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Contro le mafie, usa la testa

brescia Contro le mafie, usa la testa Le tesi di cinque studenti di Psicologia e Scienze della formazione primaria della sede di Brescia studiano l'importanza degli aspetti psicologici e educativi nella lotta al fenomeno mafioso. Quelli che hanno utilizzato cinque studenti laureati in Psicologia e in Scienze della formazione primaria della sede di Brescia nel loro lavoro di tesi. Guarda ai bambini, Denise Beltrami , laurea in Scienze della formazione primaria, che dimostra che la mafia non è un argomento solo da grandi, ma può essere spiegato anche ai bambini attraverso il linguaggio della fiaba. Emma Cotelli ha studiato come portare sostegno psicologico agli agenti della scorta e dare loro supporto nel difficile lavoro di affiancamento a chi ha deciso di collaborare con la giustizia. Ha osservato la presenza della mafia italiana in Canada ed esplorato com’è vissuta dalla popolazione del luogo attraverso gli occhi dei poliziotti, coloro che più di tutti si trovano a fronteggiare questo fenomeno. Alla manifestazione partecipa anche l’Università Cattolica nella giornata di venerdì 3 marzo, con il centro studi per la Legalità , diretto da Luciano Caimi , e con la presentazione del libro “Adolescenti italiani e cultura della legalità” di Maddalena Colombo . Iniettare passione verso la legalità nei giovani studenti - sottolinea il professor Giorgi - è l’obiettivo dell’Università Cattolica, che sta lavorando con la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Brescia per far sì che in futuro ci siano sempre più cittadini attivi nel contrastare il fenomeno mafioso».

 

Un cruscotto contro mafie e terrorismo

Milano Un cruscotto contro mafie e terrorismo Transcrime si è aggiudicato il progetto europeo di 4,4 mln di euro Proton , che svilupperà modelli computazionali per prevedere lo sviluppo delle organizzazioni criminali e terroristiche in Europa e testare interventi di prevenzione e contrasto. gennaio 2016 Modelli computazionali per prevedere lo sviluppo delle organizzazioni criminali e terroristiche e testare diversi tipi di interventi di prevenzione e contrasto. È questa la mission di Proton (Modelling the PRocesses leading to Organised crime and TerrOrist Networks), progetto europeo, vinto Transcrime, centro di ricerca sulla criminalità transnazionale dell'Università Cattolica, e finanziato dal programma Horizon 2020 della Commissione Europea con oltre 4,4 milioni di euro. Il professor Ernesto Ugo Savona , direttore di Transcrime, ricorda che «Horizon 2020 è il programma di ricerca applicata più prestigioso in Europa e finanzia progetti di elevata qualità con ricadute applicative sia per la ricerca che per le politiche. La chiave del successo è stata la capacità di individuare una forte idea innovativa integrando scienze sociali e computazionali, coordinando un consorzio di 22 partner di eccellenza provenienti da più di dieci paesi . Oltre all’Università Cattolica di Milano i principali partner saranno l’Università Ebraica di Gerusalemme, la Fondazione Fraunhofer (la più grande organizzazione di ricerca applicata in Europa), Ibm e il Consiglio Nazionale delle Ricerche». Per garantire un risultato efficace in termini operativi, il consorzio comprende istituzioni come Europol, il Comune di Palermo, la Rete europea di prevenzione della criminalità, il Ministero dell’Interno italiano, Il Ministero della sicurezza e della Giustizia olandese e l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine.

 

Contro le mafie, scrivi la tesi

brescia Contro le mafie, scrivi la tesi Sempre più studenti della sede di Brescia e dell’Università statale studiano da punti di vista diversi la lotta alla criminalità organizzata e alla cultura mafiosa. Partendo da questa convinzione, l’Università Cattolica con il Centro Studi per l’Educazione alla Legalità, l'Alta Scuola di Psicologia “A. Gemelli” e l'Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo, insieme al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Brescia da alcuni anni stanno collaborando nella realizzazione di ricerche sulle mafie. Ma anche di attivare specifici itinerari formativi sull’argomento per contribuire alla crescita di una cultura della legalità e della cittadinanza. La speranza - scrive la neolaureata - è che si vada sempre più verso una presa in carico multidisciplinare delle persone-vittime, perché possano essere supportate, protette e sostenute, dal punto di vista fisico, psicologico, economico, lavorativo, relazionale e legale. Non hanno bisogno di commenti le parole di Paolo Borsellino: “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”. Dalla Statale è stato scelto il lavoro di Francesco Bertolini , laurea magistrale in Giurisprudenza, che ha analizzato il rapporto tra la criminalità organizzata e il traffico illecito d’arte e di beni culturali. Dal 2002, anno di nascita del Centro studi per l’educazione alla legalità, il prof. Caimi ha promosso iniziative culturali e attività di ricerca per sensibilizzare studenti e cittadini verso una cultura della legalità.

 
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