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Immigrati, mediazione contro paura

ottobre 2017 di Valerio Corradi * La documentata analisi proposta dal CIRMiB - il Centro di iniziative e ricerche sulle Migrazioni a Brescia - fornisce chiare indicazioni su come l’immigrazione stia trasformando, gradualmente e a più livelli, la società bresciana. I molti argomenti affrontati sono riconducibili ad almeno due ordini di questioni: il grado di inclusione socio-lavorativa degli immigrati regolari e il livello di sostenibilità dell’accoglienza di richiedenti asilo/rifugiati. Oltre al dato sui “nuovi cittadini bresciani”, ne danno conferma: l’aumento degli stranieri proprietari di abitazione, il calo della mobilità territoriale verso altre province italiane, la crescita dei residenti da più di 10 anni, la prevalete motivazione famigliare rispetto a quella economica per i nuovi arrivi. Una riprova è che circa il 10% dei posti complessivi di accoglienza è gestito tramite lo SPRAR (29 i comuni coinvolti), mentre la più ampia distribuzione dei richiedenti asilo/rifugiati è il risultato di interventi non organici attuati tramite i Centri di Accoglienza Straordinaria. Per giungere a un modello compiuto e condiviso è necessario un ulteriore sforzo di tutti gli attori in gioco nel supportare percorsi di inclusione e di accoglienza che siano sensibili alle differenze e forniscano concrete opportunità per una crescita sociale sostenibile del territorio. Docente di Sociologia del territorio e Centro di Iniziative e di Ricerche sulle Migrazioni - CIRMiB #immigrazione #mediazione #scuola #brescia Facebook Twitter Send by mail Alcuni dati Dal rapporto del CIRMiB "La Mediazione necessaria. Nel 2016 l’incidenza degli stranieri tra gli iscritti a un corso universitario a Bs è del 6,3% (7% presso l’Università degli Studi e 4,3% presso la Cattolica di Brescia); fra gli immatricolati ormai l’80% ha frequentato le scuole superiori in Italia.

 

L’italiano e la diplomazia della lingua

Le esperienze di mediazione culturale nella scuola e sul territorio in un ciclo di incontri promossi dal master Didattica dell’italiano L2 by Daniela Fogliada | 14 marzo 2018 In un mondo senza confini, ma attraversato da profonde barriere, la cultura è lo strumento principale per fare incontrare popoli e visioni differenti. Cultura anche intesa come “consapevolezza di sé, conoscenza dell'altro e reciproco rispetto”, come osserva Giorgio Paolucci , giornalista e scrittore, protagonista del ciclo di conferenze sul tema L’insegnante di italiano L2 ambasciatore linguistico-culturale . Un percorso promosso dal master in Didattica dell’italiano L2 , diretto dalla professoressa Mariateresa Zanola , che mette in evidenza l’importanza del saper trasmettere la conoscenza della lingua e quindi della cultura italiana. In questa prospettiva, la figura del docente L2 si pone come vero e proprio ambasciatore delle nostre prerogative nelle diverse realtà, anche in chiave di una crescita reciproca» afferma Maria Cristina Gatti , membro del Comitato scientifico del master. In una visione complessiva, partendo da culture a prima vista molto distanti, come quella araba, può essere utile approfondire i rapporti che nei secoli si sono dipanati tra la lingua e la cultura araba e quella italiana, le contaminazioni lessicali, i reciproci influssi in campo architettonico e artistico». L’esperienza del coro testimonia la possibilità di un arricchimento derivante dalla conoscenza e dalla valorizzazione di differenti traduzioni musicali, come pure la fecondità di un’amicizia tra giovani di diverse etnie, culture e fedi religiose tutti orientati alla ricerca e alla valorizzazione del Bello. Il Sinodo Minore, indetto dall’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini , è un interessante tentativo di valorizzazione della dimensione religiosa delle migrazioni e del contributo che tale dimensione può offrire alla costruzione di una società che sia al tempo stesso coesa e aperta.

