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Mamme a lezione d’italiano

Service Learning Mamme a lezione d’italiano Un gruppo di studentesse di "Pedagogia generale e della comunicazione" ha svolto attività di alfabetizzazione nell’ambito di un corso di italiano per donne e madri immigrate. maggio 2019 Si è concluso con successo, il corso di italiano e alfabetizzazione per donne e mamme immigrate, grazie al quale alcune studentesse del corso di "Pedagogia generale e della comunicazione" della Cattolica si sono calate nel ruolo di insegnanti ed educatrici nel settore dell’alfabetizzazione. In aggiunta al corso base, inoltre, è stato promosso un approfondimento dedicato alla conoscenza storica, culturale e artistica della città di Brescia. In occasione della consegna degli attestati - avvenuta all’inizio di maggio presso l’Auditorium di Cisl Brescia - allieve e insegnanti, sono state ricevute a Palazzo Loggia dall’Assessore alle Pari opportunità e politiche giovanili. L’iniziativa, promosso da Anolf Cisl Brescia con Anteas , Cisl Scuola e la sede di Brescia di IAL Lombardia , è stata patrocinata dalla Cattolica, in collaborazione con l’amministrazione comunale, l’ Ufficio Scolastico Provinciale e all’ Associazione Centro Migranti Onlus . Il corso è nato da una necessità sollevata da alcuni istituti scolastici bresciani, che hanno raccontato la difficoltà a comunicare con le mamme dei bambini stranieri, in quanto hanno meno opportunità di imparare la nostra lingua e quindi di integrarsi nel contesto sociale. Durante il corso sono state insegnate le basi del lessico e della grammatica italiana, i modi con cui è possibile presentarsi nel contesto di nuove situazioni (ad esempio, recandosi dal dottore), i nomi dei cibi presenti al supermercato, la distinzione tra plurale e singolare, l’uso corretto del verbo avere.

 

Otto volte “Mettiti nei miei panni”

milano Otto volte “Mettiti nei miei panni” Torna per l’ottava edizione la manifestazione di sensibilizzazione sul tema della disabilità per promuovere la cultura dell’inclusione. aprile 2019 “ Mettiti nei miei panni ” è l’invito che gli studenti con disabilità dell’Università Cattolica rivolgono a tutta la popolazione universitaria dell’ateneo ormai da otto anni a Milano nel mese di maggio e da tre nella sede piacentina. Il progetto si propone di sensibilizzare il mondo accademico sulle tematiche della disabilità per promuovere e valorizzare il processo di inclusione degli studenti che utilizzano i Servizi per l’integrazione dell’ateneo cattolico attraverso lo sviluppo di una coscienza civile, attiva e consapevole. Questa iniziativa riveste un’importante valenza educativa perché conduce i partecipanti a compiere, con la sola iniziale presenza, un atto di responsabilità attiva, di giustizia e di conoscenza. L’intervento di formazione si propone, infatti, di offrire spunti di riflessione ed elaborazione critica attivando, attraverso l’attività di role taking , un coinvolgimento emotivo, possibile fonte di stimolo per la rielaborazione, a posteriori, dell’auspicata riflessione critica circa i temi dell’inclusione. È così che "Mettiti nei miei panni", vera best practice che si innesta sul modello italiano di partecipazione attiva, diventa un’esperienza significativa, emotivamente “intrusiva” poiché la differenza interroga ciò che si è. Nel solco di tale buona prassi - che ha da sempre riscontrato largo consenso e partecipazione - l’inclusione, riconoscimento della dignità e dei bisogni di ciascuno, diventa finalità, approccio e processo allo stesso tempo.

 

