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L’industria è finita nel pallone

Cattolicapost L’industria è finita nel pallone Nel calcio la differenza non la fanno più solo i campioni ma anche l’aspetto societario e il modello di governance e di business . È sempre più un fenomeno aziendale in cui assume importanza anche l’aspetto societario e il modello di governance e di business che viene adottato. Una riflessione che è stata alla base anche del corso di Alta formazione promosso dall’Ateneo e dalla Lega Nazionale Professionisti B, finalizzato a fornire ai partecipanti i fondamenti teorici e gli strumenti operativi che permettano loro di valorizzare nell’ambito calcistico l'esperienza maturata. La formazione universitaria offre un solido punto di riferimento nelle aree aziendali, nell’area della finanza d’impresa, della statistica e della organizzazione d’impresa che può essere completata con percorsi personalizzati finalizzati ad offrire le conoscenze aggiuntive derivanti dall’analisi e dalla discussione di casi concreti e dall’approfondimento della letteratura specialistica. Occorre dotarsi di un patrimonio di conoscenze giuridiche sia sul piano teorico che tecnico-applicativo, che consenta di operare con la massima efficienza e competenza nei rispettivi ambiti di attività. Per poter operare nell'ambito giuridico dello sport, è necessario conoscerne il complesso funzionamento e le reali esigenze di intervento professionale, come l'attività di assistenza e redazione di accordi negoziali, non più riservata ai soli Procuratori sportivi (ex Agenti Fifa), ma consentita anche agli avvocati. La comunicazione dello sport si avvale sempre più di piattaforme digitali che integrano, accanto ai media tradizionali, la presenza di siti web con l’avvio e la gestione di una relazione costante con il proprio pubblico.

 

Quale governance per le banche

PIACENZA Quale governance per le banche Dopo le recenti vicende in ambito bancario, a Piacenza il 9 febbraio esponenti dell’ European Banking Authority , di Banca d’Italia e del mondo scientifico si interrogano sulla qualità ed efficacia del governo degli istituti di credito italiani. Aspetti su cui cercheranno di fare chiarezza, sia sul versante economico sia su quello giuridico, gli interventi di esponenti dell’ European Banking Authority (EBA), di Banca d’Italia e del mondo accademico . Tra questi, per citarne alcuni: Djamel Bouzemarene , European Banking Authority, Bruna Szego , Banca d’Italia, Rossella Locatelli , Università degli Studi dell’Insubria, Antonella Antonucci, Università degli Studi di Bari, Maria Luisa Di Battista , Claudio Frigeni , Gianluca Mucciarone , tutti docenti nella facoltà di Economia e Giurisprudenza della Cattolica di Piacenza. E aggiunge: «Un po' più sullo sfondo è rimasto, quanto meno nel nostro paese, un altro aspetto, su cui pure molti cambiamenti normativi sono avvenuti a livello internazionale, che, a mio parere, è certamente una delle cause delle crisi bancarie. Mi riferisco al tema della qualità e dell’efficacia della governance che - secondo quanto viene sempre più spesso osservato dagli specialisti - risulta cruciale nella prospettiva della stabilità del nostro sistema bancario e finanziario e, di conseguenza, anche in quella della tutela dei risparmiatori. Non a caso, proprio la regolamentazione in materia di governance in Europa è stata elevata di grado e costituisce uno dei due capisaldi - insieme con quella in materia di adeguatezza del capitale - della disciplina che costituisce la risposta a livello internazionale alla recente crisi finanziaria». Il convegno vuole dunque offrire spunti di riflessione per approfondire questi temi, discutendo con le autorità che a livello europeo (EBA) e a livello nazionale (Banca d’Italia) devono elaborare le regole specifiche rivolte a tutte le banche.

 

Una governance più chiara per le banche

Piacenza Una governance più chiara per le banche Dal convegno organizzato dalla facoltà di Economia e Giurisprudenza di Piacenza è emerso l’impegno della autorità di vigilanza a rafforzare i controlli sui requisiti dei componenti dei Cda e sulla loro idoneità a valutare i rischi. febbraio 2016 La governance delle banche è e continuerà ad essere al centro dell’attività dalle autorità che vigilano sul corretto funzionamento delle banche. In particolare, Djamel Bouzemarene , dell’Autorità Bancaria Europea ha anticipato le linee di fondo delle nuove regole che, in attuazione di quanto previsto dalla direttiva europea in materia, fisseranno i requisiti e i criteri richiesti ai componenti dei consigli di amministrazione delle banche. Anche Gianmaria Marano , di Banca d’Italia, ha ribadito l’attenzione prestata dalla regolamentazione italiana alla composizione dei board delle banche, oggi ulteriormente enfatizzata dal potere dell’autorità di vigilanza di rimuovere uno o più consiglieri. Inoltre, ha anticipato che il prossimo step della regolamentazione in materia di governance delle banche avrà per oggetto i criteri per valutare l’effettiva idoneità dei componenti a fare parte del board e la complessiva attitudine del consiglio a svolgere efficacemente i propri compiti. Al riguardo, è stato più volte puntualizzato che la regolamentazione bancaria internazionale richiede ai consigli di amministrazione di individuare e valutare correttamente i rischi ai quali la banca è esposta e di controllare nel continuo l’effettivo andamento della società. Tra gli altri interventi, la professoressa Antonella Sciarrone, ha rilevato che il sistema tradizionale, poco presente in Europa dove prevale il sistema monistico, ma prevalente in Italia, stante il ruolo che nello stesso viene riservato al collegio sindacale, appare meno adatto a rispondere nel continuo al controllo dei rischi.

 
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