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Migrazioni, il lavoro che m(n)obilita

summer school 2018 Migrazioni, il lavoro che m(n)obilita Fanno i lavori che gli italiani non vogliono più svolgere ma in un quadro di precarizzazione sono divenuti ingranaggi di un circolo vizioso di un peggioramento delle condizioni di lavoro e reddito. Era l’obiettivo della Summer School “ Mobilità umana e giustizia globale ” 2018 , che si è tenuta quest’anno a Santa Maria di Leuca. Il fenomeno migratorio pone una varietà di sfide ai mercati dell’Unione Europea, chiamati a verificare le proprie capacità di inclusione; d’altro canto appare però indiscutibile che, superando gli attuali (e troppo spesso inefficaci) modelli dell’integrazione, il beneficio apportato da questi attori economici sarebbe straordinario. La straordinaria adattabilità dei migranti - sottolinea Laura Zanfrini al termine della IX edizione della scuola - li ha resi i candidati ideali per occupare quei lavori che gli italiani non volevano più fare rendendoli una risorsa strutturale per il funzionamento della nostra economia e della nostra società. E conclude affermando che «garantire l’uguaglianza delle opportunità e le condizioni di un lavoro decente e dignitoso per tutti è dunque un passaggio fondamentale per valorizzare il potenziale dell’immigrazione e promuovere una convivenza pacifica e solidale». Quest’ultimo comincia invece da piccoli step, è localizzato, sostenibile, non è solo di qualcuno, ma di molti e ovviamente necessita di una congiunzione socio-politica virtuosa. Nel panorama delle iniziative formative dedicate al fenomeno delle migrazioni internazionali, la Summer School si distingue per il fatto di condurre l’analisi della mobilità umana all’interno di una riflessione più ampia, che comprende la questione della giustizia in tutte le sue implicazioni (economiche, politiche, sociali, culturali ed etiche).

 

Vi racconto la mia Turchia

milano Vi racconto la mia Turchia Gül Ince Beqo , dottoranda in Sociologia all’Università Cattolica, studia l’immigrazione turca in Italia sconfinando con piacere nel territorio della letteratura. Gül Ince Beqo , dottoranda in Sociologia all’Università Cattolica di origine turca, ha scelto di dedicare il suo lavoro di ricerca a capire l’evoluzione, le criticità e la copertura mediatica di questo fenomeno. Nata a Karabük, in Turchia, nel 1984, dopo gli studi sociologici e un master in Cinema nel suo Paese, si è laureata in Italia in lingue e letterature straniere con una tesi sulla traduzione poetica. Impronte è la storia della voglia di tornare alle origini, che si scontra con la crudeltà della realtà: «È un po’ la trasposizione di quanto succede ai turchi che vengono in Italia, considerata solo un crocevia di passaggio verso la Germania e più in generale i Paesi Nordici. Anche perché, fare ritorno in patria, è un’ipotesi che non contemplano quasi mai: «Le persone preferiscono piuttosto restare qui, anche a costo di vivere tra le difficoltà, perché gli uomini e i padri di famiglia hanno un forte senso dell’onore e della dignità. Tra tutte le storie che ascolta ogni giorno, quelle che riguardano le donne sono le più significative: «Mi sono resa conto che hanno alle spalle vicende sfortunate e di dolore, dalle quali sono sempre uscite a testa alta, senza mai piangersi addosso e guardando sempre avanti. E di lezioni, ora, si occuperà anche Gül, che terrà 40 ore di esercitazione di lingua turca nel nuovo corso in Cultura e civiltà della Turchia in partenza col nuovo anno accademico 2017-2018.

