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In Egitto i nuovi assassini

I nuovi “assassini” sono un’altra cosa: schegge, prima di diventarlo materialmente, di un mondo in cui gli ordini del vecchio sono sostituiti da proclami e istruzioni reperibili nel web, veicoli di un potere distruttivo diffuso da un centro anonimo e sfuggente. L’attentato di Alessandria d’Egitto è avvenuto all’entrata della chiesa dove la massima autorità religiosa dei cristiani copti aveva appena terminato di celebrare messa. Esso esige azioni in qualche modo coordinate e prolungate di governi interessati a promuovere la pace , di apparati informativi leali , di leader religiosi capaci di discernimento , di università e sistemi di informazione in cui l’aspirazione alla comprensione delle ragioni dell’altro prevalga sulla polemica e sull’apologetica . docente di Storia del cristianesimo alla facoltà di Lettere e filosofia , direttore del dipartimento di Scienze religiose #religione #violenza #islam #copti #cristiani Facebook Twitter Send by mail CRISTIANI D’ORIENTE. Passato attraverso varie fasi, da Sadat a Mubarak, dai Fratelli musulmani ad Al-Sisi, il cristianesimo copto non ha mai goduto di particolare libertà: “Se non si può parlare di persecuzione, è appropriato parlare di discriminazione ”. “Le terre che oggi chiamiamo Siria, Iraq e Turchia orientale ospitavano centinaia di monasteri, centri di conoscenza e di erudizione che non avevano eguali nell’antico Occidente cristiano, nemmeno in Irlanda. Tutti articoli che danno un quadro ricco di informazioni storiche e attuali, drammatico ma non senza speranza della realtà dei cristiani, senza mai disperare della possibilità di un dialogo con i musulmani che abitano quelle terre, spesso luogo di convivenza nel corso delle varie epoche.

 

Terrorismo, non rinunciamo alla libertà

PIACENZA Terrorismo, non rinunciamo alla libertà In occasione della presentazione del libro del ministro dell’Interno Angelino Alfano , il professor Antonio G. Chizzoniti spiega le questioni su cui lavorare: l’integrazione dell’immigrazione musulmana che crescerà e il confronto tra religione e democrazia. Le difficoltà economiche interne ed esterne rendono sempre più difficile la gestioni di flussi migratori imponenti e incontrollabili, incrementati e alimentati anche dalle crisi umanitarie di zone che fino a poco tempo fa non erano interessate da tale fenomeno. Allo stesso tempo la massiccia appartenenza alla religione musulmana di questi migranti alimenta la convinzione che anche da ciò derivino gli attacchi terroristici portati negli ultimi mesi al cuore dell’Europa. “Puntare il dito contro un musulmano o pretendere che si giustifichi quasi fosse un criminale sarebbe il regalo più grande che potremmo fare ai nostri veri nemici” anche in questo caso il pensiero di Alfano è netto. Questi futuri cittadini europei dovranno sapersi confrontarsi con i valori fondanti di una democrazia che deve essere sentita come propria anche da loro. Secondo un recentissimo sondaggio condotto nel 2015 dal Pew Research Center in 10 paesi a forte maggioranza musulmana, il mondo islamico è nettamente diviso su quale dovrebbe essere il rapporto tra principi dell’Islam, leggi e forme di governo statuali. Ancora forte (con punte che vanno dal 78% del Pakistan, al 54% della Giordania, ma anche 48% del Senegal) è la convinzione che le leggi del proprio paese debbano rigorosamente seguire gli insegnamenti del Corano.

 
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