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Quando la fisica entra nella City

Di cosa ti occupi attualmente e com'è la giornata tipo in qualità di direttore presso la sede di UBS? «Mi occupo di validazione di modelli di Algo-trading, ovvero trading algoritmico. Si tratta di algoritmi che decidono automaticamente come e quando investire in modo ottimale, investimenti che avvengono con una frequenza molto elevata – parliamo di molteplici operazioni nell'arco di un secondo - che non possono essere gestite da un essere umano. La definizione di ogni algoritmo si basa su diversi modelli matematici che interagiscono tra loro, sull'analisi di una grossa mole di dati e sulla conoscenza approfondita dei mercati. Per farlo gestisco e supervisiono un team che si occupa del controllo di tutto ciò, nel contempo cerco di capire se e quando l'algoritmo potrebbe sbagliare nel prendere una decisione, valutando pertanto i rischi annessi. Mi riferisco, in particolare, alla capacità di osservare i dati come risultati di esperimenti scientifici, cercando di operare un distinguo tra ciò che può essere rilevante e ciò che non lo è. Lo sviluppo di una forma mentis scientifica in grado di approcciare i problemi con il giusto rigore non è necessariamente sinonimo di precisione, ma permette di giungere a stimare di quanto si può sbagliare. Inoltre, a prescindere dall’argomento oggetto di studio – che oggi può essere l'intelligenza artificiale, domani potrà essere qualcosa d’altro - è importante sviluppare una mentalità critica e una profonda comprensione di ciò che si sta studiando.

 

Alumni, nasce la community di Londra

Ha mosso così i primi passi il Comitato Internazionale Alumni UCSC – UK che si propone di rafforzare la rete che lega l’Ateneo ai suoi laureati e diplomati che vivono e lavorano all’estero. Agli oltre 120 “alumni” intervenuti all’iniziativa il rettore Anelli ha ricordato che i laureati Cattolica sono parte integrante e significativa della comunità universitaria e la rappresentano nella società e nel mondo: «Sono una ricchezza del nostro Ateneo» ha aggiunto il rettore. Siamo molto fieri del loro successo professionale che testimonia l’eccellenza della preparazione universitaria italiana e dell’Università Cattolica in particolare». Nel suo saluto l’ambasciatore Raffaele Trombetta si è detto fiero di poter contribuire al processo di internazionalizzazione degli atenei italiani. L’Ambasciata – ha spiegato – è la casa di tutti gli italiani nel Regno Unito: si conferma aperta e disponibile a valorizzare ogni iniziativa a favore della numerosa comunità di connazionali residenti in Gran Bretagna». Alla tavola rotonda sono intervenuti Barbara Casu Lukac , Director of the Centre for Banking Research alla Cass Business School a altri cinque laureati dell’Ateneo che lavorano in Gran Bretagna: Piermario Barzaghi , Sara Caputo , Paola Leocani , Alessandra Melis e Tommaso Migliore . La tavola rotonda è stata chiusa dalla professoressa Antonella Sciarrone Alibrandi , prorettore dell’Ateneo e presidente di Alumni Cattolica - Associazione Ludovico Necchi, che ha indicato le tre principali finalità del progetto Alumni: creare relazioni, condividere valori e favorire il dialogo intergenerazionale.

 

A Londra a studiare inglese gratis

piacenza A Londra a studiare inglese gratis Dieci borse di studio per le matricole delle laure magistrali in Gestione d’azienda e in Food Marketing saranno assegnate sulla base del merito e permetterano di volare oltre Manica a luglio e agosto. Le domande vanno presentate entro il 15 maggio. maggio 2017 Dieci borse di studio per imparare a destreggiarsi in lingua inglese tra colloqui di lavoro, meeting, telefonate, contrattazioni. Il costo di iscrizione al corso pari a 2.235 euro sarà infatti a carico dell’Università Cattolica, mentre le spese di viaggio, alloggio e vitto, resteranno a carico dello studente. La documentazione per partecipare al bando dovrà essere inviata entro il 15 maggio 2017 alla direzione di sede in via Emilia Parmense, 84, 29122 Piacenza; email: direzione.sede-pc@unicatt.it #borsadistudio #londra #inghilterra #inglese Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Theresa May e la crisi del leader