 

Un patentino per i rifugiati

Milano Un patentino per i rifugiati Espar, finanziato dal ministero dell’Interno e promosso dal Cross, offre un portfolio europeo con esperienze professionali, competenze e obiettivi di carriera dei migranti per favorirne l’inserimento lavorativo. febbraio 2018 Un percorso di dodici incontri, con lo scopo di stilare un bilancio di competenze per rifugiati e richiedenti asilo politico. Sono 363 i migranti che hanno concluso Espar (European Skills Passport for refugees) e hanno costruito il proprio portfolio di competenze in un anno e mezzo dall’avvio del progetto, ideato e promosso dal Cross, Centro di ricerca sull’orientamento e lo sviluppo socio-professionale dell’Università Cattolica. Finanziato dal Ministero dell’Interno con il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione dell’Unione Europea, a Espar hanno partecipato finora nove partner italiani, quattro soggetti aderenti esteri e sono stati formati 25 operatori che hanno condotto 39 gruppi composti da dieci 10 migranti ciascuno. Alla base del progetto, l’idea di rispondere ai diversi bisogni dei migranti che cercano di inserirsi nel mondo del lavoro del Paese che li accoglie. Ostacoli frequenti sono la scarsa conoscenza del sistema formativo e del mercato del lavoro, la scarsa conoscenza delle proprie competenze, la mancanza di progettualità di carriera, le aspettative irrealistiche, le resistenze a mettersi in gioco e a ridisegnare la propria carriera alla luce del nuovo scenario occupazionale. espar #portfoliocompetenze #rifugiatipolitici #migranti Facebook Twitter Send by mail LA PRESENTAZIONE A MILANO Si parlerà del progetto venerdì 9 febbraio nel convegno intitolato “ Valorizzare competenze per costruire integrazione ” all’ Istituto Sacro Cuore in piazza Buonarroti a Milano .

 

Rifugiati, un pass per il lavoro

milano Rifugiati, un pass per il lavoro Espar è un documento che, alla fine di un percorso, certifica le competenze dei migranti per facilitare l’integrazione e l’ingresso nel mondo del lavoro. by Maria Francesca Moro | 15 febbraio 2018 Molto più importante di un passaporto o di qualsiasi altro documento che descrive le generalità di una persona. Il documento è pensato per certificare le competenze dei rifugiati, perché solo diventando consapevoli di quel che si è in grado di fare è possibile trovare un lavoro adatto a sé. L’incontro è stato introdotto dal professor Alessandro Antonietti , direttore del Centro di ricerca sull’orientamento e lo sviluppo socio-professionale dell’Università Cattolica (Cross), e da Maria Assunta Rosa del Ministero dell’Interno, che ha definito Espar «la prova che migliorare l’accoglienza è possibile». Cristina Pugnal , dell’Istituto Oikos Onlus, e Martina Vitalone, della Coperativa Lotta contro l’emarginazione hanno raccontato il progetto in qualità di operatrici in centri di accoglienza, portando alla luce storie di integrazione e speranza. Con loro, alcuni dei protagonisti di queste storie: tre giovani arrivati da poco in Italia che, con sincerità e un pizzico di imbarazzo, hanno raccontato di come Espar abbia dato loro un concreto progetto per il futuro. Diego Boerchi , ricercatore del Dipartimento di Psicologia, ha presentato i dati sull’occupazione dei rifugiati nel territorio italiano, prima di lasciare spazio a una tavola rotonda moderata da Paolo Foschini del Corriere della Sera.

 

Migranti minorenni, presenza invisibile

gennaio 2017 di Giovanni Valtolina * “ Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce ” è il tema scelto da Papa Francesco per la Giornata mondiale dei migranti che verrà celebrata domenica 15 gennaio . Dunque, la sfida sarà, soprattutto se appena giunto nel paese che lo ospita, non soltanto quella di conservare un sentimento di integrità, ma anche quella di riuscire a considerare in continuità le diverse possibilità di espressione di sé, operando traduzioni e comparazioni tra codici culturali diversi. Un secondo elemento che rende la condizione del minore migrante ancor più faticosa è il fatto che le diverse proposte identitarie con cui egli entra in contatto nel corso del processo di socializzazione tendono a scontrarsi e a sovrapporsi con un impatto violento, quasi mai mediato. Un terzo elemento di sofferenza è costituito dal fatto che il minore si trova a dover costruire la propria identità in una società in cui si tiene scarsamente conto della sua presenza e dei suoi interessi e dove le prospettive di integrazione sono tutt’altro che esplicite e univoche. Di fatto egli è una presenza "invisibile" dal punto di vista dei diritti, per poi divenire "eccessivamente visibile" per la lingua che parla, per il colore della propria pelle, per i valori che sceglie. I dati annuali evidenziano inoltre il primato dell’Italia per numero di sbarchi nel Mediterraneo: degli oltre 361mila migranti giunti via mare in Europa la metà è approdata sulle coste italiane, il 48% degli sbarchi è avvenuto in Grecia (174mila arrivi), mentre sono stati 8.826 i migranti sbarcati in Spagna. Per quanto riguarda i minori il 2016 è stato caratterizzato da una notevole crescita di sbarchi di minori non accompagnati: gli arrivi di giovani migranti soli nel nostro Paese sono stati oltre 25mila , un numero più che raddoppiato rispetto all’anno precedente.

