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L’agnello ucciso fin dall’origine del mondo

L’islamizzazione del radicalismo è avvenuta nelle forme semplificate e sommarie delle conversioni spicciative via web – nella solitudine delle camerette degli immigrati di seconda generazione e nell’oscurità degli ospizi per Asylbewerber – che rendono di botto obsolete e di retroguardia le polemiche sulle moschee e le madrasse come luoghi di indottrinamento. Negli ultimi anni il regno degli apocalittici si è esteso alla Siria, dove un piccolo villaggio ai confini con la Turchia viene ora profetizzato come luogo cardine dei conflitti finali, in attesa che questo si sposti nelle città sante di Gerusalemme e di Roma. Apocalittica è la letteratura che si compra a basso prezzo nei mercati del Cairo, che alimenta la stampa dei fotoromanzi e dei fumetti, che nutre con la sua rappresentazione semplificata della realtà le forme della propaganda mediatica dei fondamentalisti. La notizia del barbaro eccidio di padre Jacques Hamel ha colpito profondamente tutti sia perché allunga la striscia di attentati terroristici nel cuore dell’Europa, sia perché ha preso di mira un luogo sacro e un sacerdote mentre celebrava l’Eucaristia. L’unica reazione possibile è quella espressa in modo forte dalle centinaia di migliaia di giovani che qui a Cracovia pregano e costruiscono legami di tolleranza, pace, giustizia e solidarietà. Il martirio di un sacerdote come padre Jacques, che non è il primo e forse non sarà l’ultimo, potrà solo rafforzare il desiderio di vivere coraggiosamente il Vangelo per diffondere la civiltà dell’amore di cui fanno parte anche il perdono e l’amore verso i nemici. Il sangue di padre Hamel inscindibilmente unito a quello di Cristo contribuirà a fecondare il cuore dei giovani che qui a Cracovia stanno sperimentando che cosa significhi e che cosa comporti la beatitudine della Misericordia.

 

Nato, un nuovo ruolo contro il terrorismo

MILANO Nato, un nuovo ruolo contro il terrorismo Alla nona edizione del convegno di studio promosso da dipartimento e facoltà di Scienze politiche e sociali, l’Information Officer della Public Diplomacy Division Josè Maria Lopez-Navarro ha analizzato le sfide che attendono l’Alleanza Atlantica. L’evento, organizzato dal dipartimento di Scienze politiche e dalla facoltà di Scienze politiche e sociali, ha affrontato il tema più attuale possibile, riassunto dal titolo “La lotta al terrorismo transnazionale: un ruolo per la Nato?” . A fare gli onori di casa sono stati il preside della facoltà Guido Merzoni e il direttore del dipartimento, nonché Presidente dell’International Commission of Military History, Massimo de Leonardis . Le loro parole hanno richiamato l’importanza «del carattere transnazionale della minaccia terrorista e, di conseguenza, la necessità di una risposta che superi i confini nazionali e crei un’unità di intenti, così come si è visto nell’esercitazione congiunta delle forze Nato, svoltasi lo scorso anno in Portogallo, Spagna e Italia». Riprendendo le parole dei professori de Leonardis e di Merzoni, Lopez-Navarro ha ribadito che «la Nato è un’alleanza che oltrepassa il concetto di confini nazionali e pertanto è necessario agire secondo una direttrice transnazionale. Importanti passi avanti sono stati fatti sulle politiche interne dei paesi membri dell’Alleanza, dal momento che 16 Paesi sono tornati ad aumentare il budget nazionale per la difesa dopo anni in cui la crisi economica aveva costretto a tagliare molte voci di bilancio». Al ruolo del nostro Paese è stata dedicata l’ultima sessione alla quale sono intervenuti il Gen. CA Giuseppe Cucchi , direttore dell’Osservatorio scenari strategici e di sicurezza di Nomisma, Gianandrea Gaiani , direttore di “Analisi Difesa”, Pietro Batacchi , direttore della “Rivista Italiana Difesa”.

 
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