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Migrazioni, il lavoro che m(n)obilita

summer school 2018 Migrazioni, il lavoro che m(n)obilita Fanno i lavori che gli italiani non vogliono più svolgere ma in un quadro di precarizzazione sono divenuti ingranaggi di un circolo vizioso di un peggioramento delle condizioni di lavoro e reddito. Era l’obiettivo della Summer School “ Mobilità umana e giustizia globale ” 2018 , che si è tenuta quest’anno a Santa Maria di Leuca. Il fenomeno migratorio pone una varietà di sfide ai mercati dell’Unione Europea, chiamati a verificare le proprie capacità di inclusione; d’altro canto appare però indiscutibile che, superando gli attuali (e troppo spesso inefficaci) modelli dell’integrazione, il beneficio apportato da questi attori economici sarebbe straordinario. La straordinaria adattabilità dei migranti - sottolinea Laura Zanfrini al termine della IX edizione della scuola - li ha resi i candidati ideali per occupare quei lavori che gli italiani non volevano più fare rendendoli una risorsa strutturale per il funzionamento della nostra economia e della nostra società. E conclude affermando che «garantire l’uguaglianza delle opportunità e le condizioni di un lavoro decente e dignitoso per tutti è dunque un passaggio fondamentale per valorizzare il potenziale dell’immigrazione e promuovere una convivenza pacifica e solidale». Quest’ultimo comincia invece da piccoli step, è localizzato, sostenibile, non è solo di qualcuno, ma di molti e ovviamente necessita di una congiunzione socio-politica virtuosa. Nel panorama delle iniziative formative dedicate al fenomeno delle migrazioni internazionali, la Summer School si distingue per il fatto di condurre l’analisi della mobilità umana all’interno di una riflessione più ampia, che comprende la questione della giustizia in tutte le sue implicazioni (economiche, politiche, sociali, culturali ed etiche).

 

Migranti, quale impatto nel food

PIACENZA Migranti, quale impatto nel food La sesta conferenza dell’Associazione Italiana di Economia Agraria e Applicata (Aieaa) sarà ospitata dalla sede di Piacenza il 15 e 16 giugno. Al centro dei lavori, le politiche dell’immigrazione e le ricadute nel settore agroalimentare. giugno 2017 Negli ultimi decenni l’agricoltura e le aree rurali hanno rappresentato la principale fonte di opportunità di lavoro per i migranti. La ricerca economica è andata oltre l’analisi dell’impatto degli immigrati sui salari e sull’occupazione europea: gli economisti hanno iniziato ad analizzare l’interazione tra i migranti e gli europei partendo dal loro grado di sostituzione e/o complementarietà e analizzando le loro reazioni in ambiti lavorativi. Di questi temi si occuperà la sesta Conferenza dell’Associazione Italiana di Economia Agraria e Applicata (Aieaa), che sarà ospitata dalla sede di Piacenza dell’Università Cattolica il 15 e 16 giugno 2017. Titolo del convegno: “Economics and Politics of Migration: Implications for Agriculture and Food” . piacenza #food #agricoltura #migrazioni Facebook Twitter Send by mail.

 

Ius soli, la legge imperfetta

Ogni legge in questa materia è per definizione imperfetta, e imperfetta non potrà che essere anche la legge che esiterà dal dibattito parlamentare. Già oggi, circa 4 su 10 degli stranieri che diventano cittadini (oltre 200mila nel 2016) sono giovani fino ai 19 anni, divenuti italiani per scelta al raggiungimento della maggiore età o, più spesso, per trasmissione dai genitori che hanno maturato i requisiti per richiedere la naturalizzazione. Fomentare la paura che “regalando” la cittadinanza si finirà con l’immettere nel corpo della nazione persone di dubbia lealtà può essere un argomento seducente, ma che diventa insostenibile quando lo si indichi come probabile effetto della riforma in discussione. A calamitare gli immigrati, specie quelli irregolari, è semmai, da sempre, l’ampia e radicata economia sommersa, con la sua insaziabile domanda di lavoro iper-adattabile, insieme alla nostra “tolleranza” verso l’immigrazione irregolare e le pratiche d’aggiramento della legge (che vedono gli immigrati perfettamente “integrati” al mal costume italico). Poiché un mutamento di status non avrà alcuna efficacia nel riequilibrare la composizione di una popolazione che registra - nonostante il contributo di un’immigrazione concentrata nelle età riproduttive - un numero di nascite annuali più che dimezzato rispetto a quello dei mitici anni del baby boom. Tanto da renderci sconcertati di fronte a un paese che tollera, nei confronti degli immigrati per i quali s’invoca l’uguaglianza, situazioni di sistematica violazione dei diritti più basilari, e condizioni di sfruttamento che rasentano lo schiavismo. Ma il suo significato potrebbe essere ancor più rilevante per le molte giovani vittime della condizione di disagio strutturale che segna l’esperienza dei figli di un’immigrazione concentrata nei gradini più bassi della stratificazione sociale.

 

Economia, la lezione di Tito Boeri

Roma Economia, la lezione di Tito Boeri Si è aperto il congresso della European Public Choice Society, ospitato dalla Facoltà di Economia nella sede di Roma dell’Ateneo. In apertura la lecture del Presidente dell’INPS su Migrazioni, populismo e Welfare State. Si tratta di temi cruciali per la ricerca nell’ambito dell’economia e del management sanitario, temi per i quali la Facoltà di Economia e la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica collaborano da qualche anno proprio sul campus di Roma, anche attraverso programmi formativi in lingua inglese.”. Durante il congresso verrà consegnato il Wicksell Prize al miglior paper presentato da un giovane ricercatore under 30. Il Premio è sponsorizzato dallo European Journal of Political Economy ed è dedicato all’economista svedese Knut Wicksell che difese l’intervento pubblico e lo Stato Sociale. Per ulteriori informazioni e per il programma completo dell’evento si può consultare il sito dedicato: http://www.epcs2018. economia #europa #migrazioni #populismo #healthcare Facebook Twitter Send by mail.

 

Migrazioni e immigrazione

È la fotografia scattata dal seminario Migrazioni: cambiamenti in atto e nuovi scenari , tenutosi lo scorso 22 marzo nella sede dell’Università Cattolica, e promosso dall’Ateneo e dal Centro di Iniziative e Ricerche sulle Migrazioni Brescia (Cirmib), in collaborazione con Fondazione Ismu e con la Congrega della Carità Apostolica. Le dinamiche del fenomeno migratorio in Italia e in Europa mettono in evidenza significative novità a causa sia dei perduranti effetti che la crisi economica ha sul mercato del lavoro, sia dei cambiamenti geo-politici e dei conflitti che investono le regioni del Medio Oriente e dell’Africa Sub-Sahariana. Dati alla mano, nel corso del seminario Vincenzo Cesaresco , Segretario Generale della Fondazione Ismu, ha illustrato come: “I permessi di soggiorno per motivi familiari abbiamo rappresentato il 40% degli ingressi nel 2014. Tra i principali mutamenti in corso occorre considerare come il 2015 abbia registrato i più alto numero di migranti giunti in Europa (oltre 1 milione) e come il 2016 non sia da meno, con una media di oltre 2mila ingressi al giorno. Un ulteriore punto è stato offerto da Gian Carlo Blangiardo , docente dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e Fondazione Ismu, che ha illustrato: “Occorre essere realistici nell’affrontare i cambiamenti della società, né demonizzare né esagerare le positività. Tra gli ultraquattordicenni provenienti da paesi a forte pressione migratoria in provincia di Brescia, nel 2015 i lavoratori a tempo indeterminato sono il 38% (nel 2014 erano il 32%), i disoccupati sono il 16% (-1% rispetto al 2014), le casalinghe sono l’11% (nel 2013 erano il 15%). Aumentano anche gli immigrati proprietari di casa, che passano dal 18% nel 2014 al 20% nel 2015, mentre la percentuale di chi è in affitto da solo o con i propri familiari scende dal 64% al 60% e di chi è in affitto in coabitazione con altri immigrati si riduce al 9%”.

 

Migranti e paure ai Dialoghi di vita buona

MILANO Migranti e paure ai Dialoghi di vita buona Milano, lunedì 23 maggio 2016 . Al Piccolo Teatro Studio Melato al centro del dibattito le preoccupazioni e le soluzioni possibili di fronte alla questione delle migrazioni. Tra i relatori i professori dell’Ateneo Cristina Pasqualini e Riccardo Redaelli 19 maggio 2016 Interverranno anche i professori dell’Università Cattolica Cristina Pasqualini e Riccardo Redaelli lunedì 23 maggio alle ore 20.30, al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano (via Rivoli 6) ai “ Dialoghi di vita buona ” dal titolo “ Confini e migranti: paure e soluzioni ”. Il tema è di grande attualità: il sentimento di paura verso chi scappa da miseria, guerre e persecuzioni e approda nel nostro Paese e nelle nostre città corre il rischio di essere strumentalizzato. Cristina Pasqualini, docente dell’Università Cattolica presenterà i dati del Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo che documentano il sentimento comune di paura dei giovani italiani nei confronti dell’arrivo degli immigrati. Per questa ragione invitiamo a visitare il sito www.dialoghidivitabuona.it e ad inviare le domande sul tema della serata alla mail partecipa@dialoghidivitabuona.it o utilizzare gli account twitter dialoghivb usando come hashtag #dialoghi #migranti e f acebook/Dialoghidivitabuona per condividere i contenuti che saranno proposti. Nati dall’iniziativa del cardinale Angelo Scola e del professor Massimo Cacciari , i “Dialoghi di vita buona” sono promossi da diverse realtà culturali, sociali, economiche della metropoli milanese, riunite in un comitato scientifico , e vogliono essere una risposta comune alla frammentazione che caratterizza la nostra società.

 

Nella pancia della bestia

MILANO Nella pancia della bestia La lezione in Cattolica del direttore del Journal of Global Slavery Damian Pargas sui rifugiati dalla schiavitù nell’America del 1800. Un parallelo con l’Europa di oggi e con le condizioni di chi oggi fugge alle nuove schiavitù. La paura, la paura di venir scoperti a causa del proprio colore della pelle, la paura di essere divisi dalla propria famiglia, di venir ricatturati e puniti, forse uccisi, erano i sentimenti prevalenti per milioni di neri negli Stati Uniti d’America durante i conflitti di secessione. In quei Paesi che si schierarono contro gli schiavi fuggitivi, dove ogni movimento sospetto poteva rappresentare un pericolo di vita, molte erano le fughe, inizialmente disorganizzate nelle boscaglie e nelle foreste, e poi presto stabilizzate tramite una serie di reti, verso il nord America, e cioè verso il Canada. Si affiancavano alle fughe verso il Messico, dove la vita era difficile rispetto al nord del continente americano, ma dove i confini politici erano da sempre scarsamente delineati e per questo meno difficili da violare. E mentre gli schiavi afroamericani si moltiplicavano e si stabilizzavano fino a “dimenticare” l’Africa, gli schiavi brasiliani, importati dagli schiavisti oltre le abolizioni, rammentavano le loro origini fino a creare movimenti politici e centri di forte autodeterminazione. Molti dunque gli stimoli e le simmetrie con le problematiche migratorie globali.

 

A Lampedusa, avamposto di umanità

Cattolicapost A Lampedusa, avamposto di umanità Francesca Ferraro , dopo le edizioni nel leccese e a Castel Volturno della Summer School in “Mobilità umana e giustizia globale” vorrebbe partecipare anche a quella nell’isola siciliana. Il diritto a non emigrare”, avendo partecipato alle edizioni del 2014 a Roca di Melendugno , in provincia di Lecce, e a Castel Volturno , nella terra dei fuochi. E non vorrebbe mancare l’appuntamento dal 18 al 21 luglio nell’isola siciliana , diventata simbolo di solidarietà e di accoglienza. Il percorso professionale di Francesca è sempre stato all’insegna del sociale: «Avendo frequentato un corso di laurea magistrale in Scienze politiche per la famiglia, i minori e la comunità, ho sempre avuto un particolare interesse per questo settore. Grazie alle lezioni dei professori Laura Zanfrini e Giovanni Valtolina mi sono avvicinata di più al tema della migrazione e la Summer School andava a completare questo interesse». Tanti i pregi di questa esperienza, che va ben oltre il puro aspetto didattico: «Frequentavamo lezioni la mattina e il pomeriggio, unite a laboratorio e gite fuori porta per conoscere meglio il territorio. La Summer School non mi ha preparato direttamente ad affrontare quello di cui mi occupo adesso - afferma Francesca, che lavora come assistente sociale nel comune di un piccolo paese in provincia di Verona - ma ha avuto comunque il merito di completare la preparazione che ho ricevuto in università».

 
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