 

L’immigrazione e il blocco di Trump

milano L’immigrazione e il blocco di Trump Delia Pompa, del think tank americano Migration Policy Institute , parla ai nostri microfoni delle misure restrittive verso i Paesi arabi. Non sappiamo se diventeranno esecutive, devono superare tre diversi vagli». febbraio 2017 di Gianluca Durno e Lorenzo Giarelli «Non sappiamo ancora se il blocco di Trump verso i Paesi arabi diventerà esecutivo, perché la decisione deve essere sottoposta a tre diversi vagli. Delia Pompa , ricercatrice di Education Policy al Migration Policy Institute , think tank americano che si occupa proprio di tematiche legate alle migrazioni internazionali, legge così il momento politico che vivono gli Stati Uniti dopo l’insediamento di Donald Trump. Da quando Donald Trump è entrato nei pieni poteri di presidente, il mondo vive nell'incertezza di non sapere se il tycoon terrà fede alle promesse più estreme fatte in campagna elettorale. In attesa di capire se il blocco diventerà esecutivo, di certo il tycoon sembra andare controcorrente rispetto alle politiche di Obama: «In generale, in tema di integrazione – ha detto Delia Pompa – Obama ha attuato buone manovre. Su tutte, l'atto con cui diede protezione a chi fosse arrivato negli Usa prima dei 16 anni di età, anche da clandestino».

 

Immigrazione, studiare per agire

milano Immigrazione, studiare per agire De Bortoli, Guzzetti e Anna Maria Tarantola all’incontro promosso in Cattolica dalla Società dei membri della Legion d’onore , finalizzato anche a lanciare una raccolta di fondi per finanziare una borsa di studio per un giovane immigrato. Anna Maria Tarantola cita la Lettera agli Ebrei per aprire la tavola rotonda promossa in largo Gemelli dalla “ Società dei membri della Legion d’onore ”, di cui presiede la sezione italiana e quella presso la Santa Sede. Un incontro associato anche a una raccolta fondi per finanziare una borsa di studio da assegnare a un giovane immigrato per il conseguimento della laurea triennale in materie economico-sociali all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il primo è il nemico, percepito come una minaccia; il secondo è l’estraneo non minaccioso, percepito come un peso; il terzo è lo straniero residente che si integra e che va accolto». Proseguendo sulla medesima partizione martiniana, la presidente Tarantola ha sottolineato in che cosa consistano i tre rispettivi tipi di accoglienza: «Il primo richiede un intervento di emergenza; il secondo un’integrazione basata su apprendimento della lingua e lavoro; il terzo sull’integrazione culturale». Nonostante siamo abituati a parlare male di noi stessi l’Italia ha dato una grande dimostrazione di civiltà e il nostro modello di integrazione è più positivo di quello francese. Su questo versante anche l’intervento di Giuseppe Guzzetti , presidente della Fondazione Cariplo: «Purtroppo l’immigrazione è diventata un tema di scontro politico, evitato dai partiti tradizionali e cavalcato dai populisti.

