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Insegnanti, la formazione è d'obbligo

cattolicapost Insegnanti, la formazione è d'obbligo Circa un quinto del personale a tempo indeterminato del sistema scolastico italiano sarà interessato finalmente dalla nuova strategia per lo sviluppo professionale continuo dei docenti. Un rinnovamento che impone un grande sforzo di formazione anche in relazione all’evoluzione complessiva del sistema introdotta dalla nuova normativa: piano triennale dell’offerta formativa, valutazione delle scuole, alternanza scuola lavoro, premialità, organico di potenziamento, individuazione per competenze» aggiunge Bonelli. Gli insegnanti infatti costituiscono la “risorsa chiave” per il miglioramento del nostro sistema educativo» spiega Davide D’Amico , dirigente Ufficio Formazione del personale scolastico, formazione dei dirigenti scolastici e accreditamento enti della direzione generale per il Personale scolastico del Miur, a cui chiediamo quali sono le finalità della formazione continua. Come incentivare il personale e come motivarlo? «Stimolare la collaborazione e il lavoro in rete, la sperimentazione di nuove metodologie didattiche, l’attivazione di percorsi di ricerca/azione e di laboratori per lo scambio delle “best practices”, sono alcune delle modalità da privilegiare per la formazione degli insegnanti. Tanto più ci sarà collaborazione, condivisione degli obiettivi sia a livello di singola scuola (dirigente scolastico, docenti e personale amministrativo) sia tra i dirigenti scolastici delle scuole della rete d’ambito, tanto più vi sarà la possibilità di realizzare iniziative di qualità e di ricaduta positiva sugli alunni». Il piano per la formazione dei docenti (2016-2018) prevede che “vengano studiate con le università possibili connessioni con i modelli di formazione iniziale”; e ancora prevede che “saranno valutate le azioni di tirocinio nelle scuole; saranno promosse azioni specialistiche (master e corsi di alte professionalità). formazione #scuola #docenti #insegnanti Facebook Twitter Send by mail E IN CATTOLICA SI FORMA ANCHE IL PERSONALE DELLE PARITARIE Direzione e gestione delle scuole paritarie degli istituti religiosi : è il titolo del corso dell’Alta Scuola Altis , diretto dal professor Marco Grumo , per dare nuova competitività all’intero sistema.

 

Ora di matematica, s’impara l’inglese

Gli obiettivi linguistici sono di ordine secondario e non seguono la scansione progressiva tipica di un corso di lingua, bensì sono strettamente connessi a contenuti e attività di apprendimento della materia. L’insegnamento disciplinare con metodologia Clil è ordinamentale dall’anno scolastico 2014-2015 nell’ultima classe dei licei e istituti tecnici di nuova istituzione, mentre l’ordinamento dei licei linguistici prevedeva già a decorrere dall’anno scolastico 2012-2013 l’insegnamento di due diverse discipline in due diverse lingue straniere, una dal terzo anno, l’altra dal quarto. Obiettivi di questa modalità di insegnamento/apprendimento sono lo sviluppo di competenze bilingui (multilingui nel caso dei licei linguistici e/o nel caso di allievi di lingua madre diversa dall’italiano), nonché multi e interculturali, poiché incoraggiano una costante entrata/uscita da sistemi semantico-culturali diversi. Richiedere all’apprendente la capacità di rielaborare, riformulare, sintetizzare nella lingua di scolarizzazione contenuti appresi in una lingua straniera e/o viceversa, comporterebbe, tuttavia, forme di accertamento che prevedano tra i criteri di valutazione lo sviluppo delle competenze di mediazione. Pur promuovendo la competenza linguistico-comunicativa nella lingua straniera, la metodologia Clil finalizza le opportunità di esercitare abilità ricettive (ascolto e lettura) e produttive (parlare e scrivere) in lingua straniera allo sviluppo di competenze disciplinari. Lo scopo dell’uso della lingua straniera nell’insegnamento/apprendimento disciplinare è incoraggiare la riflessione sulla comprensibilità dell’input, sugli ostacoli che la specificità della lingua utilizzata può frapporre al raggiungimento degli obiettivi, sulla doppia focalizzazione su contenuti e lingua. Più complessa della lingua utilizzata nella vita quotidiana, la lingua dello studio - usata per esprimere contenuti disciplinari - richiede tempi di apprendimento diversi rispetto alla lingua dell’interazione sociale.

 
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