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Con Francesco per promuovere l’Africa

FORMAZIONE E SVILUPPO Con Francesco per promuovere l’Africa Nei viaggio apostolico in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana, il Papa richiama il mondo a sostenere modelli responsabili di sviluppo economico. L’impegno della Cattolica per formare una nuova generazione di imprenditori locali 26 novembre 2015 Papa Francesco è in Africa per la viaggio apostolico in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana. Dalle parole che sta pronunciando emerge un appello a “ promuovere modelli responsabili di sviluppo economico ”, perché “l’esperienza dimostra che la violenza, il conflitto e il terrorismo si alimentano con la paura, la sfiducia e la disperazione, che nascono dalla povertà e dalla frustrazione”. Proprio in alcuni dei Paesi visitati dal Papa, l’Università Cattolica è presente con il Global Mba in lmpact Entrepreneurship dell' Alta Scuola impresa e società (Altis) per formare imprenditori sociali (in alto la festa dei diplomati della prima edizione del Kenya) . Faremo il possibile per partire nel 2016 in quattro nuovi Paesi, in cinque anni vogliamo coinvolgere alcune migliaia di imprenditori sociali», spiega Mario Molteni , fondatore di Altis-Cattolica presidente di Always Africa e nel Cda di E4Impact. Sostenere lo sviluppo in Africa è una strada, anche, per contenere i drammatici fenomeni migratori? L'assenza di opportunità di lavoro è una delle principali cause di questi fenomeni. Non solo per l'impatto diretto delle nostre iniziative, ma anche, come abbiamo già sperimentato ad esempio in Kenya e Ghana, perché fungiamo da diffusori di una cultura imprenditoriale, aiutando a innescare processi di sviluppo virtuosi.

 

Keneth, la mia stufa per l’acqua potabile

CATTOLICAPOST Keneth, la mia stufa per l’acqua potabile È un’idea che ha cambiato la vita a molti quella del giovane kenyota, che ha creato un’impresa per garantire un accesso più sicuro alle risorse idriche. Un percorso che l’ha portato nel 2012, dopo oltre dieci anni di esperienza nel campo dello sviluppo sostenibile, a impegnarsi in un progetto concreto per la comunità locale, cominciando a concepire quello che è oggi il modello di business di Stamp Investment , l’impresa da lui fondata a Nairobi. Secondo gli studi effettuati dall’impresa in diverse zone del Paese, l’uso di queste stufe riduce del 70% il rischio di contrarre malattie, permette di risparmiare sui consumi di risorse e sul tempo impiegato per cucinare un pasto con acqua pura. Quando ha capito che era sulla strada giusta? «Credo che il momento migliore della mia vita di imprenditore sia stato quando ho assistito all’intervista di una bambina da parte di un giornalista della stampa locale. Perché? «Ho deciso di iscrivermi perché sentivo che c’erano nella mia attività aspetti che potevo gestire meglio, avevo bisogno di una formazione imprenditoriale. E cosa consiglierebbe a un giovane che oggi volesse intraprendere questa attività? «Di cercare sempre il consiglio di chi ha fatto lo stesso prima di lui, di confrontarsi con chi ha esperienza, di studiare i bisogni del mercato per capire se il prodotto offerto risponde a una reale domanda. All’Mba abbiamo avuto l’opportunità di incontrare persone che prima di noi hanno affrontato la sfida imprenditoriale: è a loro che bisogna guardare per trovare l’ispirazione.

 
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