 

Profughi: difendersi o difendere?

gennaio 2016 di Laura Zanfrini* L’immigrazione, per sua natura, sfida i confini di una comunità; non solo quelli fisici e politici, ma anche quelli identitari, mettendo in discussione i valori che regolano la convivenza. È dunque inevitabile che, quando si presenta con dimensioni tanto portentose che preannunciano un’evoluzione altrettanto imprevedibile, susciti risposte allarmistiche e tentativi di selezionare profughi e migranti in base ad esempio al background culturale e religioso. Culla dei diritti umani e dello stesso istituto del rifugio politico, ma al tempo stesso succube della logica sicuritaria egemone a livello mondiale, nell’impatto con l’esodo biblico di questi mesi l’Europa ha esibito l’arbitrarietà dei suoi confini, interni ed esterni. Lo stesso, insistente, richiamo “all’Europa” evoca l’esigenza di ripartire tra gli Stati il “peso” dei profughi, piuttosto che l’istanza di condividere la responsabilità di gestire questa sfida epocale. Ma la ricollocazione di poco più di 100mila profughi – è questo l’esito dei recenti vertici europei - resta un traguardo assai più modesto dell’auspicabile ridisegno del governo delle migrazioni secondo logiche non più unilaterali e nazionalistiche, ma coerenti coi valori profondi delle democrazie europee. Ci è voluta l’immagine straziante del corpo morto di un cucciolo d’uomo riverso su una spiaggia per ricordare all’Europa come si fossero, nel tempo, smarrite quelle istanze di giustizia, equità e libertà che dovrebbero irrorare il delicatissimo tema del governo dei confini. Limitarsi a imporre a un paese o a una comunità locale la “sua” quota di profughi, senza fare i conti con gli “umori” della popolazione, è incauto e poco lungimirante, tanto più quando ad alimentare il rifiuto sono preoccupazioni non solo economiche, ma anche identitarie.

 

Italia nel Consiglio di Sicurezza? Si può

milano Italia nel Consiglio di Sicurezza? Si può Secondo il segretario generale del ministero degli Affari Esteri Michele Valensise, nella sua lezione in Cattolica, a giugno il nostro Paese potrebbe aggiudicarsi uno dei due seggi non permanenti perché la quotazione del nostro brand nel mondo è in ascesa. Ma c’è modo e modo di fare valere questo principio, secondo Michele Valensise , segretario generale del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale . Quando oggi si parla di opzione militare - ha affermato nella sua lezione in Università Cattolica - l’opinione della Farnesina è molto chiara: nessuno vuole sottovalutare il peso che la componente militare può avere, tuttavia noi crediamo che occorra essere estremamente ponderati e cauti. L’Italia mantiene un’idea di privilegio della ricerca di una soluzione politica e negoziale». Nel suo intervento l’ambasciatore Valensise ha mostrato come sono cambiati gli equilibri mondiali nel giro di pochi anni: «Dal mondo della guerra fredda diviso in maniera minacciosa ma quasi rassicurante nel suo perpetuo equilibrio lo scenario è cambiato quasi di colpo» ha affrmato. Eppure oggi nominare l’Europa può essere fonte di un certo disagio vista la pericolosa distanza che si è creata tra il cittadino e le istituzioni europee». geopolitica #mediterraneo #onu #migranti Facebook Twitter Send by mail IL GRANDE DISORDINE MONDIALE Michele Valensise , segretario generale del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, ha tenuto una lezione aperta per gli studenti della Cattolica.

 

Parsi, capitano su Nave Bergamini

Milano Parsi, capitano su Nave Bergamini Il racconto delle operazioni di salvataggio dei migranti da parte del direttore dell’Aseri che, per 21 giorni, ha partecipato all’Operazione Mare sicuro della Marina Militare. In questa veste Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali alla facoltà di Scienze politiche e sociali e direttore dell’Aseri, ha potuto imbarcarsi il mese scorso nave Bergamini, comandata dal Contrammiraglio Salvatore Vitiello, impegnata nell’Operazione Mare sicuro. Ventun giorni per vedere da vicino le esperienze di salvataggio dei profughi e partecipare alle operazioni di monitoraggio delle coste italiane sul Mediterraneo. Le informazioni su quello che succede sulla costa libica e le condizioni metereologiche sono le premesse di ogni breafing serale per decidere le partenze verso i porti di Sabrata e Raguli e la dislocazione delle navi, ognuna in una zona di rispetto. Questi telefoni hanno un sistema di gps interno che permette di localizzare il barcone e quindi di procedere a inviare gli elicotteri per verificare la situazione e tranquillizzare le persone a bordo. Il duplice obiettivo è di mantenere la calma tra le persone a bordo per evitare che il mezzo si ribalti e di far indossare a tutti i salvagente prima che partano le operazioni». L'operazione dura dalle 10 del mattino alle 16, poi intorno alle 18 viene effettuato un trasbordo in senso inverso verso navi più grandi che hanno il compito di portare le persone verso un porto vicino in modo da poter disporre già il mattino seguente del più alto numero di navi possibile».

