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Fare marketing per l’Hard Rock Company

brescia Fare marketing per l’Hard Rock Company Irene Guidi e Lucia Bertelli hanno trascorso una settimana in Florida con altri 23 ragazzi selezionati in tutto il mondo dal progetto X-Culture per accogliere le sfide di bussiness proposte dalla multinazionale americana. È quello che hanno fatto per una settimana Irene e Lucia; lavorando in gruppi diversi, hanno elaborato proposte di business assegnate loro da una multinazionale, la Seminole Hard Rock Hotel & Casinò. Hanno così verificato sul campo anche il proprio CQ Cultural intelligence index che comprende la conoscenza delle culture, capacità di adattamento, di comprensione, capacità di leadership e dunque di adattamento alle diverse culture. Lucia, invece, ha ideato delle attività da proporre ai turisti che sbarcano dalle crociere a Miami, essendo questa una città di snodo per molte altre destinazioni. Alla fine dei cinque giorni abbiamo presentato le idee elaborate ai dirigenti e proprietari della Hard Rock Company, i quali hanno molto apprezzato il nostro lavoro al punto che, molto probabilmente, qualche nostro progetto verrà realizzato dalla società. È stata una settimana ricca di emozioni, abbiamo conosciuto persone importanti e teso una fitta rete di relazioni e di questo ringraziamo Vas Taras, l’ideatore di X-Culture» . “ Non succede tutti i giorni – dice Lucia molto compiaciuta – di presentare le tue idee ai proprietari dell’Hard Rock e di lavorare con studenti selezionati e molto competitivi che ti costringono a dare il massimo soprattutto nella capacità di problem solving.

 

Brescia-Chicago, “Erasmus” a distanza

ITALIA - STATI UNITI Brescia-Chicago, “Erasmus” a distanza Col progetto Global Learning Experience 14 studenti di Scienze linguistiche e 13 loro colleghi della DePaul University hanno sperimentato uno scambio interculturale “da casa” grazie all’uso didattico di Skype, Facebook e Whatsapp. Con Skype, D2L, VoiceThread, Whatsapp e Facebook, 14 studenti della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere della sede di Brescia dell’Ateneo e 13 loro colleghi dell Department of Modern Languages della DePaul University di Chicago hanno sperimentato uno scambio interculturale “da casa” grazie alle nuove tecnologie della comunicazione. Un uso originale e didattico delle tecnologie della comunicazione e dei social network che viene incontro a chi non può permettersi periodi prolungati di studio all’estero o vuole integrare esperienze di scambio in Paesi più vicini al nostro. Con la metodologia della peer review via Google Docs, gli studenti americani hanno “corretto” in inglese gli amici di Brescia e quelli della Cattolica hanno rivisto in italiano il lavoro svolto dai ragazzi di Chicago» racconta la professoressa Mongiat Farina. L’obiettivo del progetto era quello di migliorare la competenza comunicativa, facendo esercizio sia nella lingua di origine che in quella target» spiega la docente della DePaul University, secondo cui l’interculturalità ha bisogno di competenze linguistiche e culturali. I nostri amici americani avevano idee molto più positive sull’Europa di quelle del nostro gruppo italiano» afferma Elena Antelmi , studentessa della triennale in Scienze linguistiche, che ha scoperto un’incredibile affinità culturale con il suo partner di studio senza averlo mai conosciuto prima. Ovviamente, parlando del tema immigrazione, il nuovo corso dell’amministrazione Trump non è rimasto sullo sfondo, come confessa Valentina Mundadori , che è rimasta particolarmente colpita dai racconti di alcune ragazze americane di origine messicana.

