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Instant Report Covid-19, focus settimanale sull’epidemia

Il gruppo di lavoro dell’Università Cattolica, facoltà di Economia, campus di Roma, guidato da Americo Cicchetti , ordinario di Organizzazione Aziendale è composto da economisti sanitari e aziendalisti, ricercatori ALTEMS: Michele Basile, Eugenio Di Brino, Maria Giovanna Di Paolo, Filippo Rumi e Angelo Tattoli . Se in Italia, sulla base dei dati disponibili, l’incidenza del contagio riguarda lo 0,17% della popolazione nazionale, questa sale allo 0,43% in Regione Lombardia, riducendosi fino allo 0,05% nella Regione Lazio. L’analisi combinata degli indicatori usati dall’ALTEMS evidenzia le marcate differenze tra le scelte della Regione Veneto e, in parte, della Regione Emilia Romagna e la Regione Lombardia e, in parte, appare sussistere anche nelle soluzioni adottate dalla Regione Lazio. E ancora, il rapporto tra pazienti trattati in terapia intensiva e a domicilio è la metà in Veneto ed Emilia Romagna rispetto a quanto accade nella Regione Lombardia e nella Regione Lazio. Il secondo modello “centrato sull’ospedale” si caratterizza al contrario per i seguenti aspetti: una incidenza di tamponi effettuati sulla popolazione leggermente inferiore al gruppo precedente, in Regione Lombardia pari a 1.14% e in Regione Lazio pari a 0,59%; la crescita dei posti letto in terapia intensiva cresce meno del 50% (al 31.3. E ancora, il rapporto tra pazienti trattati in terapia intensiva e pazienti trattati a domicilio è doppio in Regione Lombardia e nella Regione Lazio rispetto a quanto accada in Veneto ed Emilia Romagna. Questo ha portato Veneto ed Emilia Romagna a orientarsi verso una gestione territoriale e domiciliare, con il Veneto che si caratterizza per una ricerca proattiva di casi “positivi”.

 

Nelle corsie in aumento medici e infermieri anti-Coronavirus

Altems Nelle corsie in aumento medici e infermieri anti-Coronavirus È quanto emerge dalla terza puntata dell’Instant Report sul Covid-19, l’iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari che monitora la diffusione del virus. Intanto adottati i primi dispositivi digitali per controllare l’epidemia 17 aprile 2020 Aumenta la forza lavoro per fa fronte all’epidemia da Coronavirus: nella Regione Marche risulta un aumento del 15% di medici dall’inizio dell’epidemia e del 7% di infermieri. Il gruppo di lavoro Altmes ha inoltre supportato, sotto il profilo metodologico, il team coordinato dal professor Rocco Reina dell’Università Magna Græcia di Catanzaro che, utilizzando lo stesso set di indicatori progettato da Altems, ha analizzato i dati di quattro Regioni del Sud, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia. Il contagio ha riguardato più intensamente gli operatori sanitari in Regione Lombardia (12,2% dei contagiati), meno le altre Regioni (intorno al 5% Veneto, Lazio ed Emilia Romagna; il 3% in Piemonte e solo l’1% nella Regione Marche). Il modello di gestione prevalentemente ospedaliera si caratterizza per una incidenza di tamponi effettuati sulla popolazione inferiore rispetto alla risposta prevalentemente territoriale o combinata (vedi Veneto ed Emilia Romagna); la crescita dei posti letto in terapia intensiva cresce meno del 50% (al 31-3. Il Piemonte dopo un primo momento di basso utilizzo dell’assistenza domiciliare cambia repentinamente atteggiamento dopo il 20 marzo all’acuirsi del contagio; La Regione Marche dagli inizi di Aprile ha attivato un numero elevato di USCA. La sperimentazione che per prima è stata avviata, quella sul tocilizumab, vede il centro coordinatore all’Istituto Nazionale dei Tumori Pascale di Napoli, ma il maggior numero di centri clinici inseriti nella sperimentazione in Regione Lombardia (ben 131).