 

Traduzione, motore del turismo

Turismo Traduzione, motore del turismo La promozione del turismo italiano e del patrimonio culturale del territorio passa anche attraverso una traduzione specializzata, culturalmente mediata e targettizzata. by Bianca Martinelli | 16 aprile 2018 Una traduzione corretta e brillante, si sa, è un biglietto da visita essenziale per presentare una gamma di offerte ad un pubblico eterogeneo ed estraneo al campo. Una regola che vale per tutti i settori del commercio, ma che appare sempre più basilare in termini di promozione turistica e di comunicazione della vasta proposta culturale che l’Italia ha da offrire ai suoi avventori. Il workshop rientra infatti nel più ampio progetto #TranslatingEurope , un’iniziativa della Direzione generale Traduzione (DGT) della Commissione Europea finalizzata a favorire la cooperazione tra le parti interessate del mondo della traduzione per creare sinergie e valorizzare la professione del traduttore. “Turismo, cultura, enogastronomia, architettura, tradizioni materiali e immateriali: comunicare la specificità dell’offerta oggi è sempre più fondamentale per attrarre e fidelizzare utenti e pubblico – ha analizzato Katia Castellani , antenna della direzione generale Traduzione della Commissione europea. Le sfide per il futuro prossimo saranno certamente quelle di formare professionisti della traduzione e della mediazione culturale specializzati nel settore, nonchè favorire una comunicazione accessibile non solo da punto di vista linguistico, ma anche in un'ottica di inclusione e partecipazione sociale” ha concluso Castellani. Dépliant, brochure, audioguide museali o testi per siti internet: una buona traduzione deve essere in grado di trasmettere non solo informazioni, ma anche e soprattutto valori culturali e spirito identitario”.

 

Mediazione, giovani giuristi in gara

Piacenza Mediazione, giovani giuristi in gara Cinque studenti della facoltà di Economia e Giurisprudenza del campus di Piacenza parteciperanno il 18 e 19 febbraio a Milano alla Competizione italiana sulla conciliazione che mette a confronto studenti di varie università italiane. febbraio 2016 Cinque studenti del corso di laurea in Giurisprudenza, Federico Basini , Costanza Bidetti , Brando Fornaciari , Noemi Marchesi , Pierpaolo Sarti (nella foto-selfie in alto, con la loro tutor) , rappresenteranno quest’anno la sede piacentina dell’Università Cattolica alla Competizione Italiana di Mediazione (Cim), in programma a Milano il 18 e il 19 febbraio. La Cim è una gara che mette a confronto studenti di varie Università italiane sui temi della mediazione e della conciliazione. La preparazione alla Cim ci ha già permesso di sperimentare in prima persona i risvolti pragmatici propri della mediazione» affermano i cinque studenti. La partecipazione alla competizione, poi, sarà sicuramente un’esperienza interessante, stimolante ma soprattutto utile, che ci permetterà di avere un confronto diretto con tanti altri studenti provenienti da diverse realtà universitarie. È stata presente agli incontri di simulazione organizzati con gli studenti anche l’avvocato Flavia Motti , mediatore accreditato presso gli organismi locali, assumendo in tale ambito appunto il ruolo del mediatore. Le tre professioniste hanno aderito all’iniziativa con grande interesse in quanto convinte che la cultura della mediazione vada divulgata e fatta apprendere, anche nei suoi aspetti applicativi, sin dal periodo universitario.

 

Gara di mediazione, successo per Piacenza

Piacenza Gara di mediazione, successo per Piacenza Gli studenti del corso di laurea in Giurisprudenza della sede di Piacenza si sono classificati a ridosso delle prime tre squadre premiate ex aequo alla Competizione italiana di Milano. Erano un centinaio gli studenti che si sono confrontati a Milano alla Competizione Italiana di Mediazione (CIM) presso la Camera Arbitrale di Milano. Al di là dei risultati raggiunti, gli studenti piacentini hanno dimostrato eccellenti qualità sotto diversi profili, provocando commenti entusiasti e plateali attestazioni di stima da parte di tutti i giudici della gara. Ma anche gli studenti sono stati a dir poco entusiasti» a parlare con il giusto orgoglio il professor Antonino Barletta, docente di Diritto processuale civile e Diritto dell’arbitrato presso il Corso di Laurea in Giurisprudenza di Piacenza e promotore della partecipazione degli studenti alla competizione italiana di mediazione. Con questo progetto abbiamo portato in aula una forma di didattica innovativa, che consente agli studenti di Giurisprudenza di Piacenza di sperimentarsi su forme di giustizia alternativa che si stanno diffondendo rapidamente anche in Italia». “ Un'esperienza dinamica e stimolante” ci dicono entusiasti Costanza Bidetti e Federico Basini “ci siamo confrontati con studenti di realtà universitarie differenti; ciascuno dei partecipanti è stato portatore di un personale approccio alla mediazione, nell'ottica di una competizione sana e costruttiva.”. Pierpaolo Sarti parla di una “esperienza affascinante di cui mi sono rimasti impressi la rilevanza e il rispetto che la mediazione riconosce ai ruoli e alle posizioni delle parti.

 
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