Migranti, cittadini si diventa

brescia Migranti, cittadini si diventa Secondo una ricerca condotta dal Cirmib gli immigrati naturalizzati o in fase di naturalizzazione mostrano un forte senso d’appartenenza all’Italia ma non sono ancora pronti a svolgere un ruolo attivo nella società. marzo 2019 Ben integrati nel tessuto sociale bresciano nel quale risiedono da molti anni, dotati di un forte sentimento d’appartenenza all’Italia, ma non ancora preparati a svolgere un ruolo attivo nella società italiana di cui fanno parte. È l’identikit del cittadino straniero naturalizzato italiano, o in fase di naturalizzazione, profilato da una ricerca condotta dal Cirmib, che sottolinea come ci sia ancora molto da fare in fatto di partecipazione attiva. L’obiettivo? Approfondire le motivazioni, le aspettative e le criticità del percorso di “naturalizzazione” di cittadini con provenienza migratoria in provincia di Brescia, portando così alla realizzazione di una vera e propria Guida di Cittadinanza Attiva, redatta in italiano e indirizzata ai cittadini dei paesi terzi richiedenti cittadinanza. Ad essere intervistati sono stati 21 soggetti adulti, 10 donne e 11 uomini (di cui, al momento dell’intervista, uno solo aveva ottenuto la cittadinanza da poco meno di un anno, tre avevano da poco pronunciato il giuramento; i restanti 18 soggetti si trovavano ancora nella fase di naturalizzazione). di Brescia, in collaborazione con Università Cattolica, Università Statale e Associazione Comuni Bresciani e rivolto ai cittadini di paesi terzi richiedenti cittadinanza italiana, e agli operatori pubblici e privati dei servizi front-office degli sportelli cittadinanza e immigrazione. Si vuole dimostrare che la naturalizzazione (cioè “diventare italiani”) non è solo la conclusione di un iter burocratico, bensì l’inizio di un nuovo percorso fatto tanto di diritti quanto di doveri verso gli altri.

 

8 marzo, parlano le donne

festa della donna 8 marzo, parlano le donne Tre docenti dell’Ateneo affrontano il tema da diverse angolature: Claudia Manzi sulle politiche d’inclusione, Antonella Sciarrone Alibrandi sulla diversità di genere nella “stanza dei bottoni”, Milena Santerini su una storia scritta al femminile. Se molto resta da fare sul piano culturale, il benefico effetto dell’introduzione della legge Golfo-Mosca è sotto gli occhi di tutti: in pochi anni si è passati, infatti, dal 2% di rappresentanza femminile (nel 2003) al 33,5% (nel 2018). La professoressa Milena Santerini , docente di Pegagogia generale alla facoltà di Scienze della formazione, propone, infine, una lettura storica del ruolo delle donne, soprattutto quando hanno dovuto combattere i totalitarismi. Il racconto cerca un’interpretazione, un significato alle grandi domande della vita, del dolore, della speranza; e così diviene intrinsecamente qualcosa che trasforma e – dunque – che educa». donna #festadelladonna #8marzo #inclusione Facebook Twitter Send by mail PROMOZIONE VITA E PENSIERO In occasione delle festa della donna dal 4 al 10 marzo 2019 è attiva una promozione speciale sul sito Vita e Pensiero : una selezione di libri e capitoli digitali al 15% per omaggiare le grandi figure femminili del nostro catalogo. È questa soglia delicata che troviamo nelle sculture di Cristina Costanzo , artista piacentina che espone, presso l’Atrio Principale della sede dell’Università Cattolica a Piacenza, la mostra “Il volto dell’altro ”. Otto sculture che potranno essere ammirate ed apprezzate fino a lunedì 11 marzo, ognuna con un messaggio da custodire, una solitudine dovuta alla grazia, un tempo difficile da definire come contenesse nel cuore una goccia di eterno.

 

Crescono gli alunni con disabilità

Milano Crescono gli alunni con disabilità Nelle scuole italiane, con l’aumento del numero di studenti accolti, c’è sempre più bisogno di un approccio educativo attento alla loro integrazione. Come affronta la scuola italiana l’integrazione di questi studenti? Ne parliamo con il professor Luigi D’Alonzo , ordinario di Pedagogia speciale e direttore del nuovo master in “Didattica e Psicopedagogia per alunni con Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività (ADHD – DDAI)” dell’Università Cattolica. Qual è l’andamento rispetto agli anni precedenti? «Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale sulla salute delle Regioni italiane (Focus sulla Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, del 31 dicembre 2017) le persone con disabilità sono circa 4 milioni e 360 mila pari al 7,2% della popolazione italiana. Qual è il focus di questo corso? «Il master in “Didattica e Psicopedagogia per alunni con Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività (ADHD – DDAI)” è rivolto a docenti delle scuole statali e paritarie, dirigenti scolastici, coordinatori didattici ed educatori. Il Master è organizzato in stretta collaborazione con il Centro studi sulla Disabilità e Marginalità (CeDisMa) dell’Università Cattolica e si avvale di docenti e conduttori con grande esperienza professionale e specialistica nel settore del Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività». scuola #disabilita #inclusione #master Facebook Twitter Send by mail UN MASTER SU DEFICIT D’ATTENZIONE/ IPERATTIVITÀ Scadono il 12 settembre le iscrizioni al nuovo master in “ Didatti ca e Psicopedagogia per alunni con Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività (ADHD – DDAI) ”. Il percorso è organizzato in stretta collaborazione con il Centro studi sulla Disabilità e Marginalità (CeDisMa) dell’Università Cattolica e si avvale di docenti e conduttori con grande esperienza professionale e specialistica nel settore del Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività.

