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Il bello della matematica

Ma la curiosità è nient’altro che il motore della scienza e anche cose semplici di tutti i giorni, come queste, possono essere stimolo per il ricercatore in campo matematico. Che è quanto si propone di fare ogni anno, con nodi, rompicapi, giochi, illusioni, trucchi, solitari, frattali, Celebration of mind ( Elogio della mente ), che fa tappa ogni anno in Università Cattolica, per iniziativa del dipartimento di Matematica e Fisica “Niccolò Tartaglia”. " Matematica Divertente " si terrà venerdì 20 ottobre (la mattina all'Istituto tecnico Castelli, il pomeriggio nella sede dell’Ateneo in via Musei) e sabato 21 ottobre nel pomeriggio alla “Città del Sole” di corso Mameli, il negozio del gioco creativo. Il pomeriggio di venerdì 20 prevede, inoltre, una conferenza sulle tassellazioni pentagonali , una questione che nasce da una curiosità e che, insieme all'anelito tipico dei matematici di classificare qualsiasi cosa, è sfociato in un rompicapo durato quasi un secolo. L’evento può illustrare cosa voglia dire fare ricerca in un campo così astratto e soprattutto chiarire che non si tratta di materie aride e ostiche ma di un’arte in cui la spinta principale è la ricerca del bello». matematica #gioco #rompicapo #gardner Facebook Twitter Send by mail NEL NOME DI GARDNER Centotrè anni sono trascorsi dal 21 ottobre 1914, data di nascita di Martin Gardner, il più grande divulgatore matematico del XX secolo. Da alcuni anni anche Brescia è sede di questi eventi, grazie alla passione del professor Maurizio Paolini , direttore del Dipartimento di matematica e fisica e di alcuni suoi collaboratori.

 

A che gioco video-giochiamo?

MILANO A che gioco video-giochiamo? Giocano alla playstation senza rinunciare all’aria aperta: secondo una ricerca del Cremit, condotta su due mila bambini e ragazzi, le nuove tecnologie digitali non sono nemiche dei giochi tradizionali. Almeno a giudicare dall’ Indagine sul gioco e il tempo libero condotta dal Centro di ricerca sull’educazione ai media, all’informazione e alla tecnologia (Cremit) dell’Università Cattolica di Milano. Il nostro obiettivo - spiega il direttore del Cremit , Pier Cesare Rivoltella - è di verificare le abitudini di gioco dei ragazzi fino a 13 anni e le consapevolezze educative degli adolescenti tra i 14 e i 17 anni». L’idea di raggiungere un campione di 2.000 soggetti tra gli 8 e i 17 anni proprio all’interno degli oratori estivi ha permesso di capire che rapporto c’è tra il gioco e il videogioco. I comportamenti di gioco di un bambino di 8 anni sostanzialmente non sono molto diversi da un ragazzino di 13 - evidenzia il professor Rivoltella - e questo significa che la pervasività di certi media digitali, come i videogiochi, è trasversale rispetto alle età». Non è vero, secondo il direttore del Cremit, che quando i bambini cominciano a video-giocare non fanno più altro, perché se gli si propone una bella partita a pallone con gli amici all’aria aperta la fanno volentieri. L’ Indagine sul gioco e il tempo libero ci offre così una rappresentazione fedele dei bambini di oggi, con una dieta di consumi e stimoli più ricca e variegata rispetto a quella dei bambini di ieri.

 
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