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Migranti alle porte dell’Europa

Giunta alla sua settima edizione la Summer school “ Mobilità umana e giustizia globale. Migranti forzati alle porte dell’Europa ” è in corso a Lampedusa, l'avamposto d'Europa, in un frangente particolarmente delicato nella pluridecennale vicenda della relazione tra l'Europa e l'immigrazione». Quelle che ci rendono consapevoli di come scelte e non scelte in tema di governo della mobilità umana costituiscono la cartina di tornasole della nostra civiltà, dei valori che vogliamo lasciare in dote alle giovani generazioni, della concezione della giustizia». Inoltre - continua Laura Zanfrini - «nelle parole di don Mimmo Zambito , parroco di Lampedusa, la frontiera che separa l'Europa dall'Africa si tramuta qui nella frontiera tra la morte e la vita, capace di suscitare una empatia che è il vero volto dell'umano. Ed è la frontiera tra l'Europa della paura e quella della speranza, di un continente percorso da insicurezze e preoccupazioni identitarie, e tuttavia in grado di cristallizzare l'anelito di libertà e di riscatto di milioni di donne e uomini delle periferie del mondo». summerschool #immigrazione #lampedusa Facebook Twitter Send by mail.

 

Lampedusa, laboratorio di speranza

Milano Lampedusa, laboratorio di speranza Si svolgerà nell’isola siciliana la Summer School “ Mobilità umana e giustizia globale ”. Presenti studenti del Boston College e, tra i relatori, la consulente della Casa Bianca Eva Millona e Giancarlo Perego , direttore Fondazione Migrantes. Frontiera sud dell’Europa e miraggio di centinaia di migliaia di migranti partiti da Africa e Medio Oriente, ma anche metafora di un continente perennemente in sospeso tra sicurezza e solidarietà, respingimenti e accoglienza, paura e speranza. Interverranno il sindaco dell’isola, Giuseppina Maria Nicolini sulle dinamiche degli arrivi e le risposte della politica, Germano Garatto della Fondazione Migrantes sulle reazioni e le risposte della società civile. Mercoledì 20 luglio verrà affrontata la prospettiva psicologica della resilienza dallo psicologo Giovanni Valtolina , responsabile del settore Minori e Famiglia della Fondazione Ismu di Milano, mentre quella teologica della speranza sarà a cura di padre Fabio Baggio , preside dello Scalabrini International Migration Institute. Sempre di speranza dal punto di vista teologico e pastorale si parlerà giovedì 21 con padre Gabriele Bentoglio , sottosegretario del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti della Santa Sede, e con monsignor Giancarlo Perego , direttore generale della Fondazione Migrantes di Roma. I pomeriggi e le sere di queste giornate saranno dedicati a diverse attività come la visita dei luoghi dell’impegno sociale e civile, una fiaccolata e una preghiera per i martiri cristiani, un laboratorio musicale e un concerto.

 

A Lampedusa, avamposto di umanità

Cattolicapost A Lampedusa, avamposto di umanità Francesca Ferraro , dopo le edizioni nel leccese e a Castel Volturno della Summer School in “Mobilità umana e giustizia globale” vorrebbe partecipare anche a quella nell’isola siciliana. Il diritto a non emigrare”, avendo partecipato alle edizioni del 2014 a Roca di Melendugno , in provincia di Lecce, e a Castel Volturno , nella terra dei fuochi. E non vorrebbe mancare l’appuntamento dal 18 al 21 luglio nell’isola siciliana , diventata simbolo di solidarietà e di accoglienza. Il percorso professionale di Francesca è sempre stato all’insegna del sociale: «Avendo frequentato un corso di laurea magistrale in Scienze politiche per la famiglia, i minori e la comunità, ho sempre avuto un particolare interesse per questo settore. Grazie alle lezioni dei professori Laura Zanfrini e Giovanni Valtolina mi sono avvicinata di più al tema della migrazione e la Summer School andava a completare questo interesse». Tanti i pregi di questa esperienza, che va ben oltre il puro aspetto didattico: «Frequentavamo lezioni la mattina e il pomeriggio, unite a laboratorio e gite fuori porta per conoscere meglio il territorio. La Summer School non mi ha preparato direttamente ad affrontare quello di cui mi occupo adesso - afferma Francesca, che lavora come assistente sociale nel comune di un piccolo paese in provincia di Verona - ma ha avuto comunque il merito di completare la preparazione che ho ricevuto in università».

 
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