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Il microbiota predice i tumori

I risultati dello studio, su pazienti e soggetti sani di controllo, aprono le porte alla possibilità di cure mirate e all’identificazione precoce dei pazienti con cirrosi epatica da fegato grasso a maggior rischio di sviluppare epatocarcinoma. I fattori di rischio per il peggioramento della salute del fegato, in assenza di danno da alcol o da virus o da autoimmunità, sono l’iperalimentazione, l’eccesso di fruttosio industriale, la vita sedentaria, il diabete, il sovrappeso, l’obesità e alcuni fattori genetici. Una delle conseguenze più subdole e pericolose del fegato grasso è la formazione di fibrosi epatica, ovvero di un tessuto cicatriziale nell’organo, che compromette la sua funzionalità, fino allo sviluppo della cirrosi, in assenza di adeguate misure terapeutiche. A tale scopo i ricercatori hanno confrontato la flora intestinale di 61 pazienti, 21 con cirrosi da fegato grasso e tumore epatico, 20 con cirrosi ma senza tumore e 20 individui sani. microbiota #intestino #cirrosiepatica #fegatograsso Facebook Twitter Send by mail Print LA ";MICROBIOTA REVOLUTION"; Nello studio emerge che i pazienti con tumore epatico presentano livelli eccessivi di calprotectina fecale, che è una proteina rilasciata da cellule del sistema immunitario nelle condizioni di infiammazione. Inoltre il microbiota dei pazienti con cirrosi era caratterizzato da una maggiore abbondanza di Enterobacteriaceae e Streptococco e una carenza di Akkermansia, quest’ultima parte del pool di batteri benefici per l’organismo. Pertanto, le alterazioni del microbiota intestinale in questi pazienti potrebbero determinare lo sviluppo di un microambiente che favorisce l’insorgenza di tumore epatico mediante meccanismi diretti, infiammatori, e indiretti, di immunosoppressione.

 

Trapianto di microbiota, scoperta eccezionale

Il verdetto finale favorevole alla nuova terapia è stato reso noto sulla prestigiosa rivista “Annals of Internal Medicine” e si deve al gruppo del professor Antonio Gasbarrini , ordinario di Gastroenterologia all’Università Cattolica e Direttore dell’Area Medicina Interna, Gastroenterologia e Oncologia medica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. L’infezione da Clostridium difficile è diventata epidemica negli ultimi anni, complice l’abuso di antibiotici, specialmente in pazienti anziani e fragili. Tuttavia, il Clostridium difficile è un batterio che risiede in forma latente nell’intestino di una quota consistente (circa il 30%) delle persone (portatori sani), e l’infezione si manifesta solo quando il microbiota intestinale sano del soggetto viene debilitato, come in caso di massicce e ripetute terapie antibiotiche. gastroenterologia #microbiota #clostridiumdifficile #intestino Facebook Twitter Send by mail Print LO STUDIO Si tratta di uno studio prospettico osservazionale che ha coinvolto 290 pazienti ricoverati per infezione da Clostridium difficile. Anzitutto per la prima volta abbiamo dimostrato che il trapianto fecale migliora la sopravvivenza complessiva di questi pazienti, che mediamente sono di base molto fragili e defedati, ed è il motivo per cui sviluppano tale infezione. Questo vuol dire che la rigenerazione del microbiota sano riesce a riequilibrare il microambiente intestinale e a ripristinare le funzioni vitali del microbiota, in primis quella di regolazione del metabolismo e delle funzioni immunitarie. La seconda conseguenza – conclude Ianiro - è che, con una tale riduzione della lunghezza media delle ospedalizzazioni, diventa antieconomico (anche se degli studi adeguati di costo-efficacia vanno ancora condotti) non avere tale metodica disponibile in ogni ospedale”.

 

Microbiota, l’amico invisibile del benessere

La scienza è sempre più attenta al microbiota, l’insieme delle cellule batteriche che vivono nell’apparato digerente, e in particolare nell’intestino e ci offre anche una serie di indicazioni utili per mantenere in salute questa “megalopoli” di abitanti che debbono convivere al meglio per favorire il nostro benessere. Il volume è unico per metodologia, approccio e struttura e, per la prima volta, porta la competenza degli studiosi ad affrontare in maniera organica un tema di cui si parla tanto, ma su cui la conoscenza è ancora confusa, il mondo del microbiota. Il microbiota cambia continuamente con il passare degli anni ed in qualche modo “dipende” dalle nostre abitudini, rappresentando una sorta di “chiave” olistica di lettura del benessere della persona» spiega il professor Antonio Gasbarrini. L’iniziativa, infine, ha un importante valore in termini di sostenibilità in quanto Fondazione Istituto Danone ha deciso di devolvere tutti i proventi della vendita del libro all’Università Cattolica del Sacro Cuore per supportare attività di ricerca ». Michelangelo Giampietro - Specialista in Medicina dello Sport e in Scienza dell’Alimentazione, Docente della Scuola dello Sport del Comitato Olimpico Nazionale Italiano - CONI – Roma – Board Fondazione Istituto Danone Claudio Maffeis - Professore di Pediatria presso l’Università degli Studi di Verona. Lorenzo Morelli - Professore di Microbiologia e Direttore DISTAS presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza – Cremona e Presidente del Comitato Scientifico di Fondazione Istituto Danone Michele Sculati Medico - Specialista in Scienza dell’Alimentazione, Dottore di Ricerca in Sanità Pubblica. Docente presso i Master in nutrizione dell’Università degli Studi di Pavia e Milano Bicocca - Board Fondazione Istituto Danone Curatori: Federico Mereta , medico e giornalista scientifico – Fondazione Istituto Danone Silvia Di Maio , dottoressa in Biologia applicata alle Scienze della Nutrizione dedica alla divulgazione scientifica in Fondazione Istituto Danone.

 
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