 

Lingua e cultura araba, torna il Festival

milano Lingua e cultura araba, torna il Festival Dal 9 all’11 marzo la tre giorni internazionale di eventi dedicati a letteratura, poesia, fotografia e cinema di diversi Paesi. Interverrà la presidente Rai Monica Maggioni 01 marzo 2017 Gli Arabi e l’Europa: intrecci di lingue e culture è il tema della terza edizione del Festival internazionale della lingua e della cultura araba che animerà aule e chiostri di largo Gemelli dal 9 all’11 marzo. Fra le eminenti personalità accademiche del mondo arabo che animeranno il dibattito scientifico di questi giorni ricordiamo Mohammed Berrada, padre del romanzo marocchino moderno e Salah Fadl , professore emerito di letteratura araba e critica letteraria dell’Università di Ayn Shams del Cairo. Il secondo filone, più culturale e artistico, prevede la proiezione di un film in lingua originale con sottotitoli in italiano, la presentazione di una mostra fotografica, la lettura di poesie con accompagnamento musicale, un concerto di musica araba. Di grande rilievo artistico è la mostra fotografica dedicata a “Omar Sharif, il volto umano della transculturalità” che verrà presentata ( sabato 11 marzo alle 10.30 nell’aula Pio XI ) con l’intervento di Gihane Zaki , direttore dell’Accademia d’Egitto a Roma. Il primo è una lettura di poesie arabe con accompagnamento musicale con la partecipazione di Ahmad Yamani , Safaa Fathy e Emad Fouad (giovedì 9 marzo, Aula Magna, ore 20.30) . Chiuderà il Festival il concerto di musica araba con la cantante siriana Mirna Kassis e il suo gruppo musicale ( sabato 11 marzo, Aula Magna, ore 21 ).

 

Identità linguistica, tra geografia e politica

A uno sguardo attento, persino molte aree ritenute uniformi per la lingua rivelano una sorprendente complessità, che l’informazione mainstream non è in grado o non ha voglia di comprendere e di comunicare. Questa notevole trasformazione fu però di difficile attuazione nella realtà, ci sono voluti moltissimi anni prima di arrivare all’attuale lingua moderna turca poiché in quel periodo il tasso di alfabetismo era circa del 20%. Ciò che dicono le statistiche è che sia addirittura la quarta lingua più studiata al mondo dopo l’inglese, lo spagnolo e il cinese. Lo spagnolo è la seconda lingua più usata al mondo, infatti, è parlato da più di 500 milioni di persone ed è anche la lingua ufficiale di ben ventuno paesi nel mondo. In un mondo ormai globalizzato, conoscere lo spagnolo diventa utile per migliorare un eventuale potenziale occupazionale in quanto, ci sono moltissimi campi di carriera che hanno bisogno di personale con conoscenze in spagnolo. Per quanto riguarda l’ inglese è stato Internet che negli ultimi vent’anni ha reso questa lingua come addirittura una competenza di base per i lavoratori di tutto il mondo. In molti paesi l’inglese è proprio usato come chiave di sviluppo economico poiché una migliore conoscenza della lingua inglese corrisponde a un minor numero di giovani disoccupati.

 

Maria e Elena in America col business plan

X-CULTURE Maria e Elena in America col business plan Maria Feola e Elena Zani, iscritte a Scienze linguistiche, sono state selezionate tra i 50 migliori studenti di tutto il mondo per partecipare al symposium finale del progetto X Culture che si è tenuto a Savannah (Georgia, USA). novembre 2015 Maria Feola ed Elena Zani , studentesse delle facoltà di Scienze linguistiche, sono state selezionate tra i 50 studenti migliori, su 3050 partecipanti da 107 università in 43 stati di tutto il mondo, per partecipare al symposium finale del progetto X Culture che si è tenuto a Savannah (Georgia, USA) dal 12 al 14 novembre 2015. Le due studentesse hanno partecipato a questa iniziativa nell’ambito del corso di marketing della facoltà di Scienze Linguistiche, tenuto da Loretta Battaglia , docente nelle sedi di Brescia e Milano. Nuovamente, ai primi di ottobre, i 50 studenti sono stati suddivisi in gruppi virtuali al fine di redigere un nuovo piano marketing che, a differenza della volta precedente, era riferito ad un’unica azienda, nonché sponsor del symposium: JCB Machines. Il giorno seguente, durante la cena di gala sulla crociera lungo il fiume Savannah, sono stati annunciati i vincitori della sfida, che secondo il top management della JCB hanno presentato il progetto migliore». Siamo fiere di questo traguardo - concludono le studentesse - anche perché abbiamo avuto modo di interagire con culture molto lontane dalla nostra e di collaborare con figure altamente competenti e molto preparate. Dal punto di vista puramente umano, è stata un’esperienza divertentissima anche grazie alle amicizie che abbiamo stretto, nonostante il poco tempo a disposizione e, proprio per questo e per l’esperienza acquisita, consigliamo vivamente di partecipare al progetto X-Culture».