 

Coronavirus, attivate 420 Unità speciali di continuità assistenziale

Si tratta di pazienti che hanno bisogno di un monitoraggio che non può essere assolto solo con un contatto telefonico, ma che non necessitano di un ricovero in ospedale. In totale a oggi si contano circa 420 USCA attivate su tutto il territorio nazionale che garantiscono la copertura di circa un terzo della popolazione italiana. Sono alcuni dei dati della quinta puntata dell’Istant Report Covid-19, l’ultimo report della Fase 1 dell’emergenza sanitaria, mentre stiamo per entrare nella “seconda fase” di contrasto al Coronavirus. Si tratta di una iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica ( ALTEMS ), con sede a Roma, di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale, per la prima volta prendendo in considerazione 19 Regioni + 2 Province autonome italiane. Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) In vista dell’avvio della Fase 2 i ricercatori hanno ritenuto opportuno verificare l’andamento della diffusione dell’uso delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA). In questa seconda fase si prenderanno in considerazione aspetti relativi alle modalità prescelte per la tracciatura del contagio, per la realizzazione dei test sierologici tra le Regioni nonché le modalità di separazione dei flussi tra pazienti Covid-19 e pazienti non Covid-19 nell’ambito delle strutture ospedaliere. Il gruppo si è arricchito della collaborazione del Centro di Ricerca e Studi in Management Sanitario ( Cerismas ) dell’Università Cattolica - diretto dal professor Eugenio Anessi Pessina -, di Paola Adinolfi , dell’Organizzazione aziendale, Università di Salerno e del Gruppo di Organizzazione dell’Università Magna Græcia di Catanzaro (professor Rocco Reina ).

 

Coronavirus, sui tamponi Italia divisa

Intanto il tasso più alto si registra nella Provincia Autonoma di Trento 11 maggio 2020 A macchia di leopardo in Italia il ricorso ai tamponi per scovare i positivi a Covid-19 nelle varie Regioni italiana. Il tasso settimanale più basso si registra in Puglia (è di 2,64 tamponi per 1000 abitanti nell’ultima settimana); il tasso più alto si registra nella Provincia Autonoma di Trento (14,14*1000 abitanti) subito dopo il Veneto con 12,78*1000 abitanti. Si tratta di una iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica ( ALTEMS ) di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale, per la prima volta prendendo in considerazione 20 Regioni italiane. L’analisi delle delibere regionali mostra che se per la Fase 1 ben 16 Regioni hanno predisposto un provvedimento di “Programmazione Sanitaria Regionale”, al momento solo Toscana ed Emilia Romagna hanno deliberato un documento di programmazione sanitaria a supporto della gestione nella fase 2. Unità Speciali di Continuità Assistenziale Al momento le USCA coprono il 31% della popolazione nazionale, con un picco di copertura che ora riguarda l’Emilia Romagna (91% della popolazione coperta), seguita dalle PA di Trento e Bolzano (84%) e l’Abruzzo con il 69%. Al fianco dei nuovi indicatori, il Rapporto continua ad offrire l’aggiornamento di alcuni indicatori selezionati tra quelli che hanno caratterizzato il modello di risposta delle Regioni nella fase 1. Grazie ai nuovi indicatori si prenderanno in considerazione aspetti relativi alle modalità prescelte per la tracciatura del contagio, per la realizzazione dei test sierologici tra le Regioni nonché le modalità di separazione dei flussi tra pazienti Covid-19 e pazienti non Covid-19 nell’ambito delle strutture ospedaliere e territoriali.

 