 

Autismo a scuola, la scelta dell’inclusione

Milano Autismo a scuola, la scelta dell’inclusione L’istituzione scolastica italiana ha saputo integrare molti allievi con disabilità, permettendo a molti di farsi strada negli studi e nel lavoro. aprile 2016 di Luigi D'Alonzo* È importante mettere dei punti fermi sull’autismo e condividerli in modo da offrire agli educatori, insegnanti e operatori delle basi di appoggio condivise per indirizzare il loro lavoro. Gli studi sul cervello con la tecnica di neuroimmagine dimostrano che i soggetti con autismo attivano con successo aree cerebrali normalmente preposte ad altri tipi di compiti con processi chiaramente di tipo compensatorio. Gli interventi di cura precoci sono stati associati a miglioramenti importanti ma molti studi indicano che i fattori più attendibili degli esiti evolutivi sono variabili esterne al trattamento, come le abilità linguistiche, sociali, e imitative e il livello intellettivo del bambino prima di iniziare il trattamento. Il numero di alunni con deficit nelle scuole italiane è cresciuto negli ultimi anni e, secondo l'ISTAT, nell'anno scolastico 2014/15 sono 153.848 gli alunni con disabilità (3,4% del totale). Essenziali sono l’intervento precoce e la consapevolezza che la promozione dello sviluppo dell’educando avviene soprattutto attraverso un contatto umano di valore, colmo di accettazione e di incontro con l’altrui persona e che tutto ciò alimenta una crescita maturativa. Intenzionalità e competenza costituiscono dunque un binomio inscindibile che deve governare l’evento educativo guidandolo in una prospettiva progettuale volta a promuovere nel soggetto handicappato itinerari di maieutica personale funzionali alla sua condizione di diversità.

 

Disabilità, quanto resta da fare

Il bisogno di aiuto di cui necessitano emerge già dal fatto che oltre un terzo di queste persone vive da solo, tra gli ultrasessantacinquenni la quota sale al 42,4%. Si tratta di dati molto preoccupanti poiché palesano una diffusa condizione di vulnerabilità che coinvolge un numero elevato di persone, che non possono contare sull’aiuto di un familiare. I dati raccolti evidenziano che il livello di istruzione per questo gruppo di popolazione è mediamente basso, nella classe di età 45-64 anni la percentuale di persone che hanno al più la licenza media si attesta a circa il 70%, senza significative differenze di genere. Questi numeri testimoniano il forte divario che c’è tra le persone con disabilità e il resto della popolazione, dove la quota di persone con titolo di studio basso nella classe di età 45-64 anni è di circa il 50%. Un altro diritto in parte disatteso è quello al lavoro, nella classe di età 45-64 anni la percentuale di persone in condizione di disabilità occupata è il 18%, nel resto della popolazione 58,7%, con rilevanti differenze di genere. Permane, dunque, la carenza di servizi e assistenza formale da parte del sistema sociale, che costringe le famiglie a continuare a svolgere e a farsi carico della maggior parte delle attività di cura e di aiuto ai loro componenti in condizione di disabilità. Il processo di integrazione delle persone con disabilità ha raggiunto in Italia un livello assai elevato» afferma Luigi D’Alonzo , docente di Pedagogia speciale dell’Università Cattolica e incaricato del rettore per l’integrazione degli studenti con disabilità o dislessia di tutte le sedi dell’Ateneo.

