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«La radio esisterà sempre perché sa adeguarsi ai cambiamenti del mondo»

Intervista a Sara Franceschini , laureata Unicatt e coordinatrice del Master Fare Radio by LUCA BARENGHI | 03 novembre 2020 Sara Franceschini è una giornalista pubblicista, laureata magistrale presso il corso di Filologia Moderna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Con lei abbiamo parlato dell’importanza di un master come quello per il quale lavora ma soprattutto di un evento, I Love My Radio , andato in onda lo scorso 11 ottobre , capace di unire tutte le radio italiane sotto un’unica, grande bandiera: quella dell’amore per la musica del nostro paese. Qual è la marcia in più che un master come Fare Radio dà a chi vuole affacciarsi al mondo radiofonico? «Attualmente non esiste un percorso formativo così completo e capace di fare un focus sulla radio a 360 gradi come Fare radio . Durante l’anno di corsi e stage gli studenti che vengono ammessi riescono ad apprendere una visione completa di cosa una radio sia realmente: dal suo funzionamento pratico, con un’attenzione particolare al lavoro di redazione e amministrativo, alla figura dello speaker. Pur essendo quest’ultimo tutt’altro che una brutta parola – significa infatti per me “fare una cosa che sia ama” – quando si passa alla professionalità si gioca tutta un’altra partita: si deve tenere conto del mercato, del lavorare in un team e di tante altre regole importantissime. Come può un evento come quello dello scorso 11 ottobre aiutare la musica durante un momento così difficile come quello che stiamo vivendo? «Quella che abbiamo affrontato durante l’ultimo anno è una crisi che ovviamente coinvolge non solo l’ambito per il quale lavoro. La cosa più stimolante è che tutto ciò vale anche per noi che siamo i coordinatori e tutor: impariamo tanto dai nostri studenti quanto loro imparano da noi. In poche parole, questo master è “uno scambio permeabile tra chi studia e chi insegna».

 

Empatia, approfondimento e raccordo: ritratto di uno speaker

RADIO Empatia, approfondimento e raccordo: ritratto di uno speaker Intervista a Matteo Di Palma , alumno Unicatt attualmente voce di R101 e coordinatore del Master Fare Radio: «La danno sempre per morta ma la radio è sempre sul pezzo. E i podcast sono una risorsa» by LUCA BARENGHI | 03 novembre 2020 Come sta la radio in Italia? Come si diventa speaker radiofonici? Di questo e di molto altro ne abbiamo parlato con Matteo Di Palma , speaker di R101 e coordinatore del Master Fare Radio - Produzione e management dei prodotti radiofonici . Oltre al lavoro di speaker dal 2016 collabora con l’Università Cattolica sia a fianco della professoressa Paola Abbiezzi presso la cattedra di Storia della Radio e della TV sia come coordinatore presso il master Fare Radio e come docente di Comunicazione radiofonica all'interno del corso di laurea Comunicazione e società. Invece, puntualmente, sia che si parli di televisione sia che si parli di streaming o di social, la radio è sempre sul pezzo, riesce a trovare il modo di inserirsi nei nuovi media e di uscirne ancora più forte di prima. Una serie di trasformazioni che, tuttavia, necessitano di una guida più precisa e accurata sia dal punto di vista dei gestori che delle nuove leve. Con lei abbiamo parlato dell’importanza di un master come quello per il quale lavora ma soprattutto di un evento, I Love My Radio , andato in onda lo scorso 11 ottobre, capace di unire tutte le radio italiane sotto un’unica, grande bandiera: quella dell’amore per la musica del nostro paese. Durante l’anno di corsi e stage gli studenti che vengono ammessi riescono ad apprendere una visione completa di cosa una radio sia realmente: dal suo funzionamento pratico, con un’attenzione particolare al lavoro di redazione e amministrativo, alla figura dello speaker.

 
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