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Delpini: Armida Barelli, un modello di vita

Milano Delpini: Armida Barelli, un modello di vita L’ha proposta ai fedeli ambrosiani l’arcivescovo di Milano nella lettera pastorale di inizio anno, in vista del centenario di fondazione dell’Università Cattolica. Tra le altre, monsignor Delpini ricorda ai fedeli ambrosiani la celebrazione della novantaseiesima Giornata per l’Università Cattolica dal titolo Alleati per il futuro , rinviata, a causa della pandemia, dal 24 aprile al 20 settembre e che si colloca alla vigilia del centenario della fondazione dell’Università dei cattolici italiani. Vorrei in particolare invitare ad approfondire la conoscenza di Armida Barelli, che spero prossima alla beatificazione”, nel suo ruolo di “pilastro insostituibile della nascente Università Cattolica del Sacro Cuore e fondatrice della Gioventù Femminile di Azione Cattolica”. In questo solco si collocano la ricorrenza del centenario dell’istituto Toniolo (1920-2020) e della fondazione dell’Università Cattolica (1921-2021) che, sempre nello scritto dell’arcivescovo “ci invitano a raccogliere la testimonianza di un mondo cattolico italiano che ha dato al Paese e all’Europa un contributo decisivo”. E ancora: “Mi sembra che l’’incisività delle iniziative che hanno condotto a dare vita all’Università Cattolica abbia il suo segreto nella coralità di molteplici convergenze di personalità autorevoli, pastori illuminati, innumerevoli donne e uomini che si sono appassionati all’impresa comune”. Il suo ruolo nel mondo associativo legato all’Azione Cattolica ne vinse l’innata timidezza e la rese interlocutrice privilegiata dei pontefici del tempo e promotrice del ruolo della donna nella società, anche per responsabilizzare le iscritte che da poco avevano ricevuto il diritto di voto. Ma il suo incarico era del tutto peculiare: Armida non si occupava di pagamenti ma di riempire la cassa dell’Università Cattolica nel suo sorgere e nel suo sviluppo, con l’ausilio della Gioventù Femminile.

 

Cara Italia ti scrivo…

Su Instagram il video ha ricevuto 16.386 visualizzazioni e 850 like, 11.228 visualizzazioni la storia Cara Italia, è una studentessa qualunque che ti scrive e forse non ti arriveranno mai queste parole. Volevo solo dirti che tu lo sai che non è la fine perché riusciremo a rialzarci anche questa volta. Terra in mezzo al mondo, terra d'amore, terra di profumi, terra di colori e terra di allegria e di divertimento. Tutto il mondo, combatte contro questo nemico che è invisibile ma è più potente di una bomba perché cammina e contagia. Per questo ora più che mai, cara Italia, ti prego di pensare ai miei coetanei, ai miei colleghi universitari, ai lavoratori e a tutti coloro che coscientemente sono rimasti nelle loro "città adottive" da soli, per cercare anche nel loro piccolo di evitare che quest'epidemia continuasse a dilagare. Io abito in una piccola cittadina di provincia nel cuore della Sicilia e mi piace vedere ogni giorno nel mio quartiere la tua bandiera che sventola sul cielo azzurro della mia terra e mi piace anche sentire il tuo inno perché mi unisce a tutti i miei fratelli d'Italia. Il nostro cuore ci metterà un po' a riprendersi, ciò che è successo non lo dimenticheremo facilmente, ma sono sicura che torneremo in strada a riabbracciarci e a colorare le città come abbiamo sempre fatto.

 

Lettera aperta della Rete delle università

In tale contesto, ora più che mai, sono fondamentali politiche e azioni in grado di delineare strategie nazionali di ricostruzione sul medio e lungo periodo orientate ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. Nella consapevolezza che l’attenzione all’emergenza sanitaria non cancella la severa crisi ambientale e sociale globale ma anzi l’aggrava, la RUS considera l’Agenda 2030 una bussola capace di indicare chiaramente la direzione da seguire per una ripresa che permetta di rafforzare la resilienza delle persone, delle comunità e dei territori. diventare un Think tank per la resilienza del Paese, un organismo indipendente che sia di supporto alla politica e agli amministratori nella definizione di interventi e di azioni locali e regionali a sostegno della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e dell’Agenda 2030. Il Piano nazionale di attuazione del Manifesto che i Rettori hanno firmato a Udine lo scorso maggio 2019 e che sarà pubblicato nel Rapporto 2020 della Rete, continene già molte indicazioni su come il processo di transizione sia attuabile, affinché, come la stessa Agenda 2030 recita, “nessuno venga lasciato indietro”; 2. collaborare ai tavoli di lavoro nazionali, attraverso l’attività dei propri Gruppi di Lavoro (Cambiamenti Climatici, Cibo, Educazione, Energia, Inclusione e Giustizia Sociale, Mobilità, Rifiuti), facilitando la definizione e l’attuazione di progetti sostenibili in campo ambientale, tecnologico, economico, sociale e di governance. contribuire alla costruzione di un laboratorio a rete per offrire servizi integrati di qualificazione di nuovi prodotti/processi a supporto della fase di post-COVID-19, anche con l’obiettivo di scambiarsi le esperienze della gestione della crisi e mettere a fattor comune i benefici e i risultati conseguibili a livello regionale. In conclusione Siamo convinti che l’esperienza maturata dalle Università in questo periodo di difficoltà e di emergenza rappresenti un bagaglio prezioso, un esempio di laboratorio trasformativo, fondamentale per affrontare le sfide future con sguardo positivo e costruttivo, in linea con gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.

 

L’appello della Rete delle università per lo sviluppo sostenibile

Allo stesso tempo, è sempre più evidente che per trovare soluzioni a problemi complessi sia necessaria una reale collaborazione di tutte le comunità e istituzioni, ad ogni livello: individuale, locale, nazionale ed internazionale. In tale contesto, ora più che mai, sono fondamentali politiche e azioni in grado di delineare strategie nazionali di ricostruzione sul medio e lungo periodo orientate ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030». Comincia così la lettera che la Rete delle Università per lo sviluppo sostenibile (RUS) ha scritto nei giorni scorsi per sollecitare una riflessione seria sulle modalità con cui uscire dalla situazione di crisi. In questa direzione l’Agenda 2030 può essere una bussola importante per una ripresa che permetta di rafforzare la resilienza delle persone, delle comunità e dei territori. Da un lato si possono associare le istanze economiche del post-emergenza con il progetto del Green Deal Europeo allo scopo di accelerare la transizione verso un modello sostenibile di sviluppo. Nella consapevolezza che l’attenzione all’emergenza sanitaria non cancella la severa crisi ambientale e sociale globale ma anzi l’aggrava, la RUS considera l’Agenda 2030 una bussola capace di indicare chiaramente la direzione da seguire per una ripresa che permetta di rafforzare la resilienza delle persone, delle comunità e dei territori». contribuire alla creazione di spin-off accademici o/e all’istituzione di corsi di studi avanzati 5.

 
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