 

Sport e inclusione sociale

cattolicapost Sport e inclusione sociale Meeting internazionale a Milano dal 24 al 26 gennaio organizzato col sostegno dell’Unesco e il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. by Marta Cascio | 19 dicembre 2017 Il 24, 25, 26 gennaio 2018 Milano accoglierà l’international meeting “ Sport for social inclusion and development: alliances for private-public action plans ”, organizzato con il supporto dell’Unesco e il patrocinio dell’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Oltre a questo, le giornate vogliono mettere in luce le sfide del partenariato pubblico-privato nel settore dello sport che include e generare un network, una piattaforma, per creare sinergia tra i vari attori che lavorano in quest’ambito. All'evento parteciperanno esponenti di Università, Ambasciate, Governi, Ong e organizzazioni sportive da più di 50 paesi del mondo tra cui Giappone, Korea, Nepal Indonesia, Thailandia, Congo, Burundi, Sud Africa, Brasile, Cuba, Guatemala, Canada e Stati Uniti. L’incontro chiave si è svolto in Kazan a luglio: la sesta conferenza internazionale dei ministri e alti funzionari responsabili per l'educazione fisica e lo sport, Mineps VI , ha visto la nascita e l’organizzazione del progetto, segnando uno spostamento dalle dichiarazioni di intento politico verso azioni misurabili. Sviluppo di una visione globale dell’accesso inclusivo per tutti, massimizzazione del contributo dello sport allo sviluppo sostenibile e alla pace, protezione dell’integrità dello sport, questi i temi principali portati al tavolo (affrontati nel Kazan Action Plan). Vista l' expertise dell’Università Cattolica su questi temi (con Fondazione Laureus e Fondazione Milan ) è nata proprio in Kazan l'idea di organizzare un incontro dove si potesse focalizzare l'attenzione su questi temi con il contributo di esperti e studiosi internazionali.

 

Mettiti nei miei panni

Milano e Piacenza Mettiti nei miei panni Torna la giornata di sensibilizzazione sulla disabilità con attività di role taking, con simulazione di limitazione visiva e motoria e un laboratorio sui deficit uditivi. Appuntamento a Piacenza martedì 17 aprile e a Milano mercoledì 9 maggio 05 aprile 2018 È arrivata a Milano alla sua settima edizione e, a fronte del successo dello scorso anno, verrà riproposta, per la seconda volta, anche nella sede piacentina dell’ateneo. “ Mettiti nei miei panni - Giornata di sensibilizzazione sulla disabilità accompagnati da tutor con disabilità e volontari ” si terrà a Piacenza martedì 17 aprile dalle 9 alle 16 (Piazzetta di Economia, via Emilia Parmense 84) e a Milano mercoledì 9 maggio dalle 9 alle 16 (Cortile d’onore, largo Gemelli 1). Il progetto si propone di sensibilizzare il mondo accademico sulle tematiche della disabilità per promuovere e valorizzare il processo di inclusione di questi studenti attraverso lo sviluppo di una coscienza civile attiva e consapevole. L'intervento di formazione vuole offrire spunti di riflessione critica attraverso attività di role taking (con l’accompagnamento di Volontari e Tutor con disabilità). È così che “Mettiti nei miei panni”, vera best practice che si innesta sul modello italiano di partecipazione attiva, diventa un’esperienza significativa, emotivamente “intrusiva” per un'università a misura di tutti» affermano gli organizzatori. Dalla rilevazione dell’indice di gradimento - dati statistici raccolti dal Servizio Integrazione - si evince, infatti, la validità di questa iniziativa ai fini dell’abbattimento delle barriere architettoniche, culturali e didattiche.

 

Un calcio all'indifferenza

Roma Un calcio all'indifferenza Sabato 5 maggio presso la SportHouse del campus di Roma l’evento “WeCare. Dai un calcio all’indifferenza ”, un progetto dedicato alla promozione dell’inclusione sociale attraverso lo sport. maggio 2018 Si è svolta sabato 5 maggio presso la SportHouse del campus di Roma dell’Università Cattolica l’evento “WeCare. Dai un calcio all’indifferenza”, un progetto dedicato alla promozione dell’inclusione sociale attraverso lo sport. Nel pomeriggio un triangolare di calcio a 11 tra C.O.I. Una bella giornata di amicizia, di riflessione e di sport. Un’occasione preziosa per riflettere su un tema importante, che riguarda da vicino i giovani e la loro capacità di aggregazione e solidarietà.