 

Se a scuola si insegna in lingua straniera

MILANO Se a scuola si insegna in lingua straniera Una ricerca condotta da un’équipe del nostro Ateneo su 873 docenti fa il punto sull’insegnamento con metodologia Clil nei licei linguistici italiani. aprile 2016 L’insegnamento di una disciplina non linguistica (Dnl) in lingua straniera è parte dei rinnovamenti introdotti dalla Legge di Riforma n. 53/2003 e Regolamenti del 2010 per la Scuola secondaria di secondo grado. Al fine di monitorare i processi innovativi, la Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione del Miur ha affidato il Progetto Azioni a supporto della metodologia Clil nei Licei Linguistici. Anno scolastico 2014-2015 all’Isis Niccolò Machiavelli di Firenze, capofila della rete nazionale dei “Licei linguistici”, che ha sviluppato sei Azioni volte a sostenere l’innovazione Clil negli ordinamenti scolastici. I risultati delle ricerche sono stati illustrati nel seminario " Clil nei Licei Linguistici: gli esiti delle azioni a supporto " a Milano il 28 aprile 2016, nell'Aula Magna dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, largo A. Gemelli, 1 . Punti di forza dell’esperienza Clil si manifestano nella consapevolezza più approfondita degli obiettivi disciplinari e linguistici, nella particolare attenzione alle interconnessioni fra conoscenze, abilità linguistiche e competenze comunicative, oltre alla diversificazione delle modalità di insegnamento/apprendimento e delle attività, che si aprono a strategie multimodali e multimediali di rilievo. clil #scuola #linguastraniera #lingue Facebook Twitter Send by mail I DATI DELLA RICERCA Il questionario, al quale hanno risposto 873 docenti , ha messo a fuoco il "profilo" dei docenti Clil: prevalentemente stabili (94,42%), di età superiore ai 45 anni (circa l’80%) e con oltre 21 anni di servizio.

 

Ora di matematica, s’impara l’inglese

Gli obiettivi linguistici sono di ordine secondario e non seguono la scansione progressiva tipica di un corso di lingua, bensì sono strettamente connessi a contenuti e attività di apprendimento della materia. L’insegnamento disciplinare con metodologia Clil è ordinamentale dall’anno scolastico 2014-2015 nell’ultima classe dei licei e istituti tecnici di nuova istituzione, mentre l’ordinamento dei licei linguistici prevedeva già a decorrere dall’anno scolastico 2012-2013 l’insegnamento di due diverse discipline in due diverse lingue straniere, una dal terzo anno, l’altra dal quarto. Obiettivi di questa modalità di insegnamento/apprendimento sono lo sviluppo di competenze bilingui (multilingui nel caso dei licei linguistici e/o nel caso di allievi di lingua madre diversa dall’italiano), nonché multi e interculturali, poiché incoraggiano una costante entrata/uscita da sistemi semantico-culturali diversi. Richiedere all’apprendente la capacità di rielaborare, riformulare, sintetizzare nella lingua di scolarizzazione contenuti appresi in una lingua straniera e/o viceversa, comporterebbe, tuttavia, forme di accertamento che prevedano tra i criteri di valutazione lo sviluppo delle competenze di mediazione. Pur promuovendo la competenza linguistico-comunicativa nella lingua straniera, la metodologia Clil finalizza le opportunità di esercitare abilità ricettive (ascolto e lettura) e produttive (parlare e scrivere) in lingua straniera allo sviluppo di competenze disciplinari. Lo scopo dell’uso della lingua straniera nell’insegnamento/apprendimento disciplinare è incoraggiare la riflessione sulla comprensibilità dell’input, sugli ostacoli che la specificità della lingua utilizzata può frapporre al raggiungimento degli obiettivi, sulla doppia focalizzazione su contenuti e lingua. Più complessa della lingua utilizzata nella vita quotidiana, la lingua dello studio - usata per esprimere contenuti disciplinari - richiede tempi di apprendimento diversi rispetto alla lingua dell’interazione sociale.