Il Covid è costato 1,5 miliardi solo per ospedali

Altems Il Covid è costato 1,5 miliardi solo per ospedali Decima puntata dell’Instant Report Altems Covid-19: ormai chiaro l’impatto economico dell’epidemia, caratterizzato da enormi costi per i ricoveri di pazienti affetti da Coronavirus e dalla rilevante contrazione di quelli ordinari. Per i 160.092 ricoveri per Covid-19 effettuati e conclusi (erano 144.658 nella precedente valutazione una settimana fa), la spesa, in base alle tariffe DRG, si stima pari a 1.356.957.793 (quasi 100 milioni in più in una settimana), di cui il 33% sostenuto per i casi trattati in Lombardia. Considerando 179.331 giornate di degenza (al 1 giugno, +1.81% rispetto al 26 maggio) in terapia intensiva, ad un costo giornaliero medio di 1.425 il costo totale a livello nazionale ammonterebbe a oltre 255 milioni di , di cui il 36% sostenuto in strutture ospedaliere della Lombardia. Il report a cura dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari ( Altems ) si è arricchito sin dalla scorsa puntata dell’analisi dell’impatto economico dell’emergenza COVID-19 nella prospettiva del Servizio sanitario nazionale. Solo a giudicare dal valore economico, è evidente che le strutture dell’Ssn hanno prodotto meno salute in termini complessivi in questo ultimo periodo (2 miliardi in meno di spesa ospedaliera si traducono in minore salute prodotta). Il 70% dei reparti di oncologia chirurgica, che hanno risposto ad una survey nazionale su invito (Guido Torzilli 2020), dichiara di avere avuto una riduzione nei posti letto disponibili. Il numero di procedure chirurgiche effettuate in mediana in una settimana è passato da 3.8 (IQR 2.7-5.4) pre COVID a 2.6 (IQR 2.2-4.4) post COVID (p=0.036) (Torzilli 2020), con conseguenti ripercussioni sulle liste di attesa; • Contagio del personale.

 

Covid, le Regioni preparano strategie vaccinali per l’autunno

Altems Covid, le Regioni preparano strategie vaccinali per l’autunno Undicesima puntata dell’Instant Report Altems Covid-19: in caso di una nuova ondata di contagi da Coronavirus sul territorio nazionale si stanno mettendo a punto piani ad hoc per promuovere vaccinazioni antinfluenzali. Tali vaccinazioni sono state riconosciute di primaria importanza in epoca Covid dalla WHO e dal CDC, sia per ridurre il numero di pazienti con sintomatologia sovrapponibile a quelle dall’infezione da Sars-CoV-2, sia per ridurre il più possibile la circolazione di altri patogeni respiratori causa di gravi complicanze e comorbidità. Anche se non abbiamo ancora robuste evidenze scientifiche sulle possibili interazioni tra la circolazione del Covid-19 e dell’influenza stagionale, la raccomandazione di promuovere la vaccinazione antinfluenzale sembra avere un senso sotto il profilo di gestione del Servizio sanitario nazionale. La possibilità di ridurre la pressione sui Pronto soccorso con persone con sintomi che potrebbero essere scambiati per quello del Covid-19, certamente rappresenta un “valore” per chi si troverà a gestire l’emergenza autunnale. Analisi di maggior dettaglio sulla tipologia di trapianto per livello di urgenza (Angelico 2020) e un maggiore dettaglio sulle caratteristiche dei pazienti trattati durante l’emergenza (Maggi 2020) sono disponibili in alcuni studi. Si aggiunge che in Vistoli 2020, la survey condotta è stata l’occasione anche per elaborare un primo Consensus Paper sulla organizzazione più opportuna di un centro trapianti in corso di pandemia COVID-19. Considerando 179.331 giornate di degenza (al 1° giugno, +1.81% rispetto al 26 maggio) in terapia intensiva, ad un costo giornaliero medio di 1.425 il costo totale a livello nazionale ammonterebbe a o ltre 255 milioni di , di cui il 36% sostenuto in strutture ospedaliere della Lombardia.

 

