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In Francia a esportare il Clil

cattolicapost In Francia a esportare il Clil Con la sua tesi di dottorato condotta con l’Università di Bordeaux, Mario Pasquariello ha portato oltralpe l’esperienza italiana, unica in Europa, di insegnamento delle discipline curricolari in lingua straniera. Per la sua tesi di dottorato in Scienze linguistiche e letterarie ha scelto un progetto che nasce all’interno di una ricerca sullo sviluppo professionale dei docenti, diretta dalla professoressa Maria Teresa Zanola . Una parte del suo progetto si è svolta oltralpe, grazie a un progetto di co-tutela con l’Università di Bordeaux Montaigne, ed è servita a “esportare” il nostro modello in Francia. Condurre una ricerca di interesse nazionale è già di per sé una sfida importantissima; se poi il banco di prova è addirittura internazionale, l’impresa assume un respiro più ampio. Usare una lingua straniera per imparare una discipina - conclude Pasquariello - serve anche a indicare una via per uscire dai compartimenti stagno in cui si tende a percepire l’apprendimento nella scuola secondaria; un modo per affrontare la complessità del mondo che ci circonda attraverso principi di “semplessità”. clil #lingua #l2 #didattica Facebook Twitter Send by mail COSA È IL CLIL Dagli inizi degli anni Novanta, quando viene coniato l’acronimo Clil , questa modalità di insegnamento si è diffusa più o meno in tutti i paesi europei. L’Italia si distingue in questo panorama poiché è attualmente l’unico Paese in cui il Clil sia obbligatorio: gli ordinamenti della scuola secondaria di II grado prevedono che tutti gli studenti dell’ultimo anno dei licei e istituti tecnici apprendano una disciplina in lingua straniera.

 

E ora in Cattolica si studia il turco

MILANO E ora in Cattolica si studia il turco Per la prima volta la facoltà di Scienze linguistiche attiva un corso annuale di Cultura e civiltà della Turchia , un Paese cruciale come ponte verso l’Oriente. Per l’anno accademico 2017-2018 la facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere attiva nel biennio magistrale di Scienze Linguistiche un corso annuale dedicato alla cultura e civiltà del Paese della Mezzaluna, una delle potenze economiche emergenti a livello globale, con un ruolo cruciale nelle relazioni tra Occidente e Oriente. Senza contare che anche l’Italia negli ultimi anni è diventata un polo di attrazione per numerosi studenti turchi che approdano nel Belpaese per il conseguimento della laurea: basti pensare che nell’anno accademico 2016/2017 sono 106 i giovani di cittadinanza turca regolarmente iscritti a un corso di laurea dell’Università Cattolica. Ma come è nata l’idea di un corso di “Cultura e civiltà della Turchia” ? «Vi sono molte ragioni che ci hanno suggerito di offrire questo insegnamento» osserva il preside Giovanni Gobber . Il preside di Scienze linguistiche richiama infine motivazioni di ordine storico: «In passato la Turchia è stata sede di contatti culturali e linguistici; la conoscenza del turco e della Turchia ottomana aiutano a comprendere la storia e la contemporaneità. Tra le lingue più vicine al turco vi è l’azero, che ha decine di milioni di parlanti, soprattutto in Īrān, e il tatáro, con circa 5 milioni di parlanti, per lo più in Russia, ma una piccola minoranza è in Romania. A Brescia, in collaborazione con il Selda, attiviamo le esercitazioni di lingua coreana, pensate soprattutto per gli studenti di cinese della sede bresciana» afferma il preside della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere Giovanni Gobber .

 

Greco, non abbiate paura

Maturità 2018 Greco, non abbiate paura La grecista Antonietta Porro invita i maturandi a non temere la prova scritta scelta dal Ministero e dà qualche consiglio. C’è chi dice che il greco faccia più paura del latino: ma sarà vero? L’impressione è che le battute che gli studenti affidano ai social esprimano più scaramanzia che un timore reale. Già una settimana fa qualcuno profetizzava: «So benissimo che uscirà greco, ma un altarino a Giove per far uscire latino lo preparo comunque #liceoclassico #seialclassico #maturita2018 ». Lasciando da parte dunque considerazioni pur verissime sull’utilità dello studio delle lingue classiche, sulla relazione tra le lingue antiche e quelle moderne, sull’innegabile bellezza della cultura che solo la lingua è in grado di veicolare pienamente, proviamo a lasciare ai maturandi qualche suggerimento per i prossimi mesi. Si scelga un testo narrativo, che possa essere letto per una pagina al giorno senza annoiarsi: i miti greci di Apollodoro, per esempio, o – perché no? – i Vangeli. Questo esercizio, affiancato alle classiche versioni guidate dall’insegnante, non solo aiuterà a familiarizzare con la lingua, ma consentirà di fare qualche buona lettura, di sperimentare che l’esercizio grammaticale non è fine a sé stesso, ma funzionale a una gratificante esperienza intellettuale. docente di Lingua e letteratura greca, facoltà di Lettere e filosofia, sede di Milano #greco #maturita' #classici #lingua Facebook Twitter Send by mail.

