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In Cattolica l’Europa della ricerca si apre per la prima volta al dibattito pubblico

Tre i pilastri del programma, per il quale sono stati previsti per i prossimi sette anni investimenti pari a 100 miliardi di euro (rispetto ai 77 di Horizon 2020), secondo le intenzioni della Commissione europea, confermate nel collegamento a distanza dall’onorevole Patrizia Toia , vice-presidente della Commissione Industria, Ricerca, Energia del Parlamento Europeo. Le missioni di ricerca sono una modalità nuova di concepire, disegnare, implementare, monitorare e valutare specifiche sfide legate ai cluster prioritari, cercando anche di comunicare al grande pubblico i progetti. È una partita che non possiamo abbandonare, anche se non abbiamo ancora definito gran parte dei dettagli di come saranno fatte le mission», ha osservato Marco Falzetti , direttore dell’Agenzia per la Promozione della ricerca europea. Per un Paese che ha una limitazione nella disponibilità di fondi di ricerca la partita europea non è solo una opportunità ma è anche necessaria». Una partita che la Cattolica, nell’ultimo quinquennio, ha giocato incrementando la partecipazione a progetti finanziati nell’ambito di Horizon 2020, raggiungendo, nel 2018, un tasso di successo pari al 12,66%, superiore al tasso di successo nazionale che si attesta all’11,9%. Secondo il professor Giorgio Rossi , membro italiano del Governing Board di European Open Science Cloud (Eosc) , «l’Italia investe in infrastrutture di ricerca eccellenti e ne gestisce nel campo della fisica, della terra solida, dell’atmosfera e della ricerca in ambito sociale». Le mission possono sfruttare le infrastrutture di ricerca per fare ricerca, in modo intrinsecamente multidisciplinare, su questioni complesse, che necessitano di dati scientifici sicuri», come nel caso dell’adattamento al cambiamento climatico e del suo impatto sulla società.

 
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