È la logica della democrazia, che si alimenta di promesse che non possono essere mantenute. Quando poco meno di due mesi fa Theresa May annunciò a sorpresa la fine della legislatura e la decisione di andare a elezioni anticipate, il risultato della consultazione sembrava pressoché scontato. Proprio il leader laburista – dipinto dalla stampa e da molti osservatori più o meno come un caratterista uscito da un film di Ken Loach e approdato per errore sul palcoscenico della politica nazionale – era anzi considerato come il principale responsabile della vittoria annunciata dei conservatori. La vera sorpresa è venuta però proprio dal Labour di Corbyn, che, pur nel corso di una campagna elettorale così contratta (e peraltro funestata da eventi terroristici), ha ottenuto un risultato sorprendente. Piuttosto, si può sostenere che, tornando più o meno ai livelli del 2010, il partito sembra avere arrestato quella tendenza al declino delineatasi a partire dagli ultimi anni di governo di Blair e in coincidenza con le leadership di Gordon Brown ed Ed Miliband. Ma è sicuramente significativo che un candidato come Corbyn – così spesso definito come un grigio burocrate, nostalgico dello statalismo e degli anni Settanta – si sia rivelato in grado di conquistare una fetta rilevante dell’elettorato specialmente giovane, senza troppe concessioni alle logiche della “personalizzazione” e dello spettacolo politico. Si tratta per molti versi di una conseguenza della logica stessa della democrazia, che vive anche alimentandosi di promesse che non possono essere mantenute e di entusiasmi destinati a scemare.

 

Nel cuore della City

Piacenza Nel cuore della City Visita aziendale oltremanica per un gruppo di studenti della facoltà di Economia e Giurisprudenza della sede piacentina dell'Ateneo, ospiti della storica sede dei Lloyd’s a Londra hanno sperimentato una lezione manageriale un po’ speciale. maggio 2018 In una delle piazze finanziarie più frizzanti del mondo, Stefania Cheng, Gabriele Conni, Stefano Giarrusso, Francesca Mazza, Giuseppe Platania, Federica Roberto, Simona Sanfilippo, Daniele Zaccaria, studenti della facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Piacenza, hanno sperimentato una lezione manageriale un po’ speciale: il dott. Vittorio Scala, Country Manager e Rappresentante Generale dei Lloyd’s per l’Italia, ha offerto loro una visita aziendale personalizzata alla storica sede dei Lloyd’s presso la City di Londra, dove hanno potuto incontrare Paul Awcock, Head of Talent Sourcing and Management. “I Lloyd’s di Londra rappresentano un mercato vivente, dove continue contrattazioni alimentano un business da miliardi di euro”, ci dice Daniele Zaccaria, studente di International Management ora alla Northeastern University di Boston per il Double Degree. “È stato emozionante visitare quei luoghi che racchiudono una storia secolare e che dal 1686 vedono underwriters e brokers stipulare contratti assicurativi su tutti i tipi di rischi, dalle piattaforme petrolifere alle parti anatomiche dei divi più famosi del pianeta.”. Gli fa eco Gabriele Conni, dottore Magistrale in Gestione d’azienda: “È stato molto interessante entrare in contatto con chi si occupa ogni giorno del recruiting di giovani talenti per la più antica ed importante compagnia di assicurazioni del mondo. Probabilmente sarà così se, come afferma Vittorio Scala, i Lloyd’s sono “fortemente interessati ad attrarre le esperienze dei migliori talenti a livello mondiale e lo facciamo attraverso l’ottimazione della performance, puntando alla best practise ed all’inspirational leadership.

 

Alla LSE incontrando il mondo

UCSC INTERNATIONAL Alla LSE incontrando il mondo È stata un’esperienza internazionale il Summer Program di Elena , studentessa di Scienze politiche e sociali, alla London School of Economics . novembre 2018 di Elena Beretta * Dopo un’estate passata a crogiolarmi nelle mie insicurezze mi ero ripromessa di fare qualcosa di stimolante. Sono stata mossa, oltre che dall’innegabile prestigio di cui questo ateneo gode a livello internazionale, anche dalla destinazione, perché ero già stata a Londra e l’avevo subito sentita come una città dove potessi sentirmi a casa. Ricordo di aver letto tempo fa una citazione sulla capitale inglese che recitava: “Se un uomo è stanco di Londra è stanco della vita, perché a Londra c’è tutto ciò che la vita può offrire”, e non potrei trovarmi più d’accordo. Durante i seminari noi studenti abbiamo avuto modo di confrontarci, scambiarci opinioni e visioni dei vari argomenti, nello stile tipicamente anglosassone di approccio allo studio che punta in modo particolare sull’intervento da parte degli studenti e li spinge a parlare e dire la loro il più possibile. Alla LSE ho incontrato ragazzi e ragazze da tutta Italia e soprattutto da tutto il mondo, abbiamo trascorso tre settimane sempre insieme dandoci sostegno nei giorni precedenti all’esame finale, divertendoci, esplorando la città e parlando tutti insieme nelle nostre infinite varianti di inglese. Non posso far altro che consigliare questa esperienza a tutti e ringraziare sia l’Università Cattolica sia la LSE per avermi permesso di viverla e stringere amicizie che sono certa andranno oltre la fine delle tre settimane di Summer School.

 
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