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I novant’anni di Liliana Segre

MILANO I novant’anni di Liliana Segre Messaggi di auguri da tutto il mondo istituzionale per il compleanno della senatrice a vita, sopravvissuta e testimone della Shoah. Le sue parole alla Winter School della Cattolica: Spero di avere fatto il mio dovere e di avere seminato abbastanza» 11 settembre 2020 Giovedì 10 settembre Liliana Segre ha compiuto 90 anni. Una data molto importante per quella che, ad oggi, è una delle testimoni più importanti della tragedia della Shoah. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell’inviare i suoi auguri alla senatrice a vita, l'ha ringraziata « per la sua alta e preziosa testimonianza contro l'odio e la violenza, in difesa dei diritti di tutti e nel rifiuto di ogni discriminazione ». Nel giro di pochi anni – spiegò la Segre agli insegnanti partecipanti alla Winter School promossa dal nostro Ateneo - saremo morti tutti, solo in Italia restano 5 sopravvissuti, poi non ci sarà più nessuno. E questa è una cosa molta amara non tanto per noi sopravvissuti ma per quelli che sono morti invano, morti senza tomba, per la colpa di essere nati, morti per i quali l’articolo 3 della Costituzione ancora non c’era stato e non aveva dato importanza a ogni uomo». Alla senatrice Liliana Segre i più sentiti auguri di buon compleanno da parte dell’intera comunità dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

 

Liliana Segre, la colpa d’essere nata

Milano Liliana Segre, la colpa d’essere nata La neo senatrice a vita racconta in aula magna agli studenti delle scuole superiori milanesi la disumanità delle leggi razziali, emanate 80 anni fa in Italia, e la deportazione in Germania. Due parole che la senatrice ha spiegato bene a una platea di studenti delle scuole superiori milanesi ed alcuni universitari, durante l’incontro nell’aula magna dell’Ateneo lo scorso 10 maggio dal titolo “ A ottant’anni dall’emanazione delle leggi razziali: istituzioni e società per una memoria attiva ”, promosso dalla Prefettura di Milano. Ho provato all’età di tredici anni quello che iniziava ad essere l’irreparabile: per quaranta giorni sono stata rinchiusa nella cella 202 a San Vittore. Per un anno lavora presso la fabbrica di munizioni Union, che apparteneva alla Siemens, per poi essere deportata in Germania. Ciò che è triste è che l’indifferenza c’è ancora oggi». Concetto ripreso anche dall’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini : «Indifferenza è quando diciamo che quello che capita agli altri non ci tocca. Per questo dobbiamo chiedere scusa da parte dei nostri padri e nonni che hanno permesso che tutto questo accadesse».

 

Liliana Segre: il dovere della memoria

La testimonianza Liliana Segre: il dovere della memoria La senatrice a vita ha parlato davanti a una platea di insegnanti che hanno partecipato alla Winter School dell’Università Cattolica ricordando loro l’importanza di raccontare alle nuove generazioni “quello che è stato” by Katia Biondi | 14 febbraio 2020 Una lezione sull’ hate speech . A tenerla a una platea di insegnanti è una testimone d’eccezione: Liliana Segre. Pensando al futuro viene da credere che siano bui i tempi che ci aspettano e tuttavia lei mi rammenta che c’è una speranza”. Una parola, quella della speranza, che ritorna più volte nell’intervento di Liliana Segre dedicato al tema “Dall’articolo 3 al hate speech: discorsi d’odio ai tempi della rete”. E questa è una cosa molta amara non tanto per noi sopravvissuti ma per quelli che sono morti invano, morti senza tomba, per la colpa di essere nati, morti per i quali l’articolo 3 della Costituzione ancora non c’era stato e non aveva dato importanza a ogni uomo». C’è un altro pericolo che preoccupa Liliana Segre ed è quello della rete, resa ancora più insidiosa da «questa sua possibilità enorme di raggiungere soggetti che non sono preparati a scegliere con la loro coscienza ma vengono addirittura annegati dalla quantità di notizie». Ma nello stesso tempo seguire le «parole straordinarie, intelligenti, acute, antiretoriche di Primo Levi: “Comprendere è impossibile, ma conoscere è necessario”», chiedendo agli insegnanti di trasmettere questo messaggio agli adolescenti perché «solo con i giovani, con il loro aiuto ci sarà la speranza di tramandare la memoria».

 
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