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Greco, non abbiate paura

Maturità 2018 Greco, non abbiate paura La grecista Antonietta Porro invita i maturandi a non temere la prova scritta scelta dal Ministero e dà qualche consiglio. C’è chi dice che il greco faccia più paura del latino: ma sarà vero? L’impressione è che le battute che gli studenti affidano ai social esprimano più scaramanzia che un timore reale. Già una settimana fa qualcuno profetizzava: «So benissimo che uscirà greco, ma un altarino a Giove per far uscire latino lo preparo comunque #liceoclassico #seialclassico #maturita2018 ». Lasciando da parte dunque considerazioni pur verissime sull’utilità dello studio delle lingue classiche, sulla relazione tra le lingue antiche e quelle moderne, sull’innegabile bellezza della cultura che solo la lingua è in grado di veicolare pienamente, proviamo a lasciare ai maturandi qualche suggerimento per i prossimi mesi. Si scelga un testo narrativo, che possa essere letto per una pagina al giorno senza annoiarsi: i miti greci di Apollodoro, per esempio, o – perché no? – i Vangeli. Questo esercizio, affiancato alle classiche versioni guidate dall’insegnante, non solo aiuterà a familiarizzare con la lingua, ma consentirà di fare qualche buona lettura, di sperimentare che l’esercizio grammaticale non è fine a sé stesso, ma funzionale a una gratificante esperienza intellettuale. docente di Lingua e letteratura greca, facoltà di Lettere e filosofia, sede di Milano #greco #maturita' #classici #lingua Facebook Twitter Send by mail.

 

E ora in Cattolica si studia il turco

MILANO E ora in Cattolica si studia il turco Per la prima volta la facoltà di Scienze linguistiche attiva un corso annuale di Cultura e civiltà della Turchia , un Paese cruciale come ponte verso l’Oriente. Per l’anno accademico 2017-2018 la facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere attiva nel biennio magistrale di Scienze Linguistiche un corso annuale dedicato alla cultura e civiltà del Paese della Mezzaluna, una delle potenze economiche emergenti a livello globale, con un ruolo cruciale nelle relazioni tra Occidente e Oriente. Senza contare che anche l’Italia negli ultimi anni è diventata un polo di attrazione per numerosi studenti turchi che approdano nel Belpaese per il conseguimento della laurea: basti pensare che nell’anno accademico 2016/2017 sono 106 i giovani di cittadinanza turca regolarmente iscritti a un corso di laurea dell’Università Cattolica. Ma come è nata l’idea di un corso di “Cultura e civiltà della Turchia” ? «Vi sono molte ragioni che ci hanno suggerito di offrire questo insegnamento» osserva il preside Giovanni Gobber . Il preside di Scienze linguistiche richiama infine motivazioni di ordine storico: «In passato la Turchia è stata sede di contatti culturali e linguistici; la conoscenza del turco e della Turchia ottomana aiutano a comprendere la storia e la contemporaneità. Tra le lingue più vicine al turco vi è l’azero, che ha decine di milioni di parlanti, soprattutto in Īrān, e il tatáro, con circa 5 milioni di parlanti, per lo più in Russia, ma una piccola minoranza è in Romania. A Brescia, in collaborazione con il Selda, attiviamo le esercitazioni di lingua coreana, pensate soprattutto per gli studenti di cinese della sede bresciana» afferma il preside della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere Giovanni Gobber .

 
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