43,6 anni), per lo più madri (89%).

 

Scelta universitaria, consigli per genitori

PIACENZA Scelta universitaria, consigli per genitori In occasione dell’iniziativa “Ti presento i miei” il professor Pierpaolo Triani suggerisce alle famiglie come accompagnare i figli nella prima scelta veramente adulta della propria vita, evitando gli estremi dell’indifferenza o della sostituzione. maggio 2016 Si avvicina l’esame di maturità. E con esso il bivio tra il lavoro e lo studio. Cinque incontri in cui sono stati illustrati i percorsi formativi, l’organizzazione ed i servizi delle facoltà presenti presso l’Università Cattolica di Piacenza (nella foto in alto uno degli incontri) . Abbiamo chiesto al pedagogista Pierpaolo Triani , docente alla facoltà di Scienze della formazione nella sede di Piacenza, di suggerire ai genitori qual è il modo migliore per accompagnare i propri figli nella scelta. Le sue risposte nel video pubblicato in questa pagina e su Younicatt. orientamento #sceltauniversitaria #genitori Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Se i primi anni fanno la differenza

Non è per evocare conclusioni deterministiche, ma l’affermazione di un legame tra le esperienze dei primi anni e le qualità sviluppate da grandi trova evidenze scientifiche nel filone di studi dedicati all’importanza che lo sviluppo del capitale umano ha nelle prime fasi di vita di una persona. La prima: si è cominciato a intendere il capitale umano in modo multidimensionale, non solo dal punto di vista cognitivo, ma anche sotto altri aspetti, utili nel mondo del lavoro, come la capacità di concentrazione, di interagire con altre persone e di lavorare all’interno di un team». Quanto sono importanti le prime esperienze del bambino nel processo di formazione del capitale umano? «Ci sono stati molti studi empirici che hanno messo in relazione eventi dei primissimi mesi di vita con effetti di lungo periodo. Gli stimoli sono fondamentali per il bambino e se quest’ultimo è all’interno di un ambiente difficile, come capita anche in famiglie di Paesi industrializzati, la sua formazione ne è fortemente condizionata». È possibile costruire dei modelli teorici in grado di rappresentare universalmente le variabili che influenzano il processo di formazione del capitale umano? «Bisogna chiedersi qual è il ruolo dei diversi modelli prodotti. Quanto è stato fatto in questa direzione e quanto c’è ancora da fare? «In Inghilterra e negli Stati Uniti ci sono studi nuovi, tentativi di introdurre a poco a poco delle iniziative che tengano conto di queste intuizioni. Di queste iniziative fa parte l’incontro “ Promozione delle competenze genitoriali: impatto economico e sviluppo precoce del bambino ”, moderato da due docenti dell’ateneo, la direttrice del dipartimento di Psicologia Paola Di Blasio e l’economista Luigi Filippini .

 

Adozioni, legami alla prova

milano Adozioni, legami alla prova Gli studi evidenziano le difficoltà di genitori e minori e la scarsa utilità dei Servizi pubblici territoriali nelle fasi acute della crisi. Dallo studio promosso dal Centro di Ateneo emergono alcuni dati significativi. I genitori adottivi hanno manifestato un malessere psicologico in seguito alle difficoltà che si sono manifestate negli anni della preadolescenza e dell’adolescenza dei figli, possono però contare sul supporto del proprio partner. È stata, inoltre, identificata una debolezza nel sistema dei Servizi pubblici territoriali e degli Enti autorizzati soprattutto nelle fasi della crisi e durante l’allontanamento del figlio adottivo, un dato che evidenzia la necessità di pensare a nuove forme di sostegno preventive fin dai primi segnali negativi. Durante l’incontro si intrecceranno più voci oltre a quella dei ricercatori e degli operatori, compresa una madre adottiva che porterà la propria esperienza rispetto alle difficoltà incontrate nel percorso di adozione e allo scambio avuto con altri genitori adottivi che si trovano ad affrontare analoghe situazioni di crisi. Infine offrirà il proprio contributo anche un giudice del Tribunale per i Minorenni di Milano, rilanciando ulteriori interrogativi e spunti di riflessione. Una occasione unica di incontro e confronto tra mondo della ricerca e mondo dell’intervento che necessitano di momenti comuni per poter pianificare congiuntamente progetti di accompagnamento delle famiglie adottive in tutte le fasi del loro percorso al fine di implementare le risorse e prevenire le situazioni di rischio.

 
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