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La European Student Card è vicina

Ateneo La European Student Card è vicina A Münster una nuova tappa verso la realizzazione della Carta Europea dello Studente che metterà in rete a livello transnazionale dati e documenti degli studenti per permettere di fruire dei servizi del Diritto allo studio anche all’estero. maggio 2017 Procedono a passo sostenuto i lavori per il progetto europeo Esc (European Student Card), cui Educatt – dopo l’ottima conclusione di WISE, valutato dall’agenzia Indire con il punteggio di 91/100 – prende parte come partner per la fase sperimentale. Nell’occasione verrà presentato il primo prototipo di Carta - con un laboratorio pratico che permetterà di verificarne dei requisiti tecnici - e si aprirà il confronto con alcuni dei maggiori partner strategici, tra i quali EWP – Erasmus without paper . La conferenza, aperta a tutti, è rivolta soprattutto a coloro che in ambito universitario si occupano di relazioni e scambi internazionali e sarà occasione preziosa per riflettere sulle prospettive internazionali del Diritto allo Studio. europeanstudentcard #internazionale #dirittoallostudio Facebook Twitter Send by mail.

 

In Terra Santa alla ricerca di verità

UCSC international In Terra Santa alla ricerca di verità Si parte per il Medio Oriente credendo di sapere già qualcosa sul conflitto israelo-palestinese, ma una volta lì si capisce che esistono solo tante narrative diverse. ottobre 2017 di Alessandra De Poli * L’idea di partire per il Middle East Community Program (Mecp) mi è venuta dopo aver parlato con una ragazza che era stata in Terra Santa l’anno precedente. Abbiamo alloggiato tutti insieme a Betlemme, che nei 17 giorni di programma è diventato il nostro campo base, ma anche un po’ la nostra casa, dato che ci accoglieva una famiglia palestinese. Non sono mancate le visite alle realtà sociali e ai progetti di Ats Pro Terra Sancta , che si estendo in tutto il territorio sia palestinese che israeliano, e si occupano di categorie di persone diverse (bambini disabili, anziani, giovani studenti arabo cristiani…). Uno parte per la Terra Santa (Israele, Palestina, territori occupati, che nome si deve usare?) credendo di sapere già qualcosa sulla realtà della regione e sul conflitto israelo-palestinese, ma una volta lì si rende conto che non esiste una verità assoluta. Perché passare da Betlemme a Tel Aviv crea un certo shock, così come camminare nella Città Vecchia di Gerusalemme e poi prendere il tram in Città Nuova e arrivare fino al museo Yad Vashem dedicato alla Shoah. Mentre vedere il muro che fagocita i villaggi palestinesi e passare a piedi attraverso i checkpoint crea un po’ di timore e un po’ di rabbia, un po’ di tristezza e un po’ di eccitazione.

 

Brescia-Chicago, “Erasmus” a distanza

ITALIA - STATI UNITI Brescia-Chicago, “Erasmus” a distanza Col progetto Global Learning Experience 14 studenti di Scienze linguistiche e 13 loro colleghi della DePaul University hanno sperimentato uno scambio interculturale “da casa” grazie all’uso didattico di Skype, Facebook e Whatsapp. Con Skype, D2L, VoiceThread, Whatsapp e Facebook, 14 studenti della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere della sede di Brescia dell’Ateneo e 13 loro colleghi dell Department of Modern Languages della DePaul University di Chicago hanno sperimentato uno scambio interculturale “da casa” grazie alle nuove tecnologie della comunicazione. Un uso originale e didattico delle tecnologie della comunicazione e dei social network che viene incontro a chi non può permettersi periodi prolungati di studio all’estero o vuole integrare esperienze di scambio in Paesi più vicini al nostro. Con la metodologia della peer review via Google Docs, gli studenti americani hanno “corretto” in inglese gli amici di Brescia e quelli della Cattolica hanno rivisto in italiano il lavoro svolto dai ragazzi di Chicago» racconta la professoressa Mongiat Farina. L’obiettivo del progetto era quello di migliorare la competenza comunicativa, facendo esercizio sia nella lingua di origine che in quella target» spiega la docente della DePaul University, secondo cui l’interculturalità ha bisogno di competenze linguistiche e culturali. I nostri amici americani avevano idee molto più positive sull’Europa di quelle del nostro gruppo italiano» afferma Elena Antelmi , studentessa della triennale in Scienze linguistiche, che ha scoperto un’incredibile affinità culturale con il suo partner di studio senza averlo mai conosciuto prima. Ovviamente, parlando del tema immigrazione, il nuovo corso dell’amministrazione Trump non è rimasto sullo sfondo, come confessa Valentina Mundadori , che è rimasta particolarmente colpita dai racconti di alcune ragazze americane di origine messicana.

 
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