 

L’italiano e la diplomazia della lingua

Le esperienze di mediazione culturale nella scuola e sul territorio in un ciclo di incontri promossi dal master Didattica dell’italiano L2 by Daniela Fogliada | 14 marzo 2018 In un mondo senza confini, ma attraversato da profonde barriere, la cultura è lo strumento principale per fare incontrare popoli e visioni differenti. Cultura anche intesa come “consapevolezza di sé, conoscenza dell'altro e reciproco rispetto”, come osserva Giorgio Paolucci , giornalista e scrittore, protagonista del ciclo di conferenze sul tema L’insegnante di italiano L2 ambasciatore linguistico-culturale . Un percorso promosso dal master in Didattica dell’italiano L2 , diretto dalla professoressa Mariateresa Zanola , che mette in evidenza l’importanza del saper trasmettere la conoscenza della lingua e quindi della cultura italiana. In questa prospettiva, la figura del docente L2 si pone come vero e proprio ambasciatore delle nostre prerogative nelle diverse realtà, anche in chiave di una crescita reciproca» afferma Maria Cristina Gatti , membro del Comitato scientifico del master. In una visione complessiva, partendo da culture a prima vista molto distanti, come quella araba, può essere utile approfondire i rapporti che nei secoli si sono dipanati tra la lingua e la cultura araba e quella italiana, le contaminazioni lessicali, i reciproci influssi in campo architettonico e artistico». L’esperienza del coro testimonia la possibilità di un arricchimento derivante dalla conoscenza e dalla valorizzazione di differenti traduzioni musicali, come pure la fecondità di un’amicizia tra giovani di diverse etnie, culture e fedi religiose tutti orientati alla ricerca e alla valorizzazione del Bello. Il Sinodo Minore, indetto dall’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini , è un interessante tentativo di valorizzazione della dimensione religiosa delle migrazioni e del contributo che tale dimensione può offrire alla costruzione di una società che sia al tempo stesso coesa e aperta.

 

Italiano, se i professori fan l'appello

Per il ricercatore di Linguistica italiana alla facoltà di Lettere e filosofia nelle sedi di Milano e Brescia, tra i firmatari della lettera, siamo di fronte a problemi di registro e di lessico. Professore, a seconda di come si guarda, questa lettera è un grido di dolore ma anche un’offerta di proposte concrete. Una volta fotografato il problema come si può intervenire? «Sono tra i firmatari della lettera proprio perché ritengo che in particolare due delle proposte che vi vengono avanzate sono condivisibili. Perché se si dice venghi al posto di venga , il classico congiuntivo di fantozziana memoria, è un errore che fa sorridere ma che è molto meno grave rispetto al non riuscire a capire alcune parole della conversazione o del discorso di tipo elevato. Il professor Luca Serianni mi parlava di una sua collega che, insegnando latino, faceva svolgere delle versioni senza vocabolario e si è accorta che il problema di quel suo studente non era la desinenza del verbo latino, ma il fatto che non conosceva cingere in italiano. Che una persona non conosca parole come impellente, sicumera, succinto è grave perché la esclude da tutto un ambito di discussione, di comunicazione di idee, molto più che se commettesse un errore di ortografia o usasse a sproposito un congiuntivo. Se il legame tra buona lettura e buona scrittura è innegabile, è anche tautologico: chi legge tanto è una persona colta, che tendenzialmente ha una sensibilità linguistica spiccata.

 

Sprechen Sie Deutsch?

Oggi non è più sufficiente avere elevate competenze linguistiche per l’inserimento e la crescita nella professione: servono anche competenze culturali e interculturali. Diventano essenziali non soltanto le competenze linguistiche, ma anche competenze culturali - e interculturali - più ampie, supportate da proposte formative innovative. Si tratta di possibilità da cogliere sia per chi desidera trasferirsi all’estero, sia per chi intende rimanere sul territorio nazionale, assumendo ruoli chiave in aziende e istituzioni estere, con gli stimoli e i vantaggi – anche di crescita personale – che caratterizzano questi ambienti e queste esperienze». Avvalersi di una formazione linguistica e professionale in prospettiva interculturale consente di accedere a carriere “tecniche” anche per chi ha un background umanistico, come dimostrano le esperienze dei diplomati al percorso postlaurea dell’ateneo incentrato sul tedesco per la comunicazione internazionale in ambito economico. tedesco #germania #lingua #cultura Facebook Twitter Send by mail.

 
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