 

Con lo sport ho ripreso a vivere

milano Con lo sport ho ripreso a vivere Valentino Statella , dopo un tragico incidente sul lavoro, attraverso l’attività sportiva ha spezzato il cerchio della solitudine e della fragilità, divenendo campione paralimpico di pesistica. È un’esperienza fondamentale che aiuta a spezzare il cerchio della solitudine e ad annullare le fragilità. Parola di Valentino Statella , campione paralimpico di pesistica, ospite, lo scorso 8 marzo, della giornata di studi che l’Ateneo ha dedicato allo sport come strumento di inclusione sociale . Un processo che passa anche dall’Università, luogo di scambi, di condivisione e di esperienze. Valentino è l’esempio di una persona che si è affidata allo sport per ripartire, per vincere le difficoltà e ricostruirsi una vita dopo un tragico incidente. Statella, oltre a essere coordinatore regionale per l’attività paralimpica della federazione italiana pesistica, è anche il referente regionale per il comitato paralimpico per gli avvenimenti dello sport degli infortunati sul lavoro. Lo sport è uno strumento di riabilitazione per l’inserimento sociale» ha dichiarato.

 

La tua giustizia non è la mia

piacenza La tua giustizia non è la mia Gherardo Colombo in Cattolica per parlare di giustizia riparativa «Da noi giustizia è ancora sinonimo di vendetta». Parola di Gherardo Colombo , prima giudice, poi pubblico ministero in inchieste che hanno fatto la storia d’Italia, come la Loggia P2 o Mani Pulite ed ospite dell’Università Cattolica lo scorso 14 febbraio. Una idea di giustizia orientata al recupero, all’inclusione, alla riparazione, «idea che si allontana da quella di vendetta e tortura diffusa in Italia». La risposta alla trasgressione dovrebbe essere individualizzata sulla base di ciò di cui ha bisogno la persona che ha commesso il reato: chi è pericoloso deve stare da un’altra parte, ma solo finché lo è. Colombo riprende la Costituzione ed i suoi principi, l’idea che le persone debbano preservare la propria dignità seppur colpevoli di aver commesso un reato. Il 70% dei carcerati – ha precisato - commette nuovamente un reato, una volta scontata la pena.La Costituzione avrebbe però un’intenzione ben diversa: la pena dovrebbe essere lo strumento per riportare sulla retta via una persona, invece i fatti ci dimostrano che non è così. Il risarcimento non si attua restituendo il male al male, ribadisce Colombo «In molti Paesi è applicata, in alternativa alla giustizia retributiva, quella riparativa, che è il suo opposto: un modello che prevede, con la presenza di esperti, un avvicinamento progressivo tra vittima e colpevole.

 

Tecnologia in classe, vince l’inclusione

Tecnologia in classe, vince l’inclusione Maria Carruba , dottoranda in Scienze della Persona e della Formazione, studia come sfruttare le nuove frontiere tecnologiche non solo per rendere innovativa la didattica ma per personalizzare i contenuti in base alle esigenze di ogni allievo. È la sfida del mio progetto di ricerca “ Classroom management and inclusion: pedagogical and technological approach ”, che si colloca nell’ambito della Pedagogia speciale, la scienza che ha il compito di individuare, tracciare e percorrere strade pedagogico-educative e didattiche a garanzia anche dell’allievo con disabilità o con problemi significativi. L’insegnante in questo modo, nell’ottica del caring di don Milani, non è più solo colui che trasmette conoscenza ma il primo grande “ausilio” per l’apprendimento di cui tutti gli allievi, nessuno escluso, hanno bisogno. All’insegnante non è richiesta una competenza puramente tecnica ma di conoscere e sfruttare le potenzialità della tecnologia come uno strumento che rende insegnamento e apprendimento un momento piacevole e funzionale. La tecnologia può diventare uno strumento per personalizzare l’apprendimento, un ausilio per l’insegnante per rispondere alle esigenze di tutti gli allievi presenti in classe, e spesso rappresenta, per l’allievo con disabilità, un vero e proprio strumento per il benessere. Naturalmente essa non può cancellare la disabilità o una difficoltà ma può ridurla, compensarla, oggi più che mai: grazie alla tecnologia si può sentire, leggere, vedere, scrivere, imparare anche laddove le compromissioni senza l’uso di un ausilio non lo avrebbero mai permesso. Organizzata dalla Taset (The Association of Science, Education and Technology), dall’Università delle Tecnologie di Vienna, dall’Università di Sakarya, dall’Università di Istanbul e dalla Governors State University, la conferenza era incentrata sugli aspetti innovativi necessari per una educazione di qualità.