 

Migranti e paure ai Dialoghi di vita buona

MILANO Migranti e paure ai Dialoghi di vita buona Milano, lunedì 23 maggio 2016 . Al Piccolo Teatro Studio Melato al centro del dibattito le preoccupazioni e le soluzioni possibili di fronte alla questione delle migrazioni. Tra i relatori i professori dell’Ateneo Cristina Pasqualini e Riccardo Redaelli 19 maggio 2016 Interverranno anche i professori dell’Università Cattolica Cristina Pasqualini e Riccardo Redaelli lunedì 23 maggio alle ore 20.30, al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano (via Rivoli 6) ai “ Dialoghi di vita buona ” dal titolo “ Confini e migranti: paure e soluzioni ”. Il tema è di grande attualità: il sentimento di paura verso chi scappa da miseria, guerre e persecuzioni e approda nel nostro Paese e nelle nostre città corre il rischio di essere strumentalizzato. Cristina Pasqualini, docente dell’Università Cattolica presenterà i dati del Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo che documentano il sentimento comune di paura dei giovani italiani nei confronti dell’arrivo degli immigrati. Per questa ragione invitiamo a visitare il sito www.dialoghidivitabuona.it e ad inviare le domande sul tema della serata alla mail partecipa@dialoghidivitabuona.it o utilizzare gli account twitter dialoghivb usando come hashtag #dialoghi #migranti e f acebook/Dialoghidivitabuona per condividere i contenuti che saranno proposti. Nati dall’iniziativa del cardinale Angelo Scola e del professor Massimo Cacciari , i “Dialoghi di vita buona” sono promossi da diverse realtà culturali, sociali, economiche della metropoli milanese, riunite in un comitato scientifico , e vogliono essere una risposta comune alla frammentazione che caratterizza la nostra società.

 

A Lampedusa, avamposto di umanità

Cattolicapost A Lampedusa, avamposto di umanità Francesca Ferraro , dopo le edizioni nel leccese e a Castel Volturno della Summer School in “Mobilità umana e giustizia globale” vorrebbe partecipare anche a quella nell’isola siciliana. Il diritto a non emigrare”, avendo partecipato alle edizioni del 2014 a Roca di Melendugno , in provincia di Lecce, e a Castel Volturno , nella terra dei fuochi. E non vorrebbe mancare l’appuntamento dal 18 al 21 luglio nell’isola siciliana , diventata simbolo di solidarietà e di accoglienza. Il percorso professionale di Francesca è sempre stato all’insegna del sociale: «Avendo frequentato un corso di laurea magistrale in Scienze politiche per la famiglia, i minori e la comunità, ho sempre avuto un particolare interesse per questo settore. Grazie alle lezioni dei professori Laura Zanfrini e Giovanni Valtolina mi sono avvicinata di più al tema della migrazione e la Summer School andava a completare questo interesse». Tanti i pregi di questa esperienza, che va ben oltre il puro aspetto didattico: «Frequentavamo lezioni la mattina e il pomeriggio, unite a laboratorio e gite fuori porta per conoscere meglio il territorio. La Summer School non mi ha preparato direttamente ad affrontare quello di cui mi occupo adesso - afferma Francesca, che lavora come assistente sociale nel comune di un piccolo paese in provincia di Verona - ma ha avuto comunque il merito di completare la preparazione che ho ricevuto in università».

