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La tua giustizia non è la mia

piacenza La tua giustizia non è la mia Gherardo Colombo in Cattolica per parlare di giustizia riparativa «Da noi giustizia è ancora sinonimo di vendetta». Parola di Gherardo Colombo , prima giudice, poi pubblico ministero in inchieste che hanno fatto la storia d’Italia, come la Loggia P2 o Mani Pulite ed ospite dell’Università Cattolica lo scorso 14 febbraio. Una idea di giustizia orientata al recupero, all’inclusione, alla riparazione, «idea che si allontana da quella di vendetta e tortura diffusa in Italia». La risposta alla trasgressione dovrebbe essere individualizzata sulla base di ciò di cui ha bisogno la persona che ha commesso il reato: chi è pericoloso deve stare da un’altra parte, ma solo finché lo è. Colombo riprende la Costituzione ed i suoi principi, l’idea che le persone debbano preservare la propria dignità seppur colpevoli di aver commesso un reato. Il 70% dei carcerati – ha precisato - commette nuovamente un reato, una volta scontata la pena.La Costituzione avrebbe però un’intenzione ben diversa: la pena dovrebbe essere lo strumento per riportare sulla retta via una persona, invece i fatti ci dimostrano che non è così. Il risarcimento non si attua restituendo il male al male, ribadisce Colombo «In molti Paesi è applicata, in alternativa alla giustizia retributiva, quella riparativa, che è il suo opposto: un modello che prevede, con la presenza di esperti, un avvicinamento progressivo tra vittima e colpevole.

 

Autismo a scuola, la scelta dell’inclusione

Milano Autismo a scuola, la scelta dell’inclusione L’istituzione scolastica italiana ha saputo integrare molti allievi con disabilità, permettendo a molti di farsi strada negli studi e nel lavoro. aprile 2016 di Luigi D'Alonzo* È importante mettere dei punti fermi sull’autismo e condividerli in modo da offrire agli educatori, insegnanti e operatori delle basi di appoggio condivise per indirizzare il loro lavoro. Gli studi sul cervello con la tecnica di neuroimmagine dimostrano che i soggetti con autismo attivano con successo aree cerebrali normalmente preposte ad altri tipi di compiti con processi chiaramente di tipo compensatorio. Gli interventi di cura precoci sono stati associati a miglioramenti importanti ma molti studi indicano che i fattori più attendibili degli esiti evolutivi sono variabili esterne al trattamento, come le abilità linguistiche, sociali, e imitative e il livello intellettivo del bambino prima di iniziare il trattamento. Il numero di alunni con deficit nelle scuole italiane è cresciuto negli ultimi anni e, secondo l'ISTAT, nell'anno scolastico 2014/15 sono 153.848 gli alunni con disabilità (3,4% del totale). Essenziali sono l’intervento precoce e la consapevolezza che la promozione dello sviluppo dell’educando avviene soprattutto attraverso un contatto umano di valore, colmo di accettazione e di incontro con l’altrui persona e che tutto ciò alimenta una crescita maturativa. Intenzionalità e competenza costituiscono dunque un binomio inscindibile che deve governare l’evento educativo guidandolo in una prospettiva progettuale volta a promuovere nel soggetto handicappato itinerari di maieutica personale funzionali alla sua condizione di diversità.

 
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