 

Special Olympics e Gemelli: ricerca, assistenza e sport

Roma Special Olympics e Gemelli: ricerca, assistenza e sport L'accordo di collaborazione presentato in occasione dei Giochi Nazionali Estivi Special Olympics che si svolgono a Montecatini dal 4 al 9 giugno, con gli occhi puntati ai Giochi Mondiali di Abu Dhabi del 2019. L’accordo di collaborazione, presentato in occasione dei Giochi Nazionali Estivi Special Olympics, in corso a Montecatini Terme e Valdinievole fino al 9 giugno, ha l’obiettivo principe di indagare e comprendere in che misura la pratica sportiva può migliorare la qualità di vita e le relazioni delle persone con disabilità intellettive. Il protocollo consentirà inoltre a Special Olympics Italia di vedersi associati a una istituzione sanitaria di eccellenza che già a partire dai Giochi Nazionali Estivi di Montecatini Terme e Valdinievole ha il fine di fornire una sempre migliore e qualificata assistenza ai loro atleti”. “Ricerca e assistenza clinica di alto livello per un fine di assoluto valore sociale come migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità cognitive che praticano lo sport, che grazie all’impegno di Special Olympics diventa uno straordinario mezzo di inclusione – afferma Marco Elefanti -. Il perseguimento di questo obiettivo ci ha spinti con entusiasmo a sottoscrivere questa intesa perché le finalità coincidono con la missione alla base della nostra Fondazione, di recente riconosciuta Istituto di Ricovero e Cura a Carattere scientifico, e cioè la centralità delle persone, in particolare delle persone più fragili. In particolare, tra le varie iniziative, è stato definito, con l’Unità di Operativa Complessa di Medicina dello Sport della Fondazione Policlinico A. Gemelli, diretta dal professor Vincenzo Palmieri , un Progetto Pilota finalizzato alla valutazione medico-sportiva di tutti gli Atleti convocati ai Giochi Mondiali Estivi di Abu Dhabi nel 2019. Il protocollo consentirà inoltre a Special Olympics Italia di vedersi associati ad una istituzione sanitaria di eccellenza che già a partire dai Giochi Nazionali Estivi di Montecatini Terme e Valdinievole ha il fine di fornire sempre migliore e qualificata assistenza ai loro atleti.

 

Allievi con Adhd, la strada dell’inclusione

MIlano Allievi con Adhd, la strada dell’inclusione Servono interventi psico-educativi e azioni il più possibile specifici e appropriati da parte di docenti competenti e facciano sì che la scuola di oggi sia una scuola accogliente “ per tutti e per ciascuno ”. maggio 2018 Favorire la gestione inclusiva, consapevole e responsabile a scuola degli alunni con Adhd (Disturbo da Deficit d’Attenzione/Iperattività). Tutti d’accordo sull’importanza di un intervento educativo efficace e inclusivo, intendendo il termine inclusivo nell’accezione di “stare con l’altro” e “creare relazione”, costruendo degli interventi che lavorino sull’ambiente e sul processo educativo, attraverso un modello di riferimento che è quello della prospettiva bio-psico-sociale dell’Icf dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Quindi l’importanza di uno sguardo che vada oltre il singolo allievo ma abbracci il contesto; quest’ultimo inteso come “barriera o facilitatore” di inclusione, che metta necessariamente al centro lo studente con i suoi bisogni educativi, i suoi punti di forza e le sue difficoltà. Il master, rivolto a docenti delle scuole statali e paritari, dirigenti scolastici, coordinatori didattici ed educatori intende promuovere le competenze specifiche necessarie al sostegno e allo sviluppo cognitivo e comportamentale degli alunni con disturbi da Deficit d’Attenzione/Iperattività, con particolare attenzione alla dimensione emozionale e relazionale. Il seminario si è aperto con l’intervento del professor D’Alonzo che ha delineato il concetto di “limite” in educazione e la necessità che a scuola si adotti una didattica differenziata per gestire in classe l’allievo con Adhd. A seguire una tavola rotonda, coordinata da Jessica Sala , con la partecipazione di relatori importanti del mondo della Pedagogia e della Psicologia clinica: Stefania Villa , Claudio Bissoli , Isabella Cropanese , Roberta Sala e Gianluca Daffi .

 
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