 

Volti da New Italian Workers

brescia Volti da New Italian Workers In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, mercoledì 20 giugno la sede di Brescia ospita la premiazione del concorso video per studenti sull’integrazione dei nuovi italiani attraverso il lavoro. Il contributo del Cirmib e dei ragazzi dello Stars 14 giugno 2018 New Italian Workers feat. Suranga Deshapriya Katugampala è la cerimonia di premiazione dell’edizione 2018 (la seconda) di New Italian Workers , il concorso video che fa parlare i nuovi italiani , con micro-interviste a lavoratori che raccontano a studenti di cinema e media la loro provenienza e la loro integrazione, proprio attraverso il lavoro. Lo accompagneranno gli altri due giurati, Graziano Chiscuzzu , videomaker, e Nicola Zambelli , distributore indipendente, figure note della cultura del film e del video bresciani. Dalle 21 seguirà una festa di taglio ancora più giovane, animata dai ragazzi dello Stars al Bar La Torre, a 50 metri dalla fermata della metro San Faustino e dalla sua installazione video dedicata. Qui è prevista musica live fino alle 22 e, a seguire, un DJ set. migranti #immigrazione #stars #lavoro Facebook Twitter Send by mail.

 

Migranti, serve un accordo globale

Milano Migranti, serve un accordo globale I leader mondiali stanno lavorando alla stesura di due Patti globali per la gestione dei flussi migratori e l’accoglienza che vedranno la luce alla fine del 2018. Ecco perché, da settembre 2016, i leader mondiali stanno lavorando per affrontare in maniera condivisa il fenomeno delle migrazioni, che implica non solo il rispetto della dignità e libertà umana ma anche la garanzia di uno sviluppo sostenibile, per tutti. L’impegno della Chiesa, le risposte delle Istituzioni ”, alla presenza del rettore Franco Anelli, di monsignor Mario Delpini , arcivescovo di Milano, e dell'assistente ecclesiastico generale dell'Università Cattolica monsignor Claudio Giuliodori . Si è trattato di un incontro di presentazione e discussione sui due Patti globali per rifugiati e migranti, che vedranno luce alla fine del 2018. Proprio quest’ultimo punto è stato il filo conduttore della conferenza: come ha spiegato il prefetto di Milano Luciana Lamorgese , tra gli ospiti dell’evento, «non è l’immigrazione a portare il terrorismo, ma la mancata integrazione». Particolarmente significative sono state le parole di monsignor Delpini, che ha sottolineato come «la Chiesa di Milano è per tradizione un luogo di convergenza, di passaggio, con anche la vocazione di costruire una società multiculturale e multireligiosa». Perché, come ha specificato monsignor Claudio Giuliodori , assistente ecclesiastico generale dell’Università, «nella mentalità diffusa l’immigrazione è un problema, un’emergenza», e ciò rischia di distogliere l’attenzione «dalle opportunità» di incontro da culture diverse: «su questo - ha concluso - c’è l’impegno della Chiesa».

 

Migranti, parlano Boeri e Zuccaro

Milano Migranti, parlano Boeri e Zuccaro Il presidente dell’Inps e il procuratore della Repubblica di Catania Carmelo Zuccaro , insieme al questore di Milano Marcello Cardona e al sindaco del capoluogo etneo Enzo Bianco , sono tra gli ospiti del percorso di approfondimento promosso dall’Augustinianum. ottobre 2017 Ricomincia l’anno di attività dei collegi inCampus dell’Università Cattolica. E ripartono anche le proposte di ciascun collegio dei percorsi di approfondimento su tematiche professionali, culturali e anche di stringente attualità. Appartiene a quest’ultima categoria il ciclo d’incontri che si prepara in collegio Augustinianum, che cercherà di affrontare - dal punto di vista delle istituzioni - la questione dei migranti, con l’intento di rifuggire da una visione semplicistica del problema e cercando di affrontarne, da diverse prospettive, tutte le implicazioni. Il percorso si concluderà con un’analisi del ruolo dei media nella rappresentazione del fenomeno e del dovere dell’accoglienza del cristiano, che verrà affrontato dall’assistente ecclesiastico d’Ateneo monsignor Claudio Giuliodori , insieme al Arcivescovo metropolita di Agrigento e presidente di Caritas Italiana cardinal Francesco Montenegro . Per info sul calendario degli incontri e sui relatori: www.collegiunicattolica.it e www.agostinisemper.it #collegi #augustinianum #migranti Facebook Twitter Send by mail.

 
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