Test sierologici, ancora in poche Regioni

Sono alcune delle novità emerse dalla dodicesima puntata dell’Istant Report Covid-19 acura dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari ( Altems ) e coordinato da Americo Cicchetti , docente di Economia aziendale nella facoltà di Economia, campus di Roma, e direttore dell’Alta Scuola. In questo numero il report si è arricchito di un’analisi della “ preparedness” a livello nazionale e regionale sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Preparazione e Risposta per una Pandemia Influenzale . Tamponi diagnostici Per quanto riguarda la ricerca del virus attraverso i tamponi, si osserva che il trend nazionale, in diminuzione nelle scorse settimane, è tornato a risalire: rispetto alla settimana scorsa, in Italia il tasso per 100.000 abitanti è passato da 5,90 a 6,25 . Approfondimento sui test Covid-19 I test sierologici stanno acquistando spazio nel dibattito e nelle aspettative della cittadinanza sia a causa dell’indagine di sieroprevalenza in corso promossa da Ministero della Salute, ISTAT e Croce Rossa Italiana su un campione di 150.000 cittadini sia per le differenti iniziative regionali che sono fiorite. Alcune di queste iniziative sono state incluse da alcune regioni in un approccio di sanità pubblica, ma nella maggior parte dei casi è finora mancata una chiara strategia sulla gestione dei risultati dei test . Sono inoltre in corso circa 100.000 test CLIA/ELISA volontari sulla popolazione che ha avuto la maggior probabilità di contatto con casi COVID19 nelle province di Piacenza e Rimini nonché nella città di Medicina (in corso, no risultati). La digitalizzazione in epoca di Covid-19 Dopo il primo periodo di emergenza, è continuata la crescita delle iniziative di telemedicina dedicate all’assistenza dei pazienti non Covid.

 

Covid, oltre 3,3 mld di euro “persi” per ricoveri mancati

Altems Covid, oltre 3,3 mld di euro “persi” per ricoveri mancati Quindicesimo report settimanale dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica, campus di Roma: continua a scendere il ricorso ai tamponi diagnostici. Mentre la nuova analisi di scenario relativa ai costi per il trattamento dei casi positivi guariti e/o deceduti mostra che il «costo» stimato per il SSN dei casi (guariti o deceduti) varia da un minimo di 687 a un massimo di 1.568 milioni. Date le 185.527 giornate di degenza (al 07 luglio, dati Ministero della Salute) in terapia intensiva, ed assunto un costo giornaliero medio di 1.425, il costo totale a livello nazionale si stima di quasi 264 milioni. Sono alcuni dei dati emersi nella 15/ima puntata dell’Instant Report Covid-19 , a cura dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica ( Altems ), campus di Roma, diretta da Americo Cicchetti , docente di Organizzazione aziendale della facoltà di Economia . Sin dai primi giorni in cui è emersa l’emergenza Covid-19, si è delineata la necessità di introdurre rapidi ed agili forme di smart working nel mondo del lavoro, inclusa la sanità con riferimento ai servizi diversi dall’assistenza diretta al paziente. Si è deciso di limitare la presenza in azienda solo nelle riunioni direzionali di task force e in ufficio, a rotazione, esclusivamente per gestire l’emergenza relazionale con i professionisti clinici ed eventuali problemi legati alla connessione VPN dei colleghi e alla deviazione dei numeri telefonici fissi sui cellulari. A partire dal Report #4 la collaborazione si è estesa al Centro di Ricerca e Studi in Management Sanitario dell’Università Cattolica (professor Eugenio Anessi Pessina ) e al Gruppo di Organizzazione dell’Università Magna Græcia di Catanzaro (professor Rocco Reina ).

 

In un mese più che raddoppiati i casi di contagiati dal Coronavirus

ALTEMS In un mese più che raddoppiati i casi di contagiati dal Coronavirus Secondo il report settimanale dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica i ricoveri sono in netto aumento. È quanto emerge dalla 21ma puntata dell’Instant Report Covid-19 , una iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (ALTEMS) dell’Università Cattolica di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale. Questi numeri, pur per ora meno preoccupanti dei dati proveniente da altri Paesi europei, evidenziano la necessità di continuare a rispettare misure di contenimento e i protocolli di sicurezza e a operare un’attenta sorveglianza epidemiologica». I dati (al 22 settembre) mostrano che la percentuale di casi attualmente positivi (n = 45.489) sulla popolazione nazionale è pari allo 0,08% (in crescita rispetto ai dati del 15/09). La percentuale di casi (n= 300.897) sulla popolazione italiana è in sensibile aumento, passando dallo 0,48% allo 0,50% (questa percentuale risultava stabile al 40% nel periodo di analisi dei dati dal 30/06 ai dati del 14/07). La combinazione di tali indicatori potrebbe consentire di descrivere l'apporto che le attività di screening stanno dando nell'individuazione del bacino di residenti attualmente positivi, nonché di meglio caratterizzare i modelli adottati nelle diverse Regioni per la ricerca dei casi in generale. Nella maggior parte delle Regioni la quasi totalità dei nuovi casi accertati di COVID-19 risulta diagnosticata a partire dal sospetto clinico ad eccezione delle Marche e della P.A.