 

Lingua araba, la festa dell’incontro

Musica, cinema, poesia per la seconda edizione dell’iniziativa, che vuol avvicinare due mondi nel nome della bellezza che contrasta la violenza. febbraio 2016 di Andrea Danneo, Antonio Di Francesco, Marianna Di Piazza «Non si può capire l’Islam senza conoscere la musica, il cinema, la poesia arabi». È uno dei motivi che ha spinto Wael Farouq (al centro nella foto, nel corso della prima edizione) a lanciare, già lo scorso anno, la Festa della lingua araba nella sede di largo Gemelli dell’Università Cattolica. Al professor Farouq, docente di lingua e letteratura araba, abbiamo chiesto come e perché nasce la Festa della lingua araba. La cultura viene molto spesso dimenticata, così abbiamo pensato alla “Festa della lingua araba” per dare visibilità all’Islam e al popolo che abbraccia questa religione. Il rischio però è di ridurre la cultura araba ai principi religiosi: non si può capire l’Islam senza conoscere la musica, il cinema, la poesia arabe». Che accoglienza ha la lingua araba in Italia? «Molti studenti si approcciano allo studio della lingua araba non solo come espressione culturale, ma anche come strumento di economia, espressione di un impatto geopolitico enorme.

 

X-Culture premia gli studenti di Lingue

Brescia X-Culture premia gli studenti di Lingue Beatrice Panzani , Francesca Seneci e Giulia Caggioni si sono piazzate tra i primi 10 team classificati nella prova di marketing globale del progetto X-Culture. Beatrice Panzani , Francesca Seneci e Giulia Caggioni sono le tre studentesse della facoltà di Scienze linguistiche che, con i loro rispettivi gruppi di lavoro, si sono piazzate tra i primi 10 team classificati nella prova di marketing globale. Per loro, oltre al grandissimo traguardo personale, il certificato di “Best Team Certificate” , consegnato questa mattina durante la cerimonia di premiazioni dal coordinatore di facoltà Mario Taccolini e dalla professoressa Loretta Battaglia , coordinatrice e “regista” della partecipazione dei ragazzi al bando. Il progetto è stato proposto durante il corso di Marketing della facoltà di Scienze linguistiche tenuto dalla professoressa Battaglia; ogni studente è stato inserito in un team internazionale composto da 6/7 ragazzi provenienti da altre università, col compito di progettare piani aziendali efficaci. Un successo che si rinnova: Alessandro Carrera è tra gli studenti dell’Università Cattolica di Brescia che l’anno scorso si sono distinti nel medesimo progetto. Per lui l’invito a partecipare all’esclusivo X-Culture 2016 Symposium : la conferenza annuale organizzata in collaborazione con l’ Accademy of International Business Usa Southeast Division e sponsorizzata da SYKES , una della più grandi compagnie multinazionali al mondo, in grado di vantare più di 50.000 unità specializzate nei diversi ambiti del sistema economico. Quest’anno il convegno avrà luogo sull’esclusiva nave da crociera Royal Caribbean “Brilliance of the Seas” che salperà il 10 novembre da Tampa, in Florida, e viaggerà per due giorni alla volta dell’isola messicana di Cozumel, nel mar dei Caraibi, prima di effettuare il ritorno.

 
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