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L’italiano e la diplomazia della lingua

Le esperienze di mediazione culturale nella scuola e sul territorio in un ciclo di incontri promossi dal master Didattica dell’italiano L2 by Daniela Fogliada | 14 marzo 2018 In un mondo senza confini, ma attraversato da profonde barriere, la cultura è lo strumento principale per fare incontrare popoli e visioni differenti. Cultura anche intesa come “consapevolezza di sé, conoscenza dell'altro e reciproco rispetto”, come osserva Giorgio Paolucci , giornalista e scrittore, protagonista del ciclo di conferenze sul tema L’insegnante di italiano L2 ambasciatore linguistico-culturale . Un percorso promosso dal master in Didattica dell’italiano L2 , diretto dalla professoressa Mariateresa Zanola , che mette in evidenza l’importanza del saper trasmettere la conoscenza della lingua e quindi della cultura italiana. In questa prospettiva, la figura del docente L2 si pone come vero e proprio ambasciatore delle nostre prerogative nelle diverse realtà, anche in chiave di una crescita reciproca» afferma Maria Cristina Gatti , membro del Comitato scientifico del master. In una visione complessiva, partendo da culture a prima vista molto distanti, come quella araba, può essere utile approfondire i rapporti che nei secoli si sono dipanati tra la lingua e la cultura araba e quella italiana, le contaminazioni lessicali, i reciproci influssi in campo architettonico e artistico». L’esperienza del coro testimonia la possibilità di un arricchimento derivante dalla conoscenza e dalla valorizzazione di differenti traduzioni musicali, come pure la fecondità di un’amicizia tra giovani di diverse etnie, culture e fedi religiose tutti orientati alla ricerca e alla valorizzazione del Bello. Il Sinodo Minore, indetto dall’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini , è un interessante tentativo di valorizzazione della dimensione religiosa delle migrazioni e del contributo che tale dimensione può offrire alla costruzione di una società che sia al tempo stesso coesa e aperta.

 

Insegnare italiano a Hong Kong

ITALIA - CINA Insegnare italiano a Hong Kong Nicole Musto , dopo la laurea in Lettere e il master in Didattica dell’italiano L2 , ha ottenuto uno stage in Cina alla società Dante Alighieri, che si è trasformato in un lavoro stabile. by Daniela Fogliada | 12 luglio 2017 Una laurea in Lettere, un master in Didattica dell’italiano L2 , un biglietto per Hong Kong per uno stage che diventa un lavoro stabile. E poi cosa è successo? «Dal punto di vista professionale lo stage è stata un'esperienza meravigliosa, ho trovato un team di insegnanti pronto a supportarmi, a darmi consigli e indicazioni e aperto ad accogliere le mie iniziative. L’insegnamento è una professione delicata: quali sono i vantaggi di un’esperienza internazionale? «Insegnare italiano all'estero ti permette non solo di entrare in contatto con una nuova cultura, quella degli studenti, ma soprattutto ti aiuta a riscoprire il fascino e la grandiosità della nostra cultura. L'entusiasmo degli studenti nel conoscere i tanti aspetti dell'Italia è contagioso, il loro interesse è davvero notevole. Con una laurea in Lettere sapevo che avrei voluto continuare ad approfondire la lingua e la cultura italiana e inoltre la mia passione per i viaggi e la scoperta di nuove culture mi ha portato a considerare l'idea dell'insegnamento all'estero. Tuttavia l'entusiasmo degli studenti, la loro voglia di apprendere e la loro gioia nel raggiungere i loro traguardi rappresentano una fonte inesauribile di soddisfazione.

 
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