 

Terapie intensive sotto controllo e ben lontane dalla saturazione

Queste Regioni, che hanno a oggi il maggior tasso di saturazione dei posti letto di Terapia Intensiva, avrebbero avuto i seguenti tassi di saturazione considerando i posti letto attivi prima del DL 34/2020: Liguria (14,7%), Sardegna (14,2%) e Campania (10,4%). Al momento non abbiamo indicazioni precise sullo stato di avanzamento dei piani di riorganizzazione della rete ospedaliera ex DL 34/2020 e per questo motivo abbiamo calcolato la saturazione, sia quando i piani saranno a regime, sia rispetto al numero di posti letto pre DL 34. Attualmente – sostiene Americo Cicchetti , professore ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia del campus romano dell’Università Cattolica – la situazione è apparentemente sotto controllo: la maggior parte delle Regioni ha tassi di saturazione (sia pre DL 34 che “a regime”) nell’intervallo 0 - 3%. In termini di incremento percentuale di personale medico, Molise (+18%) e Piemonte (+17%) risultano essere le Regioni che hanno investito maggiormente in termini di incremento del personale medico. Analizzando inoltre le tipologie di bandi che sono stati indetti, 1.274 unità di personale medico aggiuntivo risulta essere stato assunto da bandi con specifico riferimento all’emergenza Covid-19 mentre 2.842 unità di personale medico aggiuntivo risulta essere stato assunto da bandi senza esplicito riferimento all’emergenza covid. La combinazione di tali indicatori potrebbe consentire di descrivere l'apporto che le attività di screening stanno dando nell'individuazione del bacino di residenti attualmente positivi, nonché di meglio caratterizzare i modelli adottati nelle diverse Regioni per la ricerca dei casi in generale. Al fine di corrispondere tempestivamente alle richieste di prestazioni ambulatoriali, screening e di ricovero ospedaliero non erogate nel periodo dell’emergenza epidemiologica conseguente alla diffusione del virus SARS-Cov-2, e, contestualmente allo scopo di ridurre le liste di attesa Decreto-Legge 14 agosto 2020, n. 104.

 

Covid-19, letalità ridotta rispetto alla prima ondata

Tale saturazione è ottenuta dal rapporto tra il numero di pazienti Covid ricoverati in Terapia Intensiva ed il numero di posti letto previsti a livello Regionale, per un totale nazionale di 8.679 posti letto. È stata riportata come soglia di riferimento (30%) il valore indicato in tal senso per l’occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva, previsto dal Ministero della Salute nella circolare sulle attività di monitoraggio del rischio sanitario in emergenza COVID-19 (30 aprile 2020). (nota: i valori riportati si riferiscono ai posti letto di TI previsti dalla circolare ministeriale, non al numero di posti letto attualmente effettivamente presenti nelle Regioni: ciò implica un lieve disallineamento rispetto alla saturazione reale). Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). In particolare, è stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio la settimana appena trascorsa, tra il 14 ed il 20 ottobre, è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (256 casi ogni 100.000 residenti). Il valore medio registrato nell’ultima settimana nelle Regioni del Nord dall’indicatore è pari a 6,21% (in aumento rispetto alla scorsa settimana che era pari a 5,26%). Il valore medio registrato nell’ultima settimana nelle Regioni del Centro dall’indicatore è pari a 7,54% (in calo rispetto alla scorsa settimana che era pari a 8,40%).

 

La seconda ondata comincia a far slittare i ricoveri per i pazienti non-Covid

Secondo quanto noto finora al 4 novembre Lombardia, Puglia, Calabria e Campania hanno invece optato per una sospensione integrale dei ricoveri di tutte le classi di priorità, ovvero dal ricovero raccomandato entro 30 giorni fino a quelli che devono comunque essere effettuati entro 12 mesi. Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). È stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio il 3 novembre è anche la data in cui si è registrata la massima prevalenza puntuale in Italia (694 casi ogni 100.000 residenti). Dal report #21, si introduce una nuova analisi in termini di monitoraggio della prevalenza derivante dal confronto negli ultimi mesi (Prevalenza periodale del 5 settembre – 4 ottobre e del 5 ottobre – 3 novembre per 100.000 abitanti) si denota come nella maggior parte delle regioni tale indice è incrementato notevolmente. Dal report #25 è stata analizzata la letalità grezza apparente del COVID-19 nelle Regioni italiane (27 ottobre – 3 novembre 2020) che corrisponde al numero di pazienti deceduti nell’ambito dei soggetti positivi al COVID-19 nell’intervallo di tempo considerato. Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. Se consideriamo la dotazione di posti letto originaria, ovvero prima dei piani regionali di riorganizzazione della rete ospedaliera, il tasso di saturazione in oggetto risulta essere pari al 110% in Valle d’Aosta, al 89,2% nella P. A. di Bolzano, al 71,3% in Piemonte ed al 71% in Umbria.

 

Covid-19. Mortalità aumentata di 10 volte, ma sempre inferiore alla prima ondata

Per quanto riguarda la mortalità nella settimana 4-10 novembre è stata pari al 4,29% (in aumento rispetto alla scorsa settimana 2,50%); il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia si riferisce ai 7 giorni tra il 26 marzo ed il 1 aprile 2020 ed è stato pari al 8,28%. Da questo report è stato elaborato un indicatore che misura il tasso di saturazione dei posti letto in ‘Area Non Critica’ (ordinari, non di terapia intensiva), ovvero dei posti letto di malattie infettive, medicina generale e pneumologia dove vengono ricoverati i pazienti Covid. Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). In particolare, è stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio la settimana appena trascorsa, tra il 4 ed il 10 novembre 2020, è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (1.076 casi ogni 100.000 residenti). Tasso di saturazione dei PL di Terapia Intensiva al 11 novembre 2020 Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. All’11 ottobre 2020 - sottolinea il professor Americo Cicchetti - nonostante ulteriori implementazioni di posti letto di terapia intensiva, 12 Regioni e Province Autonome hanno esaurito la capacità di posti letto di terapia intensiva aggiuntivi e stanno, seppur con percentuali diverse, attingendo alla capacità strutturale. Il tasso di saturazione dei posti letti di terapia intensiva – ha aggiunto– continua a crescere, rispetto alla settimana precedente, di 15,4 punti percentuali considerando la dotazione di posti letto di terapia intensiva PRE DL 34/2020 e di 9,4 punti percentuali considerando la dotazione di posti letto di terapia intensiva POST DL 34/2020.

 

Ricoveri non-Covid persi, impatto economico da 4,2 miliardi

Inoltre, si stima che il costo totale a livello nazionale relativo alle 262.645 giornate di degenza in terapia intensiva fino al 16 novembre (dati Ministero della Salute) sia di 374.269.125 (con un costo giornaliero medio di 1.425). Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). In particolare, è stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio la settimana appena trascorsa, tra l’11 ed il 17 novembre 2020, è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (1.366 casi ogni 100.000 residenti). È stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio il 17 novembre è anche la data in cui si è registrata la massima prevalenza puntuale in Italia (1.218 casi ogni 100.000 residenti). Analizzando l’andamento dei pazienti ricoverati sul totale dei positivi, si vede che nelle Regioni del Nord il valore medio registrato nell’ultima settimana è pari a 5,52% (in diminuzione rispetto alla scorsa settimana che era pari a 5,72%). Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. Il tasso di saturazione medio calcolato sull’intera penisola è del 71,6% se consideriamo la dotazione pre DL 34 e del 43,7% se, invece, teniamo in considerazione i nuovi posti letto di TI, in aumento rispetto al precedente aggiornamento di 11,5 (situazione PRE DL 34) o 7 (situazione POST DL 34) punti percentuali.

 
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