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Autismo a scuola, la scelta dell’inclusione

Milano Autismo a scuola, la scelta dell’inclusione L’istituzione scolastica italiana ha saputo integrare molti allievi con disabilità, permettendo a molti di farsi strada negli studi e nel lavoro. aprile 2016 di Luigi D'Alonzo* È importante mettere dei punti fermi sull’autismo e condividerli in modo da offrire agli educatori, insegnanti e operatori delle basi di appoggio condivise per indirizzare il loro lavoro. Gli studi sul cervello con la tecnica di neuroimmagine dimostrano che i soggetti con autismo attivano con successo aree cerebrali normalmente preposte ad altri tipi di compiti con processi chiaramente di tipo compensatorio. Gli interventi di cura precoci sono stati associati a miglioramenti importanti ma molti studi indicano che i fattori più attendibili degli esiti evolutivi sono variabili esterne al trattamento, come le abilità linguistiche, sociali, e imitative e il livello intellettivo del bambino prima di iniziare il trattamento. Il numero di alunni con deficit nelle scuole italiane è cresciuto negli ultimi anni e, secondo l'ISTAT, nell'anno scolastico 2014/15 sono 153.848 gli alunni con disabilità (3,4% del totale). Essenziali sono l’intervento precoce e la consapevolezza che la promozione dello sviluppo dell’educando avviene soprattutto attraverso un contatto umano di valore, colmo di accettazione e di incontro con l’altrui persona e che tutto ciò alimenta una crescita maturativa. Intenzionalità e competenza costituiscono dunque un binomio inscindibile che deve governare l’evento educativo guidandolo in una prospettiva progettuale volta a promuovere nel soggetto handicappato itinerari di maieutica personale funzionali alla sua condizione di diversità.

 

Migranti minorenni, presenza invisibile

gennaio 2017 di Giovanni Valtolina * “ Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce ” è il tema scelto da Papa Francesco per la Giornata mondiale dei migranti che verrà celebrata domenica 15 gennaio . Dunque, la sfida sarà, soprattutto se appena giunto nel paese che lo ospita, non soltanto quella di conservare un sentimento di integrità, ma anche quella di riuscire a considerare in continuità le diverse possibilità di espressione di sé, operando traduzioni e comparazioni tra codici culturali diversi. Un secondo elemento che rende la condizione del minore migrante ancor più faticosa è il fatto che le diverse proposte identitarie con cui egli entra in contatto nel corso del processo di socializzazione tendono a scontrarsi e a sovrapporsi con un impatto violento, quasi mai mediato. Un terzo elemento di sofferenza è costituito dal fatto che il minore si trova a dover costruire la propria identità in una società in cui si tiene scarsamente conto della sua presenza e dei suoi interessi e dove le prospettive di integrazione sono tutt’altro che esplicite e univoche. Di fatto egli è una presenza "invisibile" dal punto di vista dei diritti, per poi divenire "eccessivamente visibile" per la lingua che parla, per il colore della propria pelle, per i valori che sceglie. I dati annuali evidenziano inoltre il primato dell’Italia per numero di sbarchi nel Mediterraneo: degli oltre 361mila migranti giunti via mare in Europa la metà è approdata sulle coste italiane, il 48% degli sbarchi è avvenuto in Grecia (174mila arrivi), mentre sono stati 8.826 i migranti sbarcati in Spagna. Per quanto riguarda i minori il 2016 è stato caratterizzato da una notevole crescita di sbarchi di minori non accompagnati: gli arrivi di giovani migranti soli nel nostro Paese sono stati oltre 25mila , un numero più che raddoppiato rispetto